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	<title>Trame 3 &#187; Nando Dalla Chiesa | Trame 3</title>
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		<title>a lezione di antimafia</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jun 2013 08:17:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[antimafia]]></category>
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		<category><![CDATA[stampo antimafioso]]></category>
		<category><![CDATA[trame festival 2013]]></category>

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		<description><![CDATA[Dagli insegnamenti del Professore e sociologo Nando Dalla Chiesa all’interno del corso ‘Sociologia della criminalità organizzata’, svoltosi presso la facoltà di Scienze Politiche dell’università di Milano, è nato Stampo antimafioso, una redazione web ed un’associazione formata da studenti universitari il cui scopo è quello di raccontare -attraverso il lavoro giornalistico e la sensibilizzazione tra i più giovani- le associazioni criminali presenti nel Nord Italia, con un’attenzione peculiare riservata alla zona lombarda e milanese. I riflettori sono puntati sulle ‘facce altre’ della Lombardia e di Milano, sui loro aspetti che rischiano di essere relegati ai margini dalla stampa locale, e, quindi, di non ottenere l’attenzione e la comprensione che è giusto ottengano, ci spiega Martina, una fondatrice di Stampo antimafioso, che chiarisce: “Il nostro obiettivo è quello di coprire le notizie che, su altri media, acquisterebbero una scarsa o nulla visibilità, come ad esempio l’incendio doloso che ha infiammato la macchina di un commerciante in una zona milanese e che costituisce una preziosa testimonianza della presenza mafiosa nel nostro territorio”. All’Università spetta il compito di rendere il tema mafioso e criminale istituzionalizzato, di introdurlo nel piano di studi e nell’offerta formativa. Tra i progetti, un festival itinerante che dovrebbe aver luogo a [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>Dagli insegnamenti del Professore e sociologo Nando Dalla Chiesa all’interno del corso ‘<em>Sociologia della criminalità organizzata</em>’, svoltosi presso la facoltà di Scienze Politiche dell’università di Milano, è nato <i>Stampo antimafioso</i>, una redazione web ed un’associazione formata da studenti universitari il cui scopo è quello di raccontare -attraverso il lavoro giornalistico e la sensibilizzazione tra i più giovani- le associazioni criminali presenti nel Nord Italia, con un’attenzione peculiare riservata alla zona lombarda e milanese.<span id="more-5724"></span></h3>
<p>I riflettori sono puntati sulle ‘facce altre’ della Lombardia e di Milano, sui loro aspetti che rischiano di essere relegati ai margini dalla stampa locale, e, quindi, di non ottenere l’attenzione e la comprensione che è giusto ottengano, ci spiega Martina, una fondatrice di Stampo antimafioso, che chiarisce: “<i>Il nostro obiettivo è quello di coprire le notizie che, su altri media, acquisterebbero una scarsa o nulla visibilità, come ad esempio l’incendio doloso che ha infiammato la macchina di un commerciante in una zona milanese e che costituisce una preziosa testimonianza della presenza mafiosa nel nostro territorio”.</i></p>
<p>All’Università spetta il compito di rendere il tema mafioso e criminale istituzionalizzato, di introdurlo nel piano di studi e nell’offerta formativa. Tra i progetti, un festival itinerante che dovrebbe aver luogo a novembre dedicato ai beni confiscati alle mafie nella zona di Milano.</p>
<p>Tanti sono i modi di fare lezione di antimafia, uno di questi è quello di invitare i giovani provenienti da svariate parti di Italia a raccontare le loro storie ed esperienze di vita vissuta, a confrontarsi con la realtà della Lombardia e del Nord in generale perché <i>“le nostre regioni disteranno anche chilometri, ma un filo diretto ci tiene uniti, noi del Nord con voi del Sud”.</i></p>
<p>Per seguire tutti i progetti di stampo antimafioso:</p>
<p><span style="text-decoration: underline"><a href="http://www.stampoantimafioso.it/">www.stampoantimafioso.it</a><br />
</span>Facebook: stampo antimafioso<br />
Twitter: @stampoantimaf</p>
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		<title>Quando la ‘ndrangheta emigrava al nord nell’omertà generale</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jun 2013 11:01:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[buccinasco]]></category>
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		<description><![CDATA[Se qualcuno sosteneva ancora che la mafia, la camorra o la ‘ndrangheta fossero radicate esclusivamente nelle regioni del sud come Calabria, Sicilia e Campania con questo libro dovrà per forza di cose ricredersi.  Nel cortile del Palazzo Nicotera, Nando della Chiesa, autore del volume “Buccinasco” presentato nella serata di ieri a Trame, ha fatto cadere tanti di quei luoghi comuni che continuano a voler relegare la mafia solo in quelle regioni meridionali d’Italia, salvando il nord dal contagio mafioso, facendo cadere quel pregiudizio etnico che vuole il nord ed il suo popolo siano salvi dalle cosiddette infiltrazioni mafiose. Il libro, edito dalla casa editrice Einaudi, ha infatti il merito di rompere quel muro di omertà fatto di approssimazioni, connivenze ed incredulità che non vuole accorgersi di quella colonizzazione scientifica iniziata già negli anni ’60, che ha portato parte della mafia calabrese al nord, principalmente tra la Lombardia e il Piemonte, dove intere famiglie mafiose si sono insediate portando con se tutto il bagaglio, la struttura, il metodo, le collusioni e gli affari tipici subcultura ‘ndranghetista. Buccinasco, la Platì del nord, da piccolo centro abitato è divenuto uno dei maggiori centri della ‘ndrangheta al nord, dove per anni ha agito indisturbato [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>Se qualcuno sosteneva ancora che la mafia, la camorra o la ‘ndrangheta fossero radicate esclusivamente nelle regioni del sud come Calabria, Sicilia e Campania con questo libro dovrà per forza di cose ricredersi. <span id="more-5669"></span></h3>
<p>Nel cortile del Palazzo Nicotera, Nando della Chiesa, autore del volume “Buccinasco” presentato nella serata di ieri a Trame, ha fatto cadere tanti di quei luoghi comuni che continuano a voler relegare la mafia solo in quelle regioni meridionali d’Italia, salvando il nord dal contagio mafioso, facendo cadere quel pregiudizio etnico che vuole il nord ed il suo popolo siano salvi dalle cosiddette infiltrazioni mafiose. Il libro, edito dalla casa editrice Einaudi, ha infatti il merito di rompere quel muro di omertà fatto di approssimazioni, connivenze ed incredulità che non vuole accorgersi di quella colonizzazione scientifica iniziata già negli anni ’60, che ha portato parte della mafia calabrese al nord, principalmente tra la Lombardia e il Piemonte, dove intere famiglie mafiose si sono insediate portando con se tutto il bagaglio, la struttura, il metodo, le collusioni e gli affari tipici subcultura ‘ndranghetista.<br />
Buccinasco, la Platì del nord, da piccolo centro abitato è divenuto uno dei maggiori centri della ‘ndrangheta al nord, dove per anni ha agito indisturbato anche il boss Antonio Papalia, considerato uno dei maggiori esponenti dei clan della zona. Sequestri di persona, spaccio di stupefacenti, assalti armati a caserme dei carabinieri, fino a divenire quella mafia finanziaria che ha come obiettivo quello di radicare gli affari di famiglia nella gestione di imprese legate al mondo dell’edilizia. A Buccinasco tra gli anni ’70 e gli anni ’80 non ci sono state infiltrazioni mafiose ma bensì esisteva una stabilità mafiosa che ha continuato ad operare quasi indisturbata per anni. E’ infatti del 2011 la notizia dell’arresto del sindaco di allora, Loris Cereda, che finì in manette per corruzione, falso in atto pubblico e tangenti.<br />
Il libro di Dalla Chiesa, presentato dal magistrato Michele Prestipino e dal giornalista Attilio Bolzoni e scritto in collaborazione con la ricercatrice Martina Panzarasa, ha subito numerose critiche ed attacchi anche dallo stesso comune della cittadina in provincia di Milano di cui si raccontano le vicende. Una campagna diffamatoria apparsa addirittura sulla home page del sito del comune, che nonostante prove, arresti ed una storia di chiare migrazioni mafiose, che non lascia nulla al caso, continua a dipingere il civilissimo nord come un luogo esente dalla mafia.</p>
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