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	<title>Trame 3 &#187; festival trame | Trame 3</title>
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		<title>dateci una mano: c&#8217;è tempo fino al 24 maggio</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2013/2013/05/14/dateci-una-mano/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 08:05:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[calabria]]></category>
		<category><![CDATA[festival trame]]></category>
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		<description><![CDATA[si allungano i tempi per la partecipazione al concorso DATECI UNA MANO: il termine ultimo di consegna dei lavori è posticipato al 24 maggio Quando, l&#8217;anno scorso, sono stato a Lamezia in occasione di Trame.2, una delle cose che mi ha colpito di più è stata l&#8217;entusiasmo di tanti giovani volontari. Così ho cercato di capire come rendere il mio lavoro, che, in parole povere, è quello di fornire una immagine grafica al Festival, meno personale e più partecipato. Dateci una mano è il primo assaggio e avrà tutti i difetti dei tentativi iniziali, ma potrà darci indicazioni su come proseguire e credo che già nei giorni del festival, il laboratorio che vorrei tenere potrà essere focalizzato sugli sviluppi dell&#8217;iniziativa. In ogni caso non vorrei si trattasse di un concorso da cui esce un vincitore. Concorrere per me vuol dire correre insieme, nella stessa direzione, magari. Unire le forze in vista di un risultato migliore di quello che potrebbe ottenere un singolo. Proviamoci. Guido Scarabottolo Cliccare per scaricare il bando di partecipazione al concorso. Per informazioni: dateciunamano@tramefestival.it]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>si allungano i tempi per la partecipazione al concorso <em>DATECI UNA MANO</em>: il termine ultimo di consegna dei lavori è posticipato al 24 maggio</h3>
<blockquote><p>Quando, l&#8217;anno scorso, sono stato a Lamezia in occasione di Trame.2, una delle cose che mi ha colpito di più è stata l&#8217;entusiasmo di tanti giovani volontari. Così ho cercato di capire come rendere il mio lavoro, che, in parole povere, è quello di fornire una immagine grafica al Festival, meno personale e più partecipato. Dateci una mano è il primo assaggio e avrà tutti i difetti dei tentativi iniziali, ma potrà darci indicazioni su come proseguire e credo che già nei giorni del festival, il laboratorio che vorrei tenere potrà essere focalizzato sugli sviluppi dell&#8217;iniziativa. In ogni caso non vorrei si trattasse di un concorso da cui esce un vincitore. Concorrere per me vuol dire correre insieme, nella stessa direzione, magari. Unire le forze in vista di un risultato migliore di quello che potrebbe ottenere un singolo. Proviamoci.</p>
<p>Guido Scarabottolo</p></blockquote>
<h3><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2013/wp-content/uploads/sites/4/2013/04/13Tbando.pdf" target="_blank">Cliccare</a> per scaricare il bando di partecipazione al concorso.<br />
Per informazioni: dateciunamano@tramefestival.it</h3>
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		<title>il male del Nord Italia: la quinta mafia</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2013/2012/06/24/il-male-del-nord-italia-la-quinta-mafia/</link>
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		<pubDate>Sun, 24 Jun 2012 10:05:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[autori]]></category>
		<category><![CDATA[festival trame]]></category>
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		<description><![CDATA[Quale male si annida nel Nord Italia, da sempre ritenuto modello di legalità? E chi gliel’ha portato? Il libro di Marta Chiavari, La quinta mafia. Come e perché la mafia al Nord è fatta anche da uomini del Nord, presentato ieri sera a palazzo Panariti, risponde proprio a queste domande sfatando i falsi miti di un fenomeno mafioso infiltrato in Lombardia perché trapiantato da uomini del Sud, principalmente calabresi. “Se è vero che c’è stato un momento iniziale di infiltrazione – ha spiegato l’autrice grazie alle domande poste da Stefania Pellegrini, docente dell’Università di Bologna e conversando con il sindacalista Alessandro De Lisi – adesso siamo ben oltre. Il fenomeno mafioso al Nord c’è perché gli imprenditori scelgono di privilegiarlo per convenienza e attecchisce proprio in quel territorio perché forte è il motivo economico. Gli imprenditori hanno capito che è facile ottenere potere, inserirsi nel mondo sano attraverso il metodo mafioso”. La Pellegrini ha sottolineato la difficoltà da parte delle nuove generazioni di riconoscere luoghi e personaggi della mafia nel contesto lombardo, che lungi dall’essere calabresi trapianti, sono uomini che la politica agevola nel matching tra ‘ndrangheta e imprenditoria. Una ‘ndrangheta che se non ammazza, induce al suicidio, dando vita [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>Quale male si annida nel Nord Italia, da sempre ritenuto modello di legalità? E chi gliel’ha portato?</h3>
<p style="text-align: justify">Il libro di Marta Chiavari, <em>La quinta mafia. Come e perché la mafia al Nord è fatta anche da uomini del Nord</em>, presentato ieri sera a palazzo Panariti, risponde proprio a queste domande sfatando i falsi miti di un fenomeno mafioso infiltrato in Lombardia perché trapiantato da uomini del Sud, principalmente calabresi. <span id="more-4605"></span><em>“Se è vero che c’è stato un momento iniziale di infiltrazione</em> – ha spiegato l’autrice grazie alle domande poste da Stefania Pellegrini, docente dell’Università di Bologna e conversando con il sindacalista Alessandro De Lisi –<em> adesso siamo ben oltre. Il fenomeno mafioso al Nord c’è perché gli imprenditori scelgono di privilegiarlo per convenienza e attecchisce proprio in quel territorio perché forte è il motivo economico. Gli imprenditori hanno capito che è facile ottenere potere, inserirsi nel mondo sano attraverso il metodo mafioso”</em>.</p>
<p style="text-align: justify">La Pellegrini ha sottolineato la difficoltà da parte delle nuove generazioni di riconoscere luoghi e personaggi della mafia nel contesto lombardo, che lungi dall’essere calabresi trapianti, sono uomini che la politica agevola nel matching tra ‘ndrangheta e imprenditoria. Una ‘ndrangheta che se non ammazza, induce al suicidio, dando vita a un nuovo filone mafioso, con le sue specificità ma allo stesso tempo con le strategie per essere debellato.</p>
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		<title>Trame inaugura una nuova stagione dello storico Café de Paris</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2013/2012/06/07/trame-inaugura-una-nuova-stagione-dello-storico-cafe-de-paris/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Jun 2012 10:17:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri la conferenza stampa di presentazione di Trame, festival dei libri sulle mafie (Lamezia Terme. 20-24 giugno), si è tenuta in un luogo storico della capitale:il  Cafè de Paris, il simbolo della dolce vita che era diventato un locale utilizzato dalla &#8216;ndrangheta per il riciclaggio di soldi sporchi. Sotto sequestro da luglio 2009 e poi confiscato a giugno 2011 dalla magistratura, il Café de Paris  torna alla legalità grazie prima alla collaborazione con Libera di don Ciotti e ora ospitando la presentazione del festival Trame, l&#8217;unico evento culturale interamente incentrato sulla lotta alle cosche attraverso la cultura. &#8220;Abbiamo fortemente voluto questo spazio per la conferenza stampa &#8211; ha commentato Lirio Abbate, direttore del festival - perchè è un luogo dove concretamente si è combattuta e si è vinta la lotta alla &#8216;ndrangheta e al sistema finanziario del riciclaggio. Un caffè che torna ad essere un simbolo, non più del glamour ma della legalità è certamente il luogo migliore per accogliere il nostro festival&#8221;.   Fabio del Giudice dell&#8217;AIE si è detto: &#8220;onorato di essere partner di Trame, da sempre l&#8217;AIE cerca di sostenere la lettura al Sud, un territorio dove gli indici di lettura sono molto più bassi della media nazionale. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Ieri la conferenza stampa di presentazione di Trame, festival dei libri sulle mafie (Lamezia Terme. 20-24 giugno), si è tenuta in un luogo storico della capitale:il  Cafè de Paris, il simbolo della dolce vita che era diventato un locale utilizzato dalla &#8216;ndrangheta per il riciclaggio di soldi sporchi.</p>
<p style="text-align: justify">Sotto sequestro da luglio 2009 e poi confiscato a giugno 2011 dalla magistratura, il Café de Paris  torna alla legalità grazie prima alla collaborazione con Libera di don Ciotti e ora ospitando la presentazione del festival Trame, l&#8217;unico evento culturale interamente incentrato sulla lotta alle cosche attraverso la cultura.</p>
<p style="text-align: justify">&#8220;<em>Abbiamo fortemente voluto questo spazio per la conferenza stampa</em> &#8211; ha commentato <strong>Lirio Abbate</strong>, direttore del festival -<em> perchè è un luogo dove concretamente si è combattuta e si è vinta la lotta alla &#8216;ndrangheta e al sistema finanziario del riciclaggio. Un caffè che torna ad essere un simbolo, non più del glamour ma della legalità è certamente il luogo migliore per accogliere il nostro festival&#8221;.  </em></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Fabio del Giudice</strong> dell&#8217;AIE si è detto: <em>&#8220;onorato di essere partner di Trame, da sempre l&#8217;AIE cerca di sostenere la lettura al Sud, un territorio dove gli indici di lettura sono molto più bassi della media nazionale. È ormai un dato assodato che l&#8217;indice di lettura è uno degli indicatori più importanti per calcolare la qualità della vita delle persone, con il workshop Trame di carta a Lamezia vogliamo non solo dare una concreta possibilità di lavoro ai giovani calabresi ma anche veicolare il valore della cultura come elemento di crescita economica e civile di un popolo&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>&#8220;Lamezia è una città il cui consiglio comunale in passato  è stato sciolto due volte per infiltrazioni mafiose</em> &#8211; ha ricordato il Sindaco <strong>Gianni Speranza</strong> &#8211; <em>è una città dove ogni notte avvengono attentati estorsivi e fatti di mafia gravissimi. Ma Lamezia Terme oggi non solo ha una della associazioni antiracket più attive della Calabria e in continua crescita, ma ospita Trame, un evento di risonanza nazionale contro la mafia. E&#8217; un&#8217;emozione essere qui oggi &#8211; ha concluso il Sindaco &#8211; perchè davvero nei giorni del festival Lamezia si trasforma in una città magica, si respira un&#8217;atmosfera diversa, e quest&#8217;anno sarà ancora meglio dell&#8217;anno scorso grazie a un programma ancora più fitto di eventi fino a notte fonda.</em> &#8220;</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Armando Caputo</strong> Presidente della Fondazione Trame e dell’Associazione Antiracket Lamezia ha dichiarato “<em>dopo la magnifica esperienza dello scorso anno l’associazione antiracket ha voluto dare vita alla Fondazione Trame al fine di garantire al festival Trame di poter continuare ad essere in futuro uno strumento utile nella diffusione della cultura della legalità contro il silenzio della mentalità mafiosa.</em>”</p>
<p><strong>Per approfondire la storia del Café de Paris</strong><br />
<a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/dicembre/19/rivincita_del_Cafe_Paris_dalla_co_10_111219016.shtml">La rivincita del Café de Paris dalla &#8216;ndrangheta a &#8220;Libera&#8221;<br />
</a><a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/cronaca/ndrangheta/cafe-de-paris/cafe-de-paris.html">La &#8216;ndrangheta al Café de Paris. Sequestrato un pezzo della dolce vita.</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Francesco Forgione</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2013/2011/04/15/francesco-forgione/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 15:12:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Francesco Forgione politico, scrittore e giornalista, insegna Storia e Sociologia delle organizzazioni criminali all’Università degli Studi de L’Aquila. Ha pubblicato diversi volumi. Ricordiamo tra questi Amici come prima. Storie di mafia e politica nella Seconda Repubblica, Editori Riuniti, 2004 e ’Ndrangheta. Boss luoghi e affari della mafia più potente al mondo. La relazione della Commissione Parlamentare Antimafia, per Bcde, 2008, tradotto in diversi paesi.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Francesco Forgione</strong> politico, scrittore e giornalista, insegna Storia e Sociologia delle organizzazioni criminali all’Università degli Studi de L’Aquila. Ha pubblicato diversi volumi. Ricordiamo tra questi <em>Amici come prima. Storie di mafia e politica nella Seconda Repubblica,</em> Editori Riuniti, 2004 e<em> ’Ndrangheta. Boss luoghi e affari della mafia più potente al mondo. La relazione della Commissione Parlamentare Antimafia</em>, per Bcde, 2008, tradotto in diversi paesi.</p>
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