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	<title>Trame 4 &#187; trame4 | Trame 4</title>
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	<description>Festival dei libri sulle mafie</description>
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		<title>Trame Festival al Courmayeur NoirFest</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2014 16:15:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo Variety, è diventato «uno dei 50 appuntamenti internazionali da non perdere» ed è stato definito «l&#8217;unico vero Sundance italiano». Nato nel 1991 come un festival unico nel suo genere, un&#8217;esperienza originale nel mondo del cinema e della letteratura del giallo e del mistero, si è affermato come un momento magico dell&#8217;anno, dove film, libri, televisione e new media vanno di pari passo. Sarà  un&#8217;edizione ricca di sorprese ed imprevisti quella che Giorgio Gosetti e Marina Fabbri hanno ideato e che andrà  in scena ai piedi del Monte Bianco dal 9 al 14 dicembre aufblasbare rutsche. Trame Festival, presso la Casa del Cinema di Roma, ha partecipato alla Conferenza Stampa di Presentazione del Courmayeur Noir InFest, che ha svelato, per la sua XXIV edizione, un programma ricco di appuntamenti. In particolare, per i 90 anni dell&#8217;Istituto Luce, il festival rinnova la collaborazione con Istituto Luce Cinecittà , dedicata alla memoria italiana e si associa al Festival Trame per una giornata speciale intitolata &#8220;Trame, il Sud in Bianco e Nero&#8221; condotta da Gaetano Savatteri con materiali rari e inediti dell&#8217;archivio storico del Luce. In quest&#8217;occasione verrà presentato anche il film-documento di Toni Trupia, Malerba (ancora work in progress). l&#8217;appuntamento è previsto giovedì 11 dicembre 2014 ore 10 PalaNoir 2 Courmayeur [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><strong>Secondo Variety, è diventato «uno dei 50 appuntamenti internazionali da non perdere» ed è stato definito «l&#8217;unico vero Sundance italiano». Nato nel 1991 come un festival unico nel suo genere, un&#8217;esperienza originale nel mondo del cinema e della letteratura del giallo e del mistero, si è affermato come un momento magico dell&#8217;anno, dove film, libri, televisione e new media vanno di pari passo. <span style="color: #000000">Sarà  un&#8217;edizione ricca di sorprese ed imprevisti quella che Giorgio Gosetti e Marina Fabbri hanno ideato e che andrà  in scena ai piedi del Monte Bianco dal 9 al 14 dicembre <a href='https://www.eastjump.de/c/c9010103-aufblasbare-rutsche/' style="color: black;text-decoration: none">aufblasbare rutsche</a>.</span></strong></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="text-decoration: underline;color: #ffcc00"><span style="text-decoration: underline">Trame Festival</span></span>, presso la Casa del Cinema di Roma, ha partecipato alla Conferenza Stampa di Presentazione del Courmayeur Noir InFest, che ha svelato, per la sua XXIV edizione, un programma ricco di appuntamenti. In particolare, p</span>er i 90 anni dell&#8217;Istituto Luce, il festival rinnova la collaborazione con Istituto Luce Cinecittà , dedicata alla memoria italiana e si associa al Festival Trame per una giornata speciale intitolata<b> &#8220;Trame, il Sud in Bianco e Nero&#8221; </b>condotta da Gaetano Savatteri con materiali rari e inediti dell&#8217;archivio storico del Luce. In quest&#8217;occasione verrà presentato anche il film-documento di Toni Trupia, <b><i>Malerba </i></b>(ancora work in progress).</p>
<p><a href="http://www.noirfest.com/2014/eventi.asp?id_dettaglio=529&amp;lang=" target="_blank"><strong>l&#8217;appuntamento è previsto giovedì 11 dicembre 2014 ore 10 PalaNoir 2 Courmayeur</strong></a></p>
<p>Per essere aggiornati sul programma: <a href="http://www.noirfest.com/2014/news.asp?id_dettaglio=518&amp;lang=" target="_blank">Courmayeur Noir InFest</a></p>
</div>
<p><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2014/wp-content/uploads/sites/5/2014/11/10435905_737095373012457_3675150811969192103_n.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7625" src="http://www.tramefestival.it/cms/2014/wp-content/uploads/sites/5/2014/11/10435905_737095373012457_3675150811969192103_n.jpg" alt="10435905_737095373012457_3675150811969192103_n" width="683" height="960" /></a></p>
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		<title>Maria Carmela Lanzetta. Da Sindaco a Ministro</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jun 2014 06:45:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Maria Carmela Lanzetta]]></category>
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		<description><![CDATA[“Per cambiare le cose in Calabria occorre che ognuno di noi divenga in prima persona artefice del cambiamento, facendo sempre la scelta giusta, come voi volontari di “Trame” avete fatto occupandovi di questo meraviglioso Festival&#8221; Così il Ministro per gli affari regionali Maria Carmela Lanzetta si rivolge ai “tramati” della Quarta edizione di Trame, a margine dell’intervista con il Direttore artistico Gaetano Savatteri in Piazzetta San Domenico. Seconda volta al festival per l’ex sindaco di Monasterace che, nella nuova veste governativa, torna a Trame con la stessa semplicità e umiltà che ha contraddistinto il suo stile di donna in prima linea contro le mafie e la cultura mafiosa. Se “ognuno di noi è chiamato a fare la sua parte per cambiare le cose nella nostra terra”, anche lo Stato per l’esponente del governo Renzi ha le sue responsabilità nel “favorire tutte le iniziative positive per lo sviluppo economico e l’occupazione, dal momento che ogni problema si può risolvere solo se tutti hanno la possibilità di accedere ad un lavoro”. Sollecitata da Savatteri, il Ministro ha indicato alcune priorità per la Calabria a partire da un aiuto concreto da parte del Governo per valorizzare le buone pratiche amministrative e le professionalità [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<h2>“<em>Per cambiare le cose in Calabria occorre che ognuno di noi divenga in prima persona artefice del cambiamento, facendo sempre la scelta giusta, come voi volontari di “Trame” avete fatto occupandovi di questo meraviglioso Festival&#8221;</em></h2>
</blockquote>
<p>Così il Ministro per gli affari regionali Maria Carmela Lanzetta si rivolge ai “tramati” della Quarta edizione di Trame, a margine dell’intervista con il Direttore artistico Gaetano Savatteri in Piazzetta San Domenico.</p>
<p>Seconda volta al festival per l’ex sindaco di Monasterace che, nella nuova veste governativa, torna a Trame con la stessa semplicità e umiltà che ha contraddistinto il suo stile di donna in prima linea contro le mafie e la cultura mafiosa.</p>
<p>Se “<em>ognuno di noi è chiamato a fare la sua parte per cambiare le cose nella nostra terra</em>”, anche lo Stato per l’esponente del governo Renzi ha le sue responsabilità nel “<em>favorire tutte le iniziative positive per lo sviluppo economico e l’occupazione, dal momento che ogni problema si può risolvere solo se tutti hanno la possibilità di accedere ad un lavoro</em>”.</p>
<p>Sollecitata da Savatteri, il Ministro ha indicato alcune priorità per la Calabria a partire da un aiuto concreto da parte del Governo per valorizzare le buone pratiche amministrative e le professionalità sul territorio, non riducendo l’autonomia degli enti locali, ma ristabilendo il primato della buona politica&#8221;.</p>
<p>La Lanzetta ha ribadito l’importanza del lavoro che dev’essere in cima all’agenda politica della Calabria. “<em>E’ drammatico non poter aiutare i tanti cittadini che si rivolgono ai sindaci chiedendo un’occupazione</em>”, ha detto l’ex primo cittadino di Monasterace, che ha terminato il suo intervento con un monito ai ai volontari: “<em>Voi tessete una tela di speranza e andrebbero valorizzate iniziative come “Trame” che danno voce donne e uomini in prima linea, in Calabria e non solo, nella lotta alle mafie”.</em></p>

<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2014/maria-carmela-lanzetta-da-sindaco-a-ministro/_mg_1970/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2014/wp-content/uploads/sites/5/2014/06/MG_1970-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="_MG_1970" /></a>
<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2014/maria-carmela-lanzetta-da-sindaco-a-ministro/_mg_1704/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2014/wp-content/uploads/sites/5/2014/06/MG_1704-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="_MG_1704" /></a>
<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2014/maria-carmela-lanzetta-da-sindaco-a-ministro/_mg_2006/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2014/wp-content/uploads/sites/5/2014/06/MG_2006-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="_MG_2006" /></a>
<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2014/maria-carmela-lanzetta-da-sindaco-a-ministro/_mg_1718/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2014/wp-content/uploads/sites/5/2014/06/MG_1718-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="_MG_1718" /></a>
<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2014/maria-carmela-lanzetta-da-sindaco-a-ministro/_mg_1983/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2014/wp-content/uploads/sites/5/2014/06/MG_1983-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="_MG_1983" /></a>
<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2014/maria-carmela-lanzetta-da-sindaco-a-ministro/_mg_1686/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2014/wp-content/uploads/sites/5/2014/06/MG_1686-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Il Ministro Lanzetta con i volontari di Trame Festival" /></a>

<p><em> </em><br />
<a href='https://www.eastjump.com.au/c/c9010104-inflatable-water-slide/' style="color: black;text-decoration: none">inflatable water slide</a></p>
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		<title>Il peso della toga</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jun 2014 06:28:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ stato Palazzo Nicotera teatro della presentazione del libro di Lionello Mancini, cronista giudiziario e autore del libro &#8220;L&#8217;onere della toga&#8221; edito da Rizzoli, a segnare il penultimo appuntamento della quarta edizione di Trame Festival. Ospite della serata Michele Prestipino, procuratore aggiunto di Roma e a coordinare l&#8217;incontro,  il giornalista di Repubblica Giuseppe Baldessarro. “Il racconto di alcuni casi giudiziari abbastanza noti, [..] costituisce l’occasione per studiare e descrivere le persone che quei casi hanno vissuto: le vittime, gli imputati, i Pubblici ministeri”, nella prefazione del Procuratore Capo di Roma Giuseppe Pignatone, è sintetizzato mirabilmente il senso del libro.  “Vite blindate sempre in tensione, spese in nome della giustizia&#8221;, la storia professionale che necessariamente s’intreccia con quella personale, sotto l’aspetto delle emozioni, delle debolezze, delle fatiche, di cinque Pubblici Ministeri è il soggetto che Lionello Mancini ha scelto per descrivere il mondo giudiziario italiano. Il Procuratore Prestipino pone l’accento sull&#8217;importanza “di un impegno corale”, di collaborazione tra le parti “senza eroi solitari” e rivolge l’attenzione al lavoro svolto dalla Polizia Giudiziaria e in generale delle forze dell’ordine. Nelle battute finali si è discusso anche della professionalità dei giornalisti, di un certo rapporto malato con i media che genera inesistenti eroi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>E’ stato Palazzo Nicotera teatro della presentazione del libro di Lionello Mancini, cronista giudiziario e autore del libro <em>&#8220;L&#8217;onere della toga&#8221;</em> edito da Rizzoli, a segnare il penultimo appuntamento della quarta edizione di Trame Festival. Ospite della serata Michele Prestipino, procuratore aggiunto di Roma e a coordinare l&#8217;incontro,  il giornalista di Repubblica Giuseppe Baldessarro.</p>
<p><em>“Il racconto di alcuni casi giudiziari abbastanza noti, [..] costituisce l’occasione per studiare e descrivere le persone che quei casi hanno vissuto: le vittime, gli imputati, i Pubblici ministeri”, </em>nella prefazione del Procuratore Capo di Roma Giuseppe Pignatone, è sintetizzato mirabilmente il senso del libro.</p>
<p><em> “Vite blindate sempre in tensione, spese in nome della giustizia&#8221;,</em> la storia professionale che necessariamente s’intreccia con quella personale, sotto l’aspetto delle emozioni, delle debolezze, delle fatiche, di cinque Pubblici Ministeri è il soggetto che Lionello Mancini ha scelto per descrivere il mondo giudiziario italiano.</p>
<p>Il Procuratore Prestipino pone l’accento sull&#8217;importanza “di un impegno corale”, di collaborazione tra le parti “senza eroi solitari” e rivolge l’attenzione al lavoro svolto dalla Polizia Giudiziaria e in generale delle forze dell’ordine.</p>
<p>Nelle battute finali si è discusso anche della professionalità dei giornalisti, di un certo rapporto malato con i media che genera inesistenti eroi e falsi mostri <a href='https://www.eastjump.com.au/c/c9010105-inflatable-obstacle-course/' style="color: black;text-decoration: none">inflatable obstacle course</a>.</p>
<p>In un paese democratico la libertà di stampa, pensiero comune di tutti i tre, è un valore assoluto ma senza dimenticare la qualità e la serietà dell’informazione.</p>

<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2014/il-peso-della-toga/_mg_2059/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2014/wp-content/uploads/sites/5/2014/06/MG_2059-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="_MG_2059" /></a>
<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2014/il-peso-della-toga/_mg_2042-2/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2014/wp-content/uploads/sites/5/2014/06/MG_20421-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="_MG_2042" /></a>
<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2014/il-peso-della-toga/_mg_2028/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2014/wp-content/uploads/sites/5/2014/06/MG_2028-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="_MG_2028" /></a>
<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2014/il-peso-della-toga/_mg_2017/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2014/wp-content/uploads/sites/5/2014/06/MG_2017-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="_MG_2017" /></a>
<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2014/il-peso-della-toga/_mg_2013/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2014/wp-content/uploads/sites/5/2014/06/MG_2013-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="_MG_2013" /></a>
<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2014/il-peso-della-toga/_mg_2042/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2014/wp-content/uploads/sites/5/2014/06/MG_2042.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="_MG_2042" /></a>

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		<title>Il pane degli onesti e dei disonesti</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jun 2014 08:34:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è da poco concluso l’ultimo evento-dibattito di questa quarta edizione del Trame Festival 2014. Il filo conduttore è stato “Il bacio del pane”, recente fatica letteraria di Carmine Abate, scrittore calabrese ormai apprezzato anche oltreoceano. Il titolo di questo romanzo, edito da Mondadori, deriva da una vicenda personale dell’autore legata alla sua infanzia e al momento in cui ha compreso il significato simbolico del pane: il frutto del sudore, del lavoro, della fatica. La stessa fatica con cui il magistrato Gabriella Reillo, che ha rivolto più volte parole di apprezzamento al libro di Abate, svolge quotidianamente la sua professione “in una terra ricca di contraddizioni e contrasti”. Il punto è: la Calabria che bacia il pane esiste ancora? E’ questa la domanda provocatoria che la giornalista Maria Scaramuzzino ha rivolto agli ospiti. Per Abate, la maggior parte dei Calabresi ha dei valori positivi ancora ben radicati, ma non deve arrendersi all’arroganza della mafia che cerca di appropriarsi delle “terre più fertili”. E tale affermazione trova seguito nelle parole della Reillo, che invita a superare le tradizionali barriere dei luoghi comuni inflatable water park. Oltre alla denuncia, emerge prepotentemente nel libro l’importanza della memoria, che, a detta dello stesso Abate, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>Si è da poco concluso l’ultimo evento-dibattito di questa quarta edizione del Trame Festival 2014. Il filo conduttore è stato “Il bacio del pane”, recente fatica letteraria di Carmine Abate, scrittore calabrese ormai apprezzato anche oltreoceano.</h3>
<p><span id="more-7313"></span></p>
<p>Il titolo di questo romanzo, edito da Mondadori, deriva da una vicenda personale dell’autore legata alla sua infanzia e al momento in cui ha compreso il significato simbolico del pane: il frutto del sudore, del lavoro, della fatica.</p>
<p>La stessa fatica con cui il magistrato Gabriella Reillo, che ha rivolto più volte parole di apprezzamento al libro di Abate, svolge quotidianamente la sua professione “in una terra ricca di contraddizioni e contrasti”. Il punto è: la Calabria che bacia il pane esiste ancora? E’ questa la domanda provocatoria che la giornalista Maria Scaramuzzino ha rivolto agli ospiti.</p>
<p>Per Abate, la maggior parte dei Calabresi ha dei valori positivi ancora ben radicati, ma non deve arrendersi all’arroganza della mafia che cerca di appropriarsi delle “terre più fertili”. E tale affermazione trova seguito nelle parole della Reillo, che invita a superare le tradizionali barriere dei luoghi comuni <a href='https://www.eastjump.com.au/c/c9010109-inflatable-water-park/' style="color: black;text-decoration: none">inflatable water park</a>.</p>
<p>Oltre alla denuncia, emerge prepotentemente nel libro l’importanza della memoria, che, a detta dello stesso Abate, è fondamentale per essere più forti oggi e consapevoli domani.</p>

<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2014/il-pane-degli-onesti-e-dei-disonesti/_mg_2086/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2014/wp-content/uploads/sites/5/2014/06/MG_2086-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="_MG_2086" /></a>
<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2014/il-pane-degli-onesti-e-dei-disonesti/_mg_2106/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2014/wp-content/uploads/sites/5/2014/06/MG_2106-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="_MG_2106" /></a>
<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2014/il-pane-degli-onesti-e-dei-disonesti/_mg_2118/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2014/wp-content/uploads/sites/5/2014/06/MG_2118-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="_MG_2118" /></a>

<p>Un messaggio di speranza forte, dunque, chiude questa ricca edizione di Trame.4</p>
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		<title>Rocco Chinnici, mio padre</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jun 2014 08:27:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ha deciso di seguire la stessa strada del padre, diventare magistrato per combattere la mafia. Così come il padre è costretta a muoversi con la scorta. Caterina Chinnici ha voluto mantenere intatta la memoria di un uomo, che era un magistrato ma che era soprattutto un padre. Lo ha fatto attraverso un libro che appare bellissimo già dal titolo  “E’ così lieve il tuo bacio sulla fronte. Storia di mio padre Rocco, giudice ucciso dalla mafia”  edito da Mondadori e presentato in occasione dell&#8217;ultima giornata di Trame Festival, a colloquio con il giornalista Felice Cavallaro. Un libro che l’autrice e figlia del giudice ucciso il 29 luglio del 1983, ha scritto un po’ per volontà altrui, degli editori, piuttosto che di sua spontanea volontà. Il forte coinvolgimento emotivo della vicenda non l’avrebbe mai spinta a poter scrivere un lavoro del genere. Ma lo ha fatto anche per poter mantenere viva la memoria di quel padre che spesso in molti dimenticano e che bisognerebbe rivalutare come figura esemplare per i giovani. Rocco Chinnici è considerato il padre del pool antimafia, che chiamò a sé giovani magistrati quali erano Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, nei confronti dei quali aveva un atteggiamento quasi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>Ha deciso di seguire la stessa strada del padre, diventare magistrato per combattere la mafia. Così come il padre è costretta a muoversi con la scorta. Caterina Chinnici ha voluto mantenere intatta la memoria di un uomo, che era un magistrato ma che era soprattutto un padre.</h3>
<p>Lo ha fatto attraverso un libro che appare bellissimo già dal titolo  “<em>E</em><em>’ </em><em>cos</em><em>ì </em><em>lieve il tuo bacio sulla fronte. Storia di mio padre Rocco, giudice ucciso dalla mafia</em><em>” </em> edito da Mondadori e presentato in occasione dell&#8217;ultima giornata di Trame Festival, a colloquio con il giornalista Felice Cavallaro.</p>
<p><span id="more-7311"></span></p>
<p>Un libro che l’autrice e figlia del giudice ucciso il 29 luglio del 1983, ha scritto un po’ per volontà altrui, degli editori, piuttosto che di sua spontanea volontà. Il forte coinvolgimento emotivo della vicenda non l’avrebbe mai spinta a poter scrivere un lavoro del genere. Ma lo ha fatto anche per poter mantenere viva la memoria di quel padre che spesso in molti dimenticano e che bisognerebbe rivalutare come figura esemplare per i giovani. Rocco Chinnici è considerato il padre del pool antimafia, che chiamò a sé giovani magistrati quali erano Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, nei confronti dei quali aveva un atteggiamento quasi paterno.</p>
<p>Caterina Chinnici, ha raccolto anche l’eredità immateriale del padre, ovvero quella di mantenere un rapporto vivo soprattutto con i giovani, che Chinnici così come il generale Carlo Alberto dalla Chiesa avevano sempre definito come il punto di partenza per sconfiggere la mafia.</p>
<p>E&#8217; stata eletta nel parlamento europeo nelle file del PD, ma non ama essere definita una politica e ancor meno essere chiamata onorevole. Ma nonostante questo svolgerà il ruolo che è stata chiamare a ricoprire con lo stesso senso di dovere, lo stesso senso delle istituzioni e dello stato con il quale si dedicava a fare il magistrato <a href='https://www.eastjump.co.nz/c/c9010131-bouncy-castle/' style="color: black;text-decoration: none">bouncy castle</a>.</p>

<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2014/rocco-chinnici-mio-padre/_mg_1915-2/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2014/wp-content/uploads/sites/5/2014/06/MG_19151-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="_MG_1915" /></a>
<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2014/rocco-chinnici-mio-padre/_mg_1962/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2014/wp-content/uploads/sites/5/2014/06/MG_1962-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="_MG_1962" /></a>
<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2014/rocco-chinnici-mio-padre/_mg_1943/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2014/wp-content/uploads/sites/5/2014/06/MG_1943-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="_MG_1943" /></a>

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		<title>In scena: Santo Piazzese</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2014/in-scena-santo-piazzese/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Jun 2014 08:23:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Santo Piazzese]]></category>
		<category><![CDATA[trame4]]></category>
		<category><![CDATA[tramefestival]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tramefestival.it/cms/2014/?p=7309</guid>
		<description><![CDATA[L’ultima serata di Trame Festival ha offerto l’occasione di ascoltare Santo Piazzese parlare del suo ultimo romanzo, Blues di mezz’autunno, edito Sellerio. Ad introdurlo è stato il direttore artistico del Festival, Gaetano Savatteri, che ha lasciato poi il testimone a Tiziana Selvaggi, giornalista. Accompagnato dal sassofono di Alberto La Neve, giovane jazzista cosentino, Piazzese ha raccontato le avventure di Lorenzo La Marca, già protagonista dei suoi primi due romanzi, editi sempre Sellerio. «Sono un biologo prestato alla scrittura»: è così che si definisce Piazzese, che ha scoperto il suo talento letterario proprio grazie ad un altro biologo, in questo caso prestato all’investigazione, che è il Lorenzo La Marca dei suoi libri. Con quest’ultima opera torna una Sicilia che l’autore nasconde e racconta allo stesso tempo, ancora una volta rispetto ad altre “Sicilie” letterarie, di cui si riconosce il sapore, quella di Piazzese ha un suono che non è solo il blues del titolo, ma anche quello delle voci dei suoi personaggi, nel linguaggio che adopera inflatable bouncy castle. «Quando scrivo ho sempre una colonna sonora di sottofondo – spiega l’autore – e poche città come Palermo hanno insita nelle strade, negli edifici, una musica. Quella che io sento è il blues». [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>L’ultima serata di Trame Festival ha offerto l’occasione di ascoltare Santo Piazzese parlare del suo ultimo romanzo, <em>Blues di mezz’autunno</em>, edito Sellerio. Ad introdurlo è stato il direttore artistico del Festival, Gaetano Savatteri, che ha lasciato poi il testimone a Tiziana Selvaggi, giornalista.</h3>
<p><span id="more-7309"></span></p>
<p>Accompagnato dal sassofono di Alberto La Neve, giovane jazzista cosentino, Piazzese ha raccontato le avventure di Lorenzo La Marca, già protagonista dei suoi primi due romanzi, editi sempre Sellerio.</p>
<p>«Sono un biologo prestato alla scrittura»: è così che si definisce Piazzese, che ha scoperto il suo talento letterario proprio grazie ad un altro biologo, in questo caso prestato all’investigazione, che è il Lorenzo La Marca dei suoi libri.</p>
<p>Con quest’ultima opera torna una Sicilia che l’autore nasconde e racconta allo stesso tempo, ancora una volta rispetto ad altre “Sicilie” letterarie, di cui si riconosce il sapore, quella di Piazzese ha un suono che non è solo il blues del titolo, ma anche quello delle voci dei suoi personaggi, nel linguaggio che adopera <a href='https://www.eastjump.co.nz/c/c9010251-inflatable-bouncy-castle/' style="color: black;text-decoration: none">inflatable bouncy castle</a>.</p>
<p>«Quando scrivo ho sempre una colonna sonora di sottofondo – spiega l’autore – e poche città come Palermo hanno insita nelle strade, negli edifici, una musica. Quella che io sento è il blues».</p>
<p>La scrittura di Piazzese poi risente della sua preparazione accademica, ma si lascia trasportare anche dal carattere dei personaggi, dall’esperienza del Piazzese lettore, uno scrivere anche questo (è necessario ripetersi) che segue l’armonia del blues.</p>

<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2014/in-scena-santo-piazzese/_mg_1657/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2014/wp-content/uploads/sites/5/2014/06/MG_1657-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="_MG_1657" /></a>
<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2014/in-scena-santo-piazzese/_mg_1901/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2014/wp-content/uploads/sites/5/2014/06/MG_1901-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="_MG_1901" /></a>
<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2014/in-scena-santo-piazzese/_mg_1650-2/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2014/wp-content/uploads/sites/5/2014/06/MG_16501-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="_MG_1650" /></a>

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		<title>Le mani su Roma</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jun 2014 18:36:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Possiamo dire che Roma è una città aperta alle mafie ?&#8221; Con questa domanda il direttore  Savatteri introduce l’incontro ‘Le mani su Roma’. Si confrontano Danilo Chirico, (autore dell’e-book ‘Roma tagliata male. Il sistema droga. Così le mafie succhiano il sangue della Capitale’, edito da terre libere) e Michele Prestipino, da poco procuratore aggiunto a Roma. Si alternano lo sguardo vasto e onnicomprensivo del magistrato a quello del giornalista, più puntato su un contesto ben determinato e particolare , quello della diffusione delle droghe nella Capitale. Emerge – per entrambi – una medesima presa di posizione: la mafia è già a Roma, ha già determinato un cambiamento economico e sociale nella città water slide. Quello che manca è solo una presa di coscienza della città. Una situazione questa, che il procuratore ha già visto verificarsi in realtà come Reggio, Palermo e di recente la stessa Milano. Una situazione che finisce per creare isolamento nei confronti di chi,  la minaccia,  la avverte chiaramente. È il caso dei cittadini di Ostia, che per anni hanno denunciato infiltrazioni mafiose con l’unico risultato di essere tacciati di pazzia. La simbiosi tra mafia e corruzione – avverte ancora Prestipino – è un pericolo che corrode [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>&#8220;Possiamo dire che Roma è una città aperta alle mafie ?&#8221;</h3>
<h3>Con questa domanda il direttore  Savatteri introduce l’incontro ‘Le mani su Roma’. Si confrontano Danilo Chirico, (autore dell’e-book ‘<em>Roma tagliata male. Il sistema droga. Così le mafie succhiano il sangue della Capitale’</em>, edito da terre libere) e Michele Prestipino, da poco procuratore aggiunto a Roma.</h3>
<p>Si alternano lo sguardo vasto e onnicomprensivo del magistrato a quello del giornalista, più puntato su un contesto ben determinato e particolare , quello della diffusione delle droghe nella Capitale. Emerge – per entrambi – una medesima presa di posizione: la mafia è già a Roma, ha già determinato un cambiamento economico e sociale nella città <a href='https://www.eastjump.co.nz/c/c9010254-water-slide/' style="color: black;text-decoration: none">water slide</a>. Quello che manca è solo una presa di coscienza della città. Una situazione questa, che il procuratore ha già visto verificarsi in realtà come Reggio, Palermo e di recente la stessa Milano. Una situazione che finisce per creare isolamento nei confronti di chi,  la minaccia,  la avverte chiaramente. È il caso dei cittadini di Ostia, che per anni hanno denunciato infiltrazioni mafiose con l’unico risultato di essere tacciati di pazzia. La simbiosi tra mafia e corruzione – avverte ancora Prestipino – è un pericolo che corrode sempre più endemicamente i palazzi del potere. E Roma è per antonomasia città dei palazzi del potere. Roma non è più città aperta alle mafie, Roma è città di mafia.</p>
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		<title>Le mani su Napoli</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2014/le-mani-su-napoli/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Jun 2014 17:43:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[trame4]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel corso dell’incontro “Le mani su Napoli” Giuseppe Manzo e Danilo Chirico hanno discusso dell’attuale situazione che sta vivendo il capoluogo campano e ne è venuto fuori un affresco vivo della città. Manzo ha scritto il volume Le mani nella città (Napoli, viaggio nel business del mattone, Round Robin) insieme a Ciro Pellegrino e in collaborazione con Associazione DaSud. Il giornalista Danilo Chirico ha esordito citando una data emblematica: 23 novembre 1980, giorno del terremoto in Irpinia, evento tragico non solo per la calamità naturale ma per tutto il sistema corrotto che ne derivò e che ha determinato una ricostruzione immobiliare squilibrata sotto tanti aspetti, primo fra tutti l’intervento della criminalità organizzata. L’autore del libro ha fatto riferimento al film “Le mani sulla città” di Francesco Rosi, e a cinquant’anni dalla proiezione ha voluto raccontare i cambiamenti rispetto alla cementificazione descritta da Rosi. Manzo ha pronunciato una cifra da brividi: 30 miliardi di euro che “avrebbero potuto dare un tetto non solo alla Campania ma forse tutto il sud Italia se fossero stati impiegati correttamente” ha affermato. E qui subentra la Camorra che ebbe un ruolo fortissimo nella gestione di quel capitale, “investito” in numerosi atti illeciti, da quella data [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>Nel corso dell’incontro “Le mani su Napoli” Giuseppe Manzo e Danilo Chirico hanno discusso dell’attuale situazione che sta vivendo il capoluogo campano e ne è venuto fuori un affresco vivo della città. Manzo ha scritto il volume <em>Le mani nella città (Napoli, viaggio nel business del mattone, Round Robin) </em>insieme a Ciro Pellegrino e in collaborazione con Associazione DaSud.</h3>
<p><span id="more-7293"></span></p>
<p>Il giornalista Danilo Chirico ha esordito citando una data emblematica: 23 novembre 1980, giorno del terremoto in Irpinia, evento tragico non solo per la calamità naturale ma per tutto il sistema corrotto che ne derivò e che ha determinato una ricostruzione immobiliare squilibrata sotto tanti aspetti, primo fra tutti l’intervento della criminalità organizzata.</p>
<p>L’autore del libro ha fatto riferimento al film “Le mani sulla città” di Francesco Rosi, e a cinquant’anni dalla proiezione ha voluto raccontare i cambiamenti rispetto alla cementificazione descritta da Rosi. Manzo ha pronunciato una cifra da brividi: 30 miliardi di euro che “avrebbero potuto dare un tetto non solo alla Campania ma forse tutto il sud Italia se fossero stati impiegati correttamente” ha affermato. E qui subentra la Camorra che ebbe un ruolo fortissimo nella gestione di quel capitale, “investito” in numerosi atti illeciti, da quella data fino alla faida del 2004 di Scampia.</p>
<p>“Quali sono le responsabilità? Che visione si è avuta della città?” Questi i quesiti proposti da Danilo Chirico.</p>
<p>L’imprenditore immobiliare Alfredo Romeo che gestì il patrimonio pubblico di Napoli, finito al centro di numerose  inchieste, ammanchi, poca limpidezza ha sicuramente il ruolo di primo piano. “L’attuale sindaco di Napoli De Magistris non riuscì a liberarsene subito dopo l’insediamento, nonostante molti annunci e soprattutto il fatto che da magistrato era stato uno degli imputati di processi portati avanti”.  Manzo ha dato atto dell’allontanamento di Romeo da parte di De Magistris solo dopo un paio d’anni, penalizzandolo con un maxi risarcimento di 150 milioni di euro. “Romeo se n’è andato dalla porta ma cerca di rientrare dalla finestra – sostiene Manzo &#8211; la gestione immobiliare attuale da parte di “Napoli Servizi” si avvale di consulenti che lavoravano con Romeo. La sua presenza persiste”.</p>
<p>Altra importante cifra: 1.500 cittadini bisognosi di un tetto hanno occupato edifici vuoti, e lottando hanno ottenuto un risultato importante continuano a viverci in quelle case. Ma un numero preoccupante sono invece 4.000 persone che occupano le case riservate ad altri bisognosi e che sono molto vicini ai clan cammorristici di Napoli. “Chi amministra Napoli dovrebbe sapere com’è la situazione adesso.” È la denuncia di Manzo <a href='https://www.eastjump.co.nz/c/c9010106-inflatable-games/' style="color: black;text-decoration: none">inflatable games</a>.</p>
<p>L’autore del libro ha poi voluto pronunciarsi su un importante argomento: le tariffe estremamente basse e sancite dal cosiddetto “equo compenso” dei giornalisti freelance, legittimato anche dal sindacato dei giornalisti. “Voglio sfruttare l’occasione di trovarmi ad un festival contro le mafie perché si renda pubblico questo vergognoso sistema che mortifica tutti i giornalisti, che spesso si espongono rischiando la vita” ha chiosato.</p>
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		<title>Nando dalla Chiesa e il manifesto dell&#8217;antimafia</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2014/nando-dalla-chiesa-e-il-manifesto-dellantimafia/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Jun 2014 17:18:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[trame4]]></category>
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		<description><![CDATA[“La &#8216;ndrangheta è una forza sociale criminale che ha un progetto, quello di colonizzare quanto più territorio possibile, con una capacità di colonizzazione unica rispetto alle altre organizzazioni criminali”. Così Nando Dalla Chiesa, direttore dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università degli Studi di Milano, che ha presentato il libro “Manifesto dell’antimafia” nella quinta serata di Trame. Una ‘ndrangheta, quella descritta dal presidente onorario di Libera intervistato da Carmelo Sardo, che si distacca da molti dei tanti luoghi comuni, dalle rappresentazioni con cui immaginiamo la mafia calabrese. “Il primo obiettivo delle organizzazioni criminali non è il profitto ma controllare il territorio” ha detto Dalla Chiesa che vede nelle vicende legate all’Expo l’emblema delle logiche di potere della ‘ndrangheta: “le cosche non prendono i lavori pregiati ma il movimento terra, l’edilizia, tutto ciò che consente loro di controllare il territorio”. Non è vero che i mafiosi di oggi sono in doppiopetto, non è vero che mandano i figli all’università all’estero, non è vero che i summit avvengono ai piani alti dei grattacieli della city. Nando Dalla Chiesa smonta tanti luoghi comuni sui mafiosi 2.0 e richiama la necessità “di conoscere il nemico per poterlo combattere, avere un’idea chiara di chi è e come [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<h3><strong>“La &#8216;ndrangheta è una forza sociale criminale che ha un progetto, quello di colonizzare quanto più territorio possibile, con una capacità di colonizzazione unica rispetto alle altre organizzazioni criminali”. </strong></h3>
</blockquote>
<p><span id="more-7289"></span></p>
<p>Così Nando Dalla Chiesa, direttore dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università degli Studi di Milano, che ha presentato il libro “Manifesto dell’antimafia” nella quinta serata di Trame.</p>
<p>Una ‘ndrangheta, quella descritta dal presidente onorario di Libera intervistato da Carmelo Sardo, che si distacca da molti dei tanti luoghi comuni, dalle rappresentazioni con cui immaginiamo la mafia calabrese. “Il primo obiettivo delle organizzazioni criminali non è il profitto ma controllare il territorio” ha detto Dalla Chiesa che vede nelle vicende legate all’Expo l’emblema delle logiche di potere della ‘ndrangheta: “le cosche non prendono i lavori pregiati ma il movimento terra, l’edilizia, tutto ciò che consente loro di controllare il territorio”.</p>
<p>Non è vero che i mafiosi di oggi sono in doppiopetto, non è vero che mandano i figli all’università all’estero, non è vero che i summit avvengono ai piani alti dei grattacieli della city. Nando Dalla Chiesa smonta tanti luoghi comuni sui mafiosi 2.0 e richiama la necessità “di conoscere il nemico per poterlo combattere, avere un’idea chiara di chi è e come si comporta il più pericoloso nemico della democrazia, non limitarci ad immaginarcelo”.</p>
<p>Di passi in avanti, il movimento antimafia negli ultimi 20 anni ne ha fatti, ma il cammino da fare è ancora tanto e spesso – ha affermato Dalla Chiesa – “c’è il rischio come ha detto recentemente Don Ciotti che parole come mafia e legalità diventino ambigue, che si parta in 100 per ritrovarsi in 10”. Non si batte la mafia se non si fa gioco di squadra, non si batte la mafia “se si chiude una scuola in un quartiere ad alto tasso di criminalità perché si priva quel territorio di un presidio dello Stato”, non si batte se “si omettono i controlli sugli appalti e se non si ha la consapevolezza che ogni appalto pubblico suscita gli appetiti delle organizzazioni criminali”.</p>
<p>Il problema, dunque, non sono le parole antimafia o legalità, non è il rischio di ripeterle troppo o troppo poco. La questione per Dalla Chiesa è “dimostrare con esempi e azioni a che tipo di antimafia e a che tipo di legalità facciamo riferimento”</p>
<p><a href='https://www.eastjump.co.nz/c/c9010132-bouncy-castle-with-slide/' style="color: black;text-decoration: none">bouncy castle with slide</a></p>
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		<title>La Repubblica delle mafie</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2014/la-repubblica-delle-mafie/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Jun 2014 13:14:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[trame4]]></category>
		<category><![CDATA[tramefestival]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel  corso della  quarta giornata di Trame Festival la Piazzetta San Domenico di Lamezia Terme ha ospitato il dibattito sul libro di  John Dickie, Mafia Republic. Cosa Nostra, camorra e ‘ndrangheta dal 1946 a oggi, edito da Laterza. A discutere del volume erano presenti  l’autore, la giornalista Raffaella Calandra in qualità di mediatrice e Giuseppe Creazzo, già procuratore della Repubblica a Palmi e ora chiamato a ricoprire il medesimo ruolo a Firenze. Nelle parole di Dickie il libro costituisce una storia trasversale delle tre principali mafie;  una ricerca profonda di similitudini e soprattutto di differenze; una dolorosa presa di coscienza, uno “sguardo da lontano”, che aspira a una visione d’insieme dei  fenomeni  mafiosi e a dare ragione di un inspiegabile  ritardo dello Stato nella lotta alla ‘ndrangheta. E’ tuttavia la cronaca recente a monopolizzare inizialmente la discussione. Raffaella Calandra ha invitato entrambi gli ospiti a esprimersi sulla visita di Papa Francesco a Cassano allo Ionio e , in particolare, sulla dura condanna pronunciata dal Pontefice nei confronti degli ‘ndranghetisti, bersaglio di una scomunica  forte e secca, che richiama alla mente l’analogo attacco “gridato” da Giovanni Paolo II ad Agrigento. ‘il Papa oggi ha tolto qualsiasi alibi a chi persiste nella [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify">Nel  corso della  quarta giornata di Trame Festival la Piazzetta San Domenico di Lamezia Terme ha ospitato il dibattito sul libro di  John Dickie,<em> Mafia Republic. Cosa Nostra, camorra e ‘ndrangheta dal 1946 a oggi</em>, edito da Laterza.<span id="more-7261"></span></h3>
<p style="text-align: justify">A discutere del volume erano presenti  l’autore, la giornalista Raffaella Calandra in qualità di mediatrice e Giuseppe Creazzo, già procuratore della Repubblica a Palmi e ora chiamato a ricoprire il medesimo ruolo a Firenze.</p>
<p style="text-align: justify">Nelle parole di Dickie il libro costituisce una storia trasversale delle tre principali mafie;  una ricerca profonda di similitudini e soprattutto di differenze; una dolorosa presa di coscienza, uno “sguardo da lontano”, che aspira a una visione d’insieme dei  fenomeni  mafiosi e a dare ragione di un inspiegabile  ritardo dello Stato nella lotta alla ‘ndrangheta.</p>
<p style="text-align: justify">E’ tuttavia la cronaca recente a monopolizzare inizialmente la discussione. Raffaella Calandra ha invitato entrambi gli ospiti a esprimersi sulla visita di Papa Francesco a Cassano allo Ionio e , in particolare, sulla dura condanna pronunciata dal Pontefice nei confronti degli ‘ndranghetisti, bersaglio di una scomunica  forte e secca, che richiama alla mente l’analogo attacco “gridato” da Giovanni Paolo II ad Agrigento.</p>
<p style="text-align: justify">‘il Papa oggi ha tolto qualsiasi alibi a chi persiste nella convivenza con i mafiosi’. Un gesto forte in un’Italia che ancora fatica a compiere una piena presa di coscienza, a raggiungere quel dialogo – sempre mancato &#8211; tra professionisti validi, ma isolati. Se la mafia è coesa lo deve essere ancora più l’antimafia.</p>
<p style="text-align: justify">Per Dickie e Creazzo si tratta evidentemente di un evento importante, capace di rappresentare una vera e propria svolta non solo nell’opera di educazione pastorale dei singoli sacerdoti, ma anche nella società tutta, ormai espressamente esortata  al netto rifiuto di qualsiasi forma di connivenza o complicità.</p>
<p style="text-align: justify">La Calandra ha poi sollecitato Dickie a rispondere su quanto sia difficile diffondere all’estero la conoscenza della ‘ndrangheta. Secondo l’autore, emblematico in questo senso è il caso dell’Australia, affrontato nel volume. Nel continente australiano, infatti, la ‘ndrangheta è profondamente radicata, ma i quotidiani attuano una sorta di “rifiuto del fenomeno” che è prima di tutto “rifiuto della parola” e finisce inevitabilmente per irrobustire il fenomeno stesso.</p>
<p style="text-align: justify">Giuseppe Creazzo è ovviamente invitato a descrivere la propria attività di Procuratore della Repubblica.  Secondo Creazzo è necessario continuare a  irrobustire l’apparato processuale, tagliare ogni filo di collegamento tra le mafie e le istituzioni, non abbassare il livello della strategia investigativa, contrastare le infiltrazioni. “Il meccanismo di reazione e resistenza della Calabria intera, però, non si è ancora innescato. Solo in questo modo e se la gente lo vorrà” – conclude il Procuratore – “questa fase di lotta alla ‘ndrangheta potrà diventare un inizio di primavera”.</p>
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