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	<title>Trame 4 &#187; libri | Trame 4</title>
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	<description>Festival dei libri sulle mafie</description>
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		<title>Una vil razza dannata ?</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jun 2014 11:07:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[trame4]]></category>
		<category><![CDATA[tramefestival]]></category>

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		<description><![CDATA[ «La Calabria è da lunghissimo tempo oggetto di una narrazione che la rende incomprensibile. Non si capisce più quale sia l’origine dei suoi problemi e dei suoi drammi, perché continua ad essere sempre in fondo alle classifiche dell’economia, della crescita, del vivere civile e sempre prima nelle classifiche dei primati negativi. Alla fine, in un delirio di distruzioni sistematiche e prive di spiegazioni, sembra restare in piedi una sola ipotesi: c’è una ragione antropologica al nostro essere terra irredimibile; come ci piace ripetere, resta in piedi soltanto la tesi che i calabresi siano una vil razza dannata». Sul filo di questa controversa affermazione si muove la riflessione lucida e amara di due grandi del giornalismo calabrese, Aldo Varano e Filippo Veltri. All&#8217;interno del volume una ristampa anastatica, dei saggi pubblicati nella rivista Il Ponte, diretta da Piero Calamandrei, che uscì nel 1950 con un numero speciale interamente dedicato alla Calabria. &#8220;Una vil razza dannata ? Riflessioni sulla Calabria e i calabresi&#8221; è un libro di Aldo Varano e Filippo Veltri edito da Città del sole Edizioni &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> «La Calabria è da lunghissimo tempo oggetto di una narrazione che la rende incomprensibile. Non si capisce più quale sia l’origine dei suoi problemi e dei suoi drammi, perché continua ad essere sempre in fondo alle classifiche dell’economia, della crescita, del vivere civile e sempre prima nelle classifiche dei primati negativi. </strong><br />
<strong> Alla fine, in un delirio di distruzioni sistematiche e prive di spiegazioni, sembra restare in piedi una sola ipotesi: c’è una ragione antropologica al nostro essere terra irredimibile; come ci piace ripetere, resta in piedi soltanto la tesi che i calabresi siano una vil razza dannata».</strong><br />
Sul filo di questa controversa affermazione si muove la riflessione lucida e amara di due grandi del giornalismo calabrese, Aldo Varano e Filippo Veltri.<br />
All&#8217;interno del volume una ristampa anastatica, dei saggi pubblicati nella rivista Il Ponte, diretta da Piero Calamandrei, che uscì nel 1950 con un numero speciale interamente dedicato alla Calabria.</p>
<p><em>&#8220;Una vil razza dannata ? Riflessioni sulla Calabria e i calabresi&#8221;</em> è un libro di <strong>Aldo Varano</strong> e <strong>Filippo Veltri </strong>edito da <a href="http://www.cdse.it/" target="_blank">Città del sole Edizioni</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L’antimafia dei comunisti. Pio La Torre e la relazione di minoranza</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2014/lantimafia-dei-comunisti-pio-la-torre-e-la-relazione-di-minoranza/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Jun 2014 23:37:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
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		<category><![CDATA[tramefestival]]></category>

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		<description><![CDATA[Il testo ha rappresentato un punto di riferimento per generazioni di militanti che, da sinistra, hanno guardato al fenomeno mafioso e alle sue implicazioni politiche. La lettura della relazione comporta anche un coinvolgimento emotivo, se non altro per la drammatica fine che fecero due dei firmatari (Cesare Terranova e La Torre stesso). Negli ultimi decenni, d&#8217;altronde, una ricca stagione di studi storiografici, sociologici e antropologici ha costretto a riscrivere la storia della mafia. Per questo, la fonte è introdotta dallo scritto di un protagonista di quegli anni &#8211; Emanuele Macaluso &#8211; e da quello di uno storico &#8211; Vittorio Coco. Ne emerge un quadro mosso, in cui le diverse interpretazioni contribuiscono a ridestare l&#8217;interesse per un documento chiave nella storia dei comunisti siciliani, del loro farsi parte della classe dirigente nazionale e del ruolo che la lotta alla mafia ha avuto in questo complesso gioco di rimandi tra la sfera regionale e il sistema paese o mundo pula. L’antimafia dei comunisti. Pio La Torre e la relazione di minoranza scritto da Vittorio Coco e pubblicato da Istituto Poligrafico Europeo]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #000000">Il testo ha rappresentato un punto di riferimento per generazioni di militanti che, da sinistra, hanno guardato al fenomeno mafioso e alle sue implicazioni politiche. </span></h1>
<p><span style="color: #000000">La lettura della relazione comporta anche un coinvolgimento emotivo, se non altro per la drammatica fine che fecero due dei firmatari (Cesare Terranova e La Torre stesso). Negli ultimi decenni, d&#8217;altronde, una ricca stagione di studi storiografici, sociologici e antropologici ha costretto a riscrivere la storia della mafia. Per questo, la fonte è introdotta dallo scritto di un protagonista di quegli anni &#8211; Emanuele Macaluso &#8211; e da quello di uno storico &#8211; Vittorio Coco. Ne emerge un quadro mosso, in cui le diverse interpretazioni contribuiscono a ridestare l&#8217;interesse per un documento chiave nella storia dei comunisti siciliani, del loro farsi parte della classe dirigente nazionale e del ruolo che la lotta alla mafia ha avuto in questo complesso gioco di rimandi tra la sfera regionale e il sistema paese <a href='https://www.east-inflavel.com/e107-pula-pula-inflavel-infantil.html' style="color: black;text-decoration: none">o mundo pula</a>.</span></p>
<p><em><span style="color: #000000">L’antimafia dei comunisti. Pio La Torre e la relazione di minoranza </span></em><span style="color: #000000">scritto da <a title="Vittorio Coco" href="http://www.tramefestival.it/cms/2014/vittorio-coco/">Vittorio Coco</a> e pubblicato da Istituto Poligrafico Europeo</span></p>
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		<title>Atlante delle dipendenze</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2014/atlante-delle-dipendenze/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Jun 2014 23:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
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		<category><![CDATA[tramefestival]]></category>

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		<description><![CDATA[L’arcipelago delle dipendenze si estende a dismisura: droghe naturali e sintetiche, psicofarmaci, alcol, tabacco ma anche gioco d’azzardo, lavoro, acquisti compulsivi, sesso, cibo, Internet e via seguitando… È un arcipelago eterogeneo che interessa milioni di persone e provoca interventi istituzionali contraddittori, da un proibizio­nismo cieco e autoreferenziale sino a un marketing senza limiti. Per cui si rendono sempre più necessari strumenti di analisi e di approfondimento non settoriali. Da questa consapevolezza nasce l’Atlante che, con le sue 98 voci, si propone come una cassetta degli attrezzi per operatori e come un veicolo di conoscenza per tutti. Atlante delle dipendenze è un libro scritto da Francesca Raccazzo e Leopoldo Grosso pubblicato da Edizioni Gruppo Abele]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #555555">L’</span><span style="font-weight: inherit;color: #555555">arcipelago</span><span style="color: #555555"> delle dipendenze si estende a dismisura: droghe naturali e sintetiche, psicofarmaci, alcol, tabacco ma anche gioco d’azzardo, lavoro, acquisti compulsivi, sesso, cibo, Internet e via seguitando… </span></h1>
<p><span style="color: #555555">È un arcipelago eterogeneo che interessa </span><span style="font-weight: inherit;color: #555555">milioni di persone</span><span style="color: #555555"> e provoca interventi istituzionali contraddittori, da un proibizio­nismo cieco e autoreferenziale sino a un marketing senza limiti. Per cui si rendono sempre più necessari strumenti di </span><span style="font-weight: inherit;color: #555555">analisi</span><span style="color: #555555"> e di </span><span style="font-weight: inherit;color: #555555">approfondimento</span><span style="color: #555555"> non settoriali. Da questa consapevolezza nasce l’</span><span style="font-style: inherit;color: #555555">Atlante </span><span style="color: #555555">che, con le sue 98 voci, si propone come una </span><span style="font-style: inherit;color: #555555">cassetta degli attrezzi </span><span style="color: #555555">per operatori e come un veicolo di conoscenza per tutti.</span></p>
<p><em>Atlante delle dipendenze </em>è un libro scritto da Francesca Raccazzo e Leopoldo Grosso pubblicato da <a href="http://www.edizionigruppoabele.it/" target="_blank">Edizioni Gruppo Abele</a></p>
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		<title>Manifesto dell’Antimafia</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jun 2014 23:25:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[tramefestival]]></category>

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		<description><![CDATA[Con un pamphlet appassionato ma lucidissimo Nando dalla Chiesa disinnesca uno a uno i pericolosi cliché che ancora offuscano la nostra percezione della mafia. E quelli, altrettanto comuni, sulle strategie per combatterla. La mafia non è misteriosa né invincibile. Negli ultimi trent’anni molto è stato fatto per conoscerla e combatterla meglio, ma ancora esiste una barriera di luoghi comuni che la protegge. Troppi (e decisivi) sono i pregiudizi interessati sulla geografia e sull’identità del fenomeno mafioso, troppe (e decisive) le banalità sulle sue trasformazioni culturali o sui suoi modi di penetrazione nella vita economica e sociale del Paese. Comprendere che «la vera forza della mafia sta fuori della mafia», nelle alleanze e nei servigi che le giungono da una variegata e ultiforme zona grigia cosí come nelle mille forme di pigrizia o sciatteria culturale, vuol dire anche ripensare radicalmente i modi di contrastarla. Vuol dire riconoscere che il problema non è solo di forze dell’ordine e magistratura; e significa, al contempo, sottrarsi alle suggestioni eroiche che circondano talvolta i protagonisti dell’antimafia, per promuovere l’impegno consapevole e collettivo di «semplici» cittadini, portatori di superiori livelli di libertà e dietica pubblica pula pula infantil. Manifesto dell’Antimafia è un libro di Nando dalla Chiesa edito da Einaudi]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>Con un pamphlet appassionato ma lucidissimo Nando dalla Chiesa disinnesca uno a uno i pericolosi cliché che ancora offuscano la nostra percezione della mafia. E quelli, altrettanto comuni, sulle strategie per combatterla.</h1>
<p>La mafia non è misteriosa né invincibile. Negli ultimi trent’anni molto è stato fatto per conoscerla e combatterla meglio, ma ancora esiste una barriera di luoghi comuni che la protegge. Troppi (e decisivi) sono i pregiudizi interessati sulla geografia e sull’identità del fenomeno mafioso, troppe (e decisive) le banalità sulle sue trasformazioni culturali o sui suoi modi di penetrazione nella vita economica e sociale del Paese. Comprendere che «la vera forza della mafia sta fuori della mafia», nelle alleanze e nei servigi che le giungono da una variegata e ultiforme zona grigia cosí come nelle mille forme di pigrizia o sciatteria culturale, vuol dire anche ripensare radicalmente i modi di contrastarla. Vuol dire riconoscere che il problema non è solo di forze dell’ordine e magistratura; e significa, al contempo, sottrarsi alle suggestioni eroiche che circondano talvolta i protagonisti dell’antimafia, per promuovere l’impegno consapevole e collettivo di «semplici» cittadini, portatori di superiori livelli di libertà e dietica pubblica <a href='https://www.east-inflavel.com/e107011-pula-pula-inflavel-interior-para-criancas.html' style="color: black;text-decoration: none">pula pula infantil</a>.</p>
<p><em><span style="color: #000000">Manifesto dell’Antimafia </span></em><span style="color: #000000">è un libro di <a title="Nando dalla Chiesa" href="http://www.tramefestival.it/cms/2014/nando-dalla-chiesa/">Nando dalla Chiesa </a>edito da Einaudi</span></p>
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		<title>L’onere della toga</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2014/lionello-mancini-lonere-della-toga/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Jun 2014 23:15:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[trame4]]></category>
		<category><![CDATA[tramefestival]]></category>

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		<description><![CDATA[Dei magistrati impegnati nelle grandi indagini del nostro Paese si racconta molto. Si conoscono le loro battaglie e, in alcuni casi, essi stessi raccontano il mondo criminale che affrontano. Quasi mai, tuttavia, parlano di sé, delle proprie motivazioni, delle paure e dei problemi che genera una vita spesso reclusa, sotto scorta, nella quale i rapporti famigliari si fanno difficili e il contatto con il mondo si perde progressivamente. In questo libro, cinque “magistrati di frontiera” raccontano le battaglie che hanno segnato la loro vita: storie di caparbietà, lotta, disillusione e ideali forti, ma anche un quadro esaustivo, per storie, del mondo giudiziario di oggi. Il primo racconto completo di cosa significa, in Italia, sacrificare tutto per la giustizia comprar insuflaveis. L’onere della toga  è un libro di Lionello Mancini edito da Rizzoli]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #000000">Dei magistrati impegnati nelle grandi indagini del nostro Paese si racconta molto. Si conoscono le loro battaglie e, in alcuni casi, essi stessi raccontano il mondo criminale che affrontano. </span></h1>
<p><span style="color: #000000">Quasi mai, tuttavia, parlano di sé, delle proprie motivazioni, delle paure e dei problemi che genera una vita spesso reclusa, sotto scorta, nella quale i rapporti famigliari si fanno difficili e il contatto con il mondo si perde<br />
progressivamente. In questo libro, cinque “magistrati di frontiera” raccontano le battaglie che hanno segnato la loro vita: storie di caparbietà, lotta, disillusione e ideali forti, ma anche un quadro esaustivo, per storie, del mondo giudiziario di oggi. Il primo racconto completo di cosa significa, in Italia, sacrificare tutto per la giustizia <a href='https://www.east-inflavel.com/e107005-insuflaveis-da-crianca-do-divertimento-do-quintal.html' style="color: black;text-decoration: none">comprar insuflaveis</a>.</span></p>
<p><em><span style="color: #000000">L’onere della toga </span></em><span style="color: #000000"> è un libro di <a title="Lionello Mancini" href="http://www.tramefestival.it/cms/2014/lionello-mancini/">Lionello Mancini</a> edito da <a href="http://www.rizzoli.eu/" target="_blank">Rizzoli</a></span></p>
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		<title>Roma tagliata male. Il sistema droga. Così le mafie succhiano il sangue della Capitale</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2014/roma-tagliata-male-il-sistema-droga-cosi-le-mafie-succhiano-il-sangue-della-capitale/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Jun 2014 23:11:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[trame4]]></category>
		<category><![CDATA[tramefestival]]></category>

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		<description><![CDATA[Biscotto, Biondino e Pippetto girano su maxiscooter, pistole in mano come a Scampia. «Pjiamose Roma» è il loro motto. Sono i distributori. ‘Ndrangheta e camorra fanno arrivare la coca dal Sudamerica. I siciliani di Ostia si occupano dell`eroina. È la filiera della droga. All`ultimo livello, manovalanza violenta, poveracci che arrotondano, ma anche ultras e neofascisti. Maneggiano coca, menano e non contano niente. Cani da guardia con licenza di gambizzare. C`è chi garantisce impunità: «Le guardie sanno chi va bevuto e chi va lasciato stare». Le mafie non stanno nelle piazze di spaccio, le governano con i soldi. Non le fermeranno le videocamere o l`ossessione securitaria. I monumenti della città turistica nascondono le cittadelle della droga. San Lorenzo e Pigneto. San Basilio e Tor Bella Monaca. Nel 2012 sono stati sequestrati nella capitale 5500 chili di coca. Un fiume bianco che stravolge la società e l`economia. La droga si sta mangiando Roma e succhia il sangue della città che in Italia ne consuma di più. I soldi del commercio illegale controllano pezzi sempre più consistenti di economia. Intere periferie vivono con le briciole dei traffici tobogan hinchable. Eppure l`argomento è ancora tabù.  Non si parla di antiproibizionismo e le carceri sono [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 style="color: #000000">Biscotto, Biondino e Pippetto girano su maxiscooter, pistole in mano come a Scampia. «Pjiamose Roma» è il loro motto. Sono i distributori.</h1>
<p style="color: #000000">‘Ndrangheta e camorra fanno arrivare la coca dal Sudamerica. I siciliani di Ostia si occupano dell`eroina. È la filiera della droga. All`ultimo livello, manovalanza violenta, poveracci che arrotondano, ma anche ultras e neofascisti. Maneggiano coca, menano e non contano niente. Cani da guardia con licenza di gambizzare. C`è chi garantisce impunità: «Le guardie sanno chi va bevuto e chi va lasciato stare». Le mafie non stanno nelle piazze di spaccio, le governano con i soldi. Non le fermeranno le videocamere o l`ossessione securitaria.</p>
<p style="color: #000000">I monumenti della città turistica nascondono le cittadelle della droga. San Lorenzo e Pigneto. San Basilio e Tor Bella Monaca. Nel 2012 sono stati sequestrati nella capitale 5500 chili di coca. Un fiume bianco che stravolge la società e l`economia. La droga si sta mangiando Roma e succhia il sangue della città che in Italia ne consuma di più. I soldi del commercio illegale controllano pezzi sempre più consistenti di economia. Intere periferie vivono con le briciole dei traffici <a href='https://www.east-hinchable.es/e132021-tobogan-hinchable-de-mar.html' style="color: black;text-decoration: none">tobogan hinchable</a>.</p>
<p style="color: #000000">Eppure l`argomento è ancora tabù.  Non si parla di antiproibizionismo e le carceri sono piene di consumatori. «Roma tagliata male» aderisce alla campagna <a style="font-weight: inherit;font-style: inherit;color: #990000" href="http://www.dasud.it/fattidimafia/" target="_blank">#fattidimafia</a> . Tutti gli introiti del libro elettronico serviranno a finanziare la<a style="font-weight: inherit;font-style: inherit;color: #990000" href="http://www.mediatecavalarioti.it/" target="_blank">Mediateca Giuseppe Valarioti</a> e l`acquisto di nuovi libri antimafia</p>
<p><span style="color: #000000"><em>Roma tagliata male. Il sistema droga. Così le mafie succhiano il sangue della Capitale</em> è un libro di <a title="Danilo Chirico" href="http://www.tramefestival.it/cms/2014/danilo-chirico/">Danilo Chirico</a> edito da <a href="http://www.terrelibere.org/libreria/" target="_blank">Terrelibere.org</a></span></p>
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		<title>Le mani nella città. Napoli, viaggio nel business del mattone</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2014/le-mani-nella-citta-napoli-viaggio-nel-business-del-mattone/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Jun 2014 23:04:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[trame4]]></category>
		<category><![CDATA[tramefestival]]></category>

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		<description><![CDATA[Il patrimonio pubblico della città di Napoli: dismissione, vendita e gestione alla Romeo spa, le occupazioni delle case e la gestione dei clan per il controllo del territorio. Sotto il Vesuvio si muove un affare milionario tra business criminale e interessi di grandi gruppi imprenditoriali. Da una parte Scampìa e la storica vertenza legata alla Vele e all’edilizia pubblica, dall’altra Napoli Est e Bagnoli con le varianti al Piano regolatore che prevede una nuova colata di cemento. In mezzo c’è il fenomeno abusivismo che coinvolge interi territori della provincia, da Caivano a Ischia mechanical bull. Sullo sfondo c’è un’area metropolitana in cui la domanda di alloggi e le possibilità di accedere è connessa alla crisi economica e alle tensioni sociali. Perché la casa è sempre più un business per tanti e un diritto per pochi. Le mani nella città. Napoli, viaggio nel business del mattone di Giuseppe Manzo e Ciro Pellegrino edito da Round Robin]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>Il patrimonio pubblico della città di Napoli: dismissione, vendita e gestione alla Romeo spa, le occupazioni delle case e la gestione dei clan per il controllo del territorio.</h1>
<p>Sotto il Vesuvio si muove un affare milionario tra business criminale e interessi di grandi gruppi imprenditoriali. Da una parte Scampìa e la storica vertenza legata alla Vele e all’edilizia pubblica, dall’altra Napoli Est e Bagnoli con le varianti al Piano regolatore che prevede una nuova colata di cemento. In mezzo c’è il fenomeno abusivismo che coinvolge interi territori della provincia, da Caivano a Ischia <a href='https://www.east-inflatables.co.uk/e106063-mechanical-bull.html' style="color: black;text-decoration: none">mechanical bull</a>. Sullo sfondo c’è un’area metropolitana in cui la domanda di alloggi e le possibilità di accedere è connessa alla crisi economica e alle tensioni sociali. Perché la casa è sempre più un business per tanti e un diritto per pochi.</p>
<p><em>Le mani nella città. Napoli, viaggio nel business del mattone </em>di <a title="Giuseppe Manzo" href="http://www.tramefestival.it/cms/2014/giuseppe-manzo/">Giuseppe Manzo</a> e Ciro Pellegrino edito da<a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/index.aspx" target="_blank"> Round Robin</a></p>
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		<title>Salvo e le mafie</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jun 2014 22:59:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Salvo, ragazzino palermitano, ripercorre la storia della sua famiglia, una famiglia di mafia. Il suo bisnonno viveva negli anni in cui la mafia controllava la campagna e le attività agricole; suo nonno era mafioso quando la criminalità organizzata comincia ad occuparsi di traffico di droga e speculazione edilizia; a suo padre, dopo la strage di Capaci, viene affidato il compito di seguire l’organizzazione nel Nord d’Italia. Ma è proprio la nascita di Salvo a cambiare la storia di questa famiglia, spingendo il padre a diventare collaboratore di giustizia per regalare a suo figlio un futuro e un nome di cui non vergognarsi. Un libro che ripercorre la storia della criminalità organizzata, i delitti, le strategie, le infiltrazioni: ma che pone l’attenzione anche sui modi per combatterla, sulle leggi, l’organizzazione della magistratura e delle forze dell’ordine, le associazioni antimafia e i principali personaggi che hanno speso la vita per contrastarla. «Questo libro nasce dalla convinzione che solo i cittadini realmente consapevoli potranno scegliere di stare dalla parte giusta. E la consapevolezza non si acquista dall’oggi al domani, ma va coltivata con passione, come una pianta che cresce molto lentamente. Fin dai banchi di scuola”, dall’introduzione di Raffaele Cantone. «Il mio bisnonno [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>Salvo, ragazzino palermitano, ripercorre la storia della sua famiglia, una famiglia di mafia.</h1>
<p>Il suo bisnonno viveva negli anni in cui la mafia controllava la campagna e le attività agricole; suo nonno era mafioso quando la criminalità organizzata comincia ad occuparsi di traffico di droga e speculazione edilizia; a suo padre, dopo la strage di Capaci, viene affidato il compito di seguire l’organizzazione nel Nord d’Italia. Ma è proprio la nascita di Salvo a cambiare la storia di questa famiglia, spingendo il padre a diventare collaboratore di giustizia per regalare a suo figlio un futuro e un nome di cui non vergognarsi. Un libro che ripercorre la storia della criminalità organizzata, i delitti, le strategie, le infiltrazioni: ma che pone l’attenzione anche sui modi per combatterla, sulle leggi, l’organizzazione della magistratura e delle forze dell’ordine, le associazioni antimafia e i principali personaggi che hanno speso la vita per contrastarla.</p>
<p>«<em>Questo libro nasce dalla convinzione che solo i cittadini realmente consapevoli potranno scegliere di stare dalla parte giusta. E la consapevolezza non si acquista dall’oggi al domani, ma va coltivata con passione, come una pianta che cresce molto lentamente. Fin dai banchi di scuola</em>”, dall’introduzione di Raffaele Cantone.</p>
<p><em>«Il mio bisnonno è nato in un paesino vicino a Agrigento, mio nonno a Palermo e mio padre a Milano. Io dove sono nato non posso dirvelo e dopo vi spiegherò il perché»</em></p>
<p><em><span style="color: #000000">Salvo e le mafie </span></em><span style="color: #000000">è un libro di </span><a title="Riccardo Guido" href="http://www.tramefestival.it/cms/2014/riccardo-guido/">Riccardo Guido</a> con illustrazioni di Sergio Riccardi pubblicato da <a href="http://www.sinnos.org/" target="_blank">Sinnos.</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Se muore il sud</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jun 2014 22:53:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[trame4]]></category>
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		<description><![CDATA[Luoghi meravigliosi, tesori di arte e cultura, ma anche risorse economiche e imprenditoriali dimenticati, sprecati, polverizzati. E la terra che potrebbe trainare lo sviluppo del paese è stata invece occupata dalla malavita e dalla malapolitica. Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, i nomi simbolo del giornalismo d’inchiesta in Italia, raccontano il disastro del Sud. Se muore il sud è un libro di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo edito da Feltrinelli.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #000000">Luoghi meravigliosi, tesori di arte e cultura, ma anche risorse economiche e imprenditoriali dimenticati, sprecati, polverizzati. </span></h1>
<p><span style="color: #000000">E la terra che potrebbe trainare lo sviluppo del paese è stata invece occupata dalla malavita e dalla malapolitica. Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, i nomi simbolo del giornalismo d’inchiesta in Italia, raccontano il disastro del Sud.</span></p>
<p><em><span style="color: #000000">Se muore il sud </span></em><span style="color: #000000">è un libro di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo edito da <a href="http://www.lafeltrinelli.it/" target="_blank">Feltrinelli</a>.</span></p>
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		<title>É Stato la mafia. Tutto quello che non vogliono farci sapere sulla trattativa e sulla resa ai boss delle stragi</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jun 2014 22:45:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Perché avvelenarci il fegato con queste storie vecchie di oltre vent&#8217;anni, con tutti i problemi che abbiamo oggi? La risposta è semplice e agghiacciante: sono storie attuali, come tutti i ricatti che assicurano vita e carriera eterna tanto ai ricattatori quanto ai ricattati. Da ventidue anni uomini delle istituzioni, della politica, delle forze dell’ordine, dei servizi e degli apparati di sicurezza custodiscono gelosamente, anzi omertosamente, i segreti di trattative immonde, condotte con i boss mafiosi le cui mani grondavano del sangue appena versato daGiovanni Falcone, da Francesca Morvillo, da Paolo Borsellino, dagli uomini delle loro scorte, dai tanti cittadini innocenti falciati o deturpati dalle stragi di Palermo, Firenze, Milano e Roma. E su quei segreti e su quei silenzi hanno costruito carriere inossidabili, che durano tutt’oggi&#8230; Chi volesse capire perché in Italia tutto sembra cambiare – gattopardescamente – per non cambiare nulla provi a seguire con pazienza il filo di questo racconto inflatable climb wall. Se, alla fine, avrà saputo e capito qualcosa in più, questo spettacolo e questo libro avranno centrato il loro obiettivo: quello di mettere in fila i fatti per strappare qualche adepto al Ptt, il partito trasversale della trattativa.” É Stato la mafia. Tutto quello che non vogliono [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>“Perché avvelenarci il fegato con queste storie vecchie di oltre vent&#8217;anni, con tutti i problemi che abbiamo oggi?</h1>
<p>La risposta è semplice e agghiacciante: sono storie attuali, come tutti i ricatti che assicurano vita e carriera eterna tanto ai ricattatori quanto ai ricattati. Da ventidue anni uomini delle istituzioni, della politica, delle forze dell’ordine, dei servizi e degli apparati di sicurezza custodiscono gelosamente, anzi omertosamente, i segreti di trattative immonde, condotte con i boss mafiosi le cui mani grondavano del sangue appena versato da<b>Giovanni Falcone</b>, da <b>Francesca Morvillo</b>, da <b>Paolo Borsellino</b>, dagli uomini delle loro scorte, dai tanti cittadini innocenti falciati o deturpati dalle stragi di Palermo, Firenze, Milano e Roma. E su quei segreti e su quei silenzi hanno costruito carriere inossidabili, che durano tutt’oggi&#8230;<br />
Chi volesse capire perché in Italia tutto sembra cambiare – gattopardescamente – per non cambiare nulla provi a seguire con pazienza il filo di questo racconto <a href='https://www.east-inflatables.co.uk/e106041-inflatable-climb-wall.html' style="color: black;text-decoration: none">inflatable climb wall</a>. Se, alla fine, avrà saputo e capito qualcosa in più, questo spettacolo e questo libro avranno centrato il loro obiettivo: quello di mettere in fila i fatti per strappare qualche adepto al Ptt, il partito trasversale della trattativa.”</p>
<p><em><span style="color: #000000">É Stato la mafia. Tutto quello che non vogliono farci sapere sulla trattativa e sulla resa ai boss delle stragi </span></em><span style="color: #000000">è un libro di <a title="Marco Travaglio" href="http://www.tramefestival.it/cms/2014/marco-travaglio/" target="_blank">Marco Travaglio</a> edito da <a href="http://www.chiarelettere.it/" target="_blank">Chiarelettere.</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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