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	<title>Trame 1 &#187; libri | Trame 1</title>
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	<description>Festival dei libri sulle mafie</description>
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		<title>Al di là della notte. Storie di vittime innocenti di criminalità</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 08:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Il volume è uno sguardo nella soffitta del tempo, dove ci sono le foto in bianco e nero ormai sbiadite. Sono fotogrammi impressi nella memoria dei familiari delle vittime innocenti che raccontano ferite mai dimenticate. Il libro ricostruisce, attraverso il ricordo di chi quelle foto le conosce bene, storie che devono essere di esempio per le giovani generazioni perché questo non accada mai più. La ricostruzione sistematica delle vicende raccontate ci consegna un ritratto doloroso, che riapre ferite mai chiuse e che ha suscitato nei familiari delle vittime sdegno, angoscia, paura, pianto. Ogni vittima qui non è più solo un nome, ma vive con la sua storia. Raffaele Sardo Al di là della notte. Storie di vittime innocenti di criminalità Pironti, 2010]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il volume è uno sguardo nella soffitta del tempo, dove ci sono le foto in bianco e nero ormai sbiadite. Sono fotogrammi impressi nella memoria dei familiari delle vittime innocenti che raccontano ferite mai dimenticate. Il libro ricostruisce, attraverso il ricordo di chi quelle foto le conosce bene, storie che devono essere di esempio per le giovani generazioni perché questo non accada mai più. La ricostruzione sistematica delle vicende raccontate ci consegna un ritratto doloroso, che riapre ferite mai chiuse e che ha suscitato nei familiari delle vittime sdegno, angoscia, paura, pianto. Ogni vittima qui non è più solo un nome, ma vive con la sua storia.</p>
<p><strong>Raffaele Sardo</strong><br />
<em>Al di là della notte. Storie di vittime innocenti di criminalità</em><br />
Pironti, 2010</p>
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		<title>Alleanze nell’ombra. Mafie ed economie locali</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 08:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo volume curato da Rocco Sciarrone viene presentata una ricerca condotta dalla Fondazione Res che analizza l’economia della Sicilia e del Mezzogiorno puntando in particolare alle forme di compenetrazione tra mafie e economie locali. A quelle spinte che dal lato delle criminalità e da quello delle imprese alimentano queste relazioni perverse, con la complice intermediazione di un’“area grigia” di professionisti, politici e burocrati. Solo una migliore conoscenza di questo fenomeno in crescita può aiutare la messa a punto di azioni di contrasto più efficaci. Rocco Sciarrone Alleanze nell’ombra. Mafie ed economie locali Donzelli, 2011]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In questo volume curato da Rocco Sciarrone viene presentata una ricerca condotta dalla Fondazione Res che analizza l’economia della Sicilia e del Mezzogiorno puntando in particolare alle forme di compenetrazione tra mafie e economie locali. A quelle spinte che dal lato delle criminalità e da quello delle imprese alimentano queste relazioni perverse, con la complice intermediazione di un’“area grigia” di professionisti, politici e burocrati. Solo una migliore conoscenza di questo fenomeno in crescita può aiutare la messa a punto di azioni di contrasto più efficaci.</p>
<p><strong>Rocco Sciarrone</strong><br />
<em>Alleanze nell’ombra. Mafie ed economie locali</em><br />
Donzelli, 2011</p>
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		<title>Avvelenati</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 07:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[C’è un sottile filo rosso che lega il mistero delle navi dei veleni al business del nucleare. È quello stesso filo che mette assieme l’affare somalo e l’omicidio di Ilaria Alpi, il centro Enea di Rotondella e la strage di Ustica.È sulle coste calabresi che si addensano i più terribili sospetti, apparentemente confermati dal ritrovamento di una nave sui fondali al largo di Cetraro nel settembre scorso. Tra Regione Calabria e Ministero dell’Ambiente la battaglia si combatte a suon di perizie. A mettere la parola fine sul caso del relitto ritrovato, il rapporto della GEOLAB. Ma la storia delle navi dei veleni non può essere chiusa, come qualcuno vorrebbe… Manuela Iatì, Giuseppe Baldessaro Avvelenati Città del Sole, 2010]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>C’è un sottile filo rosso che lega il mistero delle navi dei veleni al business del nucleare. È quello stesso filo che mette assieme l’affare somalo e l’omicidio di Ilaria Alpi, il centro Enea di Rotondella e la strage di Ustica.È sulle coste calabresi che si addensano i più terribili sospetti, apparentemente confermati dal ritrovamento di una nave sui fondali al largo di Cetraro nel settembre scorso. Tra Regione Calabria e Ministero dell’Ambiente la battaglia si combatte a suon di perizie. A mettere la parola fine sul caso del relitto ritrovato, il rapporto della GEOLAB. Ma la storia delle navi dei veleni non può essere chiusa, come qualcuno vorrebbe…</p>
<p><strong>Manuela Iatì, Giuseppe Baldessaro</strong><br />
<em>Avvelenati</em><br />
Città del Sole, 2010</p>
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		<title>La Calabria sottosopra</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 10:24:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Un racconto in chiaroscuro, un’inchiesta sulla Calabria e i calabresi, un libro che prova a raccontare una regione. Non c’è solo la ‘ndrangheta a condizionare lo sviluppo e la crescita della Calabria, hanno una responsabilità anche quei calabresi che fingono di non vedere. Ma, soprattutto, pesa l’assenza di una classe dirigente solida, forte, capace di fronteggiare le pressioni del malaffare e in qualche caso della malavita organizzata. Il libro registra questo e tanto altro, come la mancanza di una vera volontà di ribellione per cambiare il corso delle cose. Nino Amadore La Calabria sottosopra Rubbettino, 2010]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Un racconto in chiaroscuro, un’inchiesta sulla Calabria e i calabresi, un libro che prova a raccontare una regione. Non c’è solo la ‘ndrangheta a condizionare lo sviluppo e la crescita della Calabria, hanno una responsabilità anche quei calabresi che fingono di non vedere. Ma, soprattutto, pesa l’assenza di una classe dirigente solida, forte, capace di fronteggiare le pressioni del malaffare e in qualche caso della malavita organizzata. Il libro registra questo e tanto altro, come la mancanza di una vera volontà di ribellione per cambiare il corso delle cose.</p>
<p><strong>Nino Amadore</strong><br />
<em>La Calabria sottosopra</em><br />
Rubbettino, 2010</p>
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		<title>Il cappio</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 09:01:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[È la più antica attività della mafia, il ponte privilegiato con l’economia legale e la politica, un sistema basato su un’eccezionale organizzazione territoriale: è il racket. Non c’è Cosa Nostra senza pizzo, la mafia costruisce sulla paura il bisogno di sicurezza che si prepara a soddisfare. Maurizio de Lucia, il magistrato che più di ogni altro ha indagato il fenomeno, insieme con Enrico Bellavia, giornalista che vive e lavora a Palermo, ci svela le strutture gerarchiche, il linguaggio e le prassi di un sistema delinquenziale di impressionante complessità; ma racconta anche i segnali di rivolta che arrivano dalla Sicilia, da Palermo, a dimostrazione del fatto che la lotta al racket può cominciare solo da lì, dalla terra in cui la mafia affonda le proprie radici e continua a esercitare quasi incontrastata il proprio potere. Maurizio De Lucia Il cappio BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, 2009]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>È la più antica attività della mafia, il ponte privilegiato con l’economia legale e la politica, un sistema basato su un’eccezionale organizzazione territoriale: è il racket. Non c’è Cosa Nostra senza pizzo, la mafia costruisce sulla paura il bisogno di sicurezza che si prepara a soddisfare. Maurizio de Lucia, il magistrato che più di ogni altro ha indagato il fenomeno, insieme con Enrico Bellavia, giornalista che vive e lavora a Palermo, ci svela le strutture gerarchiche, il linguaggio e le prassi di un sistema delinquenziale di impressionante complessità; ma racconta anche i segnali di rivolta che arrivano dalla Sicilia, da Palermo, a dimostrazione del fatto che la lotta al racket può cominciare solo da lì, dalla terra in cui la mafia affonda le proprie radici e continua a esercitare quasi incontrastata il proprio potere.</p>
<p><strong>Maurizio De Lucia</strong><br />
<em>Il cappio</em><br />
BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, 2009</p>
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		<title>Cocaina Spa</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2011/2011/06/12/cocaina-spa/</link>
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		<pubDate>Sun, 12 Jun 2011 10:37:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli ultimi anni la regina delle droghe è diventata lei: la cocaina. Secondo l’Onu, ne fanno uso almeno 21 milioni di persone nel mondo, 13 in Europa, 1 milione in Italia. Ma il numero totale dei consumatori cresce di continuo. In tutto il pianeta, il giro d’affari della vendita all’ingrosso e dello spaccio frutta alla Cocaina S.p.A. quasi 500 miliardi di dollari l’anno, da spartire nella trafila che va dai campesinos ai chimici, dai broker ai corrieri, fino ai pusher che vendono a folle di clienti inconsapevoli. Un boom di mercato, ma a caro prezzo: criminalità, inquinamento ambientale, corruzione, riciclaggio, terrorismo, stragi, colpi di Stato. Vincenzo Spagnolo Cocaina Spa Pellegrini, 2010]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni la regina delle droghe è diventata lei: la cocaina. Secondo l’Onu, ne fanno uso almeno 21 milioni di persone nel mondo, 13 in Europa, 1 milione in Italia. Ma il numero totale dei consumatori cresce di continuo. In tutto il pianeta, il giro d’affari della vendita all’ingrosso e dello spaccio frutta alla Cocaina S.p.A. quasi 500 miliardi di dollari l’anno, da spartire nella trafila che va dai campesinos ai chimici, dai broker ai corrieri, fino ai pusher che vendono a folle di clienti inconsapevoli. Un boom di mercato, ma a caro prezzo: criminalità, inquinamento ambientale, corruzione, riciclaggio, terrorismo, stragi, colpi di Stato.</p>
<p><strong>Vincenzo Spagnolo</strong><br />
<em>Cocaina Spa</em><br />
Pellegrini, 2010</p>
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		<title>Il codice Provenzano</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jun 2011 11:03:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi che i padrini corleonesi sono stati arrestati, nella zona grigia restano i veri segreti di una lunga stagione di affari e di complicità. Decifrare i pizzini di Provenzano significa risolvere un giallo fitto di crimini e connivenze. In questo libro tutti gli elementi indiziari più preziosi. L’arresto di Bernardo Provenzano ha segnato un momento cruciale nella lotta alla mafia corleonese, che ha scandito una lunghissima stagione di sangue in Sicilia, e non solo, a partire dal 1978. Anche l’ultimo dei grandi capi in latitanza è finito in manette. Così, dal punto di vista delle statistiche, un’epoca è stata chiusa. Ma nella lunga stagione dei corleonesi, restano ancora troppi elenchi senza nomi. Il libro-documento che ha fatto conoscere la filosofia e gli affari della nuova mafia propone nuovi indizi per decifrare il fitto mistero del suo codice. Michele Prestipino Il codice Provenzano Laterza, 2009]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi che i padrini corleonesi sono stati arrestati, nella zona grigia restano i veri segreti di una lunga stagione di affari e di complicità. Decifrare i pizzini di Provenzano significa risolvere un giallo fitto di crimini e connivenze. In questo libro tutti gli elementi indiziari più preziosi. L’arresto di Bernardo Provenzano ha segnato un momento cruciale nella lotta alla mafia corleonese, che ha scandito una lunghissima stagione di sangue in Sicilia, e non solo, a partire dal 1978. Anche l’ultimo dei grandi capi in latitanza è finito in manette. Così, dal punto di vista delle statistiche, un’epoca è stata chiusa. Ma nella lunga stagione dei corleonesi, restano ancora troppi elenchi senza nomi. Il libro-documento che ha fatto conoscere la filosofia e gli affari della nuova mafia propone nuovi indizi per decifrare il fitto mistero del suo codice.</p>
<p><strong>Michele Prestipino</strong><br />
<em>Il codice Provenzano</em><br />
Laterza, 2009</p>
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		<title>Il coltello e il mercato.</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 10:48:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Un’efficace ricostruzione delle pratiche e dei linguaggi camorristici: dal concetto di “onore” a quello di “guapparia”, fino alle categorie fin troppo note di “estorsione” e “protezione”. Un affresco della camorra organizzata, diffusa e radicata in molti spazi di vita economica e sociale, per molti aspetti analoga al fenomeno odierno. Tra le fonti storiche e antropologiche, i termini e i comportamenti di un passato che non passa restituiscono un pezzo di storia collettiva a chi, nella crisi dell’Italia contemporanea, è interessato a non perdere le tracce della memoria e dell’identità. Marcella Marmo Il coltello e il mercato. La camorra prima e dopo l’unità d’Italia L’ancora del Mediterraneo, 2011]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Un’efficace ricostruzione delle pratiche e dei linguaggi camorristici: dal concetto di “onore” a quello di “guapparia”, fino alle categorie fin troppo note di “estorsione” e “protezione”. Un affresco della camorra organizzata, diffusa e radicata in molti spazi di vita economica e sociale, per molti aspetti analoga al fenomeno odierno. Tra le fonti storiche e antropologiche, i termini e i comportamenti di un passato che non passa restituiscono un pezzo di storia collettiva a chi, nella crisi dell’Italia contemporanea, è interessato a non perdere le tracce della memoria e dell’identità.</p>
<p><strong>Marcella Marmo</strong><br />
<em>Il coltello e il mercato. La camorra prima e dopo l’unità d’Italia</em><br />
L’ancora del Mediterraneo, 2011</p>
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		<title>Come si diventa camorristi</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2011/2011/06/09/come-si-diventa-camorristi/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 10:47:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Montesacro è un paese inventato dell’entroterra campano che cela un luogo reale. Seguendo le vicende sociali, i mutamenti politici ed economici della piccola comunità, l’autore ricostruisce la genesi di un preciso modello di sviluppo, lo stesso che forse ha investito l’intero meridione d’Italia, ne ha mutato vita sociale e quotidiana. In queste pagine, come in un romanzo terribilmente realistico, “saccheggio urbano” e “rapina del territorio” sono i veri protagonisti di una grande e profonda trasformazione. Sono gli strumenti primari di un ceto dominante cinico, capace di incunearsi nei moderni processi capitalistici e di instaurare un sistema di potere coercitivo di cui la criminalità organizzata, la camorra, è solo il fenomeno più eclatante ed evidente. Marco De Biase Come si diventa camorristi Mesogea, 2011]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Montesacro è un paese inventato dell’entroterra campano che cela un luogo reale. Seguendo le vicende sociali, i mutamenti politici ed economici della piccola comunità, l’autore ricostruisce la genesi di un preciso modello di sviluppo, lo stesso che forse ha investito l’intero meridione d’Italia, ne ha mutato vita sociale e quotidiana. In queste pagine, come in un romanzo terribilmente realistico, “saccheggio urbano” e “rapina del territorio” sono i veri protagonisti di una grande e profonda trasformazione. Sono gli strumenti primari di un ceto dominante cinico, capace di incunearsi nei moderni processi capitalistici e di instaurare un sistema di potere coercitivo di cui la criminalità organizzata, la camorra, è solo il fenomeno più eclatante ed evidente.</p>
<p><strong>Marco De Biase</strong><br />
<em>Come si diventa camorristi</em><br />
Mesogea, 2011</p>
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		<item>
		<title>Contro la mafia</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2011/2011/06/08/contro-la-mafia/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 11:06:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tramefestival.it/2011/?p=256</guid>
		<description><![CDATA[Chi oggi voglia studiare o conoscere la natura del fenomeno mafioso s’imbatte in un problema: molti dei testi piu rilevanti, in diritti o fuori diritti, non sono facilmente reperibili. Da qui l’idea di Nando dalla Chiesa di un reading che raccolga i brani piu rilevanti dei testi chiave. “Non è mai buon segno, la rimozione. Come l’oblio o la perdita della memoria. Sono tutti sintomi, imparentati ma diversi, di debolezza o di malessere. Negli individui come nei popoli o nelle comunità. Si associano sempre alla perdita di una parte grande o piccola della propria identità. Questo libro nasce per impedire che una piccola ma significativa perdita di identità si completi: quella della società italiana di fronte alla sua storia, alla storia di cultura accumulata per combattere un nemico che ne ha messo a dura prova la democrazia colpendola ripetutamente al cuore. Un nemico che si chiama mafia”. Nando dalla Chiesa Contro la mafia Einaudi, 2010]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Chi oggi voglia studiare o conoscere la natura del fenomeno mafioso s’imbatte in un problema: molti dei testi piu rilevanti, in diritti o fuori diritti, non sono facilmente reperibili. Da qui l’idea di Nando dalla Chiesa di un reading che raccolga i brani piu rilevanti dei testi chiave. “Non è mai buon segno, la rimozione. Come l’oblio o la perdita della memoria. Sono tutti sintomi, imparentati ma diversi, di debolezza o di malessere. Negli individui come nei popoli o nelle comunità. Si associano sempre alla perdita di una parte grande o piccola della propria identità. Questo libro nasce per impedire che una piccola ma significativa perdita di identità si completi: quella della società italiana di fronte alla sua storia, alla storia di cultura accumulata per combattere un nemico che ne ha messo a dura prova la democrazia colpendola ripetutamente al cuore. Un nemico che si chiama mafia”.</p>
<p><strong>Nando dalla Chiesa</strong><br />
<em>Contro la mafia</em><br />
Einaudi, 2010</p>
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