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	<title>Trame 5 &#187; antiracket | Trame 5</title>
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	<description>Trame Festival il primo evento culturale in Italia dedicato ai libri sulle mafie</description>
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		<title>Domenico e Giampaolo. Un regalo di primavera. 21 MARZO 2016.</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Mar 2016 16:55:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Pia Tucci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[21 marzo 2016]]></category>
		<category><![CDATA[antiracket]]></category>
		<category><![CDATA[giornata dell´impegno e della memoria]]></category>
		<category><![CDATA[IC Girifalco Cortale]]></category>
		<category><![CDATA[trameascuola]]></category>

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		<description><![CDATA[É la giornata della memoria e dell´impegno. Giornata di interrogativi impegnati e di volti da tenere fissi nella memoria. &#160; Non in piazza, ma con la piazza, la giornata della memoria e dell´impegno per Maria Teresa Morano referente del Progetto #trameascuola il mio impegno contro le mafie e Armando Caputo, Presidente dell´Associazione Antiracket Lamezia é trascorsa con le classi I II e III della Scuola secondaria di Primo grado di Cortale e con la Quinta Primaria che fa capo allo stesso Istituto Comprensivo della provincia di Catanzaro. La referente per la legalità della scuola, la Professoressa Costanza Borrello porta i saluti del Dirigente Prof. Tommaso Cristofaro e invita i ragazzi a prestare attenzione alle testimonianze degli ospiti, ricorda l´importanza di fare memoria e del ruolo della scuola nella crescita civile di ognuno. In onore delle vittime e di questa giornata, il gruppo musicale della scuola intona l´Inno di Mameli. Tutti in piedi, mano al petto e fiato alla voce.  Insieme a loro, ai giovanissimi, parte la visione del film &#8220;La mafia uccide solo d´estate&#8221;. &#8220;É lo strumento per coinvolgere i ragazzi, lo riteniamo un nostro veicolo privilegiato- dice Maria Teresa- che ci aiuta nell´accompagnare i giovani in un terreno accidentato e oltremodo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>É la giornata della memoria e dell´impegno. Giornata di interrogativi impegnati e di volti da tenere fissi nella memoria.</p></blockquote>
<p><img class=" size-medium wp-image-2179 aligncenter" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2016/03/WP_20160321_09_42_17_Pro-300x169.jpg" alt="WP_20160321_09_42_17_Pro" width="300" height="169" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non in piazza, ma con la piazza, la giornata della memoria e dell´impegno per <strong>Maria Teresa Morano referente del Progetto #trameascuola il mio impegno contro le mafie e Armando Caputo, Presidente dell´Associazione Antiracket Lamezia</strong> é trascorsa <strong>con le classi I II e III della Scuola secondaria di Primo grado di Cortale e con la Quinta Primaria che fa capo allo stesso Istituto Comprensivo della provincia di Catanzaro</strong>.</p>
<p>La referente per la legalità della scuola, la <strong>Professoressa Costanza Borrello</strong> porta i saluti del <strong>Dirigente Prof. Tommaso Cristofaro</strong> e invita i ragazzi a prestare attenzione alle testimonianze degli ospiti, ricorda l´importanza di fare memoria e del ruolo della scuola nella crescita civile di ognuno.</p>
<p>In onore delle vittime e di questa giornata, il gruppo musicale della scuola intona l´Inno di Mameli. Tutti in piedi, mano al petto e fiato alla voce.  Insieme a loro, ai giovanissimi, parte la visione del film &#8220;La mafia uccide solo d´estate&#8221;. <strong><em>&#8220;É lo strumento per coinvolgere i ragazzi, lo riteniamo un nostro veicolo privilegiato- dice Maria Teresa- che ci aiuta nell´accompagnare i giovani in un terreno accidentato e oltremodo violento, ma che indaga la presa di coscienza e che lascia un messaggio fondamentale per l´educazione dei giovani&#8221;</em>.</strong></p>
<p>E funziona.</p>
<p>Poi tocca alle parole di Armando e Maria Teresa, raccontare i fatti, il tentativo subito dalle cosche di estorcere denaro alle proprie aziende e la reazione della denuncia e della costituzione delle Associazioni Antiracket.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-2177 size-medium" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2016/03/WP_20160321_11_33_43_Pro-300x169.jpg" alt="IC Girifalco Cortale 21 marzo 2016" width="300" height="169" /></p>
<p>Storia che i ragazzi devono conoscere, per capire il territorio, per avere voglia di cambiarlo.</p>
<blockquote><p>É il momento dei ragazzi, della restituzione e dell´insegnamento. Sí perché, da Cortale, un piccolo centro, in  una ancor più spopolata scuola dell´altopiano lametino, dove gli alunni sono il <em>minimo sindacale</em>, dove le pale eoliche stridono con il verde degli ulivi, siamo tornati con la felice convinzione che parlare, raccontare, coinvolgere, fare memoria e istigare all´impegno sono il motore del cambiamento delle coscienze. E ce lo hanno insegnato Domenico e Giampaolo, soprattutto, con le loro domande, con la loro lezione di attualità e di competenza sui fatti. Con la loro dialettica e la loro curiosità.</p>
<p>I piccoli &#8220;Arturo&#8221; di Cortale ci hanno fatto il più grande regalo di primavera.</p></blockquote>
<p><img class=" size-medium wp-image-2178 aligncenter" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2016/03/WP_20160321_11_36_22_Pro-300x169.jpg" alt="WP_20160321_11_36_22_Pro" width="300" height="169" /><br />
<a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2016/03/WP_20160321_11_33_43_Pro.jpg"><br />
</a> <a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2016/03/WP_20160321_11_36_22_Pro.jpg"><br />
</a></p>
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		<title>UN ANTIDOTO CONTRO LA MAFIA</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2015/2016/03/19/un-antidoto-contro-la-mafia/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Mar 2016 14:38:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Pia Tucci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[antiracket]]></category>
		<category><![CDATA[trameascuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Giorno 27 febbraio nella Scuola Secondaria di primo grado dell’IC “Borrello-Fiorentino” sono stati ospitati alcuni rappresentanti dell’Associazione antiracket di Lamezia Terme (ALA) che sono anche organizzatori o volontari di “Trame”. “Trame” è un evento culturale dedicato ai libri sulla mafia; ogni anno per cinque giorni nel mese di giugno tanti volontari organizzano eventi, dibattiti, incontri con esperti, spettacoli nelle piazze per far risvegliare le coscienze contro la mafia. In particolare, la discussione e il confronto si sviluppano a partire dai libri sul tema delle mafie, insieme alle varie testimonianze da parte di chi è spinto in prima persona dalla voglia di denunciare un fenomeno sociale terribile che si chiama mafia.  L’iniziativa di invitare i volontari è stata presa dalla prof.ssa Marinella Gambino dopo varie letture condotte in classe. Prende la parola una delle volontarie per spiegarci il concetto di mafia, come trae profitto da numerose attività illecite concedendo servizi, gestendo profitti (provenienti dal racket) e amministrando il “suo” territorio inserendosi anche nell’economia legale con metodi illegali. Mafia potrebbe essere un sindaco che concede appalti ai suoi amici, un dottore che falsifica il certificato di una malattia per far uscire qualcuno dal carcere, un avvocato che favorisce con una perizia persone [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5 style="text-align: justify">Giorno 27 febbraio nella Scuola Secondaria di primo grado dell’IC “Borrello-Fiorentino” sono stati ospitati alcuni rappresentanti dell’Associazione antiracket di Lamezia Terme (ALA) che sono anche organizzatori o volontari di “Trame”. “Trame” è un evento culturale dedicato ai libri sulla mafia; ogni anno per cinque giorni nel mese di giugno tanti volontari organizzano eventi, dibattiti, incontri con esperti, spettacoli nelle piazze per far risvegliare le coscienze contro la mafia. In particolare, la discussione e il confronto si sviluppano a partire dai libri sul tema delle mafie, insieme alle varie testimonianze da parte di chi è spinto in prima persona dalla voglia di denunciare un fenomeno sociale terribile che si chiama mafia.</h5>
<div id="attachment_2156" style="width: 310px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2016/03/IC_BORRELLO-FIORENTINO_INSIEME.png"><img class="wp-image-2156 size-medium" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2016/03/IC_BORRELLO-FIORENTINO_INSIEME-300x165.png" alt="IC_BORRELLO FIORENTINO_" width="300" height="165" /></a><p class="wp-caption-text">3° A IC BORRELLO FIORENTINO</p></div>
<p style="text-align: justify"> L’iniziativa di invitare i volontari è stata presa dalla prof.ssa Marinella Gambino dopo varie letture condotte in classe. Prende la parola una delle volontarie per spiegarci il concetto di mafia, come trae profitto da numerose attività illecite concedendo servizi, gestendo profitti (provenienti dal racket) e amministrando il “suo” territorio inserendosi anche nell’economia legale con metodi illegali. Mafia potrebbe essere un sindaco che concede appalti ai suoi amici, un dottore che falsifica il certificato di una malattia per far uscire qualcuno dal carcere, un avvocato che favorisce con una perizia persone a lui legate. Maria Teresa usa una metafora: “Se in una malattia non si riesce a sviluppare l’anticorpo, la malattia prosegue indisturbata”. Se l’omertà e il silenzio coprono la mafia, solo la denuncia e la reazione la sconfiggono. L’anticorpo è la gente che reagisce alla mafia; quando si dirà “no” alla mafia, allora essa sarà sconfitta. Si susseguono altre testimonianze tra cui quella di Veronica, da sei anni volontaria di “Trame”, figlia di un imprenditore che ha fatto arrestare chi chiedeva il pizzo. Il papà ha trovato la forza per denunciare l’accaduto anche grazie al sostegno della famiglia.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify">Un’altra storia: l’antidoto del “no” fermo ai mafiosi nel racconto di Maria Teresa di Cittanova, che ha visto il padre fare da testimone contro i mafiosi avendoli di fronte in tribunale. La famiglia di Maria Teresa è stata vittima del racket in un momento in cui in città esplodeva una faida mafiosa. Nel centro di quella città erano state uccise cinque persone nel giro di poche ore creando uno stato di terrore. Allora alcune famiglie di imprenditori hanno deciso di unirsi insieme e formare la prima associazione antiracket per dare un futuro ai propri figli e cambiare lo stile di vita della città, così il territorio ha preso coscienza della vera onestà. Non è mancato nel dibattito il ricordo dei due magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino simboli antimafia. I magistrati sapevano a cosa andavano incontro con le loro indagini toccando i cardini dell’organizzazione mafiosa e contribuendo a demolirla. Oggi a Palermo si respira la libertà anche grazie a quei due magistrati che hanno creduto nel loro lavoro compiendo il loro dovere di uomini dello Stato. La costruzione di una sana coscienza civile fa sperare nella possibilità di costruire un movimento in grado di mutare condizioni che sembrano cristallizzate. In una società onesta ciascuno deve fare semplicemente il proprio dovere senza scorciatoie, agevolazioni o interessi: questo è l’anticorpo a cui la mafia non può che arrendersi. Se questo anticorpo si spandesse, la mafia sarebbe una CACCA DI MOSCHE. Quando denunci e ti senti dire: “Chi te l’ha fatto fare?”, allora da quel momento inizia la paura, senti il distacco e la solitudine. L’anticorpo funziona se si è sostenuti da tutti.</p>
</blockquote>
<p>Alessandra Strangis &#8211; IC Borrello Fiorentino</p>
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		<title>IL CORAGGIO DI ESSERE LIBERI. Incontro con l’Associazione lametina antiracket</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Mar 2016 14:33:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Pia Tucci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[antiracket]]></category>
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		<description><![CDATA[Hanno le facce pulite e gli occhi lucidi. In qualche punto dei loro discorsi, le parole non riescono ad andare avanti senza emozione, quando rievocano i momenti più difficili della loro storia e di quella delle loro famiglie. Hanno fatto una scelta semplice e nello stesso tempo estrema: quella di dire no alla mafia. Una scelta che riguarda loro stessi, ma anche tutti noi. Sono giovani e giovanissimi dell’Associazione antiracket di Lamezia Terme. Si chiamano Maria Pia, Maria Teresa, Veronica, Antonio. Oggi portano avanti quello che è il principale impegno dell’Associazione nel territorio: “Trame” (ormai giunto alla sesta edizione), il primo festival dei libri sulle mafie. Per l’Associazione, “Trame” rappresenta l’interfaccia più importante con l’opinione pubblica, perché il suo obiettivo è trasformare la società di Lamezia Terme e innalzare il livello di anticorpi contro la violenza mafiosa. Il festival è un importante evento culturale unico in campo mondiale che richiama in città nel mese di giugno molti personaggi famosi e non: studiosi, esperti, artisti; adoperandosi per stimolare il pubblico dibattito e far conoscere fino in fondo ai cittadini la pericolosità della mafia, perché solo attraverso la conoscenza essa può essere combattuta e sconfitta. Un’altra cosa bella del Festival è anche [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Hanno le facce pulite e gli occhi lucidi. In qualche punto dei loro discorsi, le parole non riescono ad andare avanti senza emozione, quando rievocano i momenti più difficili della loro storia e di quella delle loro famiglie. Hanno fatto una scelta semplice e nello stesso tempo estrema: quella di dire no alla mafia. Una scelta che riguarda loro stessi, ma anche tutti noi. Sono giovani e giovanissimi dell’Associazione antiracket di Lamezia Terme.</p>
<div id="attachment_2155" style="width: 310px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2016/03/IC_BORRELLO-FIORENTINO_.png"><img class="wp-image-2155 size-medium" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2016/03/IC_BORRELLO-FIORENTINO_-300x127.png" alt="IC_BORRELLO FIORENTINO_" width="300" height="127" /></a><p class="wp-caption-text">#TRAMEASCUOLA_IC BORRELLO FIORENTINO</p></div>
<p style="text-align: justify">Si chiamano Maria Pia, Maria Teresa, Veronica, Antonio. Oggi portano avanti quello che è il principale impegno dell’Associazione nel territorio: “Trame” (ormai giunto alla sesta edizione), il primo festival dei libri sulle mafie. Per l’Associazione, “Trame” rappresenta l’interfaccia più importante con l’opinione pubblica, perché il suo obiettivo è trasformare la società di Lamezia Terme e innalzare il livello di anticorpi contro la violenza mafiosa. Il festival è un importante evento culturale unico in campo mondiale che richiama in città nel mese di giugno molti personaggi famosi e non: studiosi, esperti, artisti; adoperandosi per stimolare il pubblico dibattito e far conoscere fino in fondo ai cittadini la pericolosità della mafia, perché solo attraverso la conoscenza essa può essere combattuta e sconfitta. Un’altra cosa bella del Festival è anche la presenza, sempre più numerosa ogni anno, di giovani volontari impegnati nell’organizzazione degli eventi e nei vari stand librari. Oggi i giovani volontari di “Trame” sono circa un centinaio, sia di Lamezia sia di altre parti. All’edizione 2015, inoltre, sono stati coinvolti anche gli studenti delle Scuole cittadine del primo ciclo con il Progetto: “Trame a Scuola” per la realizzazione di lenzuoli che sono stati esposti sui balconi della città.</p>
<div id="attachment_2137" style="width: 310px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-2137 size-medium" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2016/03/trameascuola_IC-Borrello-Fiorentimo_Trame5-300x158.jpg" alt="#trameascuola_IC Borrello Fiorentimo_#Trame5" width="300" height="158" /><p class="wp-caption-text">#trameascuola_IC Borrello Fiorentimo_#Trame5</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">Ci confessano che il loro modello di riferimento è il “rinascimento palermitano” degli ultimi vent’anni, iniziato all’indomani della morte dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e che ha coinvolto nella stessa battaglia per riappropriarsi del proprio futuro i cittadini palermitani insieme alle istituzioni, gli imprenditori come gli studenti delle Scuole. Perché non basta mettere i mafiosi in galera (cosa che anche a Lamezia sta succedendo) ma bisogna togliere loro il controllo sul territorio e specie sulle nuove generazioni. Per quanto riguarda invece l’Associazione antiracket, ad essa aderiscono una quarantina di imprenditori lametini che hanno deciso di dire “no” al pizzo. Alcuni sono entrati in ALA quando hanno denunciato i mafiosi che li taglieggiavano, mentre altri non hanno aspettato di subire l’estorsione per entrare a far parte dell’Associazione, ma si sono mossi prima, pensando che prima o poi sarebbe potuto accadere anche a loro come era toccato ad altri; allora sarebbe stato meglio essere preparati, perché la mafia ha paura di quelli che non la temono. Sull’argomento racket, le testimonianze diventano momenti di vita vissuta, di sofferenza e di coraggio. Esperienze vissute da chi, all’epoca appena adolescente, faceva perfino fatica a comprenderle, mentre all’improvviso scopriva che non gli era più possibile uscire di casa tranquillamente, oppure veniva a conoscenza del dramma che stava vivendo il proprio padre. E’ Veronica a raccontare fra le lacrime quel momento, quando suo padre le ha raccontato ciò che aveva appena fatto: denunciare chi voleva togliergli la dignità e la libertà. Veronica racconta fra le lacrime che l’unica cosa che lei ha saputo fare in quel momento è stata buttargli le braccia al collo. Un gesto per dirgli che era dalla sua parte, che era d’accordo con lui. Un altro momento toccante viene dalla confessione di Maria Teresa. Alla domanda se c’è stato un momento in cui ha avuto paura, ha risposto: “Una volta, a vedere mio padre che testimoniava apertamente durante il processo. La seconda, quando uno dei miei migliori amici mi ha detto:- Chi te l’ha fatto fare?&#8230; Lì mi sono sentita sola”.</p>
<p>Per concludere, Veronica risponde a un’ultima domanda su come si potrebbe sconfiggere la mafia. Risposta: “La mafia verrebbe sconfitta se ognuno di noi facesse semplicemente il proprio dovere”. Una società onesta dipende da ognuno di noi.</p>
<p>3° A IC BORRELLO FIORENTINO</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>#Trameascuola2015</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Solidarietà al Presidente Arturo Bova e al Procuratore Gratteri</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2016 16:24:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Pia Tucci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[antiracket]]></category>
		<category><![CDATA[associazione antiracket lamezia terme]]></category>
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		<description><![CDATA[Lamezia Terme, 17.01.2016 Esprimiamo solidarietà e la esprimiamo condivisa: le Associazioni Antiracket calabresi e la Fondazione Trame Festival al Presidente della Commissione antindrangheta del consiglio regionale della Calabria Arturo Bova, a cui è stato rivolto l’ennesimo vile segnale intimidatorio, e al Procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri per la forma subdola di minaccia subita dal figlio. Episodi che segnano ancora una volta pagine di decadenza e contro i quali rimaniamo convinti che una nuova cultura sociale, lontana dai compromessi, possa segnare il cambiamento del nostro territorio. Ognuno per la propria parte ma uniti nella lotta alle mafie possiamo garantire un futuro diverso alla nostra Calabria. Confidiamo nell’impegno della Magistratura e delle Forze dell’ordine, ma anche nella tenacia delle persone oneste e nel loro impegno politico e civile.  Antiracket Calabria  Fondazione Trame Festival &#160; &#160; &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Lamezia Terme, 17.01.2016</em></p>
<blockquote><p>Esprimiamo solidarietà e la esprimiamo condivisa: le Associazioni Antiracket calabresi e la Fondazione Trame Festival al Presidente della Commissione antindrangheta del consiglio regionale della Calabria Arturo Bova, a cui è stato rivolto l’ennesimo vile segnale intimidatorio, e al Procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri per la forma subdola di minaccia subita dal figlio.</p>
<p>Episodi che segnano ancora una volta pagine di decadenza e contro i quali rimaniamo convinti che una nuova cultura sociale, lontana dai compromessi, possa segnare il cambiamento del nostro territorio. Ognuno per la propria parte ma uniti nella lotta alle mafie possiamo garantire un futuro diverso alla nostra Calabria.</p>
<p>Confidiamo nell’impegno della Magistratura e delle Forze dell’ordine, ma anche nella tenacia delle persone oneste e nel loro impegno politico e civile.</p></blockquote>
<p style="text-align: right"> <em>Antiracket Calabria  </em><em>Fondazione Trame Festival</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Premio Ambrosoli 2015 a Gaetano Saffioti. “Esempi invisibili” di integrità, responsabilità e professionalità</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2015/2015/11/23/premio-ambrosoli-2015-esempi-invisibili-di-integrita-responsabilita-e-professionalita/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2015 10:31:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Pia Tucci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[TrameOFF]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi 23 novembre 2015 a Milano,  Piccolo Teatro &#8211; Sala Grassi, Via Rovello 2, dalle ore 18.30 alle 21.00 avrà luogo la cerimonia di consegna dei riconoscimenti del Premio Giorgio Ambrosoli, giunto quest’anno alla quarta edizione. Il Premio Giorgio Ambrosoli assegna riconoscimenti al valore degli “esempi invisibili”, persone che si siano contraddistinte per la difesa dello stato di diritto &#8211; in particolare della Pubblica Amministrazione e delle imprese &#8211; tramite la pratica dell&#8217;integrità, della responsabilità e della professionalità, pur in condizioni avverse a causa di &#8220;contesti ambientali&#8221;, o di improprie pressioni contro la legalità nel contesto in cui hanno operato. La Giuria ha assegnato il Premio Giorgio Ambrosoli a Renata Fonte, assessore alla cultura e alla pubblica istruzione del Comune di Nardò protagonista della tutela del Parco Naturale di Porto Selvaggio in Salento, a Gaetano Saffioti, imprenditore calabrese e testimone chiave di giustizia nelle inchieste contro la &#8216;ndrangheta, e a Sandro Donati, allenatore di atletica leggera e figura di riferimento nella lotta internazionale al doping. Il Premio, promosso da Transparency International Italia e dalla famiglia Ambrosoli, è sostenuto da Confcommercio – Imprese per l’Italia, si svolge sotto l&#8217;Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il Patrocinio del Comune di Milano e della Camera di Commercio di Milano, l&#8217;adesione di Fondazione Rete Imprese Italia e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify">Oggi 23 novembre 2015 a <strong>Milano</strong>,  Piccolo Teatro &#8211; Sala Grassi, Via Rovello 2, dalle ore 18.30 alle 21.00 avrà luogo la cerimonia di consegna dei riconoscimenti del <strong>Premio Giorgio Ambrosoli</strong>, giunto quest’anno alla quarta edizione.<br />
Il Premio Giorgio Ambrosoli assegna riconoscimenti al valore degli “esempi invisibili”, <strong>persone che si siano contraddistinte per la difesa dello stato di diritto</strong> &#8211; in particolare della Pubblica Amministrazione e delle imprese &#8211; <strong>tramite la pratica dell&#8217;integrità, della responsabilità e della professionalità, pur in condizioni avverse a causa di &#8220;contesti ambientali&#8221;</strong>, <strong>o di improprie pressioni contro la legalità nel contesto in cui hanno operato.</strong></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify">La Giuria ha assegnato il Premio Giorgio Ambrosoli a Renata Fonte, assessore alla cultura e alla pubblica istruzione del Comune di Nardò protagonista della tutela del Parco Naturale di Porto Selvaggio in Salento, a <strong>Gaetano Saffioti, imprenditore calabrese e testimone chiave di giustizia nelle inchieste contro la &#8216;ndrangheta</strong>, e a Sandro Donati, allenatore di atletica leggera e figura di riferimento nella lotta internazionale al doping.</p>
<p style="text-align: justify">Il Premio, promosso da <strong>Transparency International Italia e dalla famiglia Ambrosoli, è </strong><strong>sostenuto da Confcommercio – Imprese per l’Italia, </strong>si svolge sotto<strong> l&#8217;Alto Patronato del </strong><strong>Presidente della Repubblica, </strong>con il<strong> Patrocinio del Comune di Milano e della Camera di </strong><strong>Commercio di Milano, </strong>l&#8217;adesione di<strong> Fondazione Rete Imprese Italia e del Piccolo Teatro di </strong><strong>Milano e d’Europa.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Alla cerimonia interverranno <strong>Annalori Ambrosoli,</strong> Presidente di Premio Giorgio Ambrosoli, <strong>Virginio Carnevali</strong>, Presidente Transparency Italia, <strong>Anna Lapini</strong>, componente di giunta incaricata per legalità e sicurezza Confcommercio-Imprese per l&#8217;Italia.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #3366ff"><em>La diretta streaming sarà visibile su <a title="www.premiogiorgioambrosoli.it" href="http://www.premiogiorgioambrosoli.it/" target="_blank">www.premiogiorgioambrosoli.it</a></em></span><br />
Per ulteriori info sul premio <a href="http://www.confcommercio.it/-/quarta-edizione-per-il-premio-giorgio-ambrosoli" target="_blank">Confcommercio Imprese per l&#8217;Italia</a></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1861" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/11/AMBROSOLI_2015_2_BIDDAU-200x300.jpg" alt="AMBROSOLI_2015_2_BIDDAU" width="200" height="300" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>TrameOff fa il pieno nella sala Fermi del Pisa Book Festival e conferma l´appuntamento per il 2016</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2015/2015/11/09/trameoff-fa-il-pieno-nella-sala-fermi-e-conferma-lappuntamento-per-il-2016/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2015 17:50:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Pia Tucci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[antiracket]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
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		<category><![CDATA[Trame Off]]></category>
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		<description><![CDATA[Pisa Book festival 13 é l´occasione per consolidare i rapporti tra il  festival italiano dell’editoria indipendente e Trame, l´unico festival della letteratura sulle mafie. Allo stesso tavolo Lucia della Porta direttrice del Pisa Book Festival, Armando Caputo presidente della Fondazione Trame, l´Assessore alla legalitá del Comune di Pisa Maria Luisa Chiofalo, Anna Maria Lapini componente di giunta Confcommercio Imprese per l’Italia incaricata per la legalità e la sicurezza, la giornalista Candida Virgone aprono la sessione domenicale del tredicesimo Pisa Book Festival. “Una sinergia immediata &#8211; dice Lucia della Porta- quella che ha portato Trame a Pisa e il Pisa Book a Lamezia Terme, uno approccio sociale e culturale alla lettura e alla letteratura e all´attualitá. Un incontro -continua- che conferma e rilancia: la sessione della domenica mattina del Pisa book ogni anno sarà dedicato a Trame Festival” Lo conferma l´Assessore Chiofalo, che nel suo intervento di saluto parla di: “Trasparenza, efficenza, equità come condizioni ineludibili della buona amministrazione. Ed é da amministratori responsabili che bisogna creare le condizioni di partecipazione consapevole dei cittadini e dei giovani. Il Festival dei libri sulle mafie di Lamezia Terme, rappresenta uno spaccato sociale interessante e che trova nella nostra realtà uno spazio di azione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Pisa Book festival 13 é l´occasione per consolidare i rapporti tra il  festival italiano dell’editoria indipendente e Trame, l´unico festival della letteratura sulle mafie.</h2>
<p>Allo stesso tavolo <strong>Lucia della Porta</strong> direttrice del Pisa Book Festival, <strong>Armando Caputo</strong> presidente della Fondazione Trame, l´Assessore alla legalitá del Comune di Pisa <strong>Maria Luisa Chiofalo</strong>, <strong>Anna Maria Lapini</strong> componente di giunta Confcommercio Imprese per l’Italia incaricata per la legalità e la sicurezza, la giornalista <strong>Candida Virgone</strong> aprono la sessione domenicale del tredicesimo Pisa Book Festival.</p>
<p>“Una sinergia immediata &#8211; dice Lucia della Porta- quella che ha portato Trame a Pisa e il Pisa Book a Lamezia Terme, uno approccio sociale e culturale alla lettura e alla letteratura e all´attualitá. Un incontro -continua- che conferma e rilancia: l<strong>a sessione della domenica mattina del Pisa book ogni anno sarà dedicato a Trame Festival</strong>”</p>
<p>Lo conferma l´Assessore Chiofalo, che nel suo intervento di saluto parla di: “Trasparenza, efficenza, equità come condizioni ineludibili della buona amministrazione. Ed é da amministratori responsabili che bisogna creare le condizioni di partecipazione consapevole dei cittadini e dei giovani. Il Festival dei libri sulle mafie di Lamezia Terme, rappresenta uno spaccato sociale interessante e che trova nella nostra realtà uno spazio di azione privilegiato. ”</p>
<p><b><i>“</i></b>Con la consapevolezza oltre che con l’esempio, che si combattono fenomeni come la mafie”. Sono le parole di Anna Lapini <i>componente di giunta Confcommercio Imprese per l’Italia incaricata per la legalità e la sicurezza</i> “La Fondazione Trame mi hanno fatto scoprire una meravigliosa realtà, quella che ho vissuto questa estate a Lamezia Terme, partecipando ad un festival al quale Confcommercio nazionale,  ha deciso di dare il suo sostegno, è stato apprezzato l’entusiasmo, la passione e l’impegno degli uomini e delle donne che lavorano al Festival e lo hanno fatto crescere negli anni”</p>
<p>“Trame Festival é un modello consolidato &#8211; conferma Armando Caputo, Presidente della Fondazione Trame- che sta dettando una linea di coinvolgimento socio-culturale anche in altri contesti, fuori dalla Calabria. Trame OFF ci sta offrendo la possibilità di confronto e crescita. La sinergia creatasi con il Pisa Book festival  grazie anche all´attenzione della sua Direttrice Lucia della Porta é un segnale che ci da chiara la sensazione del fare bene. Le tappe Pisane che da quest´anno sono una realtà consolidata ci danno uno strumento in più per lavorare  meglio e già in pieno fermento per Trame.6”</p>
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		<title>ripercorrendo la strada fatta fin qui // vincitori contest fotografico 10 anni ALA</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jun 2015 17:46:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[ALA]]></category>
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		<category><![CDATA[associazione antiracket lamezia terme]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
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		<description><![CDATA[Un contest fotografico ha ripercorso i dieci anni dell’antiracket lametina il 18 aprile scorso. Il concorso che ha portato i fotografi tra i luoghi simbolo della città, accompagnati dai referenti dell’Associazione  Antiracket Lamezia Onlus. Ecco le tre foto più significative, selezionate dal fotografo ufficiale di Trame Festival  Mario Spada e le motivazioni che lo hanno portato alla scelta. Giuseppe Torcasio (primo classificato) &#160; Nella composizione fotografica: l&#8217;autore ha preso una decisione importante e coerente in tutte le foto presentando un dittico. Oltre a essere un documento, le due immagini dialogano sempre tracciando una linea più profonda, empatica, coi fatti che la stessa foto rappresenta.  Erika Godino (secondo classificato) Ricordo le scarpette rosse di una fiaba di Hans Christian Andersen, qui abbandonate in una vasca da bagno, decontestualizzate. Una fiaba terribile quella di Andersen: chi ha lasciato le scarpe rosse l&#8217;ha fatto come a volersi togliere di dosso una maledizione.  Il luogo dove sono state lasciate ci suggerisce una metafora, una vasca da bagno, un luogo dove il corpo si pulisce, si lava, come se volesse rinforzare il desiderio di liberarsi da qualcosa che fa male.  Alessandro Gabriele (terzo classificato) La foto di Gabriele l’ ho scelta perchè ci fa entrare in un luogo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>Un contest fotografico ha ripercorso i dieci anni dell’antiracket lametina il <strong>18 aprile scorso. </strong>Il concorso che ha portato i fotografi tra i luoghi simbolo della città, accompagnati dai referenti dell’Associazione  Antiracket Lamezia Onlus.</h3>
<p><span id="more-1436"></span></p>
<p>Ecco le tre foto più significative, selezionate dal fotografo ufficiale di Trame Festival  Mario Spada e le motivazioni che lo hanno portato alla scelta.</p>
<h4><strong>Giuseppe Torcasio (primo classificato)</strong></h4>
<p><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/foto-1.png"><img class="alignnone size-full wp-image-1444" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/foto-1.png" alt="foto 1" width="854" height="564" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #4186bf">Nella composizione fotografica: l&#8217;autore ha preso una decisione importante e coerente in tutte le foto presentando un dittico. Oltre a essere un documento, le due immagini dialogano sempre tracciando una linea più profonda, empatica, coi fatti che la stessa foto rappresenta.</span></p>
<h4><strong> Erika Godino (secondo classificato)</strong></h4>
<p><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/erika-godino.png"><img class="alignnone size-large wp-image-1445" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/erika-godino-1024x623.png" alt="erika godino" width="610" height="371" /></a></p>
<p><span style="color: #4186bf">Ricordo le scarpette rosse di una fiaba di Hans Christian Andersen, qui abbandonate in una vasca da bagno, decontestualizzate. Una fiaba terribile quella di Andersen: chi ha lasciato le scarpe rosse l&#8217;ha fatto come a volersi togliere di dosso una maledizione.  Il luogo dove sono state lasciate ci suggerisce una metafora, una vasca da bagno, un luogo dove il corpo si pulisce, si lava, come se volesse rinforzare il desiderio di liberarsi da qualcosa che fa male.</span></p>
<h4><strong> Alessandro Gabriele (terzo classificato)</strong></h4>
<p><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/alessandro-gabriele.png"><img class="alignnone size-full wp-image-1446" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/alessandro-gabriele.png" alt="alessandro gabriele" width="996" height="662" /></a></p>
<p><span style="color: #4186bf">La foto di Gabriele l’ ho scelta perchè ci fa entrare in un luogo buio, dove l&#8217;equilibrio è fortemente precario, destabilizzato (la foto è tutta inclinata a destra) però sullo sfondo ci fa intravedere una luce, un bagliore, una speranza.</span></p>
<hr />
<p>Si ringrazia per la partecipazione: sezione aurea (Lamezia Terme), circolo fotografico (Lamezia Terme), instagramer (Lamezia Terme), l’impronta (Cosenza), ladri di luce (Cosenza), cromatica (Catanzaro), il consigliere nazionale FIAF (federazione italiana associazioni fotografiche) Attilio Lauria .</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quali turisti e autoctoni? La forza è il noi collettivo</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2015 21:27:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[antimafia]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Questo è il primo libro che, chi voglia avvicinarsi al tema &#8216;ndrangheta, deve leggere: fornisce in modo snello tutta una serie di verità rispetto al fenomeno&#8221;. Così esordisce Claudio Cordova, giornalista de Il Dispaccio riferendosi al libro di Francesco Forgione, deputato e presidente della Commissione parlamentare antimafia, La &#8216;ndrangheta spiegata ai turisti. Un titolo accattivante, ironicamente amaro, che origina da un mafia-tour: &#8220;qualche mese fa un grande tour operator americano, per organizzare visite a Palermo, aveva scelto come guida il figlio di Provenzano. A un figlio non si può chiedere di rinnegare il padre in quanto padre, ma in quanto boss&#8221; spiega l&#8217;autore del libello edito da Di Girolamo, sulla scia di La mafia spiegata ai turisti. Un dialogo immaginario tra lo scrittore e un generico turista, che si conclude con un invito: Buon viaggio in una terra bellissima&#8230; Ad intervenire nel dibattito anche Mario Spagnuolo, procuratore di Vibo Valentia: &#8220;Iniziamo a ragionare con la testa di chi viene qui e si proietta in questa realtà, che vede estranea fino ad un certo punto, ma soprattutto a comunicare loro che la mafia non è un problema calabrese, ma sta diventando mondiale. L&#8217;operazione di contrasto al crimine organizzato simbolicamente si fa [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #4186bf"><em>&#8220;Questo è il primo libro che, chi voglia avvicinarsi al tema &#8216;ndrangheta, deve leggere: fornisce in modo snello tutta una serie di verità rispetto al fenomeno&#8221;.</em> Così esordisce Claudio Cordova, giornalista de Il Dispaccio riferendosi al libro di Francesco Forgione, deputato e presidente della Commissione parlamentare antimafia, <em>La &#8216;ndrangheta spiegata ai turisti</em>. </span></h3>
<p><span id="more-1398"></span></p>
<p>Un titolo accattivante, ironicamente amaro, che origina da un mafia-tour: &#8220;qualche mese fa un grande tour operator americano, per organizzare visite a Palermo, aveva scelto come guida il figlio di Provenzano. A un figlio non si può chiedere di rinnegare il padre in quanto padre, ma in quanto boss&#8221; spiega l&#8217;autore del libello edito da Di Girolamo, sulla scia di <em>La mafia</em> <em>spiegata</em> <em>ai turisti. </em>Un dialogo immaginario tra lo scrittore e un generico turista, che si conclude con un invito: <em>Buon viaggio in una terra bellissima&#8230; </em></p>
<p>Ad intervenire nel dibattito anche Mario Spagnuolo, procuratore di Vibo Valentia: <em>&#8220;Iniziamo a ragionare con la testa di chi viene qui e si proietta in questa realtà, che vede estranea fino ad un certo punto, ma soprattutto a comunicare loro che la mafia non è un problema calabrese, ma sta diventando mondiale. L&#8217;operazione di contrasto al crimine organizzato simbolicamente si fa anche ad Oslo e Madrid. Vi stiamo rendendo complici di un problema che è anche nostro e la globalizzazione di questi problemi è qualcosa su cui dobbiamo ragionare&#8221;</em>. Forgione esorta a una buona informazione, ad un giornalismo che non subisca il fascino della propaganda, ma che sperimenti il &#8220;gusto dell&#8217;analisi&#8221;, perché &#8220;la forza della &#8216;ndrangheta è non farsi rappresentare&#8221; e nostro è il compito di svelarla.</p>
<p>Di fronte alla dizione usata da Cordova di &#8220;massondrangheta&#8221;, l&#8217;autore restituisce carica semantica alla definizione di &#8216;ndrangheta: <em>&#8220;una organizzazione criminale dinamica che ha avuto bisogno di creare una nuova situazione politica, che ha saputo costruire una duplicità istituzionale&#8221;.</em> Il procuratore, lavorando sulle dichiarazioni di fallimenti, spiega al pubblico di aver scoperto una lunghissima serie di società create apposta per generare buchi fiscali, facendo restare in stallo i debiti demaniali, anche col consenso di Equitalia. Allude in punta di piedi anche al problema dei migranti, oggetto d&#8217;indagini ancora in corso, senza risparmiarsi la denuncia di aporie: &#8220;non è più sufficiente l&#8217;intercettazione. Non siamo ancora in grado di rispondere al salto qualitativo della &#8216;ndrangheta. Occorre un focus sul problema e una cultura dell&#8217;investigazione che si sta formando, ma che non è ancora sufficiente&#8221;. Forgione, lapidariamente, attiva le coscienze: &#8220;Intellettuali non pervenuti. Dov&#8217;è il dibattito sul Mezziogiorno? L&#8217;università, la politica, il giornalismo non se ne occupano.</p>
<p>C&#8217;è un problema della società civile&#8221;. Ci interroga tutti: perché a Gioia Tauro in campagna elettorale nessuno ha pronunciato la parola &#8220;mafia&#8221;, ancora tabuizzata? La politica e la magistratura assicurano autonomia e indipendenza? E noi cittadini cosa siamo disposti a fare? Ad un anno dalle parole di papa Francesco in terra di &#8216;ndrangheta ancora adorazione del male e disprezzo del bene comune. Spagnuolo lamenta la decadenza delle elite in senso gramsciano, ma forse le crisi possono rivelarsi punti di svolta: <em>&#8220;Progressi sono stati fatti nella repressione, nel ruolo della stampa e dell&#8217;informazione. La &#8216;ndrangheta non vive più nel cono d&#8217;ombra, ma c&#8217;è anche bisogno di una cultura critica. Se questa viene meno la lotta è solo repressione e azione penale. La società è fatta da un noi collettivo e non da tanti io individuali&#8221;</em>.</p>
<p>Il veleno che si fa farmaco, dalla fine un nuovo inizio.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Trame a scuola&#8221; varca la soglia dell&#8217;Istituto per minori S. Paternostro di Catanzaro</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2015/2015/05/17/trame-a-scuola-varca-la-soglia-dellistituto-per-minori-s-paternostro-di-catanzaro/</link>
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		<pubDate>Sun, 17 May 2015 07:49:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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		<category><![CDATA[Silvio Paternostro]]></category>
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		<description><![CDATA[È grazie alla collaborazione con l’Istituto Penale per Minori Silvio Paternostro di Catanzaro ed al suo Direttore dott. Francesco Pellegrino, l’Istituto Comprensivo Antonio Vivaldi di Catanzaro Lido e  il Centro Territoriale Permanente che ha sede nella stessa scuola, che TRAME.Festival è entrato nei laboratori per la rieducazione ed il reinserimento dei minori che ad oggi si trovano nella casa circondariale maschile di Catanzaro. Agli incontri, mediati grazie alla preziosa collaborazione dello staff di educatori che abitualmente seguono i minori e al Prof Emilio Sereno, da sempre vicino a Trame Festival, hanno partecipato Maria Teresa Morano e Armando Caputo. “Da un iniziale clima di chiusura, da parte dei ragazzi, passando per una fase di ascolto reciproco, si è arrivati a costruire un dialogo e a raggiungere degli obiettivi che saranno visibili, con degli elaborati, durante il festival di quest’anno” , ha dichiarato il presidente della Fondazione TRAME Armando Caputo. Una mostra fotografica, che sarà visitabile nei giorni del Festival, realizzata dai ragazzi grazie alla  tutor Chiara Strangis, docente di fotografia accompagnata dalla stesura di alcuni slogan che saranno stampati sulle magliette che i volontari indosseranno per  tutta la durata di TRAME.5 Festival nelle date dal 17 al 21 giugno prossimi sono il doppio prodotto del progetto svolto grazie alla collaborazione e alla sensibilità di più agenzie educative [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4>È grazie alla collaborazione con l’Istituto Penale per Minori Silvio Paternostro di Catanzaro ed al suo Direttore dott. Francesco Pellegrino, l’Istituto Comprensivo Antonio Vivaldi di Catanzaro Lido e  il Centro Territoriale Permanente che ha sede nella stessa scuola, che <strong><span style="color: #ff6600">TRAME.Festival</span></strong> è entrato nei laboratori per la rieducazione ed il reinserimento dei minori che ad oggi si trovano nella casa circondariale maschile di Catanzaro.</h4>
<p><span id="more-301"></span></p>
<p>Agli incontri, mediati grazie alla preziosa collaborazione dello staff di educatori che abitualmente seguono i minori e al Prof Emilio Sereno, da sempre vicino a Trame Festival, hanno partecipato <strong>Maria Teresa Morano </strong>e<strong> Armando Caputo.</strong></p>
<p>“Da un iniziale clima di chiusura, da parte dei ragazzi, passando per una fase di ascolto reciproco, si è arrivati a costruire un dialogo e a raggiungere degli obiettivi che saranno visibili, con degli elaborati, durante il festival di quest’anno” , ha dichiarato il presidente della Fondazione TRAME Armando Caputo.</p>
<p>Una mostra fotografica, che sarà visitabile nei giorni del Festival, realizzata dai ragazzi grazie alla  tutor Chiara Strangis, docente di fotografia accompagnata dalla stesura di alcuni slogan che saranno stampati sulle magliette che i volontari indosseranno per  tutta la durata di TRAME.5 Festival nelle date dal 17 al 21 giugno prossimi sono il doppio prodotto del progetto svolto grazie alla collaborazione e alla sensibilità di più agenzie educative che hanno saputo far rete con il Festival dei libri sulle mafie di Lamezia.</p>
<p>“Quanto realizzato all’interno dell’Istituto Penitenziario per Minori di Catanzaro ha dimostrato la voglia di partecipazione di una realtà che, seppur difficile, ha accettato di mettersi in gioco. Le foto delle mani dei ragazzi al lavoro, questo il soggetto della mostra di fotografia, nell’atto di scrivere o disegnare, che coniugano il simbolo di TRAME alla sostanza delle cose fatte, sono una nuova e visibile tappa che il percorso di <strong>TRAME a scuola </strong>sta maturando” così conclude, Maria Teresa Morano.</p>
<p><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/05/DSC_0633.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-302" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/05/DSC_0633-1024x683.jpg" alt="DSC_0633" width="610" height="407" /></a></p>
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		<title>Presentato a Reggio Calabria &#8220;tra convenienza e sottomissione &#8211; estorsioni in Calabria&#8221; di Enzo Ciconte</title>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2015 13:44:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[C’è un posto in Calabria, precisamente a Reggio Calabria, che si chiama “A” Accademia Gourmet, è un luogo di gusto ed ha una terrazza che si affaccia sul “chilometro più bello d’Italia” a gestirlo è Filippo Cogliandro, chef prestigioso e coraggioso. La sua attività precedente si trovava a Motta San Giovanni, ed è lì che gli è stato detto “Se hai pagato qualcuno per la tua tranquillità sappi che da ora in poi dovrai pagare noi”. La sua storia apre il volume “Tra convenienza e sottomissione” di Enzo Ciconte, edito da Rubbettino per la collana Arcipelago della Federazione Antiracket Italiana, presentato nel suo ristorante il 12 maggio 2015, alla presenza di numerosi ospiti. Un incontro moderato dal direttore de “Il Dispaccio” Claudio Cordova e che ha visto gli interventi di Stefania Ziglio referente dell’Osservatorio sulla ‘ndrangheta, del presidente dell’Associazione Antiracket di Lamezia, Armando Caputo, del Presidente della FAI Giuseppe Scandurra e del suo presidente onorario, Tano Grasso e del Procuratore di Reggio Calabria Cafiero De Raho che, con il Prof. Enzo Ciconte, autore del libro, hanno contribuito al racconto di un viaggio tutto calabrese tra testimonianze e atti giudiziari, che hanno segnato la svolta sociale con la denuncia, ma che seppur [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4>C’è un posto in Calabria, precisamente a Reggio Calabria, che si chiama “A” Accademia Gourmet, è un luogo di gusto ed ha una terrazza che si affaccia sul “chilometro più bello d’Italia” a gestirlo è Filippo Cogliandro, chef prestigioso e coraggioso. La sua attività precedente si trovava a Motta San Giovanni, ed è lì che gli è stato detto “Se hai pagato qualcuno per la tua tranquillità sappi che da ora in poi dovrai pagare noi”.</h4>
<p><span id="more-295"></span></p>
<p>La sua storia apre il volume “Tra convenienza e sottomissione” di Enzo Ciconte, edito da Rubbettino per la collana Arcipelago della Federazione Antiracket Italiana, presentato nel suo ristorante il 12 maggio 2015, alla presenza di numerosi ospiti. Un incontro moderato dal direttore de “Il Dispaccio” Claudio Cordova e che ha visto gli interventi di Stefania Ziglio referente dell’Osservatorio sulla ‘ndrangheta, del presidente dell’<strong><span style="color: #ff6600">Associazione Antiracket di Lamezia</span></strong>, Armando Caputo, del Presidente della FAI Giuseppe Scandurra e del suo presidente onorario, Tano Grasso e del Procuratore di Reggio Calabria Cafiero De Raho che, con il Prof. Enzo Ciconte, autore del libro, hanno contribuito al racconto di un <em>viaggio</em> tutto calabrese tra testimonianze e atti giudiziari, che hanno segnato la svolta sociale con la denuncia, ma che seppur non risolve la problematica del racket, ha aperto una faglia nell’apparato ‘ndranghetista.</p>
<p>Una comprovata veste transnazionale della ‘ndrangheta che vuole ancora dimostrare di avere il controllo sul territorio imponendo una “<em>convenienza</em> che diventa sottomissione”, che è <em>scuola</em> per i nuovi “scagnozzi” che devono dare prova di avere i requisiti per far parte della famiglia ‘ndranghetista, sono le motivazioni ataviche di una usanza che impedisce lo sviluppo libero del territorio Calabrese. Questo un passaggio del prof Ciconte, che pone l’accento dello studioso sulle questioni prettamente sociali di un fenomeno che ha segnato e che segna il mancato sviluppo socio-culturale della Calabria.</p>
<p>Tra le molte riflessioni, che hanno lasciato traccia in un pomeriggio di testimonianza, c’è la convinzione che la solidarietà che segue la denuncia, che non deve mai venire meno in un percorso coraggioso. Colpisce l’affermazione del procuratore De Raho, autore della prefazione del volume, che conclude senza lasciare spazio all’ indecisione, quando parla di una bellezza che non si somma alla libertà. “Reggio è bella, ma viverci è difficile. Due anni qui mi hanno conferito l&#8217;autorità di dover dire che alla bellezza di una posizione geografica si contrappone la debolezza sociale, l’unica forza possibile viene dalla denuncia”.</p>
<p>E da un luogo di bellezza e di forza come è la realtà imprenditoriale di Filippo Cogliandro parte, ancora una volta, un messaggio importante di libertà. La “A” di Azione necessaria, non solo di Accademia, sarà a “garantire un futuro di dignità ai nostri figli”.</p>
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