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	<title>Trame 4 &#187; festivaltrame | Trame 4</title>
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	<description>Festival dei libri sulle mafie</description>
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		<title>Conferenza stampa &#8220;Costruendo Trame.5&#8243;</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2015 13:36:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un book per raccontare il fin qui di quattro anni di Trame e tracciare il futuro imminente di Trame.5. “#costruendo trame.5 è un book carico di episodi e di emozioni che hanno cambiato, con la cultura del libro la partecipazione attiva alla vita di una comunità che crede in un futuro libero dal racket e dalle mafie. Trame Festival, il festival dei libri sulle mafie, giunge alla sua quinta edizione con non poca fatica economica – dichiara in apertura Tommaso De Pace, Direttore della Fondazione Trame &#8211; ma consapevoli che i passi fin qui compiuti sono divenuti patrimonio comune e veicolo di positività”. “Trame.5 prende il via già a dicembre del 2014 &#8211; ricorda Armando Caputo, Presidente della Fondazione Trame &#8211; con l’incontro #ideepertrame, svoltosi presso il Parco Peppino Impastato, di Lamezia Terme, che ha coinvolto più soggetti della città in un laboratorio partecipato da cui sono scaturite tutte una serie di azioni tra cui l’appuntamento del prossimo 3 marzo a Roma una tavola rotonda per presentare il book e riflettere sul futuro di Trame con Gaetano Savattieri, Tommaso De Pace, coordinato da Leonardo Iacovelli, e che oggi, in anteprima, vengono presentati alla città e poi Trame sarà a Milano a [&#8230;]]]></description>
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<h3>Un book per raccontare il fin qui di quattro anni di Trame e tracciare il futuro imminente di Trame.5. “#costruendo trame.5 è un book carico di episodi e di emozioni che hanno cambiato, con la cultura del libro la partecipazione attiva alla vita di una comunità che crede in un futuro libero dal racket e dalle mafie.</h3>
<p>Trame Festival, il festival dei libri sulle mafie, giunge alla sua quinta edizione con non poca fatica economica – dichiara in apertura Tommaso De Pace, Direttore della Fondazione Trame &#8211; ma consapevoli che i passi fin qui compiuti sono divenuti patrimonio comune e veicolo di positività”.</p>
<p>“Trame.5 prende il via già a dicembre del 2014 &#8211; ricorda Armando Caputo, Presidente della Fondazione Trame &#8211; con l’incontro #ideepertrame, svoltosi presso il Parco Peppino Impastato, di Lamezia Terme, che ha coinvolto più soggetti della città in un laboratorio partecipato da cui sono scaturite tutte una serie di azioni tra cui l’appuntamento del prossimo 3 marzo a Roma una tavola rotonda per presentare il book e riflettere sul futuro di Trame con Gaetano Savattieri, Tommaso De Pace, coordinato da Leonardo Iacovelli, e che oggi, in anteprima, vengono presentati alla città e poi Trame sarà a Milano a “Le città del libro” il prossimo 5 marzo, su invito del MIBAC, dove ufficialmente verrà presentato in nuovo portale che raccoglie le più significative esperienze legate ai festival dei libri, altra pedina che si aggiunge al già ricevuto premio Aretè 2014 per la comunicazione sociale. Tante importanti novità dunque, che accompagnano il quinto compleanno di Trame e il decimo di ALA, Associazione Lamezia Antiracket &#8211; Onlus”.</p>
<p>E tra le importante novità c’è #trameascuola, di cui è referente Maria Teresa Morano, che nel fare il punto della situazione esprime “soddisfazione per l’accoglienza riservata dall’intero tessuto scolastico lametino. Ci siamo trovati difronte ad una scuola entusiasta e attiva. Con incontri di sensibilizzazione e tematiche suddivise per ordine e grado, stiamo proponendo la lettura di testi, la visione di corti e film che introducano alla tematica dei libri sulle mafie. Un tassello fondamentale per la crescita delle coscienze critiche e che, negli anni ha determinato un sensibile cambiamento nella popolazione della città <a href='https://www.eastjump.fr/c/c9010104-toboggan-aquatique-gonflable/' style="color: black;text-decoration: none">toboggan aquatique gonflable</a>. Ed è proprio dagli studenti che stanno nascendo nuove idee e proposte per trame”.</p>
<p>Francesco Gaglianese, rappresentante di Aniti e Risorgimentilab che curano il foundraising per TRAME. “Un festival nato dal basso e grazie ai singoli che è diventata patrimonio aperto e collettivo, anche grazie a questa formula econimico-partecipativa”.</p>
<p>Lamezia Terme 26.02.2015</p>

<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2014/conferenza-stampa-costruendo-trame-5/francesco-gaglianese_tommaso-de-pace_armando-caputo_maria-teresa-morano/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2014/wp-content/uploads/sites/5/2015/02/Francesco-Gaglianese_Tommaso-De-Pace_Armando-Caputo_Maria-Teresa-Morano-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Francesco Gaglianese_Tommaso De Pace_Armando Caputo_Maria Teresa Morano" /></a>
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<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2014/conferenza-stampa-costruendo-trame-5/armando-caputo-e-maria-teresa-morano/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2014/wp-content/uploads/sites/5/2015/02/armando-caputo-e-maria-teresa-morano-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="armando caputo e maria teresa morano" /></a>
<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2014/conferenza-stampa-costruendo-trame-5/10959013_763942867030738_7121553324456476921_n/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2014/wp-content/uploads/sites/5/2015/02/10959013_763942867030738_7121553324456476921_n-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="10959013_763942867030738_7121553324456476921_n" /></a>

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		<title>In scena: la corsa di Miguel</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jun 2014 13:44:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Maratoneti come ciclisti: così Trame ricorda la strage della SS18. 9 Gennaio 1978, Buenos Aires. Veniva rapito il giovane maratoneta Miguel Sanchez. 5 Dicembre 2014, Lamezia Terme. 8 ciclisti vengono travolti e uccisi sulla SS18. Miguel è uno dei 30mila desaparecidos vittime di una dittatura crudele. Gli otto ciclisti calabresi sono alcune vite tradite da un destino amaro. Tutti sono accomunati da  sogni, speranze, passioni, prima tra tutte quella per lo sport. Questa delicata similitudine emerge a Trame, festival dei libri sulle mafie, giunto ormai alla quarta edizione, che a Lamezia Terme offre profondi spunti di riflessione, non solo per quel che riguarda la criminalità organizzata. A parlare della storia di Miguel è Attilio Bolzoni, giornalista di Repubblica, che con voce ferma e ritmo incalzante ipnotizza la platea;  insieme a lui Valerio Piccioni, giornalista della Gazzetta dello Sport nonché ideatore e organizzatore della Marcia di Miguel, che si svolge a Roma da 14 anni in ricordo di questo giovane che è diventato un simbolo degli anni Novanta di un’Argentina  in cui omertà e silenzio erano legge assoluta. E il pensiero  non può non correre quindi ai morti di mafia, agevolata da un’indifferenza agghiacciante, molto  simile a quella che ha favorito il governo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>Maratoneti come ciclisti: così Trame ricorda la strage della SS18. 9 Gennaio 1978, Buenos Aires. Veniva rapito il giovane maratoneta Miguel Sanchez. 5 Dicembre 2014, Lamezia Terme. 8 ciclisti vengono travolti e uccisi sulla SS18.</h1>
<p><span id="more-7099"></span></p>
<p>Miguel è uno dei 30mila desaparecidos vittime di una dittatura crudele. Gli otto ciclisti calabresi sono alcune vite tradite da un destino amaro. Tutti sono accomunati da  sogni, speranze, passioni, prima tra tutte quella per lo sport. Questa delicata similitudine emerge a Trame, festival dei libri sulle mafie, giunto ormai alla quarta edizione, che a Lamezia Terme offre profondi spunti di riflessione, non solo per quel che riguarda la criminalità organizzata. A parlare della storia di Miguel è Attilio Bolzoni, giornalista di Repubblica, che con voce ferma e ritmo incalzante ipnotizza la platea;  insieme a lui Valerio Piccioni, giornalista della Gazzetta dello Sport nonché ideatore e organizzatore della Marcia di Miguel, che si svolge a Roma da 14 anni in ricordo di questo giovane che è diventato un simbolo degli anni Novanta di un’Argentina  in cui omertà e silenzio erano legge assoluta. E il pensiero  non può non correre quindi ai morti di mafia, agevolata da un’indifferenza agghiacciante, molto  simile a quella che ha favorito il governo dittatoriale sudamericano negli anni delle stragi.</p>
<p>Ma quello che Trame lancia è un messaggio di speranza, così come sottolineato dai due brillanti ospiti nel loro dialogo incalzante. Ed anche uno spunto per i giornalisti di domani a non fermarsi agli schemi tradizionali, non chiedendosi chi che cosa come dove quando, ma ripetendosi  insistentemente “Perché?”, proprio come  fanno, da 4 lunghi anni, i parenti delle vittime della SS18, che – al di là del lutto, dei minuti di silenzio, della giustizia- grazie a questa serata hanno avuto modo di capire che non importa quanto grandi siano le distanze geografiche o le differenze ideologiche: maratoneti come ciclisti, uniti da una passione forte e vittime incolpevoli. In questa serata il pensiero di Lamezia Terme va a loro, e a tutti i simboli di una storia  o di una verità che fa, ancora, male <a href='https://www.eastjump.ca/c/c9010132-bouncy-castle-with-slide' style="color: black;text-decoration: none">bouncy castle with slide</a>.</p>
<p><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2014/wp-content/uploads/sites/5/2014/06/MG_09481.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-7103" src="http://www.tramefestival.it/cms/2014/wp-content/uploads/sites/5/2014/06/MG_09481-300x199.jpg" alt="_MG_0948" width="300" height="199" /></a></p>
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		<title>Dove sei Matteo? Storie e tarocchi del latitante Messina Denaro</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jun 2014 09:39:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[ “Io non sono un attore teatrale, io sono un giornalista e per me l’aspetto più importante è il contenuto di un messaggio. Non abbiamo bisogno di un continuo flusso di notizie; il punto fondamentale è restituire alle parole che trasmettiamo il loro preciso significato: la mafia è mafia&#8221;. &#160; Così Giacomo Di Girolamo giustifica il senso dell’evento che ieri ha animato la Piazzetta di San Domenico. Un evento di parole, appunto, un racconto coinvolgente sugli aspetti più famigerati della vita familiare e personale del boss latitante di Cosa Nostra, Matteo Messina Denaro. Immagini stampate su carte da gioco hanno fornito l’input per ogni singola storia. Immagini talvolta molto comuni, come le Saline tra Trapani e Marsala, emblema di una terra bella ma tremendamente difficile, o una rosa rossa, che diviene lo spunto per raccontare l’assassinio di Nicola Gonzalez, colpevole di aver amato la donna del boss e di aver scacciato dal proprio Hotel “Matteo e i suoi quattro amici mafiosetti”. Con gli intermezzi musicali curati dall’associazione Animula la serata è così andata avanti tra aneddoti, omicidi occultati ed episodi di vita vissuta, Le immagini di Diabolik e di Donkey Kong descrivono il lato più comune di Messina Denaro: un ragazzo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<h1> “Io non sono un attore teatrale, io sono un giornalista e per me l’aspetto più importante è il contenuto di un messaggio. Non abbiamo bisogno di un continuo flusso di notizie; il punto fondamentale è restituire alle parole che trasmettiamo il loro preciso significato: la mafia è mafia&#8221;.</h1>
</blockquote>
<p><span id="more-7021"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Così Giacomo Di Girolamo giustifica il senso dell’evento che ieri ha animato la Piazzetta di San Domenico. Un evento di parole, appunto, un racconto coinvolgente sugli aspetti più famigerati della vita familiare e personale del boss latitante di Cosa Nostra, Matteo Messina Denaro.</p>
<p>Immagini stampate su carte da gioco hanno fornito l’input per ogni singola storia. Immagini talvolta molto comuni, come le Saline tra Trapani e Marsala, emblema di una terra bella ma tremendamente difficile, o una rosa rossa, che diviene lo spunto per raccontare l’assassinio di Nicola Gonzalez, colpevole di aver amato la donna del boss e di aver scacciato dal proprio Hotel “Matteo e i suoi quattro amici mafiosetti”.</p>
<p>Con gli intermezzi musicali curati dall’associazione Animula la serata è così andata avanti tra aneddoti, omicidi occultati ed episodi di vita vissuta, Le immagini di Diabolik e di Donkey Kong descrivono il lato più comune di Messina Denaro: un ragazzo degli anni ’80, appassionato di fumetti e videogiochi; “lui è il mio vicino di casa, a cui do del tu”, come Di Girolamo si preoccupa più volte di sottolineare.</p>
<p>Ed è proprio contro il pericolo rappresentato dall&#8217;assuefazione l’appello finale di Di Girolamo: con una celebre citazione da Leonardo Sciascia il giornalista ha rinnovato al pubblico lametino presente l’invito a non abituarsi, a non arrendersi, perché il cambiamento è solo difficile, ma non impossibile <a href='https://www.eastinflatables.com.au/e102058-bounce-house.html' style="color: black;text-decoration: none">bouncy house</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2014/wp-content/uploads/sites/5/2014/06/de-girolamo.jpg"><img class="size-medium wp-image-7023 aligncenter" src="http://www.tramefestival.it/cms/2014/wp-content/uploads/sites/5/2014/06/de-girolamo-300x135.jpg" alt="de girolamo" width="300" height="135" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Giornalismo di frontiera. Cronisti a confronto</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2014/giornalismo-di-frontiera-cronisti-a-confronto/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Jun 2014 19:44:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Banfi]]></category>
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		<category><![CDATA[Luciano Regolo]]></category>
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		<description><![CDATA[“La libertà di stampa non è un prurito di sedere”. L’ormai sentita e risentita intercettazione telefonica del senatore Tonino Gentile con lo stampatore De Rose tira le fila della conversazione sul giornalismo di frontiera in Calabria, nella prima serata della quarta edizione di Trame. Sì, per il senatore Gentile, Luciano Regolo insisteva a voler pubblicare la notizia dell’avviso di garanzia al figlio Andrea per un “prurito di sedere”. E questo “prurito di sedere” è la libertà di stampa, la vocazione di ogni giornalista a raccontare i fatti senza guardare in faccia nessuno, senza compromessi con il potere, con il solo scopo di informare i lettori commercial jumping castle for sale. E se la vicenda de l’Ora della Calabria è emblematica della condizione della libertà di stampa in Calabria, Luciano Regolo dal palco del Festival Trame torna a quella notte tra il 18 e il 19 febbraio, alle pressioni romane perché non uscisse la “notizia della discordia”: “non è mio compito trarre conclusioni sul piano giudiziario” – afferma Regolo – “ciò che è avvenuto è stato vergognoso sul piano etico e vergognose sono state le accuse nei nostri confronti di complotti e trappole mediatiche” “La Calabria ha una cattiva stampa e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>“La libertà di stampa non è un prurito di sedere”. L’ormai sentita e risentita intercettazione telefonica del senatore Tonino Gentile con lo stampatore De Rose tira le fila della conversazione sul giornalismo di frontiera in Calabria, nella prima serata della quarta edizione di Trame.<span id="more-6992"></span></h1>
<p>Sì, per il senatore Gentile, Luciano Regolo insisteva a voler pubblicare la notizia dell’avviso di garanzia al figlio Andrea per un “prurito di sedere”. E questo “prurito di sedere” è la libertà di stampa, la vocazione di ogni giornalista a raccontare i fatti senza guardare in faccia nessuno, senza compromessi con il potere, con il solo scopo di informare i lettori <a href='https://www.eastinflatables.com.au/e101042-commercial-jumping-castle.html' style="color: black;text-decoration: none">commercial jumping castle for sale</a>.</p>
<p>E se la vicenda de l’Ora della Calabria è emblematica della condizione della libertà di stampa in Calabria, Luciano Regolo dal palco del Festival Trame torna a quella notte tra il 18 e il 19 febbraio, alle pressioni romane perché non uscisse la “notizia della discordia”: “non è mio compito trarre conclusioni sul piano giudiziario” – afferma Regolo – “ciò che è avvenuto è stato vergognoso sul piano etico e vergognose sono state le accuse nei nostri confronti di complotti e trappole mediatiche”</p>
<p>“La Calabria ha una cattiva stampa e anche noi giornalisti abbiamo le nostre responsabilità” per il direttore del Corriere della Calabria Paolo Pollichieni che, ricordando i tanti cronisti che ogni giorno mettono a rischio stipendio e vita per fare bene il proprio lavoro, denuncia la mancanza di regole nel mondo del giornalismo “che fa sì che quanti scelgono di non piegarsi e chiedono protezione, rischiano di restare isolati, perché per uno che non si piega al padrone ce ne sono altri pronti a farlo”.</p>
<p>Di Calabria “buco nero dell’informazione” ha  parlato il direttore di TgCom24 Alessandro Banfi per il quale “serve rivedere l’agenda informativa del nostro paese partendo dalle periferie: questa regione ha la benzina per ripartire, serve qualcuno che metta in moto”. Superare quella geografia informativa che, per il giornalista de Il Sole 24 Nino Amadore, “porta gli organi di informazione a  considerare importante solo ciò che avviene sopra il Rubicone mentre ciò che avviene al Sud passa in secondo piano”. E tocca al cronista del GrRai Francesco D&#8217;Ayala tirare fuori l’emblema dello scarso peso mediatico della Calabria: i Bronzi di Riace. Sì, quei Bronzi di Riace che si sono rialzati a dicembre 2013. Ma quanti in Italia lo sanno?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Enrico De Grazia</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jun 2014 05:58:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[festivaltrame]]></category>
		<category><![CDATA[trame4]]></category>

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		<description><![CDATA[Enrico De Grazia si laurea in Scienze della comunicazione nel 2005 presso l&#8217;università di Bologna. Frequenta il Master in Organizzazione eventi sportivi e culturali Berlino 2006 e il Corso di Giornalismo ambientale &#8220;Laura Conti&#8221; nel 2012. E&#8217; giornalista pubblicista dal 2008. Inizia la sua carriera professionale nella redazione di Bandieragialla.it, portale di informazione sociale di Bologna ed Emilia Romagna. Prosegue poi a Firenze, lavorando per il Corriere di Firenze e per L&#8217;Unità. Poi ritorna alla sua terra d&#8217;origine, la Calabria, dove lavora per 4 anni presso la redazione reggina de Il Quotidiano della Calabria e si occupa di politica e cultura. Ha collaborato e collabora con diverse testate giornalistiche tra cui La Nuova Ecologia, Sipario, E&#8217; Lifestyle. Nel 2012 ottiene la menzione prosa al concorso la Nuova Critica di Sipario. Ha all’attivo due pubblicazioni: il romanzo per ragazzi “Gjergj, il piccolo grande Scanderbeg” (Casa editrice Coccole e Caccole) e il racconto “Il Tesoro del Re” (Senza Patria Editore). piscina inflavel]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Enrico De Grazia si laurea in Scienze della comunicazione nel 2005 presso l&#8217;università di Bologna. Frequenta il Master in Organizzazione eventi sportivi e culturali Berlino 2006 e il Corso di Giornalismo ambientale &#8220;Laura Conti&#8221; nel 2012. E&#8217; giornalista pubblicista dal 2008. Inizia la sua carriera professionale nella redazione di Bandieragialla.it, portale di informazione sociale di Bologna ed Emilia Romagna. Prosegue poi a Firenze, lavorando per il Corriere di Firenze e per L&#8217;Unità. Poi ritorna alla sua terra d&#8217;origine, la Calabria, dove lavora per 4 anni presso la redazione reggina de Il Quotidiano della Calabria e si occupa di politica e cultura. Ha collaborato e collabora con diverse testate giornalistiche tra cui La Nuova Ecologia, Sipario, E&#8217; Lifestyle. Nel 2012 ottiene la menzione prosa al concorso la Nuova Critica di Sipario. Ha all’attivo due pubblicazioni: il romanzo per ragazzi “Gjergj, il piccolo grande Scanderbeg” (Casa editrice Coccole e Caccole) e il racconto “Il Tesoro del Re” (Senza Patria Editore).<br />
<a href='https://www.east-inflavel.com/e109032-piscina-inflavel.html' style="color: black;text-decoration: none">piscina inflavel</a></p>
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		<title>Maledetta mafia. Io, donna, testimone di giustizia con Paolo Borsellino</title>
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		<comments>https://www.tramefestival.it/cms/2014/maledetta-mafia-io-donna-testimone-di-giustizia-con-paolo-borsellino/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Jun 2014 21:48:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’autobiografia di Piera Aiello, la donna che ha sfidato la mafia insieme a Paolo Borsellino.Partanna (Trapani). Piera Aiello ha solo 18 anni quando sposa Nicolò.  Nove giorni dopo il matrimonio il suocero, Vito Atria, un piccolo mafioso locale, viene assassinato. Nel 1991 la stessa sorte tocca a Nicolò, sotto gli occhi impotenti di Piera.Dopo quell’omicidio in Piera scatta qualcosa: “vedova di un mafioso, vestita a lutto come impongono le regole della mia terra, con una bimba di tre anni da crescere e una rabbia immensa nel cuore. In quel momento il destino ha messo un bivio lungo il mio percorso: dovevo scegliere quale futuro dare a mia figlia Vita Maria”.Il momento di svolta è l’incontro con un uomo che una mattina, scrive Piera: “mi ha preso sottobraccio e mi ha piazzato davanti ad uno specchio, eravamo in una caserma dei Carabinieri”. Quell’uomo è Paolo Borsellino. “Da quando lo “zio Paolo” mi ha piazzato davanti a quello specchio e mi ha ricordato chi ero, da dove venivo e dove sarei dovuta andare, sono diventata una testimone di giustizia. Io non ho mai commesso reati, né sono mai stata complice dei crimini di mio marito e dei suoi amici, gli stessi che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #404040">L’autobiografia di Piera Aiello, la donna che ha sfidato la mafia insieme a Paolo Borsellino.Partanna (Trapani). Piera Aiello ha solo 18 anni quando sposa Nicolò.  Nove giorni dopo il matrimonio il suocero, Vito Atria, un piccolo mafioso locale, viene assassinato. </span></h1>
<p><span style="color: #404040">Nel 1991 la stessa sorte tocca a Nicolò, sotto gli occhi impotenti di Piera.Dopo quell’omicidio in Piera scatta qualcosa: “vedova di un mafioso, vestita a lutto come impongono le regole della mia terra, con una bimba di tre anni da crescere e una rabbia immensa nel cuore. In quel momento il destino ha messo un bivio lungo il mio percorso: dovevo scegliere quale futuro dare a mia figlia Vita Maria”.Il momento di svolta è l’incontro con un uomo che una mattina, scrive Piera: “mi ha preso sottobraccio e mi ha piazzato davanti ad uno specchio, eravamo in una caserma dei Carabinieri”. Quell’uomo è Paolo Borsellino. “Da quando lo “zio Paolo” mi ha piazzato davanti a quello specchio e mi ha ricordato chi ero, da dove venivo e dove sarei dovuta andare, sono diventata una testimone di giustizia. Io non ho mai commesso reati, né sono mai stata complice dei crimini di mio marito e dei suoi amici, gli stessi che poi ho accusato nelle aule dei tribunali e nelle corti d’assise. Quel che è certo è che la mia storia, la mia vita, è stata rivoluzionata dalla morte”, compresa la morte di Rita Atria, sua cognata, che a 17 anni decide di ribellarsi al sistema mafioso, ma dopo l’assassinio di Borsellino non riesce a reggere al dolore e si toglie la vita.Nonostante tutto Piera continua ad andare avanti, sostenuta da una determinazione incrollabile e dalla consapevolezza che l’eredità di Falcone <a href='https://www.eastjump.ca/' style="color: black;text-decoration: none">east jump</a>, Borsellino e Rita non può andare perduta: “Ecco perché oggi ho due nomi e due cognomi che corrono paralleli, che a volte si incrociano, si sovrappongono, che si respingono e si fondono”.Ecco perché oggi Piera Aiello ha scritto questo libro.</span></p>
<p><em><span style="color: #000000">Maledetta mafia. Io, donna, testimone di giustizia con Paolo Borsellino </span></em><span style="color: #000000">è un libro d</span><span style="color: #000000">i </span><span style="color: #000000"> <a title="Piera Aiello" href="http://www.tramefestival.it/cms/2014/piera-aiello/" target="_blank">Piera Aiello</a> e <a title="Umberto Lucentini" href="http://www.tramefestival.it/cms/2014/umberto-lucentini/" target="_blank">Umberto Lucentini</a> edito da <a href="http://libreriarizzoli.corriere.it/" target="_blank">Rizzoli</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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