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	<title>Trame 1 &#187; festival | Trame 1</title>
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	<description>Festival dei libri sulle mafie</description>
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		<title>Lirio Abbate</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 08:36:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lirio Abbate è inviato speciale de l’Espresso. È passato dalla cronaca giudiziaria al giornalismo investigativo. Si è occupato negli ultimi 15 anni dei principali scandali italiani su mafia, tangenti e corruzione. Con Peter Gomez ha scritto &#8220;I complici&#8221; (Fazi editore).]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lirio Abbate </strong> è inviato speciale de l’Espresso. È passato dalla cronaca giudiziaria al giornalismo investigativo. Si è occupato negli ultimi 15 anni dei principali scandali italiani su mafia, tangenti e corruzione. Con Peter Gomez ha scritto &#8220;I complici&#8221; (Fazi editore).</p>
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		<title>Nino Amadore</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jun 2011 15:37:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nino Amadore, giornalista messinese, dal 2003 redattore a Palermo de «Il Sole 24 Ore», da vent’anni frequenta il mondo dei giornali. È autore del libro La zona grigia, professionisti al servizio della mafia (La Zisa editore, 2007) e coautore, con Serena Uccello, del volume L’isola civile, le aziende siciliane contro la mafia (Einaudi, 2009); ha scritto il saggio sul giornalismo di inchiesta Studiare da giornalista.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nino Amadore</strong>, giornalista messinese, dal 2003 redattore a Palermo de «Il Sole 24 Ore», da vent’anni frequenta il mondo dei giornali. È autore del libro <em>La zona grigia, professionisti al servizio della mafia</em> (La Zisa editore, 2007) e coautore, con Serena Uccello, del volume <em>L’isola civile, le aziende siciliane contro la mafia</em> (Einaudi, 2009); ha scritto il saggio sul giornalismo di inchiesta <em>Studiare da giornalista</em>.</p>
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		<title>Antonello Ardituro</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jun 2011 09:42:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Antonello Ardituro è magistrato della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Pm di punta del pool anti-casalesi vanta una lunga serie di successi investigativi: dalle indagini sull’emergenza ambientale di Pianura, che vedeva coinvolti politici e ultrà napoletani, alla cattura dei boss latitanti Giuseppe Setola e Antonio Iovine.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Antonello Ardituro</strong> è magistrato della Direzione distrettuale antimafia di Napoli.  Pm di punta del pool anti-casalesi vanta una lunga serie di successi investigativi: dalle indagini sull’emergenza ambientale di Pianura, che vedeva coinvolti politici e ultrà napoletani, alla cattura dei boss latitanti Giuseppe Setola e Antonio Iovine.</p>
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		<title>Dimenticati. Vittime della &#8216;ndrangheta.</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jun 2011 09:14:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dimenticati è un libro dedicato alla storia e alle storie delle vittime della ’ndrangheta: cittadini innocenti da sempre in attesa di verità e di giustizia. Vicende personali a cui la narrazione di Danilo Chirico e Alessio Magro rende finalmente un volto. Affinché il diritto-dovere della memoria torni a essere patrimonio di tutti. E perché il movimento antimafia calabrese, capace di straordinarie battaglie per l’affermazione dei diritti civili e sociali, non sia più soltanto un grido destinato a restare inascoltato. In questo libro si troveranno le storie di tutti i morti per sequestro di persona, per delitto d&#8217;onore, le vittime tra i rappresentanti delle forze dell&#8217;ordine, i politici, i magistrati, i bambini e molte altre vittime. Danilo Chirico e Alessio Magro hanno fondato nel 2005 l’associazione antimafie daSud onlus e hanno ideato il progetto dell’archivio multimediale sulla criminalità organizzata in Calabria Stopndrangheta.it, premiato dal ministero delle Politiche giovanili nel 2008. Insieme, hanno pubblicato Il sangue dei giusti (con Claudio Careri; Città del Sole Edizioni, 2007; vincitore del premio giornalistico Bruno Trentin)e Il caso Valarioti. Rosarno 1980: così la ‘ndrangheta uccise un politico (onesto) e diventòpadrona della Calabria (Round Robin Editrice, maggio 2009). Danilo Chirico, Alessio Magro Dimenticati. Vittime della &#8216;ndrangheta. Catelvecchi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dimenticati è un libro dedicato alla storia e  alle storie delle vittime della ’ndrangheta: cittadini innocenti da  sempre in attesa di verità e di giustizia. Vicende personali a cui la  narrazione di Danilo Chirico e Alessio Magro rende finalmente un volto.  Affinché il diritto-dovere della memoria torni a essere patrimonio di  tutti. E perché il movimento antimafia calabrese, capace di  straordinarie battaglie per l’affermazione dei diritti civili e sociali,  non sia più soltanto un grido destinato a restare inascoltato.   In questo libro si troveranno le storie di tutti i morti per sequestro  di persona, per delitto d&#8217;onore, le vittime tra i rappresentanti delle  forze dell&#8217;ordine, i politici, i magistrati, i bambini e  molte altre  vittime.  Danilo Chirico e Alessio Magro hanno fondato nel 2005 l’associazione  antimafie daSud onlus e hanno ideato il progetto dell’archivio  multimediale sulla criminalità organizzata in Calabria  Stopndrangheta.it, premiato dal ministero delle Politiche giovanili nel  2008. Insieme, hanno pubblicato Il sangue dei giusti (con Claudio Careri; Città del Sole Edizioni, 2007; vincitore del premio  giornalistico Bruno Trentin)e Il caso Valarioti. Rosarno 1980: così la  ‘ndrangheta uccise un politico (onesto) e diventòpadrona della Calabria  (Round Robin Editrice, maggio 2009).</p>
<p><strong>Danilo Chirico, Alessio Magro<br />
</strong><em>Dimenticati. Vittime della &#8216;ndrangheta.</em><br />
Catelvecchi Editore, 2010</p>
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		<title>Arcangelo Badolati</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jun 2011 15:37:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Arcangelo Badolati giornalista e scrittore, è caposervizio della Gazzetta del Sud ed autore di ben dodici libri sul fenomeno della criminalità organizzata. Ricordiamo tra questi in particolare ‘Ndrangheta eversiva, Kippler, 2007; Banditi e schiave. ‘Ndrine, albanesi e il codice Kanun, Pellegrini, 2009 e I segreti del boss, il racconto continua, Klipper 2008.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Arcangelo Badolati </strong>giornalista e scrittore, è caposervizio della Gazzetta del Sud ed autore di ben dodici libri sul fenomeno della criminalità organizzata. Ricordiamo tra questi in particolare<em> ‘Ndrangheta eversiva</em>, Kippler, 2007;<em> Banditi e schiave.</em> ‘Ndrine, albanesi e il codice Kanun, Pellegrini, 2009 e <em>I segreti del boss, il racconto continua,</em> Klipper 2008.</p>
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		<title>Trame, un terremoto culturale in terra calabra</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2011/2011/06/03/prova-news-2/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Jun 2011 10:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La forza delle parole e delle azioni contro le mafie può scuotere le coscienze dei calabresi. Un terremoto culturale capace di far crollare il muro di omertà è quello che vogliamo provocare con «Trame». In questa terra di Calabria martoriata da criminali senza scrupoli che si alimentano anche della paura della gente. E della collusione di amministratori e professionisti infedeli e avidi del denaro sporco. Gli autori e i giornalisti che abbiamo scelto di far intervenire a Trame sono tra i pochi rimasti in questo Paese a svolgere un importante ruolo di supplenza civile e di vigilanza democratica. Supplenza civile nel ricostruire con meticolosa pazienza la memoria di fatti storici oscurati o distorti dalla tv di Stato, dalla televisione commerciale o dagli apparati culturali di regime.Vigilanza democratica nei confronti di un potere ogni giorno più arrogante che alimenta la pratica dell&#8217;omertà di massa. Il generale Videla, sanguinario dittatore argentino, ripeteva spesso: «la memoria è sovversiva». Aveva ragione. La memoria è come un indice puntato contro i crimini del potere che ha necessità di riverginarsi cancellando dalla memoria collettiva i fatti storici. Gli autori di molti libri possono dunque definirsi dei sovversivi. E dunque anch&#8217;io, con il lavoro che faccio producendo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="color: #333333">La forza delle parole e delle azioni contro le mafie può scuotere le coscienze dei calabresi. Un terremoto culturale capace di far crollare il muro di omertà è quello che vogliamo provocare con «Trame».<span id="more-450"></span> In questa terra di Calabria martoriata da criminali  senza scrupoli che si alimentano anche della paura della gente. E della collusione di amministratori e professionisti infedeli e avidi del denaro sporco.</span></p>
<p><span style="color: #333333">Gli autori e i giornalisti che abbiamo scelto di far intervenire  a  Trame sono tra i pochi rimasti in questo Paese a svolgere un importante ruolo di supplenza civile e di vigilanza democratica. Supplenza civile nel ricostruire con meticolosa  pazienza la memoria di fatti storici oscurati o distorti dalla tv di Stato, dalla televisione commerciale o dagli apparati culturali di regime.Vigilanza democratica nei confronti di un potere ogni giorno più arrogante che alimenta la pratica dell&#8217;omertà di massa.</span></p>
<p><span style="color: #333333">Il generale Videla, sanguinario dittatore argentino, ripeteva  spesso: «la memoria è sovversiva».</span><br />
<span style="color: #333333"> Aveva ragione.</span><br />
<span style="color: #333333"> La memoria è come un  indice puntato contro i crimini del potere che ha necessità di riverginarsi cancellando dalla memoria collettiva i fatti storici.</span></p>
<p><span style="color: #333333">Gli autori di molti libri possono dunque definirsi dei sovversivi. E dunque anch&#8217;io, con il lavoro che faccio producendo inchieste giornalistiche, solleticando i ricordi di tutti, posso essere   definito un sovversivo. Perché ricostruisco la memoria storica di misfatti che riguardano i mafiosi e i loro eccellenti protettori politici senza i quali questo  Paese si sarebbe liberato della mafia da più di un secolo. I protagonisti di Trame svolgono dunque un ruolo di supplenza civile.</span></p>
<p><span style="color: #333333">E per questo li sosteniamo.</span></p>
<p><span style="color: #333333">Ritengo che un libro in cui si narrano le vicende criminali non dovrebbe assumere il respiro di una grande storia. Nelle democrazie mature la criminalità non fa storia. È un capitolo marginale specialistico ad appannaggio di criminologi, penalisti, di qualche appassionato della materia. In Italia, però, leggendo questi  libri si ha una significativa conferma: la storia nazionale è inestricabilmente intrecciata con la criminalità delle sue classi dirigenti.</span></p>
<p><span style="color: #333333">I libri sulle mafie possono servire a ricostruire tutto questo.  Ad  attivare la memoria e dare forza alle coscienze pulite. Ma anche a formarne di nuove, capaci di ribellarsi all&#8217;ingiustizia  e alle sopraffazioni.</span></p></blockquote>
<p style="text-align: right"><em><strong>Lirio Abbate</strong></em></p>
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		<title>Giuseppe Baldessarro</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jun 2011 15:35:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giuseppe Baldessaro giornalista, redattore de “Il Quotidiano della Calabria”, si occupa a Reggio Calabria di cronaca giudiziaria, e dal 2005 collabora con “La Repubblica”. Con Manuela Iatì ha scritto il libro inchiesta sul traffico di rifiuti pericolosi e radioattivi Avvelenati (Citta del Sole Edizioni, 2010).]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giuseppe Baldessaro</strong> giornalista, redattore de “Il Quotidiano della Calabria”, si occupa a Reggio Calabria di cronaca giudiziaria, e dal 2005 collabora con “La Repubblica”. Con Manuela Iatì ha scritto il libro inchiesta sul traffico di rifiuti pericolosi e radioattivi <em>Avvelenati </em>(Citta del Sole Edizioni, 2010).</p>
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		<title>Trame al Salone del Libro di Torino</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 07:35:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La rassegna dei libri sulle mafie si terrà dal 22 al 26 giugno. Ogni giorno nelle piazze del centro storico i cittadini potranno ascoltare scrittori, giornalisti e protagonisti delle battaglie per la legalità, tra cui molti giudici e personaggi della società civile Tano Grasso, fondatore del primo movimento contro il pizzo e presidente onorario della Federazione antiracket italiana “Questo sarà un festival contro l’omertà”.Tano Grasso, fondatore del primo movimento contro il pizzo e presidente onorario della Federazione antiracket italiana, trova una nuova definizione per “Trame”, la rassegna dei libri sulle mafie che si terrà a Lamezia Terme dal 22 al 26 giugno, presentata oggi al Salone internazionale del libro a Torino. “Vogliamo mettere a confronto le diverse anime dell’antimafia, una pluralità di voci che sono un valore, ma anche creare una cultura capace di contrastare le mafie e attenuare il loro fascino sui giovani”, spiega a ilfattoquotidiano.it Grasso. L’idea di un incontro con attivisti, giudici e autori di libri sul fenomeno mafioso è nata pochi mesi fa, a dicembre, con l’intenzione di denunciare i crimini e risvegliare le coscienze dei cittadini. Poi, grazie alla direzione artistica del giornalista de L’Espresso Lirio Abbate, il progetto ha preso forma. E sarà la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>La rassegna dei libri sulle mafie si terrà dal 22 al 26 giugno. Ogni  giorno nelle piazze del centro storico i cittadini potranno ascoltare  scrittori, giornalisti e protagonisti delle battaglie per la legalità,  tra cui molti giudici e personaggi della società civile Tano Grasso, fondatore del primo movimento contro il pizzo e presidente onorario della Federazione antiracket italiana “Questo sarà un festival contro l’omertà”.<span id="more-656"></span><strong>Tano Grasso</strong>, fondatore del primo movimento contro il pizzo e presidente onorario della <strong>Federazione antiracket  italiana</strong>, trova una nuova definizione per <strong><em>“Trame”</em></strong>, la rassegna dei libri sulle mafie che si terrà a Lamezia Terme dal 22 al 26 giugno, presentata oggi al <strong>Salone internazionale del libro a Torino</strong>.  “Vogliamo mettere a confronto le diverse anime dell’antimafia, una  pluralità di voci che sono un valore, ma anche creare una cultura capace  di contrastare le mafie e attenuare il loro fascino sui giovani”,  spiega a<em> ilfattoquotidiano.it </em>Grasso.</p>
<p>L’idea di un incontro con attivisti, giudici e autori di libri sul  fenomeno mafioso è nata pochi mesi fa, a dicembre, con l’intenzione di  denunciare i crimini e risvegliare le coscienze dei cittadini. Poi,  grazie alla direzione artistica del giornalista de <em>L’Espresso</em><strong> Lirio Abbate</strong>,  il progetto ha preso forma. E sarà la Calabria a ospitare il festival,  “perché accanto ai giudici ci deve essere una società civile, come sta  avvenendo in Sicilia”, sostiene Abbate. L’intenzione è quella di rompere  una cortina che blocca la battaglia alla ‘ndrangheta, quel clima di  connivenza e paura che bisogna estirpare e sostituire con una nuova  coscienza: “Speriamo che le radici possano rimanere in questa terra”. Al  momento la risposta all’iniziativa è positiva, grazie all’appoggio del  Comune di <strong>Lamezia Terme</strong> (in cui Grasso è assessore alla Cultura), dell’<strong>Associazione Lamezia Antiracket</strong>,  che raccoglie imprenditori e commercianti entusiasti, e di tanti  volontari: “Molte persone si stanno offrendo volontariamente, prestando  la loro opera e il loro aiuto concreto”, aggiunge Abbate. Alcuni ragazzi  di Parma stanno preparando il sito, altri giovani di Roma curano la  comunicazione mentre la grafica è affidata a un artista come <strong>Guido Scarabottolo</strong>.</p>
<p>Ma come è nato il progetto? “In Italia si fanno dei festival dei libri  su tutto e nel paese che ha creato le mafie non ce n’è uno dedicato a  questo tema. Eppure esiste un pubblico interessato”, spiega Grasso.  “Facciamolo noi e copriamo il vuoto”, è il pensiero che hanno avuto. “Il  libro è la dimensione ideale per occuparsi di questi argomenti –  afferma il direttore de <em>ilfattoquotidiano.it</em><strong> Peter Gomez</strong> durante la presentazione dell’evento -. Con gli articoli non si possono  affrontare questi temi così complessi. Questo festival invece  racconterà tutto, e farà un’altra cosa: darà nomi e cognomi, la  possibilità di conoscere e riflettere di più al momento del voto e di  una determinata scelta”. Ogni giorno, dalle 18 alle 24, nelle piazze del  centro storico, i cittadini potranno ascoltare scrittori, giornalisti e  protagonisti delle battaglie per la legalità, tra cui molti giudici  come <strong>Gian Carlo Caselli, Antonio Ingroia </strong>o <strong>Giuseppe Pignatone</strong>, e personaggi della società civile come <strong>don Luigi Ciotti, Isaia Sales, Rosanna Scopelliti </strong>e <strong>Ivan Lo Bello</strong>. Tra i giornalisti saranno presenti anche <strong>Gianni Barbacetto, Enrico Fierro</strong> e <strong>Peter Gomez </strong>de <em>il Fatto.</em></p>
<p>In attesa di “Trame”, Grasso e Abbate colgono subito l’occasione per  denunciare l’atteggiamento di certi imprenditori del Nord: “Ve lo dice  un commerciante che ha fondato la prima associazione antiracket in  Sicilia – dice l’ideatore -. Se al Sud si paga il 100 per cento in più  sui lavori, in Lombardia è solo il 10, a cui è più facile opporsi. Ma  perché a Varese o a Monza, per esempio, gli imprenditori non trovano la  forza di denunciare? Non è per paura, ma per connivenza”. Abbate  spera  anche che “il passaparola calabrese possa arrivare fino a Milano e nel  Nord Est”.</p></blockquote>
<p style="text-align: right">da <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/13/a-lamezia-terme-trame-un-festival-contro-lomerta/111065/">ilfattoquotidiano.it</a> del 13 maggio 2011</p>
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		<title>Gianni Barbacetto</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 07:27:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gianni Barbacetto è giornalista del Fatto quotidiano. In passato ha lavorato al Mondo, all’Europeo, a Diario, ad Annozero. Collabora a Micromega e dirige Omicron (l’Osservatorio Milanese sulla Criminalità Organizzata al Nord). Ha lavorato anche per la radio, la tv, il cinema. Tra i suoi libri: Campioni d’Italia (2002); Il grande vecchio (2009); Se telefonando (2009). Con Peter Gomez e Marco Travaglio ha scritto Mani pulite (2002) e Mani sporche (2007).]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gianni Barbacetto</strong> è giornalista del Fatto quotidiano. In passato ha  lavorato al Mondo, all’Europeo, a Diario, ad Annozero. Collabora a  Micromega e dirige Omicron (l’Osservatorio Milanese sulla Criminalità  Organizzata al Nord). Ha lavorato anche per la radio, la tv, il  cinema. Tra i suoi libri: Campioni d’Italia (2002); Il grande vecchio  (2009); Se telefonando (2009). Con Peter Gomez e Marco Travaglio ha  scritto Mani pulite (2002) e Mani sporche (2007).</p>
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		<title>Francesco Barbagallo</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 15:35:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Francesco Barbagallo è un accademico e storico italiano. Ordinario di Storia Contemporanea e direttore del Dipartimento di Discipline Storiche dell’Università di Napoli Federico II, è un attento studioso del fenomeno criminale nelle regioni meridionali, argomento cui ha dedicato diversi lavori e interventi, accademici e non. Tra i suoi numerosi volumi ricordiamo: Il potere della camorra (1973- 1998), Einaudi, 1999; La modernità squilibrata del Mezzogiorno d’Italia, Einaudi, 2002; Lavoro ed esodo nel sud, Guida, 2008; Storia dell’Italia repubblicana, Carocci, 2009.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Francesco Barbagallo </strong>è un accademico e storico italiano. Ordinario di Storia Contemporanea e direttore del Dipartimento di Discipline Storiche dell’Università di Napoli Federico II, è un attento studioso del fenomeno criminale nelle regioni meridionali, argomento cui ha dedicato diversi lavori e interventi, accademici e non. Tra i suoi numerosi volumi ricordiamo: <em>Il potere della camorra</em> (1973- 1998), Einaudi, 1999; <em>La modernità squilibrata del Mezzogiorno d’Italia,</em> Einaudi, 2002; <em>Lavoro ed esodo nel sud</em>, Guida, 2008;<em> Storia dell’Italia repubblicana,</em> Carocci, 2009.</p>
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