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	<title>Trame 4 &#187; &#8216;ndrangheta | Trame 4</title>
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	<description>Festival dei libri sulle mafie</description>
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		<title>Prima Edizione del Premio &#8220;Carlo Alberto dalla Chiesa&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2014 18:43:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[31 Ottobre 2014 &#8211; Sala del Tricolore della Prefettura di Catanzaro &#8211; ore 10.00 Armando Caputo, Presidente della Fondazione Trame, nel Comitato Scientifico. Nell&#8217;anno in cui ricorre il bicentenario dell&#8217;Istituzione dell&#8217;Arma dei Carabinieri, l&#8217;Associazione InnovaTerra presenterà il prossimo 31 Ottobre la cerimonia finale del Primo premio dedicato al Generale Carlo Alberto Dalla chiesa. &#8220;La sua storia è alla base della coscienza antimafia di tanti giovani di oggi, che da lui hanno tratto ispirazione per servire nel quotidiano il Paese contrastando il malaffare e non cedendo alle lusinghe delle organizzazioni mafiose, anche in territori interamente pervasi dalle mafie&#8221;. Non una gara, non una competizione ma una mattinata dedicata a scoprire e intrecciare racconti che parlano del meridione e soprattutto di Calabria, terra di antimafia e non di mafia, perché a vincere realmente, quando si attuano azioni contro la criminalità organizzata, siamo noi tutti, come singoli cittadini e come società. Il 31 Ottobre una giuria decreterà il vincitore in ognuna delle tre sezioni del premio: Sezione Impresa e Innovazione, Sezione Comunicazione e Arti, Sezione Studi e Ricerche. Venerdì 31 Ottobre quindi 9 finalisti, 3 per ogni Sezione del Premio, saranno valutati dalla Giuria, presieduta da Simona Dalla Chiesa. Insieme a lei, il tenente [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>31 Ottobre 2014 &#8211; Sala del Tricolore della Prefettura di Catanzaro &#8211; ore 10.00</strong></p>
<p><strong>Armando Caputo, Presidente della Fondazione Trame, nel Comitato Scientifico.</strong></p>
<p>Nell&#8217;anno in cui ricorre il bicentenario dell&#8217;Istituzione dell&#8217;Arma dei Carabinieri, l&#8217;Associazione InnovaTerra presenterà il prossimo 31 Ottobre la cerimonia finale del Primo premio dedicato al Generale Carlo Alberto Dalla chiesa.</p>
<p><em><span style="color: #666666">&#8220;La sua storia è alla base della coscienza antimafia di tanti giovani di oggi, che da lui hanno tratto ispirazione per servire nel quotidiano il Paese contrastando il malaffare e non cedendo alle lusinghe delle organizzazioni mafiose, anche in territori interamente pervasi dalle mafie&#8221;.</span></em></p>
<p>Non una gara, non una competizione ma una mattinata dedicata a scoprire e intrecciare racconti che parlano del meridione e soprattutto di Calabria, terra di antimafia e non di mafia, perché a vincere realmente, quando si attuano azioni contro la criminalità organizzata, siamo noi tutti, come singoli cittadini e come società.</p>
<p>Il 31 Ottobre una giuria decreterà il vincitore in ognuna delle tre sezioni del premio: <strong>Sezione Impresa e Innovazione, Sezione Comunicazione e Arti, Sezione Studi e Ricerche.</strong> Venerdì 31 Ottobre quindi 9 finalisti, 3 per ogni Sezione del Premio, saranno valutati dalla Giuria, presieduta da Simona Dalla Chiesa. Insieme a lei, il tenente colonnello Marco Letizi, della Guardia di Finanza, Giovanni Tizian, giornalista de L’Espresso, il Prof. Enzo Ciconte, tra i massimi esperti in Italia sul fenomeno mafioso e Gianvito Casadonte, ideatore e fondatore del Magna Graecia Film Festival.</p>
<p>Membri del comitato scientifico sono Ambrogio Crespi, regista del film documentario Capitano Ultimo, le Ali del Falco, l’ufficiale dell’Arma che ha arrestato il mandante del generale Dalla Chiesa, Daniele Biacchessi, <strong>Armando Caputo, imprenditore antiracket di Lamezia e Presidente di Fondazione Trame</strong> che organizza ogni anno Trame Festival, il festival dei libri sulle Mafie; il Prof. Ercole Giap Parini, docente dell’Università della Calabria, il Prof. Vittorio Mete, docente all’Università Magna Graecia di Catanzaro e il Prof, Francesco Muraca, Presidente dell’Ordine dei dottori Commercialisti di Catanzaro.</p>
<p>Per maggiori info: <a href="http://www.innovaterra.org/progetti/premio-carlo-alberto-dalla-chiesa/">Innovaterra &#8211; Primo Premio Carlo Alberto dalla Chiesa</a></p>
<p><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2014/wp-content/uploads/sites/5/2014/10/unnamed.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-7590" src="http://www.tramefestival.it/cms/2014/wp-content/uploads/sites/5/2014/10/unnamed-128x300.png" alt="unnamed" width="128" height="300" /></a></p>
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		<title>Nando dalla Chiesa e il manifesto dell&#8217;antimafia</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jun 2014 17:18:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[“La &#8216;ndrangheta è una forza sociale criminale che ha un progetto, quello di colonizzare quanto più territorio possibile, con una capacità di colonizzazione unica rispetto alle altre organizzazioni criminali”. Così Nando Dalla Chiesa, direttore dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università degli Studi di Milano, che ha presentato il libro “Manifesto dell’antimafia” nella quinta serata di Trame. Una ‘ndrangheta, quella descritta dal presidente onorario di Libera intervistato da Carmelo Sardo, che si distacca da molti dei tanti luoghi comuni, dalle rappresentazioni con cui immaginiamo la mafia calabrese. “Il primo obiettivo delle organizzazioni criminali non è il profitto ma controllare il territorio” ha detto Dalla Chiesa che vede nelle vicende legate all’Expo l’emblema delle logiche di potere della ‘ndrangheta: “le cosche non prendono i lavori pregiati ma il movimento terra, l’edilizia, tutto ciò che consente loro di controllare il territorio”. Non è vero che i mafiosi di oggi sono in doppiopetto, non è vero che mandano i figli all’università all’estero, non è vero che i summit avvengono ai piani alti dei grattacieli della city. Nando Dalla Chiesa smonta tanti luoghi comuni sui mafiosi 2.0 e richiama la necessità “di conoscere il nemico per poterlo combattere, avere un’idea chiara di chi è e come [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<h3><strong>“La &#8216;ndrangheta è una forza sociale criminale che ha un progetto, quello di colonizzare quanto più territorio possibile, con una capacità di colonizzazione unica rispetto alle altre organizzazioni criminali”. </strong></h3>
</blockquote>
<p><span id="more-7289"></span></p>
<p>Così Nando Dalla Chiesa, direttore dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università degli Studi di Milano, che ha presentato il libro “Manifesto dell’antimafia” nella quinta serata di Trame.</p>
<p>Una ‘ndrangheta, quella descritta dal presidente onorario di Libera intervistato da Carmelo Sardo, che si distacca da molti dei tanti luoghi comuni, dalle rappresentazioni con cui immaginiamo la mafia calabrese. “Il primo obiettivo delle organizzazioni criminali non è il profitto ma controllare il territorio” ha detto Dalla Chiesa che vede nelle vicende legate all’Expo l’emblema delle logiche di potere della ‘ndrangheta: “le cosche non prendono i lavori pregiati ma il movimento terra, l’edilizia, tutto ciò che consente loro di controllare il territorio”.</p>
<p>Non è vero che i mafiosi di oggi sono in doppiopetto, non è vero che mandano i figli all’università all’estero, non è vero che i summit avvengono ai piani alti dei grattacieli della city. Nando Dalla Chiesa smonta tanti luoghi comuni sui mafiosi 2.0 e richiama la necessità “di conoscere il nemico per poterlo combattere, avere un’idea chiara di chi è e come si comporta il più pericoloso nemico della democrazia, non limitarci ad immaginarcelo”.</p>
<p>Di passi in avanti, il movimento antimafia negli ultimi 20 anni ne ha fatti, ma il cammino da fare è ancora tanto e spesso – ha affermato Dalla Chiesa – “c’è il rischio come ha detto recentemente Don Ciotti che parole come mafia e legalità diventino ambigue, che si parta in 100 per ritrovarsi in 10”. Non si batte la mafia se non si fa gioco di squadra, non si batte la mafia “se si chiude una scuola in un quartiere ad alto tasso di criminalità perché si priva quel territorio di un presidio dello Stato”, non si batte se “si omettono i controlli sugli appalti e se non si ha la consapevolezza che ogni appalto pubblico suscita gli appetiti delle organizzazioni criminali”.</p>
<p>Il problema, dunque, non sono le parole antimafia o legalità, non è il rischio di ripeterle troppo o troppo poco. La questione per Dalla Chiesa è “dimostrare con esempi e azioni a che tipo di antimafia e a che tipo di legalità facciamo riferimento”</p>
<p><a href='https://www.eastjump.co.nz/c/c9010132-bouncy-castle-with-slide/' style="color: black;text-decoration: none">bouncy castle with slide</a></p>
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		<title>Nicola Gratteri a Trame Festival</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2014/nicola-gratteri-a-trame-festival/</link>
		<comments>https://www.tramefestival.it/cms/2014/nicola-gratteri-a-trame-festival/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Jun 2014 12:29:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Nicola Gratteri]]></category>
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		<description><![CDATA[Parole Sante, parole maledette Nicola Gratteri ne discute con il giornalista Andrea Purgatori. oggi 19 giugno, ore 22,30  Piazzetta San Domenico (Teatro Umberto in caso di pioggia)]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Parole Sante, parole maledette</strong></p>
<p>Nicola Gratteri ne discute con il giornalista Andrea Purgatori.</p>
<p>oggi 19 giugno, ore 22,30  Piazzetta San Domenico (Teatro Umberto in caso di pioggia)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La &#8216;ndrangheta oltre la linea del Po&#8217;</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jun 2014 16:59:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[giuseppe gennari]]></category>
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		<description><![CDATA[Giuseppe Gennari a Trame Festival. Debolezza della politica e giustificazioni dal territorio: ecco come la &#8216;ndrangheta arriva al Nord. La &#8216;ndrangheta all’ombra della “Madunina”, la criminalità calabrese che oltrepassa la linea del Po’ per infiltrarsi in settori dell’economia e dell’imprenditoria del Nord Italia, per scendere a patti con la politica e la pubblica amministrazione. Questo il tema del primo incontro di Trame.4 con la presentazione del libro scritto dal Gip di Milano Giuseppe Gennari “Le fondamenta della città. Come il Nord Italia ha aperto le porte alla ‘ndrangheta”.  “Solo quando ti trovi a contatto diretto con vicende di mafia” – ha raccontato il magistrato al giornalista Paolo Pollichieni – “capisci come la criminalità organizzata calabrese è entrata nel tessuto sociale lombardo e del nord Italia, attraverso personaggi che non hanno il vestito tradizionale del mafioso secondo certi canoni giornalistico – letterari”. Sul ruolo della stampa nella lotta alla ‘ndrangheta al Nord, il magistrato ammette: “i giornalisti ci provano  a scrivere delle penetrazioni della criminalità nel tessuto socio-economico del Nord, ma spesso i pezzi non vengono pubblicati, è un argomento che non fa notizia”. Una ‘ndrangheta, quella lombarda, che – racconta Gennari – “si è aperta rispetto a relazioni esclusivamente familistiche [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><strong>Giuseppe Gennari</strong> a Trame Festival. Debolezza della politica e giustificazioni dal territorio: ecco come la &#8216;ndrangheta arriva al Nord.<span id="more-6978"></span></h1>
<h1>La &#8216;ndrangheta all’ombra della “Madunina”, la criminalità calabrese che oltrepassa la linea del Po’ per infiltrarsi in settori dell’economia e dell’imprenditoria del Nord Italia, per scendere a patti con la politica e la pubblica amministrazione.</h1>
<p>Questo il tema del primo incontro di Trame.4 con la presentazione del libro scritto dal Gip di Milano Giuseppe Gennari <a title="Le fondamenta della città. Come il Nord Italia ha aperto le porte alla ‘ndrangheta" href="http://www.tramefestival.it/cms/2014/le-fondamenta-della-citta-come-il-nord-italia-ha-aperto-le-porte-alla-ndrangheta/">“<em>Le fondamenta della città. Come il Nord Italia ha aperto le porte alla ‘ndrangheta</em>”.</a></p>
<blockquote><p> “Solo quando ti trovi a contatto diretto con vicende di mafia” – ha raccontato il magistrato al giornalista Paolo Pollichieni – “<em>capisci come la criminalità organizzata calabrese è entrata nel tessuto sociale lombardo e del nord Italia, attraverso personaggi che non hanno il vestito tradizionale del mafioso secondo certi canoni giornalistico – letterari</em>”. Sul ruolo della stampa nella lotta alla ‘ndrangheta al Nord, il magistrato ammette: “i <em>giornalisti ci provano  a scrivere delle penetrazioni della criminalità nel tessuto socio-economico del Nord, ma spesso i pezzi non vengono pubblicati, è un argomento che non fa notizia”.</em></p></blockquote>
<p>Una ‘ndrangheta, quella lombarda, che – racconta Gennari – “<em>si è aperta rispetto a relazioni esclusivamente familistiche diventando uno stabile player economico in alcuni settori dell’economia del Nord Italia</em>”.</p>
<p>Una presenza radicata ma – sottolinea il magistrato – “<em>che va valutata senza banalizzare e senza eccedere, che ha acquistato un ruolo importante in settori come quello del movimento terra, dell’edilizia, dei servizi, del gioco d’azzardo</em>”. Sul rapporto con la politica e la pubblica amministrazione, per Gennari, “<em>è stata la grande debolezza della politica a portare gli amministratori locali a scendere a patti con esponenti della criminalità organizzata pur di raccogliere consensi, spesso nascondendosi dietro l’escamotage del “non potevo sapere chi fosse</em>”.</p>
<p>Una permeabilità – aggiunge Gennari – “<em>facilitata in un tessuto sociale come quello lombardo dove è alto il tasso di illegalità dei cosiddetti colletti bianchi e dove spesso atti come quello di pagare la tangente trovano una sorta di giustificazionismo etico dal territorio, vengono visti come un modo per liberarsi dall’oppressione di uno Stato burocratico</em>”.</p>
<p>Nell’intervento di Giuseppe Gennari, il caso Sedriano, primo comune lombardo sciolto per infiltrazione della ‘ndrangheta: “<em>dalla relazione di scioglimento emerge l’intreccio di favoritismi e clientelismi che contraddistinguevano la gestione di quel comune: in questo contesto è stato pacifico per la ‘ndrangheta chiedere di avere la propria fetta nella spartizione</em>”</p>
<p><a href='https://www.eastinflatables.com.au/e106072-inflatable-soccer-field.html' style="color: black;text-decoration: none">inflatable soccer field</a></p>
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