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	<title>Trame 3 &#187; aie | Trame 3</title>
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	<description>Ecco un altro sito Trame Festival Network</description>
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		<title>Aspettando Manuzio a Lamezia</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jul 2013 06:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Intorno al 1450 a Magonza, città tedesca sulle sponde del Meno e del Danubio, Gutenberg inventò la stampa. Un quarantennio dopo, nella ricca e vivace repubblica veneziana, in una delle prime case editrici, Aldo Manuzio inventò il libro come noi oggi lo conosciamo: introdusse il corsivo, sistemò la punteggiatura, eliminò ingombranti commenti, affermò il formato in ottavo, più pratico e maneggevole per le sue piccole dimensioni. Nel mezzo passò un cambiamento epocale: “cambiò il modo di trasmettere il pensiero mediante la scrittura. Cambiò il pubblico a cui il libro era destinato, i modi di pensare e di porsi nei confronti del libro. All’interno di questo complesso insieme di cambiamenti, il passaggio dal libro manoscritto al libro stampato ha segnato anche un significativo mutamento del sistema di relazioni fra produttori, venditori e utilizzatori del libro” (Giovanni Bonifati, ‘Dal libro manoscritto al libro stampato. Sistemi di mercato a Bologna e a Firenze agli albori del capitalismo’, Torino, Rosenberg &#38; Sellier, 2008). A Lamezia Terme, cuore caldo della Calabria, Giovanni  Peresson, responsabile dell’Ufficio Studi AIE, in introduzione al workshop ‘Trame di carta’ riadatta le parole che  Giovanni Bonifati dedica al passaggio da manoscritto a libro stampato per sottolineare le profonde trasformazioni  che stiamo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Intorno al 1450 a Magonza, città tedesca sulle sponde del Meno e del Danubio, Gutenberg inventò la stampa. Un quarantennio dopo, nella ricca e vivace repubblica veneziana, in una delle prime case editrici, Aldo Manuzio inventò il libro come noi oggi lo conosciamo: introdusse il corsivo, sistemò la punteggiatura, eliminò ingombranti commenti, affermò il formato in ottavo, più pratico e maneggevole per le sue piccole dimensioni.<span id="more-5964"></span></p>
<p>Nel mezzo passò un cambiamento epocale: “cambiò il modo di trasmettere il pensiero mediante la scrittura. Cambiò il pubblico a cui il libro era destinato, i modi di pensare e di porsi nei confronti del libro. All’interno di questo complesso insieme di cambiamenti, il passaggio dal libro manoscritto al libro stampato ha segnato anche un significativo mutamento del sistema di relazioni fra produttori, venditori e utilizzatori del libro” (Giovanni Bonifati, ‘Dal libro manoscritto al libro stampato. Sistemi di mercato a Bologna e a Firenze agli albori del capitalismo’, Torino, Rosenberg &amp; Sellier, 2008).</p>
<p>A Lamezia Terme, cuore caldo della Calabria, Giovanni  Peresson, responsabile dell’Ufficio Studi AIE, in introduzione al workshop ‘Trame di carta’ riadatta le parole che  Giovanni Bonifati dedica al passaggio da manoscritto a libro stampato per sottolineare le profonde trasformazioni  che stiamo affrontando: il passaggio dal libro stampato all’ebook.</p>
<p>Cosa ci fa l’Associazione italiana editori a Lamezia?</p>
<p>Dal 19 al 22 giugno a Lamezia, grazie al festival  ‘Trame’, la lotta alle mafie incontra il libro e si fa cultura viva, strumento di riaffermazione e di rivalsa. In contemporanea al festival vengono allestiti numerosi workshop, perché  la mafia si combatte con l’informazione, con la conoscenza , con l’esserci.</p>
<p>E noi ci siamo, una quarantina di ragazzi pronti a raccogliere la sfida e a sfruttare l’opportunità, a capire come “si può essere buoni librai ed editori (al Sud) grazie a Twitter, Facebook, Blog. Un’occasione unica”, scrivono “per per valorizzare le diverse possibilità offerte dal loro territorio grazie a una vera e propria full immersion”.</p>
<p>La questione che ci viene posta è estremamente attuale. La domanda, che si fa avvincente parallelismo e intrigante sfida, è: a quando un nuovo Manuzio? Capace di introdurre un prodotto editoriale completamente innovativo pensato appositamente per i nuovi supporti tecnologici?</p>
<p style="text-align: right">Chiara De Martino</p>
</blockquote>
<h4><span style="color: #ff0000"><a title="Trame di carta" href="http://www.tramefestival.it/2013/trame-di-carta/"><b>Trame di carta 2 &#8220;</b></a><b><a title="Trame di carta" href="http://www.tramefestival.it/2013/trame-di-carta/">Comunicare social. Librai ed editori ai tempi di Twitter, Facebook, Blog &amp; co. &#8220;</a>, seconda edizione del workshop proposto dall&#8217;AIE &#8211; Associazione Italiana Editori in occasione di Trame.3 </b> riservato agli studenti universitari delle facoltà umanistiche del Centro-Sud Italia. </span></h4>
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		<title>al via Trame.3 con mani in alto</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 14:07:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
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		<description><![CDATA[Parte domani, alle ore 16.30 con appuntamento a Palazzo Nicotera a Lamezia Terme,  “Trame.3”, primo evento culturale in Italia dedicato ai libri sulle mafie che viene inaugurato con “Mani in alto”, istallazione di Chiara Rapaccini realizzata con un gruppo di ragazzi di Lamezia e Catanzaro e con l’associazione Antiracket di Lamezia Terme. L’opera è un bosco di mani di legno che affollano una grande vasca al centro di Piazza Mazzini più volte palcoscenico di omicidi di ‘ndrangheta a Lamezia. Ma non è solo un festival di editoria, è la voce di un&#8217;Italia che non vuole stare in silenzio. Dal cuore della Calabria arriva la voglia di denuncia e di risveglio delle coscienze contro le mafie. Laboratori, spettacoli, letture, cinema e soprattutto incontri con gli autori coinvolti in prima persona nella lotta alle organizzazioni criminali nel nostro Paese, al Sud come al Nord. Esserci, a Lamezia, significa dire qualcosa- dichiara Gaetano Savatteri, direttore artistico del Festival Trame.3-  anche se si sta in silenzio. Partecipare a Trame significa dire, con il proprio corpo, con il proprio volto, da che parte si sta: dalla parte del diritto, della legalità, del futuro. L’Associazione Italiana Editori sostiene Trame con la massima convinzione &#8211; dice Fabio Del [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>Parte domani, alle ore 16.30 con appuntamento a Palazzo Nicotera a Lamezia Terme,  “Trame.3”, primo evento culturale in Italia dedicato ai libri sulle mafie che viene inaugurato con “Mani in alto”, istallazione di Chiara Rapaccini realizzata con un gruppo di ragazzi di Lamezia e Catanzaro e con l’associazione Antiracket di Lamezia Terme.<span id="more-5598"></span></h3>
<p>L’opera è <em>un bosco di mani di legno</em> che affollano una grande vasca al centro di Piazza Mazzini più volte palcoscenico di omicidi di ‘ndrangheta a Lamezia. Ma non è solo un festival di editoria, è la voce di un&#8217;Italia che non vuole stare in silenzio. Dal cuore della Calabria arriva la voglia di denuncia e di risveglio delle coscienze contro le mafie. Laboratori, spettacoli, letture, cinema e soprattutto incontri con gli autori coinvolti in prima persona nella lotta alle organizzazioni criminali nel nostro Paese, al Sud come al Nord.</p>
<p><em>Esserci, a Lamezia, significa dire qualcosa</em>- dichiara <strong>Gaetano Savatteri</strong>, direttore artistico del Festival Trame.3-  <em>anche se si sta in silenzio. Partecipare a Trame significa dire, con il proprio corpo, con il proprio volto, da che parte si sta: dalla parte del diritto, della legalità, del futuro</em>.</p>
<p><em>L’Associazione Italiana Editori sostiene Trame con la massima convinzione</em> &#8211; dice <strong>Fabio Del Giudice</strong>, responsabile rapporti istituzionali dell’AIE-  <em>perché gli editori italiani hanno sempre rivendicato con forza, oltre all’essere imprenditori, la propria funzione socio-culturale. Non potevamo quindi non accompagnare un progetto come Trame che racchiude in se elementi fondamentali in questa ottica: la cultura antimafiosa, l’utilizzo dello strumento “libro” per la divulgazione di tale cultura e la localizzazione in un territorio fortemente bisognoso di iniziative di promozione della lettura in considerazione dei bassi indici culturali: l’Istat ci dice che in Calabria 7 persone su 10 che nell’ultimo anno non hanno mai aperto un libro</em>.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2013/wp-content/uploads/sites/4/2013/06/foto.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-5602" alt="volontari trame festival per mani in alto RAP" src="http://www.tramefestival.it/2013/festival/wp-content/uploads/2013/06/foto-1024x768.jpg" width="717" height="538" /></a></p>
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