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	<title>Trame 3 &#187; news | Trame 3</title>
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		<title>La Presidente Boldrini a Lamezia firma il manifesto del consumo critico</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jul 2013 15:49:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[antiracket lamezia]]></category>
		<category><![CDATA[laura boldrini]]></category>
		<category><![CDATA[trame festival]]></category>

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		<description><![CDATA[“Lascio la Calabria con un senso di ottimismo perché in questa terra non mancano gli esempi di coraggio&#8221;. In occasione dell’incontro con i volontari del festival Trame e con gli imprenditori dell’Associazione Antiracket Lamezia – Onlus, svoltosi a Lamezia Terme lo scorso 13 luglio 2013, la Presidente della Camera Laura Boldrini firma il manifesto del consumo critico.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><em style="font-size: 1.17em"><strong>“Lascio la Calabria con un senso di ottimismo perché in questa terra non mancano gli esempi di coraggio&#8221;.<span id="more-6161"></span></strong></em></h3>
<h3><strong>In occasione dell’incontro con i volontari del festival Trame e con gli imprenditori dell’Associazione Antiracket Lamezia – Onlus, svoltosi a Lamezia Terme lo scorso 13 luglio 2013, la Presidente della Camera Laura Boldrini firma il manifesto del consumo critico.</strong></h3>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.tramefestival.it/2013/trame-2014/img_9883-2/" rel="attachment wp-att-6152"><img class="aligncenter  wp-image-6152" alt="Boldrini lamezia" src="http://www.tramefestival.it/cms/2013/wp-content/uploads/sites/4/2013/07/IMG_9883-2.jpg" width="713" height="527" /></a></p>
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		<title>La Presidente Boldrini incontra i volontari di Trame</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jul 2013 15:35:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[La presidente della Camera Laura Boldrini, dopo aver conferito la cittadinanza onoraria a 400 bambini figli di immigrati residenti a Lamezia, ha incontrato i volontari di Trame e i ragazzi del Treno della Memoria nella sala consiliare di Via Arturo Perugini. La terza carica dello Stato ha risposto alle domande dei ragazzi che le hanno esposto la molteplicità dei problemi di un giovane in un territorio come Lamezia: da chi, come i volontari di Trame, ha sottolineato le polemiche che hanno accompagnato lo svolgimento della rassegna a chi ha raccontato il dramma della &#8220;nuova emigrazione&#8221; dal Sud, giovani che ancora lasciano la Calabria per sfruttare le loro competenze al nord o all&#8217;estero. La Boldrini ha invitato i giovani lametini a &#8220;non stancarsi di porsi delle domande&#8221;, &#8220;di domandarsi che cos&#8217;è la felicità&#8221;. Dovete amare e riscattare questa terra, credete nei valori dell&#8217;onesta, dell&#8217;inclusione sociale, dell&#8217;accoglienza&#8221;, perché senza questi valori &#8220;la politica muore. Ci vuole coraggio per mantenere fermi i grandi valori, ma in questa terra di esempi non ve ne mancano: dalle donne sindaco agli imprenditori minacciati perché non cedono al ricatto della &#8216;ndrangheta, questi sono uno stimolo per noi a non voltare la testa, a non rassegnarvi&#8221;. Invita i [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La presidente della Camera Laura Boldrini, dopo aver conferito la cittadinanza onoraria a 400 bambini figli di immigrati residenti a Lamezia, ha incontrato i volontari di Trame e i ragazzi del Treno della Memoria nella sala consiliare di Via Arturo Perugini.</strong></p>
<p><span id="more-6154"></span></p>
<p>La terza carica dello Stato ha risposto alle domande dei ragazzi che le hanno esposto la molteplicità dei problemi di un giovane in un territorio come Lamezia: da chi, come i volontari di Trame, ha sottolineato le polemiche che hanno accompagnato lo svolgimento della rassegna a chi ha raccontato il dramma della &#8220;nuova emigrazione&#8221; dal Sud, giovani che ancora lasciano la Calabria per sfruttare le loro competenze al nord o all&#8217;estero.<br />
La Boldrini ha invitato i giovani lametini a &#8220;non stancarsi di porsi delle domande&#8221;, &#8220;di domandarsi che cos&#8217;è la felicità&#8221;. Dovete amare e riscattare questa terra, credete nei valori dell&#8217;onesta, dell&#8217;inclusione sociale, dell&#8217;accoglienza&#8221;, perché senza questi valori &#8220;la politica muore. Ci vuole coraggio per mantenere fermi i grandi valori, ma in questa terra di esempi non ve ne mancano: dalle donne sindaco agli imprenditori minacciati perché non cedono al ricatto della &#8216;ndrangheta, questi sono uno stimolo per noi a non voltare la testa, a non rassegnarvi&#8221;.<br />
Invita i giovani a &#8220;fare politica&#8221;, perché &#8220;non è vero che siamo tutti uguali&#8221; ed è un rischio &#8220;sentir dire che tutti dobbiamo andare a casa e che le istituzioni non servono a nulla&#8221;.<br />
I volontari di Trame hanno consegnato una borsa con i loro scritti e l’invito ufficiale a partecipare alla prossima edizione del festival Trame.</p>
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		<title>i numeri della terza edizione di trame</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2013/2013/07/04/i-numeri-di-trame/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Jul 2013 18:52:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[trame festival 2013]]></category>

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		<description><![CDATA[Centoventi ospiti, quaranta libri, ventitre editori, cinquantacinque incontri, diecimila presenze, cento volontari,  56mila risultanze su Google, quattrocento tweet postati, 1927 fans su facebook, quarantamila persone raggiunte, 845 mila visualizzazioni, novanta articoli su quotidiani e settimanali, cinquanta lanci di agenzia, cento minuti di servizi e dirette radiotelevisive, venticinque giornalisti accreditati, otto ore di video e film proiettati, settanta ore di conversazioni e dibattiti, cinque ore di musica dal vivo, cinque workshop, trentacinque ore di lezioni, quattro ore di diretta radio, settecento foto ufficiali scattate e messe in rete, cinquecento sedie, millecinquecento bottiglie d’acqua, trecentocinquanta magliette, trecento borse, novecento adesioni alla campagna Consumo Critico, trentasei Mani in alto di Chiara Rapaccini, venti chili di riso cucinati dalla suore dell’Oasi di San Francesco, dieci chilometri di cavi elettrici, trentamila programmi stampati e distribuiti, ottantamila chilometri percorsi dagli ospiti del festival per partecipare a Trame.3. Questo, e molto di più, è stato Trame.3 E ciascuno può aggiungere altro ancora per raccontare in numeri una straordinaria avventura…]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>Centoventi ospiti, quaranta libri, ventitre editori, cinquantacinque incontri, diecimila presenze, cento volontari,  56mila risultanze su Google, quattrocento tweet postati, 1927 fans su facebook, quarantamila persone raggiunte, 845 mila visualizzazioni, novanta articoli su quotidiani e settimanali, cinquanta lanci di agenzia, cento minuti di servizi e dirette radiotelevisive, venticinque giornalisti accreditati, otto ore di video e film proiettati, settanta ore di conversazioni e dibattiti, cinque ore di musica dal vivo, cinque workshop, trentacinque ore di lezioni, quattro ore di diretta radio, settecento foto ufficiali scattate e messe in rete, cinquecento sedie, millecinquecento bottiglie d’acqua, trecentocinquanta magliette, trecento borse, novecento adesioni alla campagna Consumo Critico, trentasei Mani in alto di Chiara Rapaccini, venti chili di riso cucinati dalla suore dell’Oasi di San Francesco, dieci chilometri di cavi elettrici, trentamila programmi stampati e distribuiti, ottantamila chilometri percorsi dagli ospiti del festival per partecipare a Trame.3.</h3>
<h3>Questo, e molto di più, è stato Trame.3</h3>
<h3>E ciascuno può aggiungere altro ancora per raccontare in numeri una straordinaria avventura…</h3>
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		<title>Giornalisti in cattedra: trame d&#8217;inchiesta</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2013/2013/07/02/giornalisti-in-cattedra-trame-dinchiesta/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Jul 2013 08:29:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[emiliano fittipaldi]]></category>
		<category><![CDATA[gianfrancesco turano]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe baldessarro]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[trame festival 2013]]></category>
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		<description><![CDATA[TRAME.3 festival è anche laboratorio d’inchiesta. Un workshop con nomi eccellenti del giornalismo italiano: Gianfrancesco Turano, Emiliano Fittipaldi e il reggino Giuseppe Baldassarro. Firme de l’Espresso i primi due, giornalista di “casa”, in forza a “Il Quotidiano”  e autore de “Il caso Fallara” (con Gianluca Ursini, Città del sole edizioni) il terzo. Chiarire a tanti giovani, con la voglia di sapere, come si costruisce un’inchiesta,  che può essere “bianca” o “nera”, conoscitiva o investigativa. L’inchiesta risponde principalmente alla quinta delle W sintetiche, utili a chi scrive per la sintesi di “un pezzo”. È lavoro di ricerca, con fattore curiosità,  ricerca instancabile del “perché” alcune cose accadono.  Un lavoro faticoso, ci spiegano, meticoloso e fatto spesso di isolamento e di silenzi e che prevede anche il rischio di ricevere un “no” perché si potrebbero intaccare rapporti “utili”, interessi,  per “chi” decide  se pubblicare o no quel lavoro che ti ha sottratto tempo e sonno. Rischi di una professione che esige passione e libertà. Esiste solo lo scrivere. Tu, i tuoi faldoni, i tuoi contatti e la tua inchiesta da portare avanti. La ricerca della verità e il filo sottile su cui viaggiano il codice dell’informazione e quello deontologico. Le regole e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>TRAME.3 festival è anche laboratorio d’inchiesta. Un workshop con nomi eccellenti del giornalismo italiano: Gianfrancesco Turano, Emiliano Fittipaldi e il reggino Giuseppe Baldassarro. Firme de l’Espresso i primi due, giornalista di “casa”, in forza a “Il Quotidiano”  e autore de “Il caso Fallara” (con Gianluca Ursini, Città del sole edizioni) il terzo.<span id="more-5958"></span></p>
<p>Chiarire a tanti giovani, con la voglia di sapere, come si costruisce un’inchiesta,  che può essere “bianca” o “nera”, conoscitiva o investigativa. L’inchiesta risponde principalmente alla quinta delle W sintetiche, utili a chi scrive per la sintesi di “un pezzo”. È lavoro di ricerca, con fattore curiosità,  ricerca instancabile del “perché” alcune cose accadono.  Un lavoro faticoso, ci spiegano, meticoloso e fatto spesso di isolamento e di silenzi e che prevede anche il rischio di ricevere un “no” perché si potrebbero intaccare rapporti “utili”, interessi,  per “chi” decide  se pubblicare o no quel lavoro che ti ha sottratto tempo e sonno. Rischi di una professione che esige passione e libertà.</p>
<p>Esiste solo lo scrivere. Tu, i tuoi faldoni, i tuoi contatti e la tua inchiesta da portare avanti. La ricerca della verità e il filo sottile su cui viaggiano il codice dell’informazione e quello deontologico. Le regole e il loro possibile infrangersi. I padroni e i compromessi.</p>
<p>Regole generali e territori. Nomi e notizie. Strategie e buco di notizia. Tutto il possibile dinamismo di un professione definita &#8220;quarto potere&#8221;. Giornate di studio che hanno chiarito la posizione di molti, che hanno rafforzato la curiosità implicita di chi vuole intraprendere questa professione e insegnato qualcosa in più a chi questo lavoro già lo svolge.</p>
<p>Trame d’inchiesta si è conclusa con una foto di gruppo, come si fa alla fine di un percorso scolastico che lascia il segno e di cui non si vuole dimenticare nulla. I volti insieme alle parole dette, faranno parte di una tappa indimenticabile del più ampio viaggio vissuto in Trame3festival.</p>
<p style="text-align: right">Maria Pia Tucci</p>
</blockquote>
<h4 style="text-align: left"><b><a title="Trame d’inchiesta" href="http://www.tramefestival.it/2013/trame-di-informazione/">Trame d&#8217;inchiesta</a> è il workshop di giornalismo investigativo  tenuto da Emiliano Fittipaldi e Gianfrancesco Turano durante i giorni del Festival Trame realizzando in collaborazione con l&#8217;Espresso.</b></h4>
<p>&nbsp;</p>

<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2013/2013/07/02/giornalisti-in-cattedra-trame-dinchiesta/img_8922/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2013/wp-content/uploads/sites/4/2013/07/IMG_8922-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Trame d&#039;Inchiesta - Workshop realizzato in collaborazione con l&#039;Espresso" /></a>
<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2013/2013/07/02/giornalisti-in-cattedra-trame-dinchiesta/img_8923/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2013/wp-content/uploads/sites/4/2013/07/IMG_8923-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Emiliano Fittipaldi" /></a>
<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2013/2013/07/02/giornalisti-in-cattedra-trame-dinchiesta/img_8924/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2013/wp-content/uploads/sites/4/2013/07/IMG_8924-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Gianfrancesco Turano" /></a>
<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2013/2013/07/02/giornalisti-in-cattedra-trame-dinchiesta/img_8929/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2013/wp-content/uploads/sites/4/2013/07/IMG_8929-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="i partecipanti del workshop Trame d&#039;inchiesta" /></a>
<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2013/2013/07/02/giornalisti-in-cattedra-trame-dinchiesta/img_8930-2/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2013/wp-content/uploads/sites/4/2013/07/IMG_8930-2-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Gianfrancesco Turano ed Emiliano Fittipaldi" /></a>
<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2013/2013/07/02/giornalisti-in-cattedra-trame-dinchiesta/img_8932/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2013/wp-content/uploads/sites/4/2013/07/IMG_8932-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Gianfrancesco Turano ed Emiliano Fittipaldi" /></a>

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		<title>Aspettando Manuzio a Lamezia</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2013/2013/07/02/aspettando-manuzio-a-lamezia/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Jul 2013 06:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[aie]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[lamezia terme]]></category>
		<category><![CDATA[trame di carta]]></category>
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		<description><![CDATA[Intorno al 1450 a Magonza, città tedesca sulle sponde del Meno e del Danubio, Gutenberg inventò la stampa. Un quarantennio dopo, nella ricca e vivace repubblica veneziana, in una delle prime case editrici, Aldo Manuzio inventò il libro come noi oggi lo conosciamo: introdusse il corsivo, sistemò la punteggiatura, eliminò ingombranti commenti, affermò il formato in ottavo, più pratico e maneggevole per le sue piccole dimensioni. Nel mezzo passò un cambiamento epocale: “cambiò il modo di trasmettere il pensiero mediante la scrittura. Cambiò il pubblico a cui il libro era destinato, i modi di pensare e di porsi nei confronti del libro. All’interno di questo complesso insieme di cambiamenti, il passaggio dal libro manoscritto al libro stampato ha segnato anche un significativo mutamento del sistema di relazioni fra produttori, venditori e utilizzatori del libro” (Giovanni Bonifati, ‘Dal libro manoscritto al libro stampato. Sistemi di mercato a Bologna e a Firenze agli albori del capitalismo’, Torino, Rosenberg &#38; Sellier, 2008). A Lamezia Terme, cuore caldo della Calabria, Giovanni  Peresson, responsabile dell’Ufficio Studi AIE, in introduzione al workshop ‘Trame di carta’ riadatta le parole che  Giovanni Bonifati dedica al passaggio da manoscritto a libro stampato per sottolineare le profonde trasformazioni  che stiamo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Intorno al 1450 a Magonza, città tedesca sulle sponde del Meno e del Danubio, Gutenberg inventò la stampa. Un quarantennio dopo, nella ricca e vivace repubblica veneziana, in una delle prime case editrici, Aldo Manuzio inventò il libro come noi oggi lo conosciamo: introdusse il corsivo, sistemò la punteggiatura, eliminò ingombranti commenti, affermò il formato in ottavo, più pratico e maneggevole per le sue piccole dimensioni.<span id="more-5964"></span></p>
<p>Nel mezzo passò un cambiamento epocale: “cambiò il modo di trasmettere il pensiero mediante la scrittura. Cambiò il pubblico a cui il libro era destinato, i modi di pensare e di porsi nei confronti del libro. All’interno di questo complesso insieme di cambiamenti, il passaggio dal libro manoscritto al libro stampato ha segnato anche un significativo mutamento del sistema di relazioni fra produttori, venditori e utilizzatori del libro” (Giovanni Bonifati, ‘Dal libro manoscritto al libro stampato. Sistemi di mercato a Bologna e a Firenze agli albori del capitalismo’, Torino, Rosenberg &amp; Sellier, 2008).</p>
<p>A Lamezia Terme, cuore caldo della Calabria, Giovanni  Peresson, responsabile dell’Ufficio Studi AIE, in introduzione al workshop ‘Trame di carta’ riadatta le parole che  Giovanni Bonifati dedica al passaggio da manoscritto a libro stampato per sottolineare le profonde trasformazioni  che stiamo affrontando: il passaggio dal libro stampato all’ebook.</p>
<p>Cosa ci fa l’Associazione italiana editori a Lamezia?</p>
<p>Dal 19 al 22 giugno a Lamezia, grazie al festival  ‘Trame’, la lotta alle mafie incontra il libro e si fa cultura viva, strumento di riaffermazione e di rivalsa. In contemporanea al festival vengono allestiti numerosi workshop, perché  la mafia si combatte con l’informazione, con la conoscenza , con l’esserci.</p>
<p>E noi ci siamo, una quarantina di ragazzi pronti a raccogliere la sfida e a sfruttare l’opportunità, a capire come “si può essere buoni librai ed editori (al Sud) grazie a Twitter, Facebook, Blog. Un’occasione unica”, scrivono “per per valorizzare le diverse possibilità offerte dal loro territorio grazie a una vera e propria full immersion”.</p>
<p>La questione che ci viene posta è estremamente attuale. La domanda, che si fa avvincente parallelismo e intrigante sfida, è: a quando un nuovo Manuzio? Capace di introdurre un prodotto editoriale completamente innovativo pensato appositamente per i nuovi supporti tecnologici?</p>
<p style="text-align: right">Chiara De Martino</p>
</blockquote>
<h4><span style="color: #ff0000"><a title="Trame di carta" href="http://www.tramefestival.it/2013/trame-di-carta/"><b>Trame di carta 2 &#8220;</b></a><b><a title="Trame di carta" href="http://www.tramefestival.it/2013/trame-di-carta/">Comunicare social. Librai ed editori ai tempi di Twitter, Facebook, Blog &amp; co. &#8220;</a>, seconda edizione del workshop proposto dall&#8217;AIE &#8211; Associazione Italiana Editori in occasione di Trame.3 </b> riservato agli studenti universitari delle facoltà umanistiche del Centro-Sud Italia. </span></h4>
]]></content:encoded>
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		<title>i ringraziamenti del direttore Savatteri</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2013/2013/06/27/i-ringraziamenti-del-direttore-savatteri/</link>
		<comments>https://www.tramefestival.it/cms/2013/2013/06/27/i-ringraziamenti-del-direttore-savatteri/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 Jun 2013 09:04:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[gaetano savatteri]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[trame festival 2013]]></category>
		<category><![CDATA[trame3]]></category>

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		<description><![CDATA[Sapevo che era un’avventura difficile. Immaginavo che Trame.3 sarebbe stata una corsa in salita, ma non potevo prevedere che sarebbe stata una maratona così  entusiasmante e densa di emozioni, tanto che adesso, chiuso il sipario, già mi manca. Il ministro Bray, nella piazza di San Domenico, parafrasando JFK  ha detto: siamo tutti calabresi. Mi associo e preciso. Un amico mi ha promesso una maglietta con una scritta: vorrei essere di Lamezia Terme. La aspetto.  &#160; Ora vorrei scrivere qualcosa di più che un semplice grazie, ma per il momento è l’unica cosa che mi viene in mente. E dovrei fare i nomi di tanti, tantissimi, che sono stati indispensabili in questa terza edizione, ma invece risolvo con una sola parola collettiva:  grazie a Lamezia Terme e a tutti quelli che sono venuti, hanno scritto, hanno parlato, hanno partecipato, hanno collaborato, hanno aderito, hanno sostenuto e hanno criticato questo nostro/vostro festival. Volevo trovare le parole giuste: ho fatto un giro su Facebook, su twitter, nelle mia mail, sul mio telefono, tra le moltissime pagine della rassegna stampa di queste ultime settimane. E ho trovato le parole già scritte. Non faccio altro che riportarne alcune, perché raccontano quel che è successo a [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Sapevo che era un’avventura difficile. Immaginavo che Trame.3 sarebbe stata una corsa in salita, ma non potevo prevedere che sarebbe stata una maratona così  entusiasmante e densa di emozioni, tanto che adesso, chiuso il sipario, già mi manca. Il ministro Bray, nella piazza di San Domenico, parafrasando JFK  ha detto: siamo tutti calabresi. Mi associo e preciso. Un amico mi ha promesso una maglietta con una scritta: vorrei essere di Lamezia Terme. La aspetto. <img title="Continua..." alt="" src="http://www.tramefestival.it/2013/festival/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" /></p></blockquote>
<p><span id="more-5867"></span></p>
<p><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2013/wp-content/uploads/sites/4/2013/06/IMG_9180.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5874" alt="IMG_9180" src="http://www.tramefestival.it/cms/2013/wp-content/uploads/sites/4/2013/06/IMG_9180.jpg" width="850" height="567" /></a></p>
<blockquote><p>&nbsp;</p>
<p>Ora vorrei scrivere qualcosa di più che un semplice grazie, ma per il momento è l’unica cosa che mi viene in mente. E dovrei fare i nomi di tanti, tantissimi, che sono stati indispensabili in questa terza edizione, ma invece risolvo con una sola parola collettiva:  grazie a Lamezia Terme e a tutti quelli che sono venuti, hanno scritto, hanno parlato, hanno partecipato, hanno collaborato, hanno aderito, hanno sostenuto e hanno criticato questo nostro/vostro festival.</p>
<p>Volevo trovare le parole giuste: ho fatto un giro su Facebook, su twitter, nelle mia mail, sul mio telefono, tra le moltissime pagine della rassegna stampa di queste ultime settimane. E ho trovato le parole già scritte. Non faccio altro che riportarne alcune, perché raccontano quel che è successo a Lamezia dal 19 al 23 giugno, nei giorni speciali di Trame.3.</p></blockquote>
<p><b><a href="https://www.facebook.com/giorgia.dirocco.35">Giorgia Di Rocco</a></b>. Il Festival più appassionante di sempre. Ho appena terminato la mia esperienza e già non vedo l&#8217;ora di tornare a far parte di un così bel progetto! Grazie a tutti!! [Facebook, 24 giugno 2013]</p>
<p><b></b><b><a href="https://www.facebook.com/mariagfay">Maria Grazia Wigman</a></b>. Quanto mi mancherà quest&#8217;anno TRAMEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE [Facebook,  20 giugno alle ore 0.31]</p>
<p><b>Gabriella Gallozzi</b>. Sono i giovani volontari di Trame, il piccolo grande festival dei libri sulle mafie che si è appena concluso a Lamezia Terme, con un’edizione numero tre ancora più combattiva e determinata a fare della cultura un’arma contro il silenzio, l’indifferenza e l’oppressione del potere mafioso. [L’Unità, 25 giugno 2013]</p>
<p><b></b><b>Gianluca Gambardella</b>. La meglio gioventù. I volontari…rispetto agli anni passati la loro presenza si è notata di più (e non solo perché a loro è stato dato il compito di presentare ogni incontro), anche nella fase precedente all’inizio stesso del festival quando hanno “sparso il verbo” di Trame nelle altre città calabresi [Lameziainforma.it, 24 giugno 2013]</p>
<p><b>Evelina Santangelo.</b>  E’ stato un piacere immenso unirmi a questa bellissima avventura [Sms, 25 giugno 2013]</p>
<p><b>Francesco Vitale.</b> Un festival magnifico [Sms, 24 giugno 2013]</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/enrico.colajanni"><b>Enrico Colajann</b>i</a>. Una bella MANI&#8230;festazione [Facebook, 20 giugno 2013]</p>
<p><b><a href="https://www.facebook.com/piera.testa?hc_location=stream">Piera Testa</a></b>. Il festival di quest&#8217;anno l&#8217;ho sentito più vicino rispetto ai precedenti! Complimenti per l&#8217;organizzazione e gli ospiti [Facebook, 25 giugno 2013]</p>
<p><b><a href="https://www.facebook.com/lorenza.biava?hc_location=stream">Lorenza Fanny Biava</a>. </b>Quest&#8217;anno <a href="https://www.facebook.com/pages/TRAMEfestival/102561806497496?ref=stream&amp;directed_target_id=0">TRAME.festival</a> è ancora più bello (e social!) [Facebook, 20 giugno 2013]</p>
<p><b>Matteo Indice e Marco Grasso</b>. Trame è davvero uno squarcio di bellezza [Mail, 25 giugno 2013]</p>
<p><b>Federica Margaritora.</b> Proprio una bella edizione [Sms, 24 giugno 2016]</p>
<p><b>Carmine Abate</b>. Una bellissima serata [Mail, 25 giugno 2013]</p>
<p><b>Roberto Mistretta.</b> Ancora complimenti per il movimento culturale che avete messo in piedi [Sms, 22 giugno 2013]</p>
<p><b>Claudio Ramaccini</b>. E&#8217; stata una bellissima ed interessante esperienza. [Ufficio stampa Progetto San Francesco. Mail, 23 giugno 2013]</p>
<p><b>Mario Incudine.</b> Siamo stati benissimo. Grazie di averci dato questa opportunità e la gioia di stare con voi [Sms, 21 giugno 2013]</p>
<p><b>Corrado De Rosa.</b> Tutto perfetto, davvero [Mail, 23 giugno 2013]</p>
<p><b>Maria Arcieri</b>. In tre giorni abbiamo avuto la fortuna di seguire il workshop di giornalismo investigativo di Trame2. Docenti del corso: Emiliano Fittipaldi e Gianfracesco Turano, giornalisti d‘inchiesta del settimanale L’Espresso. Gli allievi, provenienti da diverse città d’Italia e di diverse età, hanno risposto all’occasione. [Il Lametino.it, 25 giugno 2013]</p>
<p><b>Filippo Veltri.</b> Lamezia torna così ad essere, per il terzo anno consecutivo, sede di un festival che poco ha da invidiare ai grandi eventi dei festival nazionali su altri grandi temi, come quelli di Perugia o di Mantova: grande partecipazione locale, ospiti di assoluto livello in un&#8217;operazione ardita e complessa. [Ansa, 21 giugno 2013]</p>
<p><b>Sanne de Boer</b>. Sarebbe giusto se @tramefestival sia ospitato anche in Olanda. A disposizione! [Twitter, 25 giugno 2013]</p>
<p><b>Gaetano Savatteri</b>. @tramefestival. La certezza di avere partecipato a qualcosa di importante [Twitter, 24 giugno 2013]</p>
<p><b>Giuseppe Di Piazza.</b> Un grande festival, per il grande impegno civile contro le mafie [Twitter , 24 giugno 2013]</p>
<p><b>Massimo Bray.</b> Trame.3, il festival dei libri contro le mafie organizzato a Lamezia Terme, giunto alla terza edizione, si è affermato come un momento importante per la vita culturale e civile della Calabria e del Paese. [<a href="http://www.massimobray.it/">www.massimobray.it</a>, 24  giugno 2013]</p>
<p><b>Maristel Tagliaferro </b>@massimobray splendido il titolo del suo intervento a @tramefestival. “Questa terra diventerà bellissima”, c’è bisogno di tanta ispirazione [Twitter, 23 giugno 2013]</p>
<p><b>John Dickie.</b> Come negli anni passati, il festival e&#8217; stato un grande successo. Oggi stavamo parlando dell&#8217;idea di portare il festival a Londra. Una giornata dedicata ai libri sulle mafie. Forse potremmo coinvolgere anche l&#8217;Istituto Italiano di Cultura. [Mail, 24 giugno 2013]</p>
<p><b>Marino Sinibaldi.</b> C’è festival e festival: in Calabria mi sembra tutto più importante. Seguite gli appuntamenti di Trame a Lamezia. [Twitter, 21 giugno 2013]</p>
<p><b>Paola Di Gesu</b>. Programma pazzesco per #trame3. Peccato non poter essere con voi! Questa è la Calabria di cui vado fiera @tramefestival [Twitter, 22 giugno 2013]</p>
<p><b>Erika Rodighiero</b>. Serata stupenda…con tanto di libro e firma degli autori [Twitter, 22 giugno 2013]</p>
<p><b>Non firmato</b>. Cala quindi il sipario su quella che è divenuta una delle manifestazioni più significative, ed al tempo stesso discusse, del panorama culturale calabrese…. Trame 2013 può essere considerato un successo. [Il Quotidiano, 24 giugno 2013]</p>
<p><b>Nicola Gratteri</b>. Trame è una manifestazione importantissima perché permette agli esperti di approfondire, con la partecipazione del pubblico, i temi della criminalità. [Adnkronos, 18 giugno 2013]</p>
<p><b>Salvatore D’Elia.</b> Grande successo di pubblico e grande risonanza a livello nazionale. Impegno civile, entusiasmo, nuovi incontri e nuovi amici: questo e tanto altro è stato Trame3. [Lameziaclick.ti, 24 giugno 2013]</p>
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		<title>questa terra diventerà bellissima</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Jun 2013 22:35:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Forse è questo, allora. Abbiamo inseguito per anni un modello che non ci apparteneva, pensando di essere sbagliati. Un po’ come il brutto anatroccolo che non sa di essere cigno”. Con questa metafora Marino Sinibaldi, direttore di Radio Tre, interpreta le parole del Ministro per i Beni e le Attività Culturali Massimo Bray, alla sua prima intervista pubblica rilasciata in occasione del Festival Trame.  Tra ricordi personali al sapore di ricottine e al profumo di carta, il Ministro Bray cerca di tracciare un percorso di uscita dalla crisi per l’economia italiana che leghi cultura e turismo. &#8220;Attorno a me vedo tante macerie, scusate se uso un termine forte. Dobbiamo invece ripartire valorizzando i nostri simboli”, spiega. Tra questi include i Bronzi di Riace, lasciandosi sfuggire la promessa che “presto rialzeranno la testa. Stiamo individuando quattro siti su cui intervenire per rilanciare il Mezzogiorno”. C’è una parola che ritorna spesso: bellezza. Non soltanto riferendosi all’ultimo film di Paolo Sorrentino che Bray ha apprezzato perché “rende l’immagine della Città Eterna”, ma soprattutto per parlare dei cittadini italiani “sempre migliori dei propri governanti”. Per fare un esempio, attinge a un episodio avvenuto quando lavorava come redattore per la Treccani: “Volevo far uscire con [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>“Forse è questo, allora. Abbiamo inseguito per anni un modello che non ci apparteneva, pensando di essere sbagliati. Un po’ come il brutto anatroccolo che non sa di essere cigno”. Con questa metafora Marino Sinibaldi, direttore di Radio Tre, interpreta le parole del Ministro per i Beni e le Attività Culturali Massimo Bray, alla sua prima intervista pubblica rilasciata in occasione del Festival Trame. <span id="more-5852"></span></h3>
<p>Tra ricordi personali al sapore di ricottine e al profumo di carta, il Ministro Bray cerca di tracciare un percorso di uscita dalla crisi per l’economia italiana che leghi cultura e turismo. &#8220;Attorno a me vedo tante macerie, scusate se uso un termine forte. Dobbiamo invece ripartire valorizzando i nostri simboli”, spiega. Tra questi include i Bronzi di Riace, lasciandosi sfuggire la promessa che “presto rialzeranno la testa. Stiamo individuando quattro siti su cui intervenire per rilanciare il Mezzogiorno”. C’è una parola che ritorna spesso: bellezza. Non soltanto riferendosi all’ultimo film di Paolo Sorrentino che Bray ha apprezzato perché “rende l’immagine della Città Eterna”, ma soprattutto per parlare dei cittadini italiani “sempre migliori dei propri governanti”. Per fare un esempio, attinge a un episodio avvenuto quando lavorava come redattore per la Treccani: “Volevo far uscire con un giornale un’enciclopedia dantesca, ma nessuno credeva che avrebbe funzionato. Con l’appoggio di Roberto Benigni, è arrivato in edicola vendendo più di 52mila copie”.</p>
<p>Il problema è, dunque, di antropologia culturale. Per questa ragione il ministro Bray non esita a mettersi dalla parte dei professionisti del Maggio Musicale Fiorentino, confidando che domani (lunedì 24 giugno) si riunirà con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Filippo Patroni Griffi per garantire la sopravvivenza dello storico teatro. Il ministro sottolinea i vantaggi economici derivanti dalla difesa della cultura, quantificati in un ricavo di 15 euro per ogni 2 investiti.</p>
<p>“Da quando sono entrato nell’esecutivo, ricevo centinaia di segnalazioni. Mi piacerebbe poter dare ascolto a tutti, ma per farlo il governo dovrebbe durare 3 anni e 6 mesi”, provoca prima di aggiungere: “Sarebbe bello cambiasse anche questo modo miope di fare politica. Sarebbe bello poter fare azioni di lungo raggio”. Le parole del ministro suggeriscono che, per andare avanti, bisogna voltarsi indietro. Rimpiange la scomparsa delle cartiere, definisce la piccola editoria “un’eccellenza da salvaguardare” insieme alle piccole librerie. Invitato dal sindaco di Lamezia Terme Gianni Speranza a provare i formaggi calabresi, Bray ricorda un posto lungo la strada che va all’aeroporto dove “si mangiano dei panini buonissimi”. I volontari lametini del Festival Trame si sorprendono e ridono sentendolo citare un posto a loro conosciuto.</p>
<p>Con loro il ministro Massimo Bray chiede di scattarsi una foto, dopo i saluti del sindaco, del presidente della Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo e di Armando Caputo, presidente dell’associazione antiracket di Lamezia Terme.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote class="twitter-tweet"><p>A <a href="https://twitter.com/search?q=%23Lamezia&amp;src=hash">#Lamezia</a> con i ragazzi di <a href="https://twitter.com/tramefestival">@TrameFestival</a> <a href="http://t.co/YoQkoOkK5K">pic.twitter.com/YoQkoOkK5K</a></p>
<p>— Massimo Bray (@massimobray) <a href="https://twitter.com/massimobray/statuses/348890557352914945">June 23, 2013</a></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>il veleno che inquina Taranto in un romanzo</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Jun 2013 19:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un romanzo forte e vero quello presentato nell’ultima giornata di Trame nel cortile del chiostro di San Domenico. “Veleno – La battaglia di una giovane donna nella città ostaggio dell’Ilva” di Cristina Zagaria, giornalista e scrittrice di origine tarantine ma residente ormai da anni a Napoli. Senza però il contributo di Daniela Spera questo libro non sarebbe mai uscito, non sarebbe mai stato scritto e non sarebbero state raccontate le ferite inferte dall’Ilva alla città di Taranto ma non solo. Daniela Spera è una chimica, è una farmacista che lavora in una piccola farmacia all’interno di un centro commerciale di Taranto e dal 2009, al suo ritorno da Parigi, inizia a raccogliere e a studiare dati, storie, numeri, patologie dei cittadini di Taranto che in un modo o nell’altro si avvicinavo al bancone della sua farmacia. In poco tempo Daniela è divenuta un grandissimo punto di riferimento per queste persone e per la lotta al diritto alla salute. Nel libro si racconta, nonostante sia un romanzo, tutta la verità della città di Taranto, un territorio che sta lentamente ma inesorabilmente morendo a causa di quella che fu percepita come una risorsa. Quella grande industria che strappò la città dalla miseria [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>Un romanzo forte e vero quello presentato nell’ultima giornata di Trame nel cortile del chiostro di San Domenico. “Veleno – La battaglia di una giovane donna nella città ostaggio dell’Ilva” di Cristina Zagaria, giornalista e scrittrice di origine tarantine ma residente ormai da anni a Napoli.<span id="more-5997"></span></h3>
<p>Senza però il contributo di Daniela Spera questo libro non sarebbe mai uscito, non sarebbe mai stato scritto e non sarebbero state raccontate le ferite inferte dall’Ilva alla città di Taranto ma non solo.</p>
<p>Daniela Spera è una chimica, è una farmacista che lavora in una piccola farmacia all’interno di un centro commerciale di Taranto e dal 2009, al suo ritorno da Parigi, inizia a raccogliere e a studiare dati, storie, numeri, patologie dei cittadini di Taranto che in un modo o nell’altro si avvicinavo al bancone della sua farmacia. In poco tempo Daniela è divenuta un grandissimo punto di riferimento per queste persone e per la lotta al diritto alla salute.</p>
<p>Nel libro si racconta, nonostante sia un romanzo, tutta la verità della città di Taranto, un territorio che sta lentamente ma inesorabilmente morendo a causa di quella che fu percepita come una risorsa. Quella grande industria che strappò la città dalla miseria dando lavoro a migliaia e migliaia di tarantini che oggi invece viene percepita come il più grande disastro d’Europa. Perché Taranto è la città più inquinata d’Europa, dove i bambini nascono già con tumori, dove gli operai e i cittadini respirano da anni polveri sottili, diossina e tutto l&#8217;inquinamento prodotto da quella fabbrica di morte.</p>
<p>Daniela, che non si sente un’eroina e non vuole essere considerata una protagonista, ha catalogato ogni patologia presente sul territorio cittadino, le ha denunciate al mondo intero arrivando ad essere coinvolta nell’incidente probatorio come consulente di parte di alcuni cittadini.</p>
<p>Il romanzo, edito da Sperling&amp;Kupfer, racconta la normalità straziante di Taranto, dove i cittadini sono ormai della cavie umane utilizzate per ogni sorta di esperimento legalizzato, dove si sta consumando una delle più grandi devastazioni ambientali d’Italia, una città dove stanno saltando tutte le regole, dove il DNA dei cittadini si è modificato nel tempo, provocando così alterazioni genetiche che possono essere trasmesse in tutto il mondo.</p>
<p>A causa dell’Ilva tutta l’Italia, tutta l’Europa rischia.</p>
<p>Nonostante la chiusura dell’Ilva e il termine di questa storia siano ancora lontane, Daniela è diventata un vento impetuoso che ha come obiettivo quello di far cadere i poteri forti che si celano dietro al disastro di Taranto. “Veleno” è semplicemente un romanzo scritto da una brava giornalista che ha dato voce ad una brava chimica-farmacista. Donne che non vogliono arrendersi, donne che con ostinazione cercano un risveglio dei proprio concittadini per arrivare ad annientare quel mostro che sta uccidendo speranze e bambini.</p>

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		<title>come nuvole nere, storie di vittime innocenti della criminalità</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Jun 2013 17:09:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[francesco vitale]]></category>
		<category><![CDATA[melampo]]></category>
		<category><![CDATA[raffaele sardo]]></category>
		<category><![CDATA[trame festival 2013]]></category>
		<category><![CDATA[vittime della mafia]]></category>

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		<description><![CDATA[È stato presentato a Trame, nel chiostro di San Domenico, “Come nuvole nere – Vittime innocenti” il nuovo libro del giornalista e scrittore anticamorra Raffaele Sardo, edito per la casa editrice milanese Melampo. Un volume nato grazie alla preziosa collaborazione della Fondazione Pol.I.S., ente della Regione Campania impegnata da anni in attività di sostegno ai familiari delle vittime innocenti della criminalità e nell’accompagnamento ai soggetti deputati alla gestione dei ben confiscati alla criminalità organizzata. Tutti i diritti d’autore del libro, infatti, saranno devoluti alle attività di sostegno ai familiari che la Fondazione Pol.I.S. svolge, al fine soprattutto di non abbandonare coloro che hanno perso un proprio familiare per mano criminale e così arginare quel fenomeno di solitudine che troppo spesso è divenuto un comune denominatore per la vita di padri, madri e figli che continuano a piangere sulle tombe dei propri cari. Un fenomeno che è ormai un’emergenza sociale da affrontare con forza e determinazione, soprattutto in Campania che rappresenta la Regione italiana al primo posto di questa triste classifica; emergenza dovuta anche alle troppe assenze delle istituzioni che in molti casi, purtroppo, hanno completamente abbandonato coloro che sono stati vittime di un episodio delittuoso. Alla presentazione hanno preso parte, oltre [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>È stato presentato a Trame, nel chiostro di San Domenico, <a title="COME NUVOLE NERE" href="http://www.tramefestival.it/2013/come-nuvole-nere-vittime-innocenti/">“Come nuvole nere – Vittime innocenti”</a> il nuovo libro del giornalista e scrittore anticamorra Raffaele Sardo, edito per la casa editrice milanese Melampo.<span id="more-6007"></span></h3>
<p>Un volume nato grazie alla preziosa collaborazione della Fondazione Pol.I.S., ente della Regione Campania impegnata da anni in attività di sostegno ai familiari delle vittime innocenti della criminalità e nell’accompagnamento ai soggetti deputati alla gestione dei ben confiscati alla criminalità organizzata.</p>
<p>Tutti i diritti d’autore del libro, infatti, saranno devoluti alle attività di sostegno ai familiari che la Fondazione Pol.I.S. svolge, al fine soprattutto di non abbandonare coloro che hanno perso un proprio familiare per mano criminale e così arginare quel fenomeno di solitudine che troppo spesso è divenuto un comune denominatore per la vita di padri, madri e figli che continuano a piangere sulle tombe dei propri cari.</p>
<p>Un fenomeno che è ormai un’emergenza sociale da affrontare con forza e determinazione, soprattutto in Campania che rappresenta la Regione italiana al primo posto di questa triste classifica; emergenza dovuta anche alle troppe assenze delle istituzioni che in molti casi, purtroppo, hanno completamente abbandonato coloro che sono stati vittime di un episodio delittuoso.</p>
<p>Alla presentazione hanno preso parte, oltre l’autore di origine casertane, anche il giornalista Francesco Vitale e il fratello di una delle vittime raccontante nel libro, Francesco Morlando, fratello di Mena Morlando uccisa a Giuliano, in provincia di Napoli, il 17 dicembre del 1980, sotto casa mentre si recava in lavanderia. Obiettivo dei killer era Francesco Bidognetti che riuscì a sfuggire all’agguato divenendo poi uno dei leader indiscussi del clan Casalesi.</p>
<p>Sardo racconta diverse microstorie di una Campania violenta ed inquieta, dove si può morire aspettando l’auto dal meccanico oppure uscendo dal proprio luogo di lavoro. Troviamo il magistrato che rifiuta la scorta, il “falco” rispettato da tutti, il giovane poliziotto che viene ucciso a venti anni appena poche settimane dopo il suo trasferimento a Roma. Ventidue storie in tredici anni, dal 1973 fino al 1986, dall’uccisione dell’agente di polizia Antonio Marino, originario di una frazione di Caserta, il 12 aprile 1973 a causa dello scoppio di una bomba a mano lanciata da alcuni neofascisti a Roma, fino a giungere al 1986 quando Mario Ferrillo, un impresario teatrale di 41 anni, viene giustiziato per errore in un negozio da parrucchiera a Licola Mare, sul litorale domizio, perché assomigliava come una goccia d’acqua ad un affiliato del clan Bardellino, a sua volta trucidato appena un mese dopo. Ventidue storie, solo una piccola parte delle trecento e forse più vittime innocenti della criminalità e del terrorismo che tutti noi abbiamo l’obbligo di non dimenticare, come sottolinea Paolo Siani, Presidente della Fondazione Pol.I.S. e fratello di Giancarlo, il giornalista ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985, nella prefazione del libro.</p>
<p>Un testo che ripercorre le tragiche morti di tanti innocenti, ma anche alcune delle vicende più significative e drammatiche della storia italiana degli ultimi quarant’anni: brigate rosse, strategia della tensione, terremoto dell’Irpinia, bombe neofasciste, i legami ancora del tutto da chiarire tra terroristi, servizi segreti e Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo. Ad ogni storia fa da sfondo il contesto sociale e politico che l’Italia viveva durante gli anni di piombo, mostrando quindi un quadro completo di ciò che il paese ha dovuto affrontare e superare.</p>
<p>Ma “Come nuvole nere” è soprattutto un libro che ripercorre la quotidianità di tante famiglie a cui la felicità è stata strappata in pochi minuti, in un attimo, in un sparo: il corredo da preparare per l’unica figlia femmina, il caffè mattutino come primo e forse unico momento di relax prima di una giornata di duro lavoro, le ansie e le preoccupazioni per il futuro dei figli, i doppi lavori, le gioie e i desideri di giovani sposi, l’obbligo per molti di entrare in polizia per sfuggire alla miseria e alle difficoltà dei territori del sud, l’impegno di quei magistrati che lontano dagli affetti vivevano costantemente con la paura di essere i prossimi bersagli ma che nonostante ciò continuavano a lavorare e a vivere come se nulla fosse.</p>
<p>Paure, angosce raccontate con fermezza e con tanta dignità da Francesco Morlando, l’ultimo che vide in vita sua sorella Mena. Il proiettile uccide non solo una persona, ma la sua intera famiglia, ti toglie la voglia di vivere, di affrontare la tua vita serenamente. Continua solo la vita biologica, aspettando di raggiungere il proprio caro. In particolare tutto ciò si accentua quando lo Stato ti abbandona, così come ha dichiarato amareggiato lo stesso Morlando: “ Siamo stati abbandonati dalle istituzioni, in 18 anni nessuno ci ha mai chiamato. Solo grazie al magistrato Cafiero de Rao, che ha voluto riprendere in mano la storia, siamo riusciti ad ottenere un minimo di giustizia”. Difficoltà che aumentano quando scatta quel meccanismo di diffamazione delle vittima, quando i giornali descrivono con approssimazione la vicende. Così come per Mena Morlando, definita una semplice maestrina uccisa per un delitto passionale, addirittura paragonata ad una prostituta in alcuni casi.</p>

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<p>In questo libro, Raffaele Sardo ha avuto la capacità di entrare in contatto empatico con i familiari delle vittime, incontrarli, capirli, emozionarsi insieme a loro, dare voce al loro bisogno di raccontare la verità, quella che spesso non si trova nei quotidiani o nei dibattiti processuali. Ha avuto la bravura e la sensibilità di ascoltare nel profondo i ricordi di anziani genitori che narravano con gli occhi lucidi la morte dei loro figli oppure di riportare minuziosamente i pochi ricordi di quei figli a cui un genitore è stato ammazzato quando erano poco più dei bambini. Sono loro i veri protagonisti di questo lavoro, i tanti familiari, ma anche amici e colleghi, che con i loro racconti forniscono un bel mosaico di resistenza civile. Sono loro che hanno scelto di abbandonare quella solitudine e sofferenza che li ha accompagnati per anni, per far spazio alla memoria, per dare un contributo sostanziale al ricordo di tutte le vittime innocenti, magistrati, semplici passanti o giornalisti che siano.</p>
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		<title>Le mafie dalla A alla Z</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Jun 2013 13:54:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[enciclopedia mafie]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe baldessarro]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[nicola gratteri]]></category>
		<category><![CDATA[trame festival 2013]]></category>

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		<description><![CDATA[È stato un incontro affollato e partecipato quello per la presentazione del Dizionario enciclopedico delle mafie al Trame Festival 2013. A presenziare c’erano l’autore principale, Claudio Camarca, e alcuni rappresentanti dei 74 co-autori: il magistrato Nicola Gratteri, procuratore aggiunto al tribunale di Reggio Calabria, il giornalista Giuseppe Baldessarro e lo storico e scrittore Isaia Sales, uno dei più grandi studiosi di mafie in Italia. Si tratta di 4700 voci, figlie del lavoro di analisi della magistratura, 110 punti aggiuntivi di approfondimento, 5000 nomi e cognomi di criminali sistematicamente collocati. Ma ci sono anche le personalità che questi criminali li hanno combattuti oltre che le centinaia di vittime accertate.  Viene definita un’opera enciclopedica adatta a tutti. È per gli esperti che trattano il tema come magistrati, forze dell’ordine o giornalisti &#8211; “ne ho una copia in redazione accanto al mio computer” – confida uno degli autori, Giuseppe Baldessaro. È per chi non sa nulla di mafie e vuole cominciare ad avvicinarsi all’argomento, perché è scritto in maniera semplice e comprensibile. È adatto anche, infine, a chi ne sa qualcosa ma vorrebbe approfondire. Troppo spesso per spiegare le mafie vengono oggi utilizzati luoghi comuni o inesattezze, ma per comprenderle profondamente è necessario [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>È stato un incontro affollato e partecipato quello per la presentazione del <i>Dizionario enciclopedico delle mafie</i> al Trame Festival 2013. A presenziare c’erano l’autore principale, Claudio Camarca, e alcuni rappresentanti dei 74 co-autori: il magistrato Nicola Gratteri, procuratore aggiunto al tribunale di Reggio Calabria, il giornalista Giuseppe Baldessarro e lo storico e scrittore Isaia Sales, uno dei più grandi studiosi di mafie in Italia.<span id="more-5877"></span></h3>
<p>Si tratta di 4700 voci, figlie del lavoro di analisi della magistratura, 110 punti aggiuntivi di approfondimento, 5000 nomi e cognomi di criminali sistematicamente collocati. Ma ci sono anche le personalità che questi criminali li hanno combattuti oltre che le centinaia di vittime accertate.  Viene definita un’opera enciclopedica adatta a tutti. È per gli esperti che trattano il tema come magistrati, forze dell’ordine o giornalisti &#8211; “ne ho una copia in redazione accanto al mio computer” – confida uno degli autori, Giuseppe Baldessaro. È per chi non sa nulla di mafie e vuole cominciare ad avvicinarsi all’argomento, perché è scritto in maniera semplice e comprensibile. È adatto anche, infine, a chi ne sa qualcosa ma vorrebbe approfondire.</p>
<p>Troppo spesso per spiegare le mafie vengono oggi utilizzati luoghi comuni o inesattezze, ma per comprenderle profondamente è necessario ripartire dalle domande più banali. “Cosa sono le mafie e da che nascono?”, si è chiesto dunque il professor Isaia Sales. Le mafie sono un fenomeno spiegabile storicamente ma laddove non si riesce a risolvere un problema la colpa viene spesso attribuita alle vittime del problema stesso. Questo è stato fatto e si fa ancora oggi, quando si dice che le mafie sono un fenomeno culturale, legato &#8211; ad esempio &#8211;  alla mancanza di senso civico degli abitanti di una zona particolare. Ma le mafie al nord allora, come si spiegherebbero? La mafia invece è storia, e riguarda l’Italia tutta. Deriva dal successo della violenza privata, un successo garantito dal proliferare di relazioni con il potere e con le classi dirigenti che non hanno contrastato ma al contrario sfruttato l’utilità di questa violenza privata. In sostanza ha proliferato dove è riuscita a farsi  Stato, per questo – spiega Sales &#8211; in molti altri paesi la criminalità non è diventata mafia. Certo dobbiamo interrogarci quotidianamente sul nostro comportamento, su quanto le nostre azioni possano influire o meno sul rafforzamento del potere mafioso. Così nelle parole dell’autore principale, Claudio Camarca, “questa è una guerra che ci riguarda tutti, non possiamo lasciare che persone come Nicola Gratteri combattano in prima linea da sole.&#8221;</p>
<p>Quello che è successo con la &#8216;ndrangheta calabrese è clamaroso, &#8220;chi si prenderà la responsabilità&#8221; &#8211; si chiede Gratteri &#8211; &#8220;di aver sottovalutato il fenomeno che ha portato alla deriva questa regione?&#8221;. Il grande rafforzamento delle cosche calabresi, continua a spiegare il magistrato, si ebbe in uno dei periodi più drammatici della storia della Calabria, quello dei sequestri di persona. Tempi bui che non hanno mai ricevuto l&#8217;attenzione sistematica che meritavano né dalla politica né dai media. I soldi dei riscatti che venivano da quei rapimenti servirono per comprare la droga da Cosa Nostra e quando il mercato dell&#8217;eroina venne saturato in Italia, la &#8216;ndrangheta era già abbastanza potente per potersi immettere nelle operazioni commerciali del narco-traffico sudamericano. La conquista di fette di mercato internazionale ha ingigantito il potere delle cosche con il benestare delle classi dirigenti. Nella grande opera enciclopedica mancano i nomi di tutti quelli che con il proprio consenso politico o economico ai criminali ne hanno garantito e protetto gli interessi ma, come viene spiegato, &#8220;questa è un&#8217;opera scientifica e non potevamo scrivere tutto quello che sappiamo ma solo ciò che possiamo dimostrare.&#8221;</p>
<p>A conclusione dell&#8217;incontro il pensiero va alle vittime di mafia non riconosciute tali a livello legale, persone che hanno fatto resistenza pagando con la vita. Nomi che dimostrano che &#8211; nonostante tutto &#8211; la vera resistenza alla mafia si fa soprattutto al Sud.</p>

<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2013/2013/06/26/le-mafie-dalla-a-alla-z/img_9670/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2013/wp-content/uploads/sites/4/2013/06/IMG_9670-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Le mafie dalla A alla Z Claudio Camarca, Nicola Gratteri, Giuseppe Baldessarro, Isaia Sales e Luciano Scalettari" /></a>
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