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	<title>Trame 1 &#187; libero grassi | Trame 1</title>
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	<description>Festival dei libri sulle mafie</description>
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		<title>Libero nel nome.</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 13:28:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[libero grassi]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Non sono un pazzo, sono un imprenditore e non mi piace pagare. Rinuncerei alla mia dignità. Non divido le mie scelte con i mafiosi.&#8221; Libero Grassi nasce a Catania il 19 Luglio 1924; il suo nome, o piuttosto l’aggettivo, com&#8217;egli stesso affermava, gli era stato imposto per tramandare la memoria del sacrificio di Giacomo Matteotti. Il nome segna così il destino di colui che muore per affermare la propria libertà. Nel 1932 Libero ha otto anni quando la famiglia Grassi si trasferisce a Palermo, perché il capofamiglia è promosso direttore dei negozi “CROFF”. In quegli anni, nonostante la politica d’avvicinamento della borghesia produttiva alle idee del regime fascista, la famiglia Grassi mostra un atteggiamento “afascista” in pubblico e antifascista in privato. Libero vive con spensieratezza gli anni dell’adolescenza, imparando a comprendere il significato dei principi di democrazia e libertà. E’ durante gli studi liceali, compiuti al “Vittorio Emanuele” che Libero matura una concreta ostilità al fascismo, assumendo e manifestando “pacifici” atteggiamenti antifascisti. Gli ultimi anni di liceo sono turbati dallo scoppio della guerra e nel 1942 la famiglia si trasferisce a Roma presso la nonna materna. Qui Libero s’iscrive alla facoltà di Scienze Politiche. Nel 1943 inizia a frequentare l’università [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8220;Non sono un pazzo, sono un imprenditore e non mi piace pagare.  Rinuncerei alla mia dignità. Non divido le mie scelte con i mafiosi.&#8221;<span id="more-2250"></span><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2011/wp-content/uploads/sites/2/2011/08/libero.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2256" title="libero" src="http://www.tramefestival.it/cms/2011/wp-content/uploads/sites/2/2011/08/libero.jpg" alt="" width="640" height="290" /></a></p>
</blockquote>
<p>Libero Grassi nasce a Catania il 19 Luglio 1924; il suo nome, o  piuttosto l’aggettivo, com&#8217;egli stesso affermava, gli era stato imposto  per tramandare la memoria del sacrificio di Giacomo Matteotti. Il nome  segna così il destino di colui che muore per affermare la propria  libertà.</p>
<p>Nel 1932 Libero ha otto anni quando la famiglia Grassi si trasferisce a Palermo, perché il capofamiglia è promosso direttore  dei negozi  “CROFF”. In quegli anni, nonostante la politica  d’avvicinamento della borghesia produttiva alle idee del regime  fascista, la famiglia Grassi mostra un atteggiamento “afascista” in  pubblico e antifascista in privato. Libero vive con spensieratezza gli  anni dell’adolescenza, imparando a comprendere il significato dei  principi di democrazia e libertà. E’ durante gli studi liceali, compiuti  al “Vittorio Emanuele” che Libero matura una concreta ostilità al  fascismo, assumendo e manifestando “pacifici” atteggiamenti  antifascisti. Gli ultimi anni di liceo sono turbati dallo scoppio della  guerra e nel 1942 la famiglia si trasferisce a Roma presso la nonna  materna. Qui Libero s’iscrive alla facoltà di Scienze Politiche. Nel  1943 inizia a frequentare l’università ed il giovane dimostra palese  avversione alla politica antisemita, nazista e fascista. Decide allora  di entrare in convento e di essere accolto come seminarista, decisione  questa presa, non per una vocazione maturata nell’avversità della  guerra,  bensì per il rifiuto di combattere una guerra ingiusta al  fianco di fascisti e nazisti. Liberata Roma dai nazisti, torna alla sua  vita in famiglia dove prosegue gli studi iscrivendosi alla facoltà di  Giurisprudenza.</p>
<p>Nel 1945 la famiglia si ristabilisce a Palermo e  qui Libero continua gli studi di legge. Raggiunta la laurea, il padre  vorrebbe che egli prendesse le redini dell’attività commerciale, ma il  principale desiderio di Libero è di intraprendere la carriera  diplomatica, conoscendo bene il francese e l’inglese.</p>
<p>Nei primi  anni 50 decide di andare al nord dove ha l’opportunità di mettere su  un’azienda, con il fratello Pippo a Gallarate e l’impresa ha subito  successo.</p>
<p>Negli anni vissuti al nord Libero frequenta con  assiduità il mondo dell’imprenditoria locale, gode di un discreto  reddito e si reca spesso al teatro. A Milano conosce un imprenditore che  gli propone un progetto ambizioso: impiantare stabilimenti industriali  tessili a Palermo. Libero preferisce rischiare in proprio, piuttosto che  accettare un tranquillo posto come funzionario di banca: sorge così la  MIMA (Manifattura Maglieria ed Affini), la quale produrrà per tutti gli  anni 50 biancheria da donna, arrivando ad occupare circa 250 operai.</p>
<p>Nel  1954 ritrova Pina Maisano, architetto, che aveva conosciuto durante gli  anni dell’adolescenza, i due si sposano e prendono casa in Via  D’Annunzio, un appartamento al sesto piano con un bellissimo  terrazzo….”la terrasse de ma maison, oui, c’ est là que je retournerais  au frais de l’ètè” … Nel 56 nasce il primogenito Davide.</p>
<p>Nella  seconda metà degli anni 50 Libero, fa continui viaggi per l’Italia con  la sua auto, una Fiat 1400 alla continua ricerca dei tessuti idonei alla  sua produzione. In questo periodo si reca a Roma nella redazione del  “Mondo” o dell’Espresso”. Nel frattempo continua a scrivere articoli  politici per i giornali locali. Il primo articolo appare nel 1961.  L’imprenditore, che oramai partecipa attivamente alla vita politica del  PRI, viene nominato, nella seconda metà degli anni ‘70, dal partito  quale suo rappresentante in seno al consiglio di amministrazione  dell’azienda municipalizzata del gas.</p>
<p>Tra la fine del 74 e  l’inizio del 75 Grassi, si getta insieme con altri amici in una nuova  avventura imprenditoriale che però non avrà il dovuto successo. L’idea è  di realizzare una società dal nome “Solange impiantistica”, il cui  scopo è quello di sfruttare l’energia solare per produrre energia  elettrica. L’azienda pur essendo formalmente costituita non iniziò mai a  lavorare.</p>
<p>Nel ‘79 i vecchi locali della SIGMA vengono venduti  dalla proprietà (un’immobiliare milanese) ad un costruttore palermitano.  Libero è costretto a lasciare quella sede, per cercarne un&#8217;altra. Trova  una sede di 2000 metri quadrati in Via Thaon di Revel. Questo  trasferimento di sede, segna l’inizio di una serie di difficoltà  economiche e sociali per la conduzione dell’azienda di famiglia.</p>
<p>Nella  metà degli anni &#8217;80 iniziano i problemi con la criminalità organizzata.  Grassi riceve una telefonata di minacce alla sua incolumità personale,  se non pagherà una certa somma a due emissari che gli presenteranno per  riscuotere: egli rifiuta di pagare. La prima conseguenza del suo rifiuto  è il rapimento di Dick, il cane lasciato a guardie degli stabilimenti  della SIGMA, che verrà poi restituito in fin di vita.</p>
<p>Dopo poco  tempo, due giovani a volto scoperto tentano di rapinare le paghe dei  dipendenti della fabbrica: saranno identificati e arrestati grazie ad  alcuni dipendenti di Grassi. Ma in cuor suo Libero sa che è solo  l&#8217;inizio, poiché la sua azienda, terza leader italiana nel settore della  pigiameria, con un fatturato di sette miliardi, non può non suscitare  gli appetiti dei malavitosi palermitani.</p>
<p>Il 10 gennaio 1991  Libero Grassi fa pubblicare al &#8220;Giornale di Sicilia&#8221; una lettera nella  quale motiva razionalmente il suo no all’ennesimo ricatto estorsivo:  ”….. Volevo avvertire il nostro ignoto estortore che non siamo  disponibili a dare contributi e ci siamo messi sotto la protezione della  polizia…..se paghiamo i 50 milioni, torneranno poi alla carica  chiedendoci altri soldi, una retta mensile, saremo destinati a chiudere  bottega in poco tempo. Per questo abbiamo detto no al &#8220;Geometra  Anzalone&#8221; e diremo no a tutti quelli come lui”.</p>
<p>L&#8217;imprenditore  rifiuta l&#8217;offerta di una scorta personale, ma consegna simbolicamente  alle forze di polizia le quattro chiavi dell’azienda, chiedendo così  protezione per gli stabilimenti della SIGMA.</p>
<p>Nel frattempo  l&#8217;imprenditore viene contattato da Sandro Ruotolo, redattore di  &#8220;Samarcanda&#8221;, che lo invita a RAI 3 per parlare della sua lotta  condotta, purtroppo, nell&#8217;indifferenza degli industriali siciliani. La  trasmissione dell&#8217;11 aprile 1991 è fondamentale nell&#8217;iter di  contrapposizione al crimine che Grassi sta conducendo, perché rende il  suo caso di dominio nazionale, quale emblema civile della lotta alla  mafia. A questo punto rendendosi conto del ruolo che sta assumendo,  dichiara con forza a Santoro: “Non sono un pazzo, sono un imprenditore e  non mi piace pagare. Rinuncerei alla mia dignità. Non divido le mie  scelte con i mafiosi”.</p>
<p>Alla fine di maggio una giornalista  tedesca Katharina Burgi, della rivista “Nzz Folio”, viene invitata a  Palermo per trarre impressioni e notizie sul fenomeno della mafia. Tra  le persone che  incontra vi è Libero Grassi, l’imprenditore divenuto  famoso, in Europa e Usa, per aver rifiutato pubblicamente di cedere al  ricatto che gli imponeva la mafia. La giornalista rimane colpita dalla  forza interiore di Grassi. Egli appare deciso a lottare per la difesa  dei propri interessi, con la speranza che il suo esempio sia, per tanti  altri siciliani rassegnati dinanzi alla forza della mafia, l’inizio di  una ribellione pacifica che sottragga il nome della Sicilia alle accuse  di mafiosità.</p>
<p>Libero Grassi viene assassinato il 29 agosto 1991  alle ore 7:30 del mattino. La stampa locale nazionale farà di lui un  martire della resistenza al “regime” mafioso.</p>
<p>L’11 settembre il  Parlamento Europeo approva una risoluzione, in cui manifesta profonda  indignazione per l’assassino dell’imprenditore palermitano ed esprime il  proprio commosso cordoglio ai familiari della vittima.</p>
<p>Il Consiglio comunale di Lodi  il 1 ottobre, intitola una piazza della città a Libero Grassi.</p>
<p>Ma l’unico e vero momento pubblico rilevante è la trasmissione  televisiva, del 20 settembre 1991. La serata, voluta da Michele Santoro e  Maurizio Costanzo a rete unificate RAI FINIVEST, è interamente dedicata  alla memoria di Libero Grassi e di quanti sono caduti nel corso della  “lunga battaglia” contro la mafia; il giornale di RAI 3 conduce la prima  parte della trasmissione dal teatro “ Biondo” di Palermo, mentre  Costanzo la conclude dal teatro “Parioli” di Roma. I due sono  consapevoli che stanno facendo vivere qualcosa di indimenticabile, e la  Sicilia si riconosce nel segno di “ vittoria” che Davide Grassi ha  mostrato portando a spalla il feretro di suo padre. Hanno ucciso l’uomo  non la sua idea, che continuerà a vivere nel ricordo di ogni cittadino  onesto.</p>
<p>Il 3 marzo 1993 il VII I.T.C. è intitolato al nome di  Libero Grassi, ”…affinchè la vicenda umana ed imprenditoriale di Libero  Grassi sia un imperituro esempio per i giovani studenti frequentanti il  nostro Istituto i cui studi li porteranno ad inserirsi nella realtà  commerciale ed imprenditoriale della quale egli è stato un sicuro  protagonista e della quale ha indicato la giusta via per non sottostare a  condizionamenti e pressioni di alcun genere…..”</p>
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