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	<title>Trame 1 &#187; festival trame | Trame 1</title>
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	<description>Festival dei libri sulle mafie</description>
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		<title>Si respira aria di &#8220;Trame&#8221; a Lamezia Terme</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 14:45:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si respira aria nuova a Lamezia Terme. Trame, la prima edizione del Festival dei libri sulla mafia inizia nel secondo giorno di un&#8217;estate che si preannuncia bollente. La cerimonia di apertura si è svolta questa mattina a Palazzo Nicotera, nel centro della città, a pochi passi dalle altre due location nelle quali si terranno gli incontri dell&#8217;evento. Presenti alla cerimonia alcuni dei massimi vertici istituzionali, tra cui il Prefetto di Catanzaro Antonio Reppucci. In una sala gremita di gente, apre la conferenza Tano Grasso, Assessore alla cultura di Lamezia Terme e ideatore del Festival. &#8220;Un&#8217;iniziativa - dice Grasso - unica in Italia, resa possibile grazie all&#8217;impegno di professionisti seri e concreti&#8221;. Non mancano i ringraziamenti a tutti coloro i quali hanno contribuito largamente all&#8217;organizzazione che &#8211; continua l&#8217;assessore &#8211; &#8220;è avvenuta in tempi strettissimi, in condizioni non sempre semplici, e soprattutto in forma di assoluto volontariato&#8221;. Un Festival che nasce in primo luogo come &#8220;operazione politica&#8221; tesa ad alzare la qualità del contrasto alla criminalità organizzata attraverso l&#8217;utilizzo delle due armi più incisive e particolarmente temute dalle mafie: la cultura e la parola. Seguono gli interventi di Armando Caputo, Presidente dell&#8217;Antiracket di Lamezia Terme, Marco Polillo, Presidente dell&#8217;Associazione Italiana Editori [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2011/wp-content/uploads/sites/2/2011/06/aria-di-trame.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2045" title="aria di trame" src="http://www.tramefestival.it/cms/2011/wp-content/uploads/sites/2/2011/06/aria-di-trame.jpg" alt="" width="640" height="290" /></a>Si respira aria nuova a Lamezia Terme. Trame, la prima edizione del Festival dei libri sulla mafia inizia nel secondo giorno di un&#8217;estate che si preannuncia bollente.<span id="more-2036"></span> La cerimonia di apertura si è svolta questa mattina a Palazzo Nicotera, nel centro della città, a pochi passi dalle altre due location nelle quali si terranno gli incontri dell&#8217;evento. Presenti alla cerimonia alcuni dei massimi vertici istituzionali, tra cui il Prefetto di Catanzaro Antonio Reppucci.</p>
<p>In una sala gremita di gente, apre la conferenza Tano Grasso, Assessore alla cultura di Lamezia Terme e ideatore del Festival.</p>
<p><em>&#8220;Un&#8217;iniziativa </em>- dice <strong>Grasso</strong> -<em> unica in Italia, resa possibile grazie all&#8217;impegno di professionisti seri e concreti&#8221;</em>.</p>
<p>Non mancano i ringraziamenti a tutti coloro i quali hanno contribuito largamente all&#8217;organizzazione che &#8211; continua l&#8217;assessore &#8211; &#8220;<em>è avvenuta in tempi strettissimi, in condizioni non sempre semplici, e soprattutto in forma di assoluto volontariato&#8221;</em>. Un Festival che nasce in primo luogo come &#8220;<em>operazione politica&#8221; </em>tesa ad alzare la qualità del contrasto alla criminalità organizzata attraverso l&#8217;utilizzo delle due armi più incisive e particolarmente temute dalle mafie: la cultura e la parola.</p>
<p>Seguono gli interventi di Armando Caputo, Presidente dell&#8217;Antiracket di Lamezia Terme, Marco Polillo, Presidente dell&#8217;Associazione Italiana Editori e Maria Teresa Morano, neo eletta Presidente della Federazione delle associazioni antiracket italiane che ha sottolineato l&#8217;obiettivo di raggiungere una &#8220;consapevolezza sociale del problema mafioso&#8221; e l&#8217;importanza di &#8220;parlare di mafia a Lamezia Terme&#8221;.</p>
<p>La parola passa quindi a Lirio Abbate, giornalista e direttore dell&#8217;evento, minacciato per il suo lavoro dalla mafia e sotto scorta dal 2007. &#8220;<em>Questo Festival può essere un primo passo a supporto di una vera e propria rivoluzione culturale, è fondamentale infatti che il lavoro della magistratura sia supportato dalla forte presa di coscienza e ribellione della società civile&#8221;.</em></p>
<p>Il Sindaco Gianni Speranza chiude l&#8217;incontro dicendosi soddisfatto di vedere la città diventare simbolo dell&#8217;antimafia calabrese: &#8220;L&#8217;intenzione &#8211; dice il primo cittadino &#8211; è quella di portare avanti l&#8217;iniziativa proponendo annualmente nuovi incontri, in modo che questo lavoro possa realmente concretizzarsi in un cambiamento per la città e i calabresi tutti&#8221;. Soddisfatto dell&#8217;arrivo in città di tantissimi libri che saranno tenuti nella biblioteca e nelle scuole, il sindaco evidenzia l&#8217;importanza dell&#8217;evento soprattutto per i ragazzi lametini che considera forti e pieni di entusiasmo. L&#8217;intervento si chiude con una triplice dedica: &#8220;Vorrei pensare in questi giorni a Don Tonino Vattiata, vittima di una recente intimidazione da parte della &#8216;ndrangheta; ai ragazzi della Cooperativa Valle del Marro e ai giovani cronisti calabresi, spesso precari, sottopagati e minacciati&#8221;.</p>
<p>Con l&#8217;augurio di un reale cambiamento si conclude la cerimonia e si dà il via a cinque giorni di conferenze alle quali parteciperanno alcuni tra i maggiori esperti di mafie a livello internazionale, tra magistrati, giornalisti e studiosi. Il primo appuntamento è per oggi pomeriggio alle 17:00 a Palazzo Nicotera. Il tema sul quale ci si concentrerà è quello dell&#8217;informazione calabrese troppo spesso soffocata e resa difficile dai soprusi dei &#8220;potenti&#8221;.</p>
<p style="text-align: right"><em>g.g. e d.c.</em></p>
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		<title>ospitalità</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 11:29:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco un elenco dei ristoranti e degli alberghi che hanno aderito alla manifestazione con sconti riservati ai possessori di Trame.Card. dove mangiare? BARRIQUANDO Piazza Mercato Nuovo – tel. 345 4940255 MATA HARI Piazza Stocco, 11  &#8211; tel. 320 6184685 – 327 7341833 NOVECENTO Largo Sant’Antonio, 5 – Tel.  0968 448625 PER BACCO Garibaldi, 4 – 0968 26874 RUA SAO JOAO Piazza San Giovanni, 3 – Tel. 368 440526 THE FLYFISCHER Via Francesco Rismondi &#8211; Tel. 0968 200059 AL CAVALLINO BIANCO Via Colonnello Cassoli &#8211; Tel. 0968 23394 LA MADONNINA Piazza Ardito, 12 &#8211; Tel. 0968 25820 JOHN WINE Piazza Mercato Nuovo &#8211; Tel 3454940255 dove dormire? BRAM HOTEL Via del Mare – Lamezia Terme Tel. 0968 51598 - www.bramhotel.it HOTEL CLASS Località Rotoli &#8211; Lamezia Terme Tel. 0968 418517 &#8211;  www.hotelclass.it GRAND HOTEL LAMEZIA P.zza Lamezia &#8211; Lamezia Terme Tel. 0968 53021 &#8211;  www.grandhotellamezia.it HOTEL SAVANT Via Capitano Manfredi – Lamezia Terme Tel. 0968 26161 &#8211; http://www.hotelsavant.it/ &#160; È inoltre possibile scaricare un elenco completo dei luoghi di ristoro di Lamezia Terme cliccando qui.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco un elenco dei ristoranti e degli alberghi che hanno aderito alla  manifestazione con sconti riservati ai possessori di Trame.Card.</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>dove mangiare? </strong></span></p>
<p><strong>BARRIQUANDO</strong><br />
Piazza Mercato Nuovo – tel. 345 4940255</p>
<p><strong>MATA HARI</strong><br />
Piazza Stocco, 11  &#8211; tel. 320 6184685 – 327 7341833</p>
<p><strong>NOVECENTO</strong><br />
Largo Sant’Antonio, 5 – Tel.  0968 448625</p>
<p><strong>PER BACCO</strong><br />
Garibaldi, 4 – 0968 26874</p>
<p><strong>RUA SAO JOAO</strong><br />
Piazza San Giovanni, 3 – Tel. 368 440526</p>
<p><strong>THE FLYFISCHER </strong><br />
Via Francesco Rismondi &#8211; Tel. 0968 200059</p>
<p><strong>AL CAVALLINO BIANCO<br />
</strong>Via Colonnello Cassoli &#8211; Tel. 0968 23394</p>
<p><strong>LA MADONNINA<br />
</strong>Piazza Ardito, 12 &#8211; Tel. 0968 25820</p>
<p><strong>JOHN WINE</strong><br />
Piazza Mercato Nuovo &#8211; Tel 3454940255</p>
<p><span style="color: #800000"><strong>dove dormire? </strong></span></p>
<p><strong>BRAM HOTEL</strong><br />
Via del Mare – Lamezia Terme<br />
Tel. 0968 51598 -<strong> </strong> <a href="http://www.bramhotel.it/">www.bramhotel.it</a></p>
<p><strong>HOTEL CLASS </strong><br />
Località Rotoli &#8211; Lamezia Terme<br />
Tel. 0968 418517 &#8211;  <a href="http://www.hotelclass.it/">www.hotelclass.it</a></p>
<p><strong>GRAND HOTEL LAMEZIA </strong><br />
P.zza Lamezia &#8211; Lamezia Terme<br />
Tel. 0968 53021 &#8211;  <a href="http://www.grandhotellamezia.it/">www.grandhotellamezia.it</a></p>
<p><strong>HOTEL SAVANT</strong><br />
Via Capitano Manfredi – Lamezia Terme<br />
Tel. 0968 26161 &#8211; <a href="http://www.hotelsavant.it/">http://www.hotelsavant.it/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È inoltre possibile scaricare un elenco completo dei luoghi di ristoro di Lamezia Terme cliccando <a href="http://www.comune.lamezia-terme.cz.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/0%252F4%252F9%252FD.c39393ab56dd14987aa9/P/BLOB%3AID%3D252">qui.</a></p>
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		<title>Lirio Abbate</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 08:36:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lirio Abbate è inviato speciale de l’Espresso. È passato dalla cronaca giudiziaria al giornalismo investigativo. Si è occupato negli ultimi 15 anni dei principali scandali italiani su mafia, tangenti e corruzione. Con Peter Gomez ha scritto &#8220;I complici&#8221; (Fazi editore).]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lirio Abbate </strong> è inviato speciale de l’Espresso. È passato dalla cronaca giudiziaria al giornalismo investigativo. Si è occupato negli ultimi 15 anni dei principali scandali italiani su mafia, tangenti e corruzione. Con Peter Gomez ha scritto &#8220;I complici&#8221; (Fazi editore).</p>
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		<title>Nino Amadore</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jun 2011 15:37:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nino Amadore, giornalista messinese, dal 2003 redattore a Palermo de «Il Sole 24 Ore», da vent’anni frequenta il mondo dei giornali. È autore del libro La zona grigia, professionisti al servizio della mafia (La Zisa editore, 2007) e coautore, con Serena Uccello, del volume L’isola civile, le aziende siciliane contro la mafia (Einaudi, 2009); ha scritto il saggio sul giornalismo di inchiesta Studiare da giornalista.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nino Amadore</strong>, giornalista messinese, dal 2003 redattore a Palermo de «Il Sole 24 Ore», da vent’anni frequenta il mondo dei giornali. È autore del libro <em>La zona grigia, professionisti al servizio della mafia</em> (La Zisa editore, 2007) e coautore, con Serena Uccello, del volume <em>L’isola civile, le aziende siciliane contro la mafia</em> (Einaudi, 2009); ha scritto il saggio sul giornalismo di inchiesta <em>Studiare da giornalista</em>.</p>
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		<title>Antonello Ardituro</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jun 2011 09:42:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Antonello Ardituro è magistrato della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Pm di punta del pool anti-casalesi vanta una lunga serie di successi investigativi: dalle indagini sull’emergenza ambientale di Pianura, che vedeva coinvolti politici e ultrà napoletani, alla cattura dei boss latitanti Giuseppe Setola e Antonio Iovine.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Antonello Ardituro</strong> è magistrato della Direzione distrettuale antimafia di Napoli.  Pm di punta del pool anti-casalesi vanta una lunga serie di successi investigativi: dalle indagini sull’emergenza ambientale di Pianura, che vedeva coinvolti politici e ultrà napoletani, alla cattura dei boss latitanti Giuseppe Setola e Antonio Iovine.</p>
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		<title>Arcangelo Badolati</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jun 2011 15:37:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Arcangelo Badolati giornalista e scrittore, è caposervizio della Gazzetta del Sud ed autore di ben dodici libri sul fenomeno della criminalità organizzata. Ricordiamo tra questi in particolare ‘Ndrangheta eversiva, Kippler, 2007; Banditi e schiave. ‘Ndrine, albanesi e il codice Kanun, Pellegrini, 2009 e I segreti del boss, il racconto continua, Klipper 2008.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Arcangelo Badolati </strong>giornalista e scrittore, è caposervizio della Gazzetta del Sud ed autore di ben dodici libri sul fenomeno della criminalità organizzata. Ricordiamo tra questi in particolare<em> ‘Ndrangheta eversiva</em>, Kippler, 2007;<em> Banditi e schiave.</em> ‘Ndrine, albanesi e il codice Kanun, Pellegrini, 2009 e <em>I segreti del boss, il racconto continua,</em> Klipper 2008.</p>
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		<title>Un anno di cultura a Lamezia Terme</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jun 2011 10:00:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da un anno sono assessore alla cultura del Comune di Lamezia Terme e non passa giorno che non mi chieda che cosa significhi svolgere questo ruolo in terra di mafia; questo “chiedermelo” non è una suggestione culturale: è la dura imposizione non tanto di fatti concreti, facili da interpretare, ma del contesto. Preliminarmente è necessario provare a spiegare che significa essere terra di mafia e perché lo è Lamezia; non a caso, è proprio su questo punto di definizione che in questi mesi ho incontrato opposizioni e resistenze; del resto, il primo sintomo di un territorio come terra di mafia è proprio quello della negazione. Altra cosa è l’argomento che valorizza quell’opposizione di una parte della comunità: affermare che Lamezia è terra di mafia non ha nulla a che vedere con il voler ridimensionare o sottovalutare importanti spinte e reazioni, a partire dall’associazione antiracket. Il punto è un altro, è riconoscere quelle relazioni economiche e sociali da un lato, quell’area di complicità e di collusione da un altro lato, quella dimensione di consenso e di condivisione di valori e modelli culturali da un altro lato ancora; e questo riconoscimento è indispensabile per contrastare efficacemente tutti questi livelli che rendono la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="color: #333333">Da un anno sono assessore alla cultura del Comune di Lamezia Terme e non passa giorno che non mi chieda che cosa significhi svolgere questo ruolo in <em>terra di mafia</em>; questo “chiedermelo” non è una suggestione culturale: è la dura imposizione non tanto di fatti concreti, facili da interpretare, ma del <em>contesto.</em> <span id="more-782"></span>Preliminarmente è necessario provare a spiegare che significa essere terra di mafia e perché lo è Lamezia; non a caso, è proprio su questo punto di definizione che in questi mesi ho incontrato opposizioni e resistenze; del resto, il primo sintomo di un territorio come terra di mafia è proprio quello della negazione. Altra cosa è l’argomento che valorizza quell’opposizione di una parte della comunità: affermare che Lamezia è terra di mafia non ha nulla a che vedere con il voler ridimensionare o sottovalutare importanti spinte e reazioni, a partire dall’associazione antiracket.</span></p>
<p><span style="color: #333333">Il punto è un altro, è riconoscere quelle relazioni economiche e sociali da un lato, quell’area di complicità e di collusione da un altro lato, quella dimensione di consenso e di condivisione di valori e modelli culturali da un altro lato ancora; e questo riconoscimento è indispensabile per contrastare efficacemente tutti questi livelli che rendono la ‘ndrangheta così forte e così radicata. Così forte e così radicata da essere persino capace di ridurre la propria visibilità.</span></p>
<p><span style="color: #333333">La politica culturale di un comune in Calabria non può che essere il terreno su cui costruire concrete iniziative di contrasto. Non si possono programmare iniziative come se si fosse a Treviso, né pensare d’essere a Ravenna quando si promuovono degli incontri o a Novara per un’esposizione d’arte: qui, in terra di mafia, qui a Lamezia e in Calabria, fare politica culturale <em>deve</em> assolutamente coincidere con una strategia di opposizione alla ‘ndrangheta. La cultura <em>deve</em> diventare lo strumento più potente contro l’omertà e quella mentalità che da decenni assicura consenso e sostegno alle mafie del nostro Paese. Le sentenze dei tribunali incarcerano i mafiosi, ma impedire la riproduzione dei mafiosi non è compito di giudici e poliziotti, è la frontiera propria e specifica di enti locali, associazioni, società civile, imprenditori. E su questa frontiera si colloca la politica culturale del Comune di Lamezia; o, almeno, ci prova.</span></p>
<p><span style="color: #333333">Il <em>Festival dei libri sulle mafie</em> è un tentativo di rovesciare quel <em>contesto</em>, il tentativo d’essere un nuovo strumento contro l’omertà. L’idea di <em>Trame</em> è quella di avere ogni anno un momento di confronto e di verifica attorno alle numerose pubblicazioni su mafia e antimafia. Nell’Italia dei tanti festival letterari e dei tanti premi, non c’era alcuno spazio dedicato a queste problematiche in una situazione doppiamente paradossale: in primo luogo perché negli ultimi anni è notevolmente cresciuto l’interesse dei lettori, soprattutto giovani, e conseguentemente il numero dei libri dedicati ad approfondire aspetti delle realtà mafiose; in secondo luogo perché l’Italia è il paese delle mafie e della più straordinaria antimafia. Con <em>Trame</em> si prova a colmare questo deficit.</span></p>
<p><span style="color: #333333">Poi c’è un aspetto più specifico che occorre considerare. Con Lirio Abbate<em> </em>abbiamo cercato di offrire un panorama il più “plurale” possibile dei vari modi di pensare e fare “antimafia” nel nostro Paese. Uno degli errori più frequenti è quello di ritenere che l’antimafia sia riducibile ad un solo paradigma, magari quello che oppone alla mafia “mostro invincibile” la figura solitaria dell’eroe, come troppo spesso viene sollecitata dalle rappresentazioni mediatiche e cinematografiche. Ci sono numerose esperienze di antimafia nel nostro Paese così come diverse chiavi di lettura dei fenomeni mafiosi. Noi che abbiamo organizzato <em>Trame</em> pensiamo che questa pluralità non sia un elemento di debolezza e che il confronto non possa che rendere tutti noi più forti nella concreta azione di opposizione alle mafie del nostro Paese.</span></p>
<p><span style="color: #333333">Un’ultima osservazione per i cittadini di Lamezia e per tutti quelli che parteciperanno alle iniziative del Festival. La presentazione dei libri, ogni sera dalle diciotto a mezzanotte, avverrà in tre luoghi particolarmente significativi della nuova politica culturale del Comune: a palazzo Panariti, il palazzo delle arti e della creatività, un nuovo spazio che <em>in progress</em> raccoglie le più vivaci esperienze creative della città; il cortile di palazzo Nicotera, sede di una biblioteca da rifondare e rilanciare, d’aprire alle più avvertite esigenze culturali dei giovani; la piazza San Domenico, con alle spalle il Museo archeologico e il prossimo polo museale in via di realizzazione e l’antica sala del teatro Umberto destinata a cineclub. Questi luoghi collegati al corso principale della città dovranno essere un’unica area culturale e, a partire dal 22 giugno, un’area di libertà.</span></p></blockquote>
<p style="text-align: right"><span style="color: #333333"><strong><em>Tano Grasso</em></strong></span><br />
<span style="color: #333333"> Assessore alla cultura del Comune di Lamezia Terme e</span><br />
<span style="color: #333333"> Presidente onorario della FAI (Federazione antiracket italiana)</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Giuseppe Baldessarro</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jun 2011 15:35:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giuseppe Baldessaro giornalista, redattore de “Il Quotidiano della Calabria”, si occupa a Reggio Calabria di cronaca giudiziaria, e dal 2005 collabora con “La Repubblica”. Con Manuela Iatì ha scritto il libro inchiesta sul traffico di rifiuti pericolosi e radioattivi Avvelenati (Citta del Sole Edizioni, 2010).]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giuseppe Baldessaro</strong> giornalista, redattore de “Il Quotidiano della Calabria”, si occupa a Reggio Calabria di cronaca giudiziaria, e dal 2005 collabora con “La Repubblica”. Con Manuela Iatì ha scritto il libro inchiesta sul traffico di rifiuti pericolosi e radioattivi <em>Avvelenati </em>(Citta del Sole Edizioni, 2010).</p>
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		<title>Gianni Barbacetto</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 07:27:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gianni Barbacetto è giornalista del Fatto quotidiano. In passato ha lavorato al Mondo, all’Europeo, a Diario, ad Annozero. Collabora a Micromega e dirige Omicron (l’Osservatorio Milanese sulla Criminalità Organizzata al Nord). Ha lavorato anche per la radio, la tv, il cinema. Tra i suoi libri: Campioni d’Italia (2002); Il grande vecchio (2009); Se telefonando (2009). Con Peter Gomez e Marco Travaglio ha scritto Mani pulite (2002) e Mani sporche (2007).]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gianni Barbacetto</strong> è giornalista del Fatto quotidiano. In passato ha  lavorato al Mondo, all’Europeo, a Diario, ad Annozero. Collabora a  Micromega e dirige Omicron (l’Osservatorio Milanese sulla Criminalità  Organizzata al Nord). Ha lavorato anche per la radio, la tv, il  cinema. Tra i suoi libri: Campioni d’Italia (2002); Il grande vecchio  (2009); Se telefonando (2009). Con Peter Gomez e Marco Travaglio ha  scritto Mani pulite (2002) e Mani sporche (2007).</p>
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		<title>Francesco Barbagallo</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 15:35:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Francesco Barbagallo è un accademico e storico italiano. Ordinario di Storia Contemporanea e direttore del Dipartimento di Discipline Storiche dell’Università di Napoli Federico II, è un attento studioso del fenomeno criminale nelle regioni meridionali, argomento cui ha dedicato diversi lavori e interventi, accademici e non. Tra i suoi numerosi volumi ricordiamo: Il potere della camorra (1973- 1998), Einaudi, 1999; La modernità squilibrata del Mezzogiorno d’Italia, Einaudi, 2002; Lavoro ed esodo nel sud, Guida, 2008; Storia dell’Italia repubblicana, Carocci, 2009.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Francesco Barbagallo </strong>è un accademico e storico italiano. Ordinario di Storia Contemporanea e direttore del Dipartimento di Discipline Storiche dell’Università di Napoli Federico II, è un attento studioso del fenomeno criminale nelle regioni meridionali, argomento cui ha dedicato diversi lavori e interventi, accademici e non. Tra i suoi numerosi volumi ricordiamo: <em>Il potere della camorra</em> (1973- 1998), Einaudi, 1999; <em>La modernità squilibrata del Mezzogiorno d’Italia,</em> Einaudi, 2002; <em>Lavoro ed esodo nel sud</em>, Guida, 2008;<em> Storia dell’Italia repubblicana,</em> Carocci, 2009.</p>
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