
<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Trame 1 &#187; mafie | Trame 1</title>
	<atom:link href="https://www.tramefestival.it/cms/2011/tag/mafie/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.tramefestival.it/cms/2011</link>
	<description>Festival dei libri sulle mafie</description>
	<lastBuildDate>Thu, 22 May 2014 18:51:24 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.1.42</generator>
	<item>
		<title>Una penna, tante pagine scritte e il ricordo di Giovanni Falcone</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2011/2011/06/24/una-penna-tante-pagine-scritte-e-il-ricordo-di-giovanni-falcone/</link>
		<comments>https://www.tramefestival.it/cms/2011/2011/06/24/una-penna-tante-pagine-scritte-e-il-ricordo-di-giovanni-falcone/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 17:41:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni falcone]]></category>
		<category><![CDATA[lamezia terme]]></category>
		<category><![CDATA[mafie]]></category>
		<category><![CDATA[marcelle padovani]]></category>
		<category><![CDATA[trame festival]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tramefestival.it/2011/?p=2137</guid>
		<description><![CDATA[È il secondo giorno di Trame e davanti al pubblico di Palazzo Nicotera, che ha ormai esaurito la sua capienza massima, Marcelle Padovani racconta &#8220;Cose di Cosa Nostra&#8221;. &#160; *foto di Mario Spada Tano Grasso introduce questo secondo &#8220;libro senza tempo&#8221;, che segue a ruota la presentazione di &#8220;La Mafia in Casa Mia&#8221; tenutasi ventiquattr&#8217;ore prima a Palazzo Panariti. Raffaella Calandra modera magistralmente la discussione: le sue domande ci fanno scoprire i tratti salienti della personalità di Falcone e, grazie alla testimonianza del procuratore aggiunto di Napoli Gianni Melillo, mettono in nuova luce i suoi insegnamenti. Giovanni Falcone era una persona &#8220;diffidente e timida&#8221; dice Marcelle Padovani, che lo ha conosciuto a Palermo nel 1984, dopo le prime confessioni di Buscetta. Un personaggio scomodo, &#8220;molto ostacolato in vita&#8221; sottolinea Gianni Melillo, non solo dai nemici ma anche dai colleghi. Ma lui andava avanti nelle sue indagini, con grandi capacità di &#8220;osservazione, memoria e attenzione ai dettagli&#8221; dice Marcelle Padovani. &#8220;Falcone sapeva interpretare il più piccolo gesto delle persone che interrogava&#8221; e riusciva così a ricavare delle testimonianze fondamentali. Ma sempre manteneva il distacco con grande professionalità, in mezzo al giudice e al pentito c&#8217;era sempre &#8220;il tavolo dello stato&#8221;, il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>È il secondo giorno di Trame e davanti al pubblico di Palazzo Nicotera, che ha ormai esaurito la sua capienza massima, Marcelle Padovani racconta &#8220;Cose di Cosa Nostra&#8221;.</p>
<p><span id="more-2137"></span><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2011/wp-content/uploads/sites/2/2011/06/marcelle-padovani-mario-spada.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2139" title="trame festival" src="http://www.tramefestival.it/cms/2011/wp-content/uploads/sites/2/2011/06/marcelle-padovani-mario-spada.jpg" alt="" width="640" height="290" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right"><a title="Mario Spada - Photographer" href="www.mariospada.it"><span style="color: #888888">*foto di Mario Spada</span></a></p>
<p>Tano Grasso introduce questo secondo &#8220;libro senza tempo&#8221;, che segue a  ruota la presentazione di &#8220;La Mafia in Casa Mia&#8221; tenutasi  ventiquattr&#8217;ore prima a Palazzo Panariti. <img title="More..." src="../wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" />Raffaella Calandra modera magistralmente la discussione: le sue domande ci fanno scoprire i tratti salienti della personalità di Falcone e, grazie alla testimonianza del procuratore aggiunto di Napoli Gianni Melillo, mettono in nuova luce i suoi insegnamenti.</p>
<p>Giovanni Falcone era una persona &#8220;diffidente e timida&#8221; dice Marcelle Padovani, che lo ha conosciuto a Palermo nel 1984, dopo le prime confessioni di Buscetta. Un personaggio scomodo, &#8220;molto ostacolato in vita&#8221; sottolinea Gianni Melillo, non solo dai nemici ma anche dai colleghi. Ma lui andava avanti nelle sue indagini, con grandi capacità di &#8220;osservazione, memoria e attenzione ai dettagli&#8221; dice Marcelle Padovani. &#8220;Falcone sapeva interpretare il più piccolo gesto delle persone che interrogava&#8221; e riusciva così a ricavare delle testimonianze fondamentali. Ma sempre manteneva il distacco con grande professionalità, in mezzo al giudice e al pentito c&#8217;era sempre &#8220;il tavolo dello stato&#8221;, il rispetto reciproco dei ruoli. Nutriva grande fiducia nello stato e speranza nella lotta alle mafie, &#8220;era convinto che Buscetta fosse il primo di una serie di pentiti&#8221;, aggiunge la Padovani, che avrebbero aiutato a sconfiggere Cosa Nostra.</p>
<p>L&#8217;eredità di Falcone sta nei suoi metodi di lavoro innovativo &#8211; la flessibilità degli ufficiali giudiziari che venivano continuamente trasferiti, il lavoro di squadra -. &#8220;Falcone costruiva una vera e propria organizzazione che si contrapponeva a Cosa Nostra&#8221; dice Gianni Melillo. Marcelle Padovani approfondisce: &#8220;spersonalizzare la lotta, diminuire l&#8217;individuabilità dei singoli magistrati e aumentare la responsabilità collettiva nelle condanne, il pragmatismo del suo sistema di lavoro, e l&#8217;instancabile ricerca di prove certe&#8221;, questo era &#8220;il metodo Falcone&#8221;. Un metodo di successo, che aveva permesso di aumentare lo scontro, a un livello tale &#8220;da non essere più tollerabile da Cosa Nostra&#8221;, conclude Melillo.</p>
<p>Ciò che tangibile rimane dall&#8217;esperienza del giudice Falcone, è il &#8220;consolidamento del lavoro di squadra all&#8217;interno della magistratura&#8221; racconta Melillo. La Padovani denuncia invece &#8220;l&#8217;inflazione degli amici di Giovanni Falcone oggi&#8221;, tra i quali molti colleghi che lo lasciarono solo negli ultimi anni e che oggi percorrono strade perpendicolari alla sua. Con un breve racconto su una penna, regalata a Falcone durante una delle interviste e oggi ritornata a lei, Marcelle Padovani chiude un incontro che ha emozionato lei e la tutta la gente presente, tra scroscianti applausi e l&#8217;energia di una memoria rinnovata.</p>
<p style="text-align: right"><span style="color: #888888">d.c</span>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.tramefestival.it/cms/2011/2011/06/24/una-penna-tante-pagine-scritte-e-il-ricordo-di-giovanni-falcone/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3810</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Trame al Salone del Libro di Torino</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2011/2011/06/01/gomez-panizza-abbate-al-salone-del-libro/</link>
		<comments>https://www.tramefestival.it/cms/2011/2011/06/01/gomez-panizza-abbate-al-salone-del-libro/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 07:35:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[mafie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tramefestival.it/2011/?p=656</guid>
		<description><![CDATA[La rassegna dei libri sulle mafie si terrà dal 22 al 26 giugno. Ogni giorno nelle piazze del centro storico i cittadini potranno ascoltare scrittori, giornalisti e protagonisti delle battaglie per la legalità, tra cui molti giudici e personaggi della società civile Tano Grasso, fondatore del primo movimento contro il pizzo e presidente onorario della Federazione antiracket italiana “Questo sarà un festival contro l’omertà”.Tano Grasso, fondatore del primo movimento contro il pizzo e presidente onorario della Federazione antiracket italiana, trova una nuova definizione per “Trame”, la rassegna dei libri sulle mafie che si terrà a Lamezia Terme dal 22 al 26 giugno, presentata oggi al Salone internazionale del libro a Torino. “Vogliamo mettere a confronto le diverse anime dell’antimafia, una pluralità di voci che sono un valore, ma anche creare una cultura capace di contrastare le mafie e attenuare il loro fascino sui giovani”, spiega a ilfattoquotidiano.it Grasso. L’idea di un incontro con attivisti, giudici e autori di libri sul fenomeno mafioso è nata pochi mesi fa, a dicembre, con l’intenzione di denunciare i crimini e risvegliare le coscienze dei cittadini. Poi, grazie alla direzione artistica del giornalista de L’Espresso Lirio Abbate, il progetto ha preso forma. E sarà la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>La rassegna dei libri sulle mafie si terrà dal 22 al 26 giugno. Ogni  giorno nelle piazze del centro storico i cittadini potranno ascoltare  scrittori, giornalisti e protagonisti delle battaglie per la legalità,  tra cui molti giudici e personaggi della società civile Tano Grasso, fondatore del primo movimento contro il pizzo e presidente onorario della Federazione antiracket italiana “Questo sarà un festival contro l’omertà”.<span id="more-656"></span><strong>Tano Grasso</strong>, fondatore del primo movimento contro il pizzo e presidente onorario della <strong>Federazione antiracket  italiana</strong>, trova una nuova definizione per <strong><em>“Trame”</em></strong>, la rassegna dei libri sulle mafie che si terrà a Lamezia Terme dal 22 al 26 giugno, presentata oggi al <strong>Salone internazionale del libro a Torino</strong>.  “Vogliamo mettere a confronto le diverse anime dell’antimafia, una  pluralità di voci che sono un valore, ma anche creare una cultura capace  di contrastare le mafie e attenuare il loro fascino sui giovani”,  spiega a<em> ilfattoquotidiano.it </em>Grasso.</p>
<p>L’idea di un incontro con attivisti, giudici e autori di libri sul  fenomeno mafioso è nata pochi mesi fa, a dicembre, con l’intenzione di  denunciare i crimini e risvegliare le coscienze dei cittadini. Poi,  grazie alla direzione artistica del giornalista de <em>L’Espresso</em><strong> Lirio Abbate</strong>,  il progetto ha preso forma. E sarà la Calabria a ospitare il festival,  “perché accanto ai giudici ci deve essere una società civile, come sta  avvenendo in Sicilia”, sostiene Abbate. L’intenzione è quella di rompere  una cortina che blocca la battaglia alla ‘ndrangheta, quel clima di  connivenza e paura che bisogna estirpare e sostituire con una nuova  coscienza: “Speriamo che le radici possano rimanere in questa terra”. Al  momento la risposta all’iniziativa è positiva, grazie all’appoggio del  Comune di <strong>Lamezia Terme</strong> (in cui Grasso è assessore alla Cultura), dell’<strong>Associazione Lamezia Antiracket</strong>,  che raccoglie imprenditori e commercianti entusiasti, e di tanti  volontari: “Molte persone si stanno offrendo volontariamente, prestando  la loro opera e il loro aiuto concreto”, aggiunge Abbate. Alcuni ragazzi  di Parma stanno preparando il sito, altri giovani di Roma curano la  comunicazione mentre la grafica è affidata a un artista come <strong>Guido Scarabottolo</strong>.</p>
<p>Ma come è nato il progetto? “In Italia si fanno dei festival dei libri  su tutto e nel paese che ha creato le mafie non ce n’è uno dedicato a  questo tema. Eppure esiste un pubblico interessato”, spiega Grasso.  “Facciamolo noi e copriamo il vuoto”, è il pensiero che hanno avuto. “Il  libro è la dimensione ideale per occuparsi di questi argomenti –  afferma il direttore de <em>ilfattoquotidiano.it</em><strong> Peter Gomez</strong> durante la presentazione dell’evento -. Con gli articoli non si possono  affrontare questi temi così complessi. Questo festival invece  racconterà tutto, e farà un’altra cosa: darà nomi e cognomi, la  possibilità di conoscere e riflettere di più al momento del voto e di  una determinata scelta”. Ogni giorno, dalle 18 alle 24, nelle piazze del  centro storico, i cittadini potranno ascoltare scrittori, giornalisti e  protagonisti delle battaglie per la legalità, tra cui molti giudici  come <strong>Gian Carlo Caselli, Antonio Ingroia </strong>o <strong>Giuseppe Pignatone</strong>, e personaggi della società civile come <strong>don Luigi Ciotti, Isaia Sales, Rosanna Scopelliti </strong>e <strong>Ivan Lo Bello</strong>. Tra i giornalisti saranno presenti anche <strong>Gianni Barbacetto, Enrico Fierro</strong> e <strong>Peter Gomez </strong>de <em>il Fatto.</em></p>
<p>In attesa di “Trame”, Grasso e Abbate colgono subito l’occasione per  denunciare l’atteggiamento di certi imprenditori del Nord: “Ve lo dice  un commerciante che ha fondato la prima associazione antiracket in  Sicilia – dice l’ideatore -. Se al Sud si paga il 100 per cento in più  sui lavori, in Lombardia è solo il 10, a cui è più facile opporsi. Ma  perché a Varese o a Monza, per esempio, gli imprenditori non trovano la  forza di denunciare? Non è per paura, ma per connivenza”. Abbate  spera  anche che “il passaparola calabrese possa arrivare fino a Milano e nel  Nord Est”.</p></blockquote>
<p style="text-align: right">da <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/13/a-lamezia-terme-trame-un-festival-contro-lomerta/111065/">ilfattoquotidiano.it</a> del 13 maggio 2011</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.tramefestival.it/cms/2011/2011/06/01/gomez-panizza-abbate-al-salone-del-libro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1433</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
