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	<title>Trame 1 &#187; libri | Trame 1</title>
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	<description>Festival dei libri sulle mafie</description>
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		<title>Le mani sulla città</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 13:56:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
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		<description><![CDATA[Milano-Italia. “Abbiamo fatto una città!” Lo dicono loro: centinaia di uomini della ’ndrangheta che vivono tra noi. Frequentano gli stessi bar, e probabilmente il supermercato dove facciamo la spesa l’hanno costruito loro. Ma noi continuiamo a ignorarlo. [p.221, &#8220;Le mani sulla città&#8221;, di Gianni Barbacetto e Davide Milosa.] Gianni Barbacetto è un giornalista che lavora al Fatto quotidiano, è collaboratore del Venerdì di Repubblica, ha lavorato al Mondo, all&#8217;Europeo, a Diario, collabora a Micromega ed è direttore di Omicron (l&#8217;Osservatorio Milanese sulla Criminalità Organizzata al Nord). Insieme a tutte queste cose, Gianni Barbacetto è una persona squisita che risponde alle domande di tutti con precisione e accuratezza. A giugno è stato ospite del festival e ha parlato della mafia nei territori del Nord Italia insieme a Enzo Ciconte e di fronte ad una piazza gremita di persone. (vedi post) Domani esce in libreria il suo nuovo libro scritto a quattro mani con Davide Milosa: &#8220;Le mani sulla città. I boss della ’ndrangheta vivono tra noi e controllano Milano&#8221;. Ci sembrava il minimo presentarlo qui visto il tema a noi così vicino. “Abbiamo fatto una città!” Lo dicono loro: centinaia di uomini della ’ndrangheta che vivono tra noi. Frequentano gli stessi bar, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2011/wp-content/uploads/sites/2/2011/09/barbacetto-manisullacitta.jpg"><img class="size-full wp-image-2282 aligncenter" title="mani sulla città" src="http://www.tramefestival.it/cms/2011/wp-content/uploads/sites/2/2011/09/barbacetto-manisullacitta.jpg" alt="" width="512" height="232" /></a></p>
<blockquote>
<p style="text-align: right">Milano-Italia.<br />
“Abbiamo fatto una città!” Lo dicono loro: centinaia di uomini della ’ndrangheta che vivono tra noi. Frequentano gli stessi bar, e probabilmente il supermercato dove facciamo la spesa l’hanno costruito loro. Ma noi continuiamo a ignorarlo.</p>
<p style="text-align: right">[p.221, <em>&#8220;Le mani sulla città&#8221;</em>, di Gianni Barbacetto e Davide Milosa.]</p>
</blockquote>
<p style="text-align: left"><span id="more-2272"></span>Gianni Barbacetto è un giornalista che lavora al <em>Fatto quotidiano</em>, è collaboratore del <em>Venerdì</em> <em>di</em> <em>Repubblica</em>, ha lavorato al <em>Mondo</em>, all&#8217;<em>Europeo</em>, a <em>Diario</em>, collabora a <em>Micromega</em> ed è direttore di <strong>Omicron</strong> (l&#8217;Osservatorio Milanese sulla Criminalità Organizzata al Nord). Insieme a tutte queste cose, Gianni Barbacetto è una persona squisita che risponde alle domande di tutti con precisione e accuratezza. A giugno è stato ospite del festival e ha parlato della mafia nei territori del Nord Italia insieme a Enzo Ciconte e di fronte ad una piazza gremita di persone. <a href="http://www.tramefestival.it/2011/?p=2181">(vedi post)</a></p>
<p>Domani esce in libreria il suo nuovo libro scritto a quattro mani con Davide Milosa: <strong>&#8220;Le mani sulla città. I boss della ’ndrangheta vivono tra noi e controllano Milano&#8221;. </strong>Ci sembrava il minimo presentarlo qui visto il tema a noi così vicino. <strong> </strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: left"><span style="color: #000000"><span style="text-decoration: underline"> </span><em>“Abbiamo fatto una città!” </em></span><br />
<span style="color: #000000"> Lo dicono loro: centinaia di uomini della ’ndrangheta che vivono tra noi. Frequentano gli stessi bar, e probabilmente il supermercato dove facciamo la spesa l’hanno costruito loro. Ma noi continuiamo a ignorarlo.</span></p>
<p style="text-align: left"><span style="color: #000000">Quello che stupisce è lo stile di vita. Vite da ricchi, condotte nella più totale normalità. Auto da centomila euro e vestiti firmati. Imprenditori dalla faccia pulita come copertura. Avvocati un tempo insospettabili. Giovani ragazzi milanesi che diventano corrieri della droga. Storie straordinarie e incredibili, tutte raccontate con nomi e cognomi. Succede a Milano, oggi: una città che ha toccato il fondo. È questa la sfida a cui sono chiamati il sindaco Giuliano Pisapia e la nuova amministrazione. La borghesia milanese vive tranquilla, intanto i boss sono proprietari di decine di locali, ristoranti e discoteche alla moda. Veri e propri uomini d’affari, che all’occasione sono pronti a trasformarsi in spietati criminali. La città è cosa loro, guai a ostacolarli. In questo libro per la prima volta li vediamo muoversi per le vie del centro, andare allo stadio, cenare insieme e trattare partite di cocaina, costruire palazzi e centri commerciali, celebrare matrimoni a due passi dal Duomo. Ma anche intimidire, minacciare e uccidere, quando serve. E stringere rapporti con la politica, eleggere i propri candidati nelle istituzioni. Molti boss adesso sono in carcere, ma hanno passato il bastone del comando ai figli. </span></p>
<p style="text-align: left"><span style="color: #000000">Finalmente li vediamo. Ora tocca a noi reagire.</span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: left">Gianni Barbacetto ha un suo <a title="Gianni Barbacetto official website" href="http://www.societacivile.it/blog/index.html" target="_blank">blog</a></p>
<p style="text-align: left">Chiarelettere, la casa editrice, la trovate <a title="Chiarelettere" href="http://www.chiarelettere.it/" target="_blank">qui</a>.</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Trame Festival è in un libro</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 10:12:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[calabria]]></category>
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		<description><![CDATA[97. Lamezia Terme, tra le maggiori città calabresi, ha sicuramente il primato dell&#8217;impegno civile contro la mafia, ma anche il sostegno delle donne vittime di soprusi e dei rifugiati politici, con realtà importanti e in crescita che fanno ben sperare riguardo al futuro dell&#8217;intera regione. Proprio quest&#8217;anno è stata inaugurata un&#8217;iniziativa destinata sicuramente a diventare un punto di riferimento importante. è un salone del libro molto particolare, che raccoglie le pubblicazioni contro la mafia. Un festival sui libri che si occupano dei clan: centinaia di ospiti per discutere e approfondire il tema della lotta al crimine organizzatotrattato nelle pubblicazioni su Cosa Nostra, &#8216;ndrangheta e camorra, che, tra l&#8217;altro denunciano e svelano l&#8217;aggressione al Nord da parte dellee organizzazioni criminali. Un appuntamento importante che parla a tutto il Paese. Ospitata in luoghi diversi del centro storico, la prima rassegna in Italia sul tema, dal titolo &#8220;Trame.Festival dei libri sulle mafie&#8221;, è stata ideata da Tano Grasso, assessore comunale alla Cultura, fondatore del primo movimento contro il pizzo e presidente onorario della Federazione antiracket italiana, diretta dal giornalista Lirio Abbate. I libri vengono presentati nei luoghi simbolo della città aprendo il dibattito tra gli autori e un pubblico variegato di esperti, giornalisti, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<h3>97. Lamezia Terme, tra le maggiori città calabresi, ha sicuramente il primato dell&#8217;impegno civile contro la mafia, ma anche il sostegno delle donne vittime di soprusi e dei rifugiati politici, con realtà importanti e in crescita che fanno ben sperare riguardo al futuro dell&#8217;intera regione.<span id="more-2295"></span></h3>
<p>Proprio quest&#8217;anno è stata inaugurata un&#8217;iniziativa destinata sicuramente a diventare un punto di riferimento importante. è un salone del libro molto particolare, che raccoglie le pubblicazioni contro la mafia.<br />
Un festival sui libri che si occupano dei clan: centinaia di ospiti per discutere e approfondire il tema della lotta al crimine organizzatotrattato nelle pubblicazioni su Cosa Nostra, &#8216;ndrangheta e camorra, che, tra l&#8217;altro denunciano e svelano l&#8217;aggressione al Nord da parte dellee organizzazioni criminali. Un appuntamento importante che parla a tutto il Paese.</p>
<p>Ospitata in luoghi diversi del centro storico, la prima rassegna in Italia sul tema, dal titolo &#8220;Trame.Festival dei libri sulle mafie&#8221;, è stata ideata da Tano Grasso, assessore comunale alla Cultura, fondatore del primo movimento contro il pizzo e presidente onorario della Federazione antiracket italiana, diretta dal giornalista Lirio Abbate. I libri vengono presentati nei luoghi simbolo della città aprendo il dibattito tra gli autori e un pubblico variegato di esperti, giornalisti, magistrati, cittadini.</p>
<p>Le parole di Tano Grasso esprimono bene il senso della rassegna: &#8221; Sarà un festival contro l&#8217;omertà vogliamo mettere a confronto diverse anime dell&#8217;antimafia, una pluralità di voci che sono un valore, ma anche creare una cultura capace di contrastrare le magie e attrenuare il loro fascino sui giovani. Questa manifestazione è destinata a far diventare Lamezia un punto di riferimento in Italia per la cultura dell&#8217;antimafia&#8221;.</p>
<p>Si tratta di una trincea, l&#8217;avamposto di un atteggiamento culturale diverso.</p>
<p>Nelle parole di Lirio Abbate: &#8221; Vlgiamo dare una scossa ai calabresi per dimostrare proprio a partire dalle tantissime persone oneste che vivono in Calabria che l&#8217;omertà non paga e che la cultura e l&#8217;informazione possono aiutare la società a ribellarsi alle mafie&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<p style="text-align: right">da <strong>101 cose da fare in Calabria almeno una volta nella vita</strong><br />
di Annalisa Marchianò (Newton Compton)<br />
<em>potete acquistarlo online <a title="101 cose da fare in calabria almeno una volta nella vita - ibs.it" href="http://www.ibs.it/code/9788854131606/marchian-ograve-annalisa/101-cose-da-fare.html" target="_blank">qui</a> o cercarlo in libreria, non perdetelo.</em></p>
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		<title>Lirio Abbate</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 08:36:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lirio Abbate è inviato speciale de l’Espresso. È passato dalla cronaca giudiziaria al giornalismo investigativo. Si è occupato negli ultimi 15 anni dei principali scandali italiani su mafia, tangenti e corruzione. Con Peter Gomez ha scritto &#8220;I complici&#8221; (Fazi editore).]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lirio Abbate </strong> è inviato speciale de l’Espresso. È passato dalla cronaca giudiziaria al giornalismo investigativo. Si è occupato negli ultimi 15 anni dei principali scandali italiani su mafia, tangenti e corruzione. Con Peter Gomez ha scritto &#8220;I complici&#8221; (Fazi editore).</p>
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		<title>Nino Amadore</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jun 2011 15:37:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nino Amadore, giornalista messinese, dal 2003 redattore a Palermo de «Il Sole 24 Ore», da vent’anni frequenta il mondo dei giornali. È autore del libro La zona grigia, professionisti al servizio della mafia (La Zisa editore, 2007) e coautore, con Serena Uccello, del volume L’isola civile, le aziende siciliane contro la mafia (Einaudi, 2009); ha scritto il saggio sul giornalismo di inchiesta Studiare da giornalista.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nino Amadore</strong>, giornalista messinese, dal 2003 redattore a Palermo de «Il Sole 24 Ore», da vent’anni frequenta il mondo dei giornali. È autore del libro <em>La zona grigia, professionisti al servizio della mafia</em> (La Zisa editore, 2007) e coautore, con Serena Uccello, del volume <em>L’isola civile, le aziende siciliane contro la mafia</em> (Einaudi, 2009); ha scritto il saggio sul giornalismo di inchiesta <em>Studiare da giornalista</em>.</p>
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		<title>Antonello Ardituro</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jun 2011 09:42:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Antonello Ardituro è magistrato della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Pm di punta del pool anti-casalesi vanta una lunga serie di successi investigativi: dalle indagini sull’emergenza ambientale di Pianura, che vedeva coinvolti politici e ultrà napoletani, alla cattura dei boss latitanti Giuseppe Setola e Antonio Iovine.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Antonello Ardituro</strong> è magistrato della Direzione distrettuale antimafia di Napoli.  Pm di punta del pool anti-casalesi vanta una lunga serie di successi investigativi: dalle indagini sull’emergenza ambientale di Pianura, che vedeva coinvolti politici e ultrà napoletani, alla cattura dei boss latitanti Giuseppe Setola e Antonio Iovine.</p>
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		<title>Dimenticati. Vittime della &#8216;ndrangheta.</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jun 2011 09:14:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dimenticati è un libro dedicato alla storia e alle storie delle vittime della ’ndrangheta: cittadini innocenti da sempre in attesa di verità e di giustizia. Vicende personali a cui la narrazione di Danilo Chirico e Alessio Magro rende finalmente un volto. Affinché il diritto-dovere della memoria torni a essere patrimonio di tutti. E perché il movimento antimafia calabrese, capace di straordinarie battaglie per l’affermazione dei diritti civili e sociali, non sia più soltanto un grido destinato a restare inascoltato. In questo libro si troveranno le storie di tutti i morti per sequestro di persona, per delitto d&#8217;onore, le vittime tra i rappresentanti delle forze dell&#8217;ordine, i politici, i magistrati, i bambini e molte altre vittime. Danilo Chirico e Alessio Magro hanno fondato nel 2005 l’associazione antimafie daSud onlus e hanno ideato il progetto dell’archivio multimediale sulla criminalità organizzata in Calabria Stopndrangheta.it, premiato dal ministero delle Politiche giovanili nel 2008. Insieme, hanno pubblicato Il sangue dei giusti (con Claudio Careri; Città del Sole Edizioni, 2007; vincitore del premio giornalistico Bruno Trentin)e Il caso Valarioti. Rosarno 1980: così la ‘ndrangheta uccise un politico (onesto) e diventòpadrona della Calabria (Round Robin Editrice, maggio 2009). Danilo Chirico, Alessio Magro Dimenticati. Vittime della &#8216;ndrangheta. Catelvecchi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dimenticati è un libro dedicato alla storia e  alle storie delle vittime della ’ndrangheta: cittadini innocenti da  sempre in attesa di verità e di giustizia. Vicende personali a cui la  narrazione di Danilo Chirico e Alessio Magro rende finalmente un volto.  Affinché il diritto-dovere della memoria torni a essere patrimonio di  tutti. E perché il movimento antimafia calabrese, capace di  straordinarie battaglie per l’affermazione dei diritti civili e sociali,  non sia più soltanto un grido destinato a restare inascoltato.   In questo libro si troveranno le storie di tutti i morti per sequestro  di persona, per delitto d&#8217;onore, le vittime tra i rappresentanti delle  forze dell&#8217;ordine, i politici, i magistrati, i bambini e  molte altre  vittime.  Danilo Chirico e Alessio Magro hanno fondato nel 2005 l’associazione  antimafie daSud onlus e hanno ideato il progetto dell’archivio  multimediale sulla criminalità organizzata in Calabria  Stopndrangheta.it, premiato dal ministero delle Politiche giovanili nel  2008. Insieme, hanno pubblicato Il sangue dei giusti (con Claudio Careri; Città del Sole Edizioni, 2007; vincitore del premio  giornalistico Bruno Trentin)e Il caso Valarioti. Rosarno 1980: così la  ‘ndrangheta uccise un politico (onesto) e diventòpadrona della Calabria  (Round Robin Editrice, maggio 2009).</p>
<p><strong>Danilo Chirico, Alessio Magro<br />
</strong><em>Dimenticati. Vittime della &#8216;ndrangheta.</em><br />
Catelvecchi Editore, 2010</p>
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		<title>Arcangelo Badolati</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jun 2011 15:37:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Arcangelo Badolati giornalista e scrittore, è caposervizio della Gazzetta del Sud ed autore di ben dodici libri sul fenomeno della criminalità organizzata. Ricordiamo tra questi in particolare ‘Ndrangheta eversiva, Kippler, 2007; Banditi e schiave. ‘Ndrine, albanesi e il codice Kanun, Pellegrini, 2009 e I segreti del boss, il racconto continua, Klipper 2008.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Arcangelo Badolati </strong>giornalista e scrittore, è caposervizio della Gazzetta del Sud ed autore di ben dodici libri sul fenomeno della criminalità organizzata. Ricordiamo tra questi in particolare<em> ‘Ndrangheta eversiva</em>, Kippler, 2007;<em> Banditi e schiave.</em> ‘Ndrine, albanesi e il codice Kanun, Pellegrini, 2009 e <em>I segreti del boss, il racconto continua,</em> Klipper 2008.</p>
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		<title>Trame, un terremoto culturale in terra calabra</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jun 2011 10:00:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La forza delle parole e delle azioni contro le mafie può scuotere le coscienze dei calabresi. Un terremoto culturale capace di far crollare il muro di omertà è quello che vogliamo provocare con «Trame». In questa terra di Calabria martoriata da criminali senza scrupoli che si alimentano anche della paura della gente. E della collusione di amministratori e professionisti infedeli e avidi del denaro sporco. Gli autori e i giornalisti che abbiamo scelto di far intervenire a Trame sono tra i pochi rimasti in questo Paese a svolgere un importante ruolo di supplenza civile e di vigilanza democratica. Supplenza civile nel ricostruire con meticolosa pazienza la memoria di fatti storici oscurati o distorti dalla tv di Stato, dalla televisione commerciale o dagli apparati culturali di regime.Vigilanza democratica nei confronti di un potere ogni giorno più arrogante che alimenta la pratica dell&#8217;omertà di massa. Il generale Videla, sanguinario dittatore argentino, ripeteva spesso: «la memoria è sovversiva». Aveva ragione. La memoria è come un indice puntato contro i crimini del potere che ha necessità di riverginarsi cancellando dalla memoria collettiva i fatti storici. Gli autori di molti libri possono dunque definirsi dei sovversivi. E dunque anch&#8217;io, con il lavoro che faccio producendo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="color: #333333">La forza delle parole e delle azioni contro le mafie può scuotere le coscienze dei calabresi. Un terremoto culturale capace di far crollare il muro di omertà è quello che vogliamo provocare con «Trame».<span id="more-450"></span> In questa terra di Calabria martoriata da criminali  senza scrupoli che si alimentano anche della paura della gente. E della collusione di amministratori e professionisti infedeli e avidi del denaro sporco.</span></p>
<p><span style="color: #333333">Gli autori e i giornalisti che abbiamo scelto di far intervenire  a  Trame sono tra i pochi rimasti in questo Paese a svolgere un importante ruolo di supplenza civile e di vigilanza democratica. Supplenza civile nel ricostruire con meticolosa  pazienza la memoria di fatti storici oscurati o distorti dalla tv di Stato, dalla televisione commerciale o dagli apparati culturali di regime.Vigilanza democratica nei confronti di un potere ogni giorno più arrogante che alimenta la pratica dell&#8217;omertà di massa.</span></p>
<p><span style="color: #333333">Il generale Videla, sanguinario dittatore argentino, ripeteva  spesso: «la memoria è sovversiva».</span><br />
<span style="color: #333333"> Aveva ragione.</span><br />
<span style="color: #333333"> La memoria è come un  indice puntato contro i crimini del potere che ha necessità di riverginarsi cancellando dalla memoria collettiva i fatti storici.</span></p>
<p><span style="color: #333333">Gli autori di molti libri possono dunque definirsi dei sovversivi. E dunque anch&#8217;io, con il lavoro che faccio producendo inchieste giornalistiche, solleticando i ricordi di tutti, posso essere   definito un sovversivo. Perché ricostruisco la memoria storica di misfatti che riguardano i mafiosi e i loro eccellenti protettori politici senza i quali questo  Paese si sarebbe liberato della mafia da più di un secolo. I protagonisti di Trame svolgono dunque un ruolo di supplenza civile.</span></p>
<p><span style="color: #333333">E per questo li sosteniamo.</span></p>
<p><span style="color: #333333">Ritengo che un libro in cui si narrano le vicende criminali non dovrebbe assumere il respiro di una grande storia. Nelle democrazie mature la criminalità non fa storia. È un capitolo marginale specialistico ad appannaggio di criminologi, penalisti, di qualche appassionato della materia. In Italia, però, leggendo questi  libri si ha una significativa conferma: la storia nazionale è inestricabilmente intrecciata con la criminalità delle sue classi dirigenti.</span></p>
<p><span style="color: #333333">I libri sulle mafie possono servire a ricostruire tutto questo.  Ad  attivare la memoria e dare forza alle coscienze pulite. Ma anche a formarne di nuove, capaci di ribellarsi all&#8217;ingiustizia  e alle sopraffazioni.</span></p></blockquote>
<p style="text-align: right"><em><strong>Lirio Abbate</strong></em></p>
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		<title>Giuseppe Baldessarro</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jun 2011 15:35:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Giuseppe Baldessaro giornalista, redattore de “Il Quotidiano della Calabria”, si occupa a Reggio Calabria di cronaca giudiziaria, e dal 2005 collabora con “La Repubblica”. Con Manuela Iatì ha scritto il libro inchiesta sul traffico di rifiuti pericolosi e radioattivi Avvelenati (Citta del Sole Edizioni, 2010).]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giuseppe Baldessaro</strong> giornalista, redattore de “Il Quotidiano della Calabria”, si occupa a Reggio Calabria di cronaca giudiziaria, e dal 2005 collabora con “La Repubblica”. Con Manuela Iatì ha scritto il libro inchiesta sul traffico di rifiuti pericolosi e radioattivi <em>Avvelenati </em>(Citta del Sole Edizioni, 2010).</p>
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		<title>Trame al Salone del Libro di Torino</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 07:35:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[mafie]]></category>

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		<description><![CDATA[La rassegna dei libri sulle mafie si terrà dal 22 al 26 giugno. Ogni giorno nelle piazze del centro storico i cittadini potranno ascoltare scrittori, giornalisti e protagonisti delle battaglie per la legalità, tra cui molti giudici e personaggi della società civile Tano Grasso, fondatore del primo movimento contro il pizzo e presidente onorario della Federazione antiracket italiana “Questo sarà un festival contro l’omertà”.Tano Grasso, fondatore del primo movimento contro il pizzo e presidente onorario della Federazione antiracket italiana, trova una nuova definizione per “Trame”, la rassegna dei libri sulle mafie che si terrà a Lamezia Terme dal 22 al 26 giugno, presentata oggi al Salone internazionale del libro a Torino. “Vogliamo mettere a confronto le diverse anime dell’antimafia, una pluralità di voci che sono un valore, ma anche creare una cultura capace di contrastare le mafie e attenuare il loro fascino sui giovani”, spiega a ilfattoquotidiano.it Grasso. L’idea di un incontro con attivisti, giudici e autori di libri sul fenomeno mafioso è nata pochi mesi fa, a dicembre, con l’intenzione di denunciare i crimini e risvegliare le coscienze dei cittadini. Poi, grazie alla direzione artistica del giornalista de L’Espresso Lirio Abbate, il progetto ha preso forma. E sarà la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>La rassegna dei libri sulle mafie si terrà dal 22 al 26 giugno. Ogni  giorno nelle piazze del centro storico i cittadini potranno ascoltare  scrittori, giornalisti e protagonisti delle battaglie per la legalità,  tra cui molti giudici e personaggi della società civile Tano Grasso, fondatore del primo movimento contro il pizzo e presidente onorario della Federazione antiracket italiana “Questo sarà un festival contro l’omertà”.<span id="more-656"></span><strong>Tano Grasso</strong>, fondatore del primo movimento contro il pizzo e presidente onorario della <strong>Federazione antiracket  italiana</strong>, trova una nuova definizione per <strong><em>“Trame”</em></strong>, la rassegna dei libri sulle mafie che si terrà a Lamezia Terme dal 22 al 26 giugno, presentata oggi al <strong>Salone internazionale del libro a Torino</strong>.  “Vogliamo mettere a confronto le diverse anime dell’antimafia, una  pluralità di voci che sono un valore, ma anche creare una cultura capace  di contrastare le mafie e attenuare il loro fascino sui giovani”,  spiega a<em> ilfattoquotidiano.it </em>Grasso.</p>
<p>L’idea di un incontro con attivisti, giudici e autori di libri sul  fenomeno mafioso è nata pochi mesi fa, a dicembre, con l’intenzione di  denunciare i crimini e risvegliare le coscienze dei cittadini. Poi,  grazie alla direzione artistica del giornalista de <em>L’Espresso</em><strong> Lirio Abbate</strong>,  il progetto ha preso forma. E sarà la Calabria a ospitare il festival,  “perché accanto ai giudici ci deve essere una società civile, come sta  avvenendo in Sicilia”, sostiene Abbate. L’intenzione è quella di rompere  una cortina che blocca la battaglia alla ‘ndrangheta, quel clima di  connivenza e paura che bisogna estirpare e sostituire con una nuova  coscienza: “Speriamo che le radici possano rimanere in questa terra”. Al  momento la risposta all’iniziativa è positiva, grazie all’appoggio del  Comune di <strong>Lamezia Terme</strong> (in cui Grasso è assessore alla Cultura), dell’<strong>Associazione Lamezia Antiracket</strong>,  che raccoglie imprenditori e commercianti entusiasti, e di tanti  volontari: “Molte persone si stanno offrendo volontariamente, prestando  la loro opera e il loro aiuto concreto”, aggiunge Abbate. Alcuni ragazzi  di Parma stanno preparando il sito, altri giovani di Roma curano la  comunicazione mentre la grafica è affidata a un artista come <strong>Guido Scarabottolo</strong>.</p>
<p>Ma come è nato il progetto? “In Italia si fanno dei festival dei libri  su tutto e nel paese che ha creato le mafie non ce n’è uno dedicato a  questo tema. Eppure esiste un pubblico interessato”, spiega Grasso.  “Facciamolo noi e copriamo il vuoto”, è il pensiero che hanno avuto. “Il  libro è la dimensione ideale per occuparsi di questi argomenti –  afferma il direttore de <em>ilfattoquotidiano.it</em><strong> Peter Gomez</strong> durante la presentazione dell’evento -. Con gli articoli non si possono  affrontare questi temi così complessi. Questo festival invece  racconterà tutto, e farà un’altra cosa: darà nomi e cognomi, la  possibilità di conoscere e riflettere di più al momento del voto e di  una determinata scelta”. Ogni giorno, dalle 18 alle 24, nelle piazze del  centro storico, i cittadini potranno ascoltare scrittori, giornalisti e  protagonisti delle battaglie per la legalità, tra cui molti giudici  come <strong>Gian Carlo Caselli, Antonio Ingroia </strong>o <strong>Giuseppe Pignatone</strong>, e personaggi della società civile come <strong>don Luigi Ciotti, Isaia Sales, Rosanna Scopelliti </strong>e <strong>Ivan Lo Bello</strong>. Tra i giornalisti saranno presenti anche <strong>Gianni Barbacetto, Enrico Fierro</strong> e <strong>Peter Gomez </strong>de <em>il Fatto.</em></p>
<p>In attesa di “Trame”, Grasso e Abbate colgono subito l’occasione per  denunciare l’atteggiamento di certi imprenditori del Nord: “Ve lo dice  un commerciante che ha fondato la prima associazione antiracket in  Sicilia – dice l’ideatore -. Se al Sud si paga il 100 per cento in più  sui lavori, in Lombardia è solo il 10, a cui è più facile opporsi. Ma  perché a Varese o a Monza, per esempio, gli imprenditori non trovano la  forza di denunciare? Non è per paura, ma per connivenza”. Abbate  spera  anche che “il passaparola calabrese possa arrivare fino a Milano e nel  Nord Est”.</p></blockquote>
<p style="text-align: right">da <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/13/a-lamezia-terme-trame-un-festival-contro-lomerta/111065/">ilfattoquotidiano.it</a> del 13 maggio 2011</p>
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