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	<title>Trame 1 &#187; storia della ndrangheta | Trame 1</title>
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	<description>Festival dei libri sulle mafie</description>
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		<title>Mafia al nord? No, &#8216;ndrangheta.</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 17:50:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[: ndrangheta a milano]]></category>
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		<description><![CDATA[Quarto giorno. Le luci del tramonto colorano Piazza San Domenico e il palco di Trame. Molta gente è già seduta, e molti altri si avvicinano con passo tranquillo. Aspettano il Prof. Enzo Ciconte per la presentazione del suo libro &#8220;Ndrangheta Padana&#8221;, invece sul palco salgono Tano Grasso con Sandro Ruotolo di Annozero e Gianni Barbacetto. Il pubblico riconosce il famoso giornalista e cresce l&#8217;attenzione, &#8220;la testimonianza di Ruotolo è importante, perchè l&#8217;informazione malata è un problema democratico che interessa tutti&#8221; introduce brevemente Grasso, poi Ruotolo approfondisce la questione parlando dell&#8217;ostruzionismo derivante dal potere politico: &#8220;Editto bulgaro, numerose censure&#8221; e la recentissima &#8220;decisione politica di chiudere un programma di successo come Annozero sulle reti pubbliche&#8221;. Mentre il pubblico applaude il gradito fuoriprogramma, sale sul palco Ciconte con i suoi interlocutori. Si parla di sud e nord. Si parla di &#8216;ndrangheta padana. Gianni Barbacetto, giornalista del Fatto, parte da lontano per dire che le mafie al nord sono un fenomeno trascurato, cita l&#8217;ex-sindaco Pillitteri che negli anni &#8217;80 dichiarava &#8220;in realtà a Milano la mafia non esiste, la Piovra è solo una favola per la tv&#8221;. Ma anche oggi il presidente lombardo Formigoni e l&#8217;ex-sindaco Moratti continuano a nascondere il fenomeno. Ignorando [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quarto giorno. Le luci del tramonto colorano Piazza San Domenico e il palco di Trame. Molta gente è già seduta, e molti altri si avvicinano con passo tranquillo. <span id="more-2181"></span>Aspettano il Prof. Enzo Ciconte per la presentazione del suo libro &#8220;Ndrangheta Padana&#8221;, invece sul palco salgono Tano Grasso con Sandro Ruotolo di Annozero e Gianni Barbacetto. Il pubblico riconosce il famoso giornalista e cresce l&#8217;attenzione, &#8220;la testimonianza di Ruotolo è importante, perchè l&#8217;informazione malata è un problema democratico che interessa tutti&#8221; introduce brevemente Grasso, poi Ruotolo approfondisce la questione parlando dell&#8217;ostruzionismo derivante dal potere politico: &#8220;Editto bulgaro, numerose censure&#8221; e la recentissima &#8220;decisione politica di chiudere un programma di successo come Annozero sulle reti pubbliche&#8221;.</p>
<p>Mentre il pubblico applaude il gradito fuoriprogramma, sale sul palco Ciconte con i suoi interlocutori. Si parla di sud e nord. Si parla di &#8216;ndrangheta padana. Gianni Barbacetto, giornalista del Fatto, parte da lontano per dire che le mafie al nord sono un fenomeno trascurato, cita l&#8217;ex-sindaco Pillitteri che negli anni &#8217;80 dichiarava &#8220;in realtà a Milano la mafia non esiste, la Piovra è solo una favola per la tv&#8221;. Ma anche oggi il presidente lombardo Formigoni e l&#8217;ex-sindaco Moratti continuano a nascondere il fenomeno. Ignorando due operazioni aperte da anni, come &#8220;Cerberus&#8221; e &#8220;Infinito&#8221;, che hanno portato a centinaia di arresti a Milano e nelle altre province lombarde.</p>
<p>&#8220;Formigoni e Moratti hanno ragione. A Milano non esiste la mafia, esiste la Ndrangheta&#8221; esordisce provocatoriamente il professor Ciconte. &#8220;La storia della Ndrangheta al nord inizia negli anni &#8217;50 del secolo scorso&#8221; continua, in seguito ai soggiorni obbligati dei capimafia e alle migrazioni interne alla fine della guerra. La storia prosegue negli anni &#8217;60 e &#8217;70, quando la Ndrangheta mette le radici grazie alle collaborazioni con alcuni imprenditori e politici lombardi. E&#8217; esemplare la storia del boss Giacomo Zagari. Il quale, racconta Ciconte, &#8220;faceva chiamare gli imprenditori dai suoi picciotti perchè chiedessero una tangente, loro contattavano lui invece dei Carabinieri. Poi lui faceva finta di contrattare con gli estorsori ottenendo richieste minori&#8221;, e gli imprenditori erano così contenti che iniziavano una collaborazione continua con Zagari. In questo modo la Ndrangheta si inseriva nella società e nell&#8217;economia del nord.</p>
<p>E c&#8217;è anche un &#8220;rapporto profondo&#8221; con la politica. &#8220;Sindaci arrestati nel milanese, consiglieri nelle amministrazioni lombarde, venete e piemontesi&#8221; prosegue Ciconte, fanno della Ndrangheta &#8220;un potere forte e riconosciuto con cui interloquire&#8221;, anche a livello politico. E si capisce anche che, nonostante maggiori numeri tra i rappresentanti del centro-destra, la Ndrangheta parla con tutti i partiti. Anche con la Lega, &#8220;hanno convissuto in molti comuni lombardi, facendo affari&#8221; denuncia Ciconte echeggiando Saviano. Il professore conclude lanciando un messaggio forte: &#8220;la Ndrangheta è un fenomeno presente e radicato al centro-nord da sessant&#8217;anni, bisogna riflettere sulle responsabilità delle classi dirigenti del nord&#8221;. Ma bisogna soprattutto informarsi, e capire che la Ndrangheta e le mafie sono un problema italiano, e non calabrese, siciliano o campano.</p>
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