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	<title>Trame 5 &#187; Libri | Trame 5</title>
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	<description>Trame Festival il primo evento culturale in Italia dedicato ai libri sulle mafie</description>
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		<title>Ali spezzate</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2015 09:19:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un Paese normale, quando hai quattordici anni, quello che accade fuori da te, non dovrebbe avere molta importanza. Annalisa Durante, uccisa a Forcella a quattordici anni in un agguato di camorra, il 27 marzo del 2004, con quello che accadeva nel suo quartiere da circa sessant’anni, non c’entrava proprio niente, eppure è stata uccisa e con lei il suo futuro. Nel 2004, a Forcella, storica roccaforte della famiglia camorristica dei Giuliano, c’è un conflitto tra quel che resta del clan Giuliano e quello dei Mazzarella, per il controllo dello spaccio della droga. Annalisa a questa guerra era estranea. A quattordici anni non si fa la guerra, semmai si sogna di diventare grandi. Invece, la giovane Annalisa, in una sera di fine marzo del 2004, mentre era a chiacchierare con le sue amiche, sotto il portone della sua casa, viene colpita a morte da un proiettile, esploso ad altezza d’uomo dall’ultimo erede del clan Giuliano. Il libro non racconta solo il crudele assassinio di Annalisa, una adolescente uccisa in un conflitto a fuoco tra clan rivali. Non si limita a tracciare la geografia di due clan della camorra che da anni si fanno la guerra, togliendo il respiro ad un quartiere ed a un’intera città. Ali spezzate è anche una lucida [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #4186bf">In un Paese normale, quando hai quattordici anni, quello che accade fuori da te, non dovrebbe avere molta importanza. Annalisa Durante, uccisa a Forcella a quattordici anni in un agguato di camorra, il 27 marzo del 2004, con quello che accadeva nel suo quartiere da circa sessant’anni, non c’entrava proprio niente, eppure è stata uccisa e con lei il suo futuro.</span></h3>
<p><span id="more-567"></span></p>
<p>Nel 2004, a Forcella, storica roccaforte della famiglia camorristica dei Giuliano, c’è un conflitto tra quel che resta del clan Giuliano e quello dei Mazzarella, per il controllo dello spaccio della droga. Annalisa a questa guerra era estranea. A quattordici anni non si fa la guerra, semmai si sogna di diventare grandi. Invece, la giovane Annalisa, in una sera di fine marzo del 2004, mentre era a chiacchierare con le sue amiche, sotto il portone della sua casa, viene colpita a morte da un proiettile, esploso ad altezza d’uomo dall’ultimo erede del clan Giuliano. Il libro non racconta solo il crudele assassinio di Annalisa, una adolescente uccisa in</p>
<p>un conflitto a fuoco tra clan rivali. Non si limita a tracciare la geografia di due clan della camorra che da anni si fanno la guerra, togliendo il respiro ad un quartiere ed a un’intera città.</p>
<div>Ali spezzate è anche una lucida analisi dell’abbandono e del degrado sociale e culturale in cui, da più di mezzo secolo, la classe dirigente e politica napoletana ha relegato i quartieri popolari di una della città più importanti d’Europa. È il racconto di un’altra rivoluzione partenopea mancata, che prende le mosse dall’incredibile e drammatica storia di Annalisa ed allo stesso tempo delle promesse non mantenute, del cinismo di quanti hanno saputo sfruttare questa immane tragedia.</div>
<hr />
<h3><span style="color: #000000"><strong> <em>Ali spezzate. Annalisa Durante.<br />
Morire a Forcella a quattordici anni.</em></strong></span></h3>
<h5>Un libro scritto da <strong>Paolo Miggiano</strong> edito da <em>Di Girolamo Editore</em>.</h5>
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		<title>Anche se tutti, io no</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2015 05:29:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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		<description><![CDATA[È arrivato il tempo di decidere tutti da che parte stare: sia chi prende sul serio la propria Coscienza di credente, sia coloro che, non credenti, sceglieranno di rispettare la propria Coscienza di uomini e di donne. E che occorra il risveglio di tutti è provato dalla radice profonda dell’omertà: la menzogna d’illudersi che si è ancora liberi, solo perché si può scegliere di girare la faccia dall’altra parte, mentre sta bruciando la casa. Siamo nella Calabria dei silenzi e della paura, saccheggiata dalle cosche e dalla corruzione. Tra gli animatori di Reggio Non Tace, il movimento di cittadini nato nel 2010 per lottare contro la ’ndrangheta e le sue molteplici complicità e connivenze, c’è Giovanni Ladiana, superiore dei gesuiti. Il suo è un cammino che a piccoli passi abbraccia latitudini spirituali lontane e geografie umane vicine: storie spesso di dolore e sofferenza, tra i malati, i barboni, i rifugiati, i più deboli; dal rione Scampia di Napoli al Librino di Catania, dai terremotati dell’Irpinia alle comunità dei villaggi messicani. Mani da operaio, spirito da militante, con in mente i modelli di sant’Ignazio, padre Arrupe ed Etty Hillesum, Giovanni parla della sua scelta di entrare nella Compagnia di Gesù, della [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #4186bf">È arrivato il tempo di decidere tutti da che parte stare: sia chi prende sul serio la propria Coscienza di credente, sia coloro che, non credenti, sceglieranno di rispettare la propria Coscienza di uomini e di donne. E che occorra il risveglio di tutti è provato dalla radice profonda dell’omertà: la menzogna d’illudersi che si è ancora liberi, solo perché si può scegliere di girare la faccia dall’altra parte, mentre sta bruciando la casa.</span><span id="more-988"></span></h3>
<p>Siamo nella Calabria dei silenzi e della paura, saccheggiata dalle cosche e dalla corruzione. Tra gli animatori di Reggio Non Tace, il movimento di cittadini nato nel 2010 per lottare contro la ’ndrangheta e le sue molteplici complicità e connivenze, c’è Giovanni Ladiana, superiore dei gesuiti. Il suo è un cammino che a piccoli passi abbraccia latitudini spirituali lontane e geografie umane vicine: storie spesso di dolore e sofferenza, tra i malati, i barboni, i rifugiati, i più deboli; dal rione Scampia di Napoli al Librino di Catania, dai terremotati dell’Irpinia alle comunità dei villaggi messicani.<br />
Mani da operaio, spirito da militante, con in mente i modelli di sant’Ignazio, padre Arrupe ed Etty Hillesum, Giovanni parla della sua scelta di entrare nella Compagnia di Gesù, della distanza da una Chiesa a volte lontana dall’essenzialità del Vangelo, delle speranze suscitate da papa Francesco, del movimento Reggio Non Tace, nato in una terra dove la presenza della ’ndrangheta avvelena la politica e l’ambiente. Senza nascondere la paura per le minacce e le intimidazioni, Giovanni Ladiana continua a spendersi per la missione affidata da Paolo VI ai gesuiti: «Stare negli incroci della storia, ove vivono i crocifissi d’oggi».</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<h3>Anche se tutti, io no</h3>
<h5>La Chiesa e l&#8217;impegno per la giustizia</h5>
<h5>è un libro di Giovanni Ladiana edito da<a href="http://www.laterza.it/" target="_blank"> Laterza</a></h5>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Bambini a metà</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2015 05:31:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un bambino è prima di tutto un bambino. I figli e le figlie dei capi della &#8216;ndrangheta sono liberi di scegliere il loro futuro?  Le operazioni giudiziarie, gli arresti, le confische dei beni condotte in Calabria sono state operazioni di enorme importanza: hanno portato alla disarticolazione della rete e, spesso, alla decimazione delle gerarchie criminali.  Ma in che misura questi arresti hanno inciso su un tipo di organizzazione che si fonda sulla famiglia? Come fermare il ricambio generazionale su cui conta la ‘Ndrangheta? Da questa considerazione prende le mosse il libro della giornalista Angela Iantosca, che si addentra in un terreno poco esplorato e racconta le storie dei bambini e delle bambine che nascono con un destino già stabilito, al quale difficilmente possono opporsi. Crescere nella violenza innesca dinamiche dalle quali è difficile uscire: disagio sociale, rigidità, difficoltà di proiettarsi nel futuro, difficoltà di riflettere su se stessi, difficoltà di cambiare idea, poca elasticità mentale, scarsa fiducia in se stessi, depressione. C’è un modo per intervenire? &#160; Bambini a metà I figli della &#8216;ndrangheta è un libro di Angela Iantosca edito da Giulio Perrone Editore]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #4186bf">Un bambino è prima di tutto un bambino. I figli e le figlie dei capi della &#8216;ndrangheta sono liberi di scegliere il loro futuro?  Le operazioni giudiziarie, gli arresti, le confische dei beni condotte in Calabria sono state operazioni di enorme importanza: hanno portato alla disarticolazione della rete e, spesso, alla decimazione delle gerarchie criminali. </span></h3>
<p><span id="more-970"></span></p>
<p>Ma in che misura questi arresti hanno inciso su un tipo di organizzazione che si fonda sulla famiglia? Come fermare il ricambio generazionale su cui conta la ‘Ndrangheta? Da questa considerazione prende le mosse il libro della giornalista Angela Iantosca, che si addentra in un terreno poco esplorato e racconta le storie dei bambini e delle bambine che nascono con un destino già stabilito, al quale difficilmente possono opporsi. Crescere nella violenza innesca dinamiche dalle quali è difficile uscire: disagio sociale, rigidità, difficoltà di proiettarsi nel futuro, difficoltà di riflettere su se stessi, difficoltà di cambiare idea, poca elasticità mentale, scarsa fiducia in se stessi, depressione. C’è un modo per intervenire?</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<h3>Bambini a metà</h3>
<h5>I figli della &#8216;ndrangheta</h5>
<h5>è un libro di Angela Iantosca edito da<a href="www.giulioperroneditore.com/" target="_blank"> Giulio Perrone Editore</a></h5>
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		<title>La &#8216;Ndrangheta spiegata ai turisti</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Jun 2015 17:29:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La bellissima Calabria negli ultimi tre millenni è stata abitata da filosofi e artisti, mistici e profeti; ma anche da briganti e fuorilegge di ogni risma. Alcuni di questi delinquenti hanno intuito, dopo l’unificazione italiana del 1861, che poteva risultare più proficuo costituirsi in associazioni segrete non frontalmente contrapposte allo Stato, quanto estranee ad esso: autonome rispetto agli apparati istituzionali, ma tendenti ad infiltrarsi in essi e a utilizzarli ai fini di lucro e di dominio. La rete, verticistica e compatta, di queste famiglie di stampo mafioso, forma quella ‘ndrangheta la cui azione inquinante e i cui metodi violenti vanno emergendo alla ribalta della scena pubblica man mano che l’associazione criminale si ramifica nel resto del Paese e dell’Europa. Cos’è davvero oggi la ‘ndrangheta? Quali le sue relazioni con il mondo dell’economia, della politica, dell’informazione, dell’istruzione, delle chiese? A queste e a simili domande risponde questo libretto ad uso sia degli studiosi sia dei turisti occasionali sia delle giovani generazioni meridionali. La &#8216;Ndrangheta spiegata ai turisti un libro di Francesco Forgione edito da Di Girolamo Editore]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #4186bf">La bellissima Calabria negli ultimi tre millenni è stata abitata da filosofi e artisti, mistici e profeti; ma anche da briganti e fuorilegge di ogni risma. Alcuni di questi delinquenti hanno intuito, dopo l’unificazione italiana del 1861, che poteva risultare più proficuo costituirsi in associazioni segrete non frontalmente contrapposte allo Stato, quanto estranee ad esso: autonome rispetto agli apparati istituzionali, ma tendenti ad infiltrarsi in essi e a utilizzarli ai fini di lucro e di dominio.</span></h3>
<p><span id="more-972"></span></p>
<div>La rete, verticistica e compatta, di queste famiglie di stampo mafioso, forma quella ‘ndrangheta la cui azione inquinante e i cui metodi violenti vanno emergendo alla ribalta della scena pubblica man mano che l’associazione criminale si ramifica nel resto del Paese e dell’Europa. Cos’è davvero oggi la ‘ndrangheta? Quali le sue relazioni con il mondo dell’economia, della politica, dell’informazione,</div>
<div>dell’istruzione, delle chiese? A queste e a simili domande risponde questo libretto ad uso sia degli studiosi sia dei turisti occasionali sia delle giovani generazioni meridionali.</div>
<div></div>
<hr />
<h3>La &#8216;Ndrangheta spiegata ai turisti</h3>
<h5>un libro di Francesco Forgione edito da Di Girolamo Editore</h5>
<div></div>
<div></div>
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		<title>Camorra Sound</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Jun 2015 05:31:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un’inchiesta diacronica che parte dagli anni Settanta sino ad arrivare a oggi per capire come e quando la camorra è entrata nella canzone popolare napoletana. Un viaggio nella storia della musica e della criminalità organizzata campana degli ultimi quarant’anni, arricchito dalle voci degli artisti e degli operatori culturali di ieri e di oggi.  Un lavoro che pone una domanda all’intera società napoletana: se la sceneggiata di Pino Mauro e Mario Merola, così come certa musica neomelodica, spesso ha cantato la camorra, perché invece la “musica impegnata” non ha mai preso posizione contro? Camorra Sound aggiunge un nuovo tassello all’annosa discussione sul rapporto musica-camorra, con la speranza di aprire un sano dibattito su un argomento che periodicamente scandalizza e suscita l’indignazione dell’opinione pubblica. &#160; Camorra Sound &#8216;O sistema nella canzone popolare napoletana tra giustificazioni, esaltazione e condanna Un libro di Daniele Sanzone edito da Magenes Editore &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #4186bf">Un’inchiesta diacronica che parte dagli anni Settanta sino ad arrivare a oggi per capire come e quando la camorra è entrata nella canzone popolare napoletana. Un viaggio nella storia della musica e della criminalità organizzata campana degli ultimi quarant’anni, arricchito dalle voci degli artisti e degli operatori culturali di ieri e di oggi. </span><span id="more-1038"></span></h3>
<p>Un lavoro che pone una domanda all’intera società napoletana: se la sceneggiata di Pino Mauro e Mario Merola, così come certa musica neomelodica, spesso ha cantato la camorra, perché invece la “musica impegnata” non ha mai preso posizione contro? <em>Camorra Sound</em> aggiunge un nuovo tassello all’annosa discussione sul rapporto musica-camorra, con la speranza di aprire un sano dibattito su un argomento che periodicamente scandalizza e suscita l’indignazione dell’opinione pubblica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<h3>Camorra Sound</h3>
<h5>&#8216;O sistema nella canzone popolare napoletana tra giustificazioni, esaltazione e condanna</h5>
<h5>Un libro di Daniele Sanzone edito da <a href="www.mageneseditoriale.it/" target="_blank">Magenes Editore</a></h5>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cruel</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2015/2015/06/12/cruel/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2015 05:33:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma si sveglia con la notizia di un omicidio atroce. Marta Luci, studentessa universitaria, è stata trovata morta dentro un ex ospedale psichiatrico abbandonato. L’assassino le ha squarciato la gola, ha messo il corpo a testa in giù e lo ha svuotato di tutto il sangue. I capelli sono intrisi di una sorta di balsamo. Sul ventre e sul petto alcuni tagli disegnano una croce rovesciata.  Delle indagini viene incaricato un commissario specializzato in omicidi rituali. Ma sulle tracce dell’assassino si mette anche un giornalista, Mauro Colesani, inviato del settimanale “Cruel”, crime magazine di grande successo diretto da uno psichiatra famoso e carismatico.­ Mauro gira su un motorino scassato, ha modi poco ortodossi, ma anche un grande talento. E un motivo speciale per scoprire la verità. Con questo libro Salvo Sottile trasforma in un thriller avvincente e imprevedibile la sua profonda conoscenza del mondo della cronaca nera, maturata in tanti anni di professione. Ed è proprio una redazione giornalistica, descritta con assoluto realismo, a diventare il campo gravitazionale del male. Nessuno è al riparo dal sospetto, tutti credono di avere la verità in tasca. Qualcuno ha anche la presunzione di riconoscere il male, di poterlo sconfiggere. Ma come accade nei casi reali, non esiste mai un colpevole certo né una sola verità. Semmai ce ne sono tante, tutte valide, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #4186bf">Roma si sveglia con la notizia di un omicidio atroce. Marta Luci, studentessa universitaria, è stata trovata morta dentro un ex ospedale psichiatrico abbandonato. L’assassino le ha squarciato la gola, ha messo il corpo a testa in giù e lo ha svuotato di tutto il sangue. I capelli sono intrisi di una sorta di balsamo. Sul ventre e sul petto alcuni tagli disegnano una croce rovesciata. </span></h3>
<p><span id="more-928"></span></p>
<div>Delle indagini viene incaricato un commissario specializzato in omicidi rituali. Ma sulle tracce dell’assassino si mette anche un giornalista, Mauro Colesani, inviato del settimanale “Cruel”, crime magazine di grande successo diretto da uno psichiatra famoso e carismatico.­ Mauro gira su un motorino scassato, ha modi poco ortodossi, ma anche un grande talento. E un motivo speciale per scoprire la verità. Con questo libro Salvo Sottile trasforma in un thriller avvincente e imprevedibile la sua profonda conoscenza del mondo della cronaca nera, maturata in tanti anni di professione.</div>
<div>Ed è proprio una redazione giornalistica, descritta con assoluto realismo, a diventare il campo gravitazionale del male. Nessuno è al riparo dal sospetto, tutti credono di avere la verità in tasca. Qualcuno ha anche la presunzione di riconoscere il male, di poterlo sconfiggere. Ma come accade nei casi reali, non esiste mai un colpevole certo né una sola verità. Semmai ce ne sono tante, tutte valide,</div>
<div>tutte spendi bili e tutte solide agli occhi della logica. Solide fino a che non arriva una verità</div>
<div>più forte, si posa sull’ultima e fa crollare tutte le altre, come in un domino.</div>
<div></div>
<hr />
<h3><em>Cruel</em></h3>
<h5>un libro scritto da Salvo Sottile edito da <a href="http://www.librimondadori.it/" target="_blank">Mondadori</a></h5>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Cento passi ancora</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2015/2015/06/12/cento-passi-ancora/</link>
		<comments>https://www.tramefestival.it/cms/2015/2015/06/12/cento-passi-ancora/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2015 05:33:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[trame5]]></category>
		<category><![CDATA[tramefestival]]></category>

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		<description><![CDATA[Pagine di un diario scritte da chi ha vissuto direttamente questa storia, iniziata subito dopo la morte di Peppino Impastato. Il depistaggio delle indagini, la controinchiesta dei compagni, le vicende processuali, la vita di Radio Aut, la lunga notte di Felicia e la sua ostinata richiesta di giustizia. 22 anni di lotta contro la mafia e uno slogan, scritto in uno striscione portato ai funerali, che ha accompagnato, da allora ad oggi, ogni scelta dei suoi compagni: &#8221;con le idee e il coraggio di Peppino noi continuiamo&#8221;. Cento Passi ancora Peppino Impastato, i compagni, Felicia, l&#8217;inchiesta Un libro di Salvo Vitale edito da Rubbettino &#160; &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #4186bf">Pagine di un diario scritte da chi ha vissuto direttamente questa storia, iniziata subito dopo la morte di Peppino Impastato.</span></h3>
<div><span id="more-1036"></span></div>
<div></div>
<div>Il depistaggio delle indagini, la controinchiesta dei compagni, le vicende processuali, la vita di Radio Aut, la lunga notte di Felicia e la sua ostinata richiesta di giustizia. 22 anni di lotta contro la mafia e uno slogan, scritto in uno striscione portato ai funerali, che ha accompagnato, da allora ad oggi, ogni scelta dei suoi compagni: &#8221;con le idee e il coraggio di Peppino noi continuiamo&#8221;.</div>
<div></div>
<hr />
<h3>Cento Passi ancora</h3>
<h5>Peppino Impastato, i compagni, Felicia, l&#8217;inchiesta</h5>
<h5>Un libro di Salvo Vitale edito da <a href="www.rubbettinoeditore.it/" target="_blank">Rubbettino</a></h5>
<h5></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dizionario delle mafie</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2015 05:41:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Un lavoro che consente di mettere a fuoco la complessità del fenomeno criminoso». Pietro Grasso, presidente del Senato Oltre 20 anni di documentazione prodotta dalla Direzione Investigativa Antimafia, un’analisi approfondita del nuovo codice antimafia, un’indice analitico composto da 700 voci, 300.000 atti, oltre 100 grafici, 50 tabelle illustrative. Sono questi i numeri del nuovo Dizionario delle mafie. Il libro, a cui hanno collaborato oltre 70 magistrati, ricostruisce tutte le strutture, le regole di iniziazione, i rapporti tra le varie organizzazioni sovranazionali, la struttura su base regionale, provinciale, addirittura comunale. Alla fine del volume l’elenco, impressionante, di tutte le vittime della mafia. Nel libro si ripercorre inoltre il significato storico e sociale che la parola «mafia» ha assunto nel tempo sottolineando il valore conoscitivo e formativo che l’opera può avere, specialmente per le generazioni più giovani. Il volume si avvale, inoltre, di un CD costituto da oltre 3.000 pagine allegate, centinaia di grafici, tabelle, mappe inedite (rotte del narcotraffico attuali e passate), documentazione storico-processuale (Sentenze della Corte di Cassazione del maxiprocesso a Cosa nostra e del processo Spartacus) e di un gran numero di atti degli organi Istituzionali preposti al contrasto della criminalità organizzata (come ad esempio le relazioni della Commissione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #4196bf">«Un lavoro che consente di mettere a fuoco la complessità del fenomeno criminoso». Pietro Grasso, presidente del Senato Oltre 20 anni di documentazione prodotta dalla Direzione Investigativa Antimafia, un’analisi approfondita del nuovo codice antimafia, un’indice analitico composto da 700 voci, 300.000 atti, oltre 100 grafici, 50 tabelle illustrative.</span><span id="more-1057"></span></h3>
<p>Sono questi i numeri del nuovo Dizionario delle mafie. Il libro, a cui hanno collaborato oltre 70 magistrati, ricostruisce tutte le strutture, le regole di iniziazione, i rapporti tra le varie organizzazioni sovranazionali, la struttura su base regionale, provinciale, addirittura comunale. Alla fine del volume l’elenco, impressionante, di tutte le vittime della mafia. Nel libro si ripercorre inoltre il significato storico e sociale che la parola «mafia» ha assunto nel tempo sottolineando il valore conoscitivo e formativo che l’opera può avere, specialmente per le generazioni più giovani. Il volume si avvale, inoltre, di un CD costituto da oltre 3.000 pagine allegate, centinaia di grafici, tabelle, mappe inedite (rotte del narcotraffico attuali e passate), documentazione storico-processuale (Sentenze della Corte di Cassazione del maxiprocesso a Cosa nostra e del processo Spartacus) e di un gran numero di atti degli organi Istituzionali preposti al contrasto della criminalità organizzata (come ad esempio le relazioni della Commissione parlamentare antimafia su Cosa nostra, ‘ndrangheta, camorra e su Cosa nostra americana).</p>
<hr />
<h3>Dizionario delle mafie</h3>
<h5>Un libro a cura di Fabio Iadeluca edito da <a href="armandocurcioeditore.it/" target="_blank">Armando Curcio</a></h5>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Don Peppe Diana</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2015 05:42:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[libri]]></category>
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		<description><![CDATA[Don Giuseppe Diana fu ucciso il 19 marzo del 1994 nella sua chiesa a Casal di Principe. A vent’anni da quel delitto di camorra, il libro racconta, attraverso il dialogo tra don Diana e il padre Gennaro, cosa è avvenuto dopo la morte del sacerdote. Una storia tra romanzo e cronaca che descrive le tappe più significative di una vicenda che ha fortemente segnato un territorio che oggi tenta il riscatto proprio nel nome di don Diana. I capi camorra sono tutti in carcere e le nuove generazioni cercano altri punti di riferimento. La camorra e la violenza sono i protagonisti di ieri. I giovani e le associazioni che gestiscono i beni confiscati sono i protagonisti di oggi. L’eredità del passato è pesante e la crisi sociale non aiuta a scegliere nuove strade. Il rischio di tornare indietro è concreto. Un argine lo sta faticosamente costruendo un popolo nuovo. È il popolo di don Peppe, che vuole trasformare quelle che una volta erano conosciute come le terre della camorra, nelle terre di don Diana. Don Peppe Diana. Un martire in terra di camorra. Un libro scritto da Raffaele Sardo edito da Di Girolamo Editore]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #4186bf">Don Giuseppe Diana fu ucciso il 19 marzo del 1994 nella sua chiesa a Casal di Principe. A vent’anni da quel delitto di camorra, il libro racconta, attraverso il dialogo tra don Diana e il padre Gennaro, cosa è avvenuto dopo la morte del sacerdote. </span></h3>
<p><span id="more-831"></span></p>
<div>Una storia tra romanzo e cronaca che descrive le tappe più significative di una vicenda che ha fortemente segnato un territorio che oggi tenta il riscatto proprio nel nome di don Diana. I capi camorra sono tutti in carcere e le nuove generazioni cercano altri punti di riferimento. La camorra e la violenza sono i protagonisti di ieri. I giovani e le associazioni che gestiscono i beni confiscati sono i protagonisti di oggi. L’eredità del passato è pesante e la crisi</div>
<div>sociale non aiuta a scegliere nuove strade. Il rischio di tornare indietro è concreto. Un argine lo sta faticosamente costruendo un popolo nuovo. È il popolo di don Peppe, che vuole trasformare quelle che una volta erano conosciute come le terre della camorra, nelle terre di don Diana.</div>
<div></div>
<hr />
<h3><em>Don Peppe Diana.</em></h3>
<h3><em>Un martire in terra di camorra.</em></h3>
<p>Un libro scritto da Raffaele Sardo edito da Di Girolamo Editore</p>
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		<title>Io, Killer mancato</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2015 05:46:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ragazzo sta per ammazzare un uomo. È in un vicolo di Palermo e deve vendicare suo padre. Quel ragazzo poco più che adolescente ha imparato a sopravvivere nel cuore nero della Sicilia e ora è a un bivio. Io, Killer mancato è la storia di Francesco Viviano, cresciuto tra i mafiosi e diventato uno dei più importanti inviati italiani. È la storia di un ragazzo che ce l’ha fatta. Che non si arrende ai soldi facili, che non cede alla vendetta: non vuole fare come i suoi amici e diventare il braccio destro dei boss della Piana dei Colli. Cameriere, marmista, pellicciaio, muratore, commesso. Poi la svolta, fattorino e telescriventista per l’Ansa, quindi giornalista. Prima all’Ansa, poi a “la Repubblica”. È qui che Francesco Viviano tira fuori tutto quello che ha imparato tra i vicoli di Palermo, perché lui sa come muoversi e dove trovare le notizie, sa con chi deve parlare e come farlo.Attraverso il suo sguardo, il lettore rivive gli anni folli delle guerre di mafia, il maxiprocesso nell’aula bunker dell’Ucciardone, gli omicidi Falcone e Borsellino, le grandi confessioni dei pentiti, l’arresto di Brusca, la caccia al papello di Riina, le prime rivelazioni sulla trattativa tra mafia e Stato. Viviano vuole i nomi e sa da chi ottenerli. Io, Killer mancato è anche [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #4186bf">Il ragazzo sta per ammazzare un uomo. È in un vicolo di Palermo e deve vendicare suo padre. Quel ragazzo poco più che adolescente ha imparato a sopravvivere nel cuore nero della Sicilia </span><span style="color: #4186bf">e ora è a un bivio. Io, Killer mancato è la storia di Francesco Viviano, cresciuto tra i mafiosi e diventato uno dei più importanti inviati italiani.</span></h3>
<p><span id="more-813"></span></p>
<div>È la storia di un ragazzo che ce l’ha fatta. Che non si arrende ai soldi facili, che non cede alla vendetta: non vuole fare come i suoi amici e diventare il braccio destro dei boss della Piana dei Colli. Cameriere, marmista, pellicciaio, muratore, commesso. Poi la svolta, fattorino e telescriventista per l’Ansa, quindi giornalista. Prima all’Ansa, poi a “la Repubblica”. È qui che Francesco Viviano tira fuori tutto quello che ha imparato tra i vicoli di Palermo, perché lui sa come muoversi e dove trovare le notizie, sa con chi deve parlare e come farlo.Attraverso il suo sguardo, il lettore rivive gli anni folli delle guerre di mafia, il maxiprocesso nell’aula bunker dell’Ucciardone, gli omicidi Falcone e Borsellino, le grandi confessioni dei pentiti, l’arresto di Brusca, la caccia al papello di Riina, le prime rivelazioni sulla trattativa tra mafia e Stato. Viviano vuole i nomi e sa da chi ottenerli. Io, Killer mancato è anche la storia dell’amicizia con Peppe D’Avanzo, Mario Francese e Attilio Bolzoni, di chi ha fatto giornalismo cercando insieme gli scoop o strappandoseli di mano. È il ritratto della Sicilia e delle sue contraddizi</div>
<div>oni attraverso gli occhi di uno dei suoi migliori giornalisti.</div>
<div></div>
<hr />
<h3><em><strong>Io, Killer mancato. il giornalista cresciuto tra i mafiosi.</strong></em></h3>
<h5>Un libro scritto da Francesco Viviano, edito da <a href="http://www.chiarelettere.it/" target="_blank">Chiarelettere</a></h5>
<div></div>
<div></div>
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