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	<title>Trame 3 &#187; trame festival | Trame 3</title>
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	<description>Ecco un altro sito Trame Festival Network</description>
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		<title>La Presidente Boldrini a Lamezia firma il manifesto del consumo critico</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jul 2013 15:49:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Lascio la Calabria con un senso di ottimismo perché in questa terra non mancano gli esempi di coraggio&#8221;. In occasione dell’incontro con i volontari del festival Trame e con gli imprenditori dell’Associazione Antiracket Lamezia – Onlus, svoltosi a Lamezia Terme lo scorso 13 luglio 2013, la Presidente della Camera Laura Boldrini firma il manifesto del consumo critico.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><em style="font-size: 1.17em"><strong>“Lascio la Calabria con un senso di ottimismo perché in questa terra non mancano gli esempi di coraggio&#8221;.<span id="more-6161"></span></strong></em></h3>
<h3><strong>In occasione dell’incontro con i volontari del festival Trame e con gli imprenditori dell’Associazione Antiracket Lamezia – Onlus, svoltosi a Lamezia Terme lo scorso 13 luglio 2013, la Presidente della Camera Laura Boldrini firma il manifesto del consumo critico.</strong></h3>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.tramefestival.it/2013/trame-2014/img_9883-2/" rel="attachment wp-att-6152"><img class="aligncenter  wp-image-6152" alt="Boldrini lamezia" src="http://www.tramefestival.it/cms/2013/wp-content/uploads/sites/4/2013/07/IMG_9883-2.jpg" width="713" height="527" /></a></p>
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		<title>anteprima nazionale le immagini del film di Pif</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2013/2013/06/21/anteprima-nazionale-le-immagini-del-film-di-pif/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Jun 2013 15:35:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato 22 giugno, in anteprima nazionale le prime immagini del  film &#8220;La mafia uccide solo d&#8217;estate&#8221;, esordio alla regia di Pif, autore del programma televisivo &#8220;Il testimone&#8221;, in onda su MTV. Pif presenterà  al festival alcune scene del suo primo film,  prodotto da RaiCinema e dalla Wildside. Il lungometraggio interpretato dallo stesso Pif e da Cristiana Capotondi è  un racconto ironico sulla mafia siciliana vista dagli occhi di un bambino &#8211; uscirà nelle sale nella prossima stagione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 22 giugno, in anteprima nazionale le prime immagini del  film &#8220;La mafia uccide solo d&#8217;estate&#8221;, esordio alla regia di Pif, autore del programma televisivo &#8220;Il testimone&#8221;, in onda su MTV.</p>
<p>Pif presenterà  al festival alcune scene del suo primo film,  prodotto da RaiCinema e dalla Wildside.</p>
<p>Il lungometraggio interpretato dallo stesso Pif e da Cristiana Capotondi è  un racconto ironico sulla mafia siciliana vista dagli occhi di un bambino &#8211; uscirà nelle sale nella prossima stagione.</p>
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		<title>Zenobia, il sistema A3 che ha spento ogni speranza e ogni diritto in Calabria</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jun 2013 18:57:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Italo Calvino in “Città invisibili”, tra le altre, raccontava di Zenobia una città immaginaria dove gli abitanti avevano rinunciato ai desideri. Antonello Mangano ha scelto proprio il nome di questa città partorita dalla mente di Calvino per il titolo del suo ultimo lavoro “Zenobia. Dalla Salerno – Reggio Calabria ai cantieri del Nord il laboratorio dei rapporti tra ‘ndrangheta e imprese”, edito da Castelvecchi editore. Calabria e Zenobia, una reale, l’altra immaginaria ma con un elemento in comune, cioè l’assuefazione nei confronti del caos che le circonda. Questo libro compie un viaggio lungo tutta l’interminabile A3 che collega la Campania con la punta estrema della Calabria, entrando a fondo in quello che è il legame strettissimo tra politica, imprenditori e i veri padroni di appalti e lavori, cioè le cosche calabresi che controllano gran parte dei territori su cui si cerca di costruire da oltre 40 anni l’autostrada ormai divenuta un modello di guadagno ed arricchimento solo per pochi. Un modello di mala impresa esportata in tutta Italia, dove in ogni regione esiste una piccola Salerno – Reggio Calabria. Ben undici inchieste hanno cercato di far luce su una delle più grandi opere incompiute nel territorio italiano ed il libro [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>Italo Calvino in “Città invisibili”, tra le altre, raccontava di Zenobia una città immaginaria dove gli abitanti avevano rinunciato ai desideri. Antonello Mangano ha scelto proprio il nome di questa città partorita dalla mente di Calvino per il titolo del suo ultimo lavoro “Zenobia.<span id="more-5687"></span></h3>
<h3>Dalla Salerno – Reggio Calabria ai cantieri del Nord il laboratorio dei rapporti tra ‘ndrangheta e imprese”, edito da Castelvecchi editore. Calabria e Zenobia, una reale, l’altra immaginaria ma con un elemento in comune, cioè l’assuefazione nei confronti del caos che le circonda.</h3>
<p>Questo libro compie un viaggio lungo tutta l’interminabile A3 che collega la Campania con la punta estrema della Calabria, entrando a fondo in quello che è il legame strettissimo tra politica, imprenditori e i veri padroni di appalti e lavori, cioè le cosche calabresi che controllano gran parte dei territori su cui si cerca di costruire da oltre 40 anni l’autostrada ormai divenuta un modello di guadagno ed arricchimento solo per pochi. Un modello di mala impresa esportata in tutta Italia, dove in ogni regione esiste una piccola Salerno – Reggio Calabria. Ben undici inchieste hanno cercato di far luce su una delle più grandi opere incompiute nel territorio italiano ed il libro è stato realizzato proprio grazie a questi documenti e a diverse interviste ai diretti protagonisti di questa vicenda. In particolare l’autore ha voluto insistere sulle particolari modalità con cui le grandi imprese si sono piegate alle cosche calabresi e sulle responsabilità di questi imprenditori che con le loro scelte hanno stretto, consapevolmente, fortissimi legami con la ‘ndrangheta locale.<br />
Il volume è stato presentato durante la seconda giornata di Trame a Lamezia Terme attraverso gli interventi di chi ha tentato di lavorare su quel tratto autostradale pagandone duramente le conseguenze. Gaetano Soffioti è, infatti, il primo imprenditore che ha denunciato, che non si è piegato. Oggi lavora principalmente all’estero, vive sotto scorta e non si è assolutamente pentito della sua scelta: “ Lo rifarei non una ma mille volte. Lo rifarei per trovare la mia libertà, anche se economicamente è stato un suicidio, ma questo passa in secondo piano quando riottieni la tua dignità. La ‘ndrangheta è padrona del territorio, divisa in vari feudi, è uno stato parallelo. Io ho fatto una scelta atipica restando a combattere in trincea la mia guerra, ma ho scelto di restare in Calabria”.<br />
Alla presentazione ha partecipato, inoltre, il direttore di Repubblica.it Giuseppe Smorto ed è stata moderata dal giornalista calabrese Carlo Macrì che ha così racchiuso la storia della l’autostrada Salerno – Reggio Calabria: “Da sempre, ogni governo annuncia la conclusione dei lavori. Terminare quella strada è un po’ come riuscire a catturare e mettere in galera un latitante per mafia. E’ il sogno di ogni governo”.</p>
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		<title>Quando la ‘ndrangheta emigrava al nord nell’omertà generale</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jun 2013 11:01:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se qualcuno sosteneva ancora che la mafia, la camorra o la ‘ndrangheta fossero radicate esclusivamente nelle regioni del sud come Calabria, Sicilia e Campania con questo libro dovrà per forza di cose ricredersi.  Nel cortile del Palazzo Nicotera, Nando della Chiesa, autore del volume “Buccinasco” presentato nella serata di ieri a Trame, ha fatto cadere tanti di quei luoghi comuni che continuano a voler relegare la mafia solo in quelle regioni meridionali d’Italia, salvando il nord dal contagio mafioso, facendo cadere quel pregiudizio etnico che vuole il nord ed il suo popolo siano salvi dalle cosiddette infiltrazioni mafiose. Il libro, edito dalla casa editrice Einaudi, ha infatti il merito di rompere quel muro di omertà fatto di approssimazioni, connivenze ed incredulità che non vuole accorgersi di quella colonizzazione scientifica iniziata già negli anni ’60, che ha portato parte della mafia calabrese al nord, principalmente tra la Lombardia e il Piemonte, dove intere famiglie mafiose si sono insediate portando con se tutto il bagaglio, la struttura, il metodo, le collusioni e gli affari tipici subcultura ‘ndranghetista. Buccinasco, la Platì del nord, da piccolo centro abitato è divenuto uno dei maggiori centri della ‘ndrangheta al nord, dove per anni ha agito indisturbato [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>Se qualcuno sosteneva ancora che la mafia, la camorra o la ‘ndrangheta fossero radicate esclusivamente nelle regioni del sud come Calabria, Sicilia e Campania con questo libro dovrà per forza di cose ricredersi. <span id="more-5669"></span></h3>
<p>Nel cortile del Palazzo Nicotera, Nando della Chiesa, autore del volume “Buccinasco” presentato nella serata di ieri a Trame, ha fatto cadere tanti di quei luoghi comuni che continuano a voler relegare la mafia solo in quelle regioni meridionali d’Italia, salvando il nord dal contagio mafioso, facendo cadere quel pregiudizio etnico che vuole il nord ed il suo popolo siano salvi dalle cosiddette infiltrazioni mafiose. Il libro, edito dalla casa editrice Einaudi, ha infatti il merito di rompere quel muro di omertà fatto di approssimazioni, connivenze ed incredulità che non vuole accorgersi di quella colonizzazione scientifica iniziata già negli anni ’60, che ha portato parte della mafia calabrese al nord, principalmente tra la Lombardia e il Piemonte, dove intere famiglie mafiose si sono insediate portando con se tutto il bagaglio, la struttura, il metodo, le collusioni e gli affari tipici subcultura ‘ndranghetista.<br />
Buccinasco, la Platì del nord, da piccolo centro abitato è divenuto uno dei maggiori centri della ‘ndrangheta al nord, dove per anni ha agito indisturbato anche il boss Antonio Papalia, considerato uno dei maggiori esponenti dei clan della zona. Sequestri di persona, spaccio di stupefacenti, assalti armati a caserme dei carabinieri, fino a divenire quella mafia finanziaria che ha come obiettivo quello di radicare gli affari di famiglia nella gestione di imprese legate al mondo dell’edilizia. A Buccinasco tra gli anni ’70 e gli anni ’80 non ci sono state infiltrazioni mafiose ma bensì esisteva una stabilità mafiosa che ha continuato ad operare quasi indisturbata per anni. E’ infatti del 2011 la notizia dell’arresto del sindaco di allora, Loris Cereda, che finì in manette per corruzione, falso in atto pubblico e tangenti.<br />
Il libro di Dalla Chiesa, presentato dal magistrato Michele Prestipino e dal giornalista Attilio Bolzoni e scritto in collaborazione con la ricercatrice Martina Panzarasa, ha subito numerose critiche ed attacchi anche dallo stesso comune della cittadina in provincia di Milano di cui si raccontano le vicende. Una campagna diffamatoria apparsa addirittura sulla home page del sito del comune, che nonostante prove, arresti ed una storia di chiare migrazioni mafiose, che non lascia nulla al caso, continua a dipingere il civilissimo nord come un luogo esente dalla mafia.</p>
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		<title>aspettando trame nelle scuole di Lamezia Terme</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 20:51:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Aspettando Trame, l&#8217;auditorium dell&#8217;Istituto Magistrale di Lamezia Terme è stato invaso dai ragazzi delle scuole medie inferiori della città. Un occasione unica per i giovani lametini, un incontro con Pasquale Scimeca, regista di Convitto Falcone.  Un giorno, un giornalista chiese a Giovanni Falcone perchè rischiava la vita in quel modo. E il giudice, sfoderando il più disarmante dei sorrisi, gli rispose: &#8220;Per spirito di servizio&#8221; che tradotto nel sentire comune significa &#8220;Per fare il mio dovere&#8221;.   &#8220;Questo film&#8221; dice Scimeca, &#8220;è rivolto principalmente ai giovani, a quei ragazzi che nel 1992 non erano ancora nati, nella speranza che le idee e l&#8217;esempio di Giovanni Falcone, di Paolo Borsellino e di tutti quelli che hanno sacrificato le loro vite nella lotta alla mafia, possano soffiare come il vento e svegliare le nostre coscienze.&#8221; Tutte le informazioni  sul sito www.convittofalcone.org.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Aspettando Trame</em>, l&#8217;auditorium dell&#8217;Istituto Magistrale di Lamezia Terme è stato invaso dai ragazzi delle scuole medie inferiori della città. Un occasione unica per i giovani lametini, un incontro con <strong>Pasquale Scimeca</strong>, regista di <em>Convitto Falcone. </em></h3>
<p>Un giorno, un giornalista chiese a Giovanni Falcone perchè rischiava la vita in quel modo. E il giudice, sfoderando il più disarmante dei sorrisi, gli rispose: <em>&#8220;Per spirito di servizio&#8221;</em> che tradotto nel sentire comune significa <em>&#8220;Per fare il mio dovere&#8221;.  </em></p>
<blockquote><p><em>&#8220;</em>Questo film&#8221; dice Scimeca, &#8220;è rivolto principalmente ai giovani, a quei ragazzi che nel 1992 non erano ancora nati, nella speranza che le idee e l&#8217;esempio di Giovanni Falcone, di Paolo Borsellino e di tutti quelli che hanno sacrificato le loro vite nella lotta alla mafia, possano soffiare come il vento e svegliare le nostre coscienze.&#8221;</p></blockquote>
<p>Tutte le informazioni  sul sito <a href="http://www.convittofalcone.org/">www.convittofalcone.org</a>.</p>
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		<title>il New York Times racconta Trame</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Aug 2012 10:23:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qui sotto vi proponiamo la traduzione dell&#8217;articolo comparso il 21 luglio sul sito del New York Times a firma di Elisabetta Povoledo. L&#8217;articolo è stato pubblicato nella versione cartacea dello stesso quotidiano del 22 luglio. Festival Letterario in Italia Presta la sua Voce alla Lotta contro la Mafia Di ELISABETTA POVOLEDO Pubblicato il:  21 Luglio 2012 LAMEZIA TERME, Italia — Storicamente né la penna né la spada sono state particolarmente efficaci nella lotta alla ‘ndrangheta,  l’organizzazione criminale che soffoca la Calabria, regione dell’Italia meridionale. Ma, in questa fortezza del crimine organizzato, un festival letterario sta contribuendo ad abbattere un muro di silenzio,  costruito su un misto di paura e di rassegnazione. I crimini legati alla malavita  continuano a Lamezia Terme, nelle strade polverose della città si sparge ancora del sangue e le forze dell’ordine fanno periodicamente retate di  collusi con le famiglie mafiose.  Ma gli organizzatori di “Trame” (“Plots” in inglese), un festival dei libri sulle  mafie, cantano vittoria guardando le piazze gremite di gente del posto venuta a sentire gli autori  — spesso giornalisti, procuratori o operatori dell’antimafia  — parlare dei loro libri. È una tiepida serata di giugno e si sgomita per prender posto sulle sedie di plastica [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Qui sotto vi proponiamo la traduzione dell&#8217;articolo comparso il 21 luglio sul sito del New York Times a firma di Elisabetta Povoledo. L&#8217;articolo è stato pubblicato nella versione cartacea dello stesso quotidiano del 22 luglio.</p>
<h3>Festival Letterario in Italia Presta la sua Voce alla Lotta contro la Mafia</h3>
<p>Di <a title="More Articles by ELISABETTA POVOLEDO" href="http://topics.nytimes.com/top/reference/timestopics/people/p/elisabetta_povoledo/index.html">ELISABETTA POVOLEDO</a></p>
<p>Pubblicato il:  21 Luglio 2012</p>
<p>LAMEZIA TERME, Italia — Storicamente né la penna né la spada sono state particolarmente efficaci nella lotta alla ‘ndrangheta,  l’organizzazione criminale che soffoca la Calabria, regione dell’Italia meridionale. Ma, in questa fortezza del crimine organizzato, un festival letterario sta contribuendo ad abbattere un muro di silenzio,  costruito su un misto di paura e di rassegnazione.</p>
<p>I crimini legati alla malavita  continuano a Lamezia Terme, nelle strade polverose della città si sparge ancora del sangue e le forze dell’ordine fanno periodicamente retate di  collusi con le famiglie mafiose.  Ma gli organizzatori di “<a title="The festival’s Web site (in Italian)" href="http://www.tramefestival.it/2013/">Trame</a>” (“Plots” in inglese), un festival dei libri sulle  mafie, cantano vittoria guardando le piazze gremite di gente del posto venuta a sentire gli autori  — spesso giornalisti, procuratori o operatori dell’antimafia  — parlare dei loro libri.</p>
<p>È una tiepida serata di giugno e si sgomita per prender posto sulle sedie di plastica disposte in una piazza del centro. Molti passeggiano sul corso principale, sfogliando libri  e dando un’occhiata all’armamentario dell’antimafia.</p>
<p>“La lotta alla Mafia può avere diversi aspetti. Anche il solo parlarne ci rende più forti” ha dichiarato Tano Grasso, che ha dato il via al festival lo scorso anno, durante la sua carica di Assessore alla Cultura.  (Grasso ha fondato la prima associazione antiracket in Italia nel 1991 e da allora vive sotto scorta.)</p>
<p>“La ‘ndrangheta ha da tempo esteso i suoi tentacoli nel tessuto sociale di questa città, flettendo il suo controllo su opere pubbliche e private con molteplici rapporti. Questo è il motivo per cui non potrà mai essere sconfitta solo da magistrati o dalle forze dell’ordine, ma deve essere sradicata dalla cultura della Calabria” ha detto il direttore del festival, Lirio Abbate, un giornalista che vive sotto scorta dopo la pubblicazione, nel 2006, di un libro sulle collusioni della politica con le organizzazioni criminali in Italia. “La Calabria oggi è la Palermo di 30 anni fa, dove non si poteva dire la parola mafia a voce alta”, ha detto Abbate, riferendosi alla città siciliana. “Ecco perché siamo venuti qui, a portare magistrati, giornalisti, autori e cercare di rompere il muro di omertà”,  la regola del silenzio che ha frustrato l’affermazione della legalità nelle regioni ad alta concentrazione mafiosa. Il festival letterario ha posto inoltre l’attenzione su quello che un editore ha definito un “boom letterario” in Italia di libri sulla mafia e sulle controparti delle altre regioni: la camorra in Campania, la sacra corona unita in Puglia, e la ‘ndrangheta,  la variante locale.</p>
<p>“È  un fenomeno di mercato, una tendenza” ha dichiarato Florindo Rubbettino, un editore che  colloca l’inizio del boom della letteratura sulla criminalità nel 2006, l’anno di pubblicazione del libro di Roberto Saviano, “<span style="text-decoration: underline">Gomorra</span>”.  La sua famiglia pubblica libri sulla ‘ndrangheta dagli anni ‘80, un segno di impegno civico, forse, ma anche una sfida in una regione dove lo spirito imprenditoriale è costantemente vessato dai “condizionamenti criminali” e dalle difficoltà burocratiche, ha affermato l’editore.</p>
<p>Il festival si sarebbe potuto tenere in qualsiasi altra città della Calabria, una regione con 2 milioni di abitanti che produce solo il 2,2% del prodotto interno lordo e dove, in alcune città, la disoccupazione giovanile raggiunge picchi del 39% e la criminalità organizzata offre un’alternativa alla mancanza di lavoro.</p>
<p>In un contesto di crisi economica,  la ‘ndrangheta è  “l’unica impresa che possiede il denaro” e l’offerta di posti di lavoro crea consenso sociale,  ha detto Abbate. “Vogliamo mostrare che esistono delle alternative”.</p>
<p>In generale è così in Calabria,  c’è una “diffusa mentalità mafiosa”, ha dichiarato Manuela Iatì, giornalista nata e cresciuta in Calabria, che lavora per Sky TG24 e che ha scritto di ‘ndrangheta. “Ciò non significa che le persone sono mafiose, ma che hanno accettato la via dei favori e dei doveri verso gli altri, perché lo stato e i suoi servizi non funzionano”.</p>
<p>“La corruzione è italiana” ha aggiunto, “ma qui è sostenuta dalla criminalità organizzata”. Ma Lamezia Terme è emblematica nel suo genere. Due giunte comunali sono state sciolte negli ultimi 20 anni, per il sospetto di infiltrazioni della ‘ndrangheta.</p>
<p>“Non ci sono poi così tanti mafiosi”, ha detto un prete del posto, Don Giacomo Panizza, che è stato diverse volte bersaglio di attacchi da parte di clan per via della suo caraggio. “Il loro potere deriva dal fatto che la gente comune coopera e permette loro di manovrare tutto”.</p>
<p>Negli ultimi sei mesi ci sono stati tre attacchi contro le case in cui Don Panizza manda avanti i suoi progetti di assistenza a disabili, immigrati ed ex tossicodipendenti.  “È  perché noi abbiamo il consenso, ma loro vogliono mostrare di avere il controllo”, ha affermato. Il sindaco, Gianni Speranza, ha messo al primo posto della sua agenda l’emorragia di giovani lametini, sebbene non possa offrire loro un posto di lavoro.</p>
<p>Osservando un gruppo di giovani che ascoltavano rapiti la presentazione di  “Onorate Società. L’ascesa della mafia, della camorra e della ‘ndrangheta” di John Dickie,  Professor in Studi italiani all’University College of London, il sindaco Speranza sospira. “Se i ragazzi che sono qui stasera  restassero in Calabria per studiare all’università e poi trovare un lavoro, la  Calabria cambierebbe da così a così,” dice, girando il palmo della mano. “Invece partono perché qui non trovano  nulla”.</p>
<p>“Trame è un segnale di impegno verso il cambiamento”, dice Speranza (il cui cognome in inglese si ‘traduce’ con “hope”). È anche un tentativo di costruire una coesione sociale, aggiunge.  (Infatti, gli eventi previsti per l’ultima serata del festival sono stati rimandati per i quarti di finale degli europei tra Italia e Inghilterra,  trasmessi su un maxischermo utilizzato la sera prima per mostrare un documentario sull’assassinio, per mano della mafia, di procuratori ed operatori della legalità — tra cui i due giudici antimafia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, uccisi esattamente 20 anni fa).</p>
<p>“Hai la sensazione che qui ci sia una grande fame di legalità” afferma il Professor Dickie.</p>
<p>Negli anni ’80 l’Italia “sembrava il Messico di oggi”, dice l’autore, ma è riuscita a mettere in atto importanti misure nella lotta al crimine. Detto ciò, ha aggiunto, la continua presenza di cosche indica che, ad un livello più profondo , “la repressione non sarà mai efficace finché non nascerà dalla gente comune la voglia di cambiare le cose”.</p>
<p><strong>Articolo pubblicato nella versione cartecea del  22 luglio 2012, a pagina A10 con il titolo originale: Literary Festival in Italy Gives Voice to Authors and Residents in Fight Against the Mafia.</strong></p>
<p align="right">Traduzione di Elena Bonaddio</p>
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		<title>Trame Festival 2012 &#8211; il coraggio di guardare le mafie negli occhi</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jun 2012 16:47:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Peschiera]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Festival Trame 2012]]></category>
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		<description><![CDATA[Si è conclusa ieri a Lamezia Terme la seconda edizione del Festival Trame, l&#8217;unico festival in Italia dedicato ai libri sulle mafie. Oltre 50 incontri, 160 ospiti, 38 titoli presentati, circa 8000 presenze di pubblico, 90 studenti che hanno partecipato ai workshop, 60 volontari da tutta Italia, 850 tweet per la diretta live degli appuntamenti. Lirio Abbate: &#8220;Abbiamo scelto di fare Trame qui a Lamezia per dare un segnale concreto di impegno antimafia. Qui, dove sono frequenti gli attentati e le intimidazioni, dove si sente pesantemente l&#8217;infiltrazione della &#8216;ndrangheta abbiamo portato la cultura, abbiamo portato i grandi nomi della lotta alle mafie accanto alle persone che ogni giorno combattono questa battaglia; perché l&#8217;antimafia non è un singolo, o un solo soggetto, siamo noi tutti perchè l&#8217;antimafia non è un singolo, o un solo soggetto, siamo noi tutti. E insieme si potrà cacciar via da Lamezia e dall&#8217;Italia questi criminali, questi codardi che agiscono nel buio della notte, dietro alle finestre, ma poi se ti incontrano non hanno nemmeno il coraggio di guardarti negli occhi. Facciamo loro abbassare lo sguardo e cacciamoli via”. Dal 20 al 24 giugno sono stati a Trame a dare il loro contributo, tra gli altri: Pietro [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2013/wp-content/uploads/sites/4/2012/06/trame-festival-2012-lamezia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4570" title="trame-festival-2012-lamezia" alt="" src="http://www.tramefestival.it/cms/2013/wp-content/uploads/sites/4/2012/06/trame-festival-2012-lamezia.jpg" width="290" height="290" /></a>Si è conclusa ieri a Lamezia Terme la seconda edizione del Festival <strong>Trame, l&#8217;unico festival in Italia dedicato ai libri sulle mafie</strong>. Oltre 50 incontri, 160 ospiti, 38 titoli presentati, circa<strong> 8000 presenze di pubblico</strong>, 90 studenti che hanno partecipato ai workshop, 60 volontari da tutta Italia, <a title="Trame Festival" href="https://twitter.com/intent/follow?original_referer=http%3A%2F%2Fwww.tramefestival.it%2Fi-dintorni-di-lamezia%2F&amp;screen_name=tramefestival&amp;source=followbutton&amp;variant=2.0" target="_blank">850 tweet</a> per la diretta live degli appuntamenti.</p>
<p><em>Lirio Abbate</em>: &#8220;Abbiamo scelto di fare Trame qui a Lamezia per dare un segnale concreto di impegno antimafia. Qui, dove sono frequenti gli attentati e le intimidazioni, dove si sente pesantemente l&#8217;infiltrazione della &#8216;ndrangheta abbiamo portato la cultura, abbiamo portato i grandi nomi della lotta alle mafie accanto alle persone che ogni giorno combattono questa battaglia; perché <strong>l&#8217;antimafia non è un singolo, o un solo soggetto, siamo noi tutti perchè l&#8217;antimafia non è un singolo, o un solo soggetto, siamo noi tutti. </strong>E insieme si potrà cacciar via da Lamezia e dall&#8217;Italia questi criminali, questi codardi che agiscono nel buio della notte, dietro alle finestre, ma poi se ti incontrano non hanno nemmeno il coraggio di guardarti negli occhi. Facciamo loro abbassare lo sguardo e cacciamoli via<strong>”.</strong></p>
<p>Dal 20 al 24 giugno sono stati a Trame a dare il loro contributo, tra gli altri:<em> Pietro Grasso, Antonio Ingroia, Raffaele Cantone, Piergiorgio Morosini, John Follain, Oliviero Beha, Francesco La Licata, Giovanni Tizian, Sandro Ruotolo, Gaetano Savatteri, Bianca Stancanelli, Sebastiano Ardita, Salvo Ficarra e Valentino Picone, Pierfrancesco Diliberto, Diego Bianchi, John Dickie, Guido Scarabottolo, Monica Zapelli, Roberto Alajmo, Federico Varese, Anna Bonaiuto, Paolo Briguglia, Fabrizio Gatti, Francesco Vitale, Riccardo Bocca, Andre Galli, Roberta Serdoz, Arcangelo Badolati, Alberto Spampinato, Fabio Tamburini, Ivan Lo Bello, David Lane, Marco Lillo, Loris Mazzetti, Don Giacomo Panizza, Stefano Maria Bianchi, Matteo Cosenza, Francesco Viviano, A67, Davide Enia, Marta Chiavari, Stefania Petyx, Enzo Ciconte, Attilio Bolzoni, Manuela Iatì, Don Pino De Masi, Francesco d&#8217;Ayala, Giuseppe Baldessarro</em>.</p>
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