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	<title>Trame 5 &#187; camorra | Trame 5</title>
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	<description>Trame Festival il primo evento culturale in Italia dedicato ai libri sulle mafie</description>
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		<title>&#8220;RACCONTARE LA MAFIA IN UN LIBRO&#8221;. ANZI IN TRE.</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2015 11:12:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Pia Tucci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Raccontare la mafia in un libro”. Anzi in tre. Gaetano Savatteri, Roberto Paolo, Sebastiano Ardita, La camorra che uccise Giancarlo Siani e l´indagine ancora aperta,  scritta nell&#8217;inchiesta de “Il caso non è chiuso”, la “Mafia Capitale” di Carminati e lo scandalo degli affiliati senza la coppola che fanno affari con la politica e gli imprenditori della Capitale e non solo,  la Catania dei salotti e degli intrecci mafia-politica passando per i corridoi dei salotti buoni della Milano del Sud nei tre incontri che hanno animato la sessione mattutina del Pisa book festival e destato interesse e partecipazione, nella sala Fermi del Palazzo dei congressi di Pisa offrendo nuovi spunti di conversazione sull&#8217;affannoso e attuale tema delle mafie. La Giornalista Candida Virgone ha condotto il matinée letterario di Trame Off, in una disamina puntuale su Mafia Capitale con Gaetano Savatteri che svela i punti di convergenza dell’invisibile organizzazione criminale romana con Cosa Nostra, ‘ndrangheta e camorra con Mafia Capitale. L’atto d’accusa della Procura di Roma (Melampo) a pochi giorni dall´avvio del processo capitolino. L´omicidio Siani e i retroscena della controinchiesta di Roberto Paolo, autore de “Il caso non è chiuso. La verità sull’omicidio Siani (Castelvecchi)” è stata l´occasione per porre l´accento su un modo di condurre il mestiere [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><strong>“Raccontare la mafia in un libro</strong>”. Anzi in tre. <strong>Gaetano Savatteri, Roberto Paolo, Sebastiano Ardita,</strong> La camorra che uccise Giancarlo Siani e l´indagine ancora aperta,  scritta nell&#8217;inchiesta de “Il caso non è chiuso”, la “Mafia Capitale” di Carminati e lo scandalo degli affiliati senza la coppola che fanno affari con la politica e gli imprenditori della Capitale e non solo,  la Catania dei salotti e degli intrecci mafia-politica passando per i corridoi dei salotti buoni della Milano del Sud nei tre incontri che hanno animato la sessione mattutina del Pisa book festival e destato interesse e partecipazione, nella <strong>sala Fermi del Palazzo dei congressi di Pisa</strong> offrendo nuovi spunti di conversazione sull&#8217;affannoso e attuale tema delle mafie.</p>
<p style="text-align: justify">La Giornalista <strong>Candida Virgone</strong> ha condotto il matinée letterario di Trame Off, in una disamina puntuale su Mafia Capitale con <b>Gaetano Savatteri</b> che svela i punti di convergenza dell’invisibile organizzazione criminale romana con Cosa Nostra, ‘ndrangheta e camorra con <b>Mafia Capitale. L’atto d’accusa della Procura di Roma (Melampo)</b> a pochi giorni dall´avvio del processo capitolino.</p>
<p style="text-align: justify">L´omicidio Siani e i retroscena della controinchiesta di <b>Roberto Paolo</b>, autore de <b>“Il caso non è chiuso. La verità sull’omicidio Siani (Castelvecchi)”</b> è stata l´occasione per porre l´accento su un modo di condurre il mestiere di Giornalista e sul ruolo dell´inchiesta nel campo dell´informazione. Roberto Paolo ha raccontato, così come fa nel suo libro i motivi e l´iter che ha rimesso in gioco, riaprendo di fatto un fascicolo, il Caso Siani.</p>
<p style="text-align: justify">Ha chiuso la rassegna letteraria marchio Trame Off il Magistrato <b>Sebastiano Ardita</b>, <b>“Catania Bene. Storia di un modello mafioso che è diventato dominante (Mondadori) Mafia 2.0. </b></p>
<p><b><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/11/thumb_WP_20151108_10_56_42_Pro_1024.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1789" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/11/thumb_WP_20151108_10_56_42_Pro_1024-300x169.jpg" alt="thumb_WP_20151108_10_56_42_Pro_1024" width="300" height="169" /></a></b></p>
<p><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/11/thumb__MG_0739_1024.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1774" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/11/thumb__MG_0739_1024-300x200.jpg" alt="thumb__MG_0739_1024" width="300" height="200" /></a></p>
<p><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/11/thumb_WP_20151108_12_46_14_Rich_1024.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1794" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/11/thumb_WP_20151108_12_46_14_Rich_1024-300x169.jpg" alt="thumb_WP_20151108_12_46_14_Rich_1024" width="300" height="169" /></a></p>
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		<title>La Fondazione Trame al Consiglio aperto della seconda Municipalità di Napoli</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2015 06:19:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Pia Tucci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 30 settembre scorso a Napoli, presso il piazzale della stazione della metropolitana di Salvator Rosa, a due passi da via Romaniello, luogo in cui fu assassinato Giancarlo Siani, si è tenuto un Consiglio aperto, straordinario della II Municipalità di Napoli dedicata alla sua memoria e “alla costruzione di saperi e azioni per l&#8217;affermazione della legalità”. Erano presenti, tra gli altri, i giornalisti Arnaldo Capezzuto e Roberto Paolo, Armando Caputo, presidente della Fondazione Trame e Maria Pia Tucci responsabile della Comunicazione della fondazione calabrese, Geppino Fiorenza presidente del comitato scientifico della Fondazione Polis ed Enrico Tedesco segretario della stessa, alunni e docenti del Liceo G.B. Vico (che frequentò Giancarlo) ed una rappresentanza del Liceo A. Genovesi, assessori, consiglieri e il Presidente della municipalità Francesco Chirico con il Presidente della Commissione cultura Gianluca de Vincentiis. A fare da moderatore il consigliere di Municipalità Alfonso Gentile. Dal dibattito è emerso il consueto interrogativo che le persone si pongono da anni: “Denunciare? E poi chi ci protegge? Dobbiamo tutti diventare eroi come Giancarlo Siani?”. Nell&#8217;affrontare l&#8217;argomento, il giornalista Roberto Paolo ha affermato che lo Stato aiuta ma noi dobbiamo fare la nostra parte, non per gli altri o per “fare l’eroe”, ma per [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #333399">Il 30 settembre scorso a Napoli, presso il piazzale della stazione della metropolitana di Salvator Rosa, a due passi da via Romaniello, luogo in cui fu assassinato Giancarlo Siani, si è tenuto un Consiglio aperto, straordinario della II Municipalità di Napoli dedicata alla sua memoria e “alla costruzione di saperi e azioni per l&#8217;affermazione della legalità”. Erano presenti, tra gli altri, i giornalisti Arnaldo Capezzuto e Roberto Paolo, Armando Caputo, presidente della Fondazione Trame e Maria Pia Tucci responsabile della Comunicazione della fondazione calabrese, Geppino Fiorenza presidente del comitato scientifico della Fondazione Polis ed Enrico Tedesco segretario della stessa, alunni e docenti del Liceo G.B. Vico (che frequentò Giancarlo) ed una rappresentanza del Liceo A. Genovesi, assessori, consiglieri e il Presidente della municipalità Francesco Chirico con il Presidente della Commissione cultura Gianluca de Vincentiis. A fare da moderatore il consigliere di Municipalità Alfonso Gentile.</span></h3>
<p><span style="color: #000080">Dal dibattito è emerso il consueto interrogativo che le persone si pongono da anni: “Denunciare? E poi chi ci protegge? Dobbiamo tutti diventare eroi come Giancarlo Siani?”. Nell&#8217;affrontare l&#8217;argomento, il giornalista Roberto Paolo ha affermato che lo Stato aiuta ma noi dobbiamo fare la nostra parte, non per gli altri o per “fare l’eroe”, ma per noi stessi e per un futuro senza soprusi e sofferenze.</span></p>
<p><span style="color: #000080">Fulcro della giornata quindi l’importanza di non sottostare alla criminalità organizzata anche quando questa sembra essere l’unica via, puntando soprattutto all’educazione alla legalità fatta tra i banchi di scuola.</span></p>
<p><span style="color: #000080">A questo proposito è stato annunciato, da parte della Fondazione Trame, l’avvio di un programma di diffusione in alcuni istituti (per ora!) di libri, in modo che gli studenti possano approfondire i temi di mafia e corruzione e scoprire le persone che ogni giorno combattono per debellarle. Trame, infatti, porterà la sua “missione” di sensibilizzazione anche al di fuori della Calabria, con la realizzazione di incontri presso queste scuole che saranno un’importante opportunità per mettere a confronto il punto di vista dei più giovani, il loro modo di concepire la presenza della criminalità organizzata nella vita quotidiana e nel territorio con quelli che sono stati e sono i protagonisti di queste lotte.</span></p>
<p><span style="color: #000080">Nella settimana del trentesimo anniversario dalla scomparsa del giornalista eroe e in occasione degli eventi organizzati per ricordarlo, molti esponenti della lotta contro l’illegalità hanno ancora una volta voluto sensibilizzare le persone, soprattutto i giovani, unica vera speranza, ad impegnarsi ogni giorno nel risanare quella che è ormai divenuta una delle più evidenti e brucianti ferite d&#8217;Italia.</span></p>
<p><span style="color: #000080">Alessia ed Eleonora</span></p>
<p><span style="color: #000080"><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/10/Napoli_30.09.2015.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1721" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/10/Napoli_30.09.2015-300x199.jpg" alt="Napoli_30.09.2015" width="300" height="199" /></a></span></p>
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		<title>Giancarlo Siani. IL MATTINO-05.04.1985</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2015 19:50:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Pia Tucci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Mattino &#8211; 05.04.1985 &#8211; SEQUESTRATA SU ORDINE DELLA MAGISTRATURA LA LISTA CHE RAGGRUPPA I SENZA-LAVORO &#60;&#60;STORICI&#62;&#62; DI TORRE ANNUNZIATA. Giancarlo Siani. Questo articolo di Giancarlo Siani è una rarità. Non è mai stato reso pubblico prima e non è contenuto in nessuna delle due antologie di scritti del giovane giornalista ucciso dalla camorra. Fu pubblicato nel “Mattino” del 5 aprile 1985, cinque mesi prima che Siani venisse assassinato. Nell&#8217;articolo si tocca il tema delle cooperative di disoccupati di Torre Annunziata che stavano nascendo per usufruire degli stessi incentivi pubblici e degli stessi meccanismi delle cooperative di ex detenuti già esistenti a Napoli, che macinavano miliardi di lire di contributi pubblici. Siani svolge nell&#8217;articolo un’analisi accurata del fenomeno, muove dubbi sui nomi degli iscritti alle liste di disoccupati e, nelle ultime righe, avanza il sospetto che queste cooperative possano essere controllate dalla camorra. Era effettivamente così ma nessuno lo aveva mai scritto prima, nessuno all&#8217;epoca lo sospettava. Solo un anno dopo, nella primavera del 1986, grazie al pentito Antonio Ferrara, l’allora sostituto procuratore Francesco Greco aprì una maxi-inchiesta che portò in carcere una ottantina di persone, tra colletti bianchi ed esponenti di vertice del clan Giuliano di Forcella. Lo stesso clan che, secondo il collaboratore di giustizia Ferrara, un anno prima aveva tentato [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5 style="text-align: justify">Il Mattino &#8211; 05.04.1985 &#8211; SEQUESTRATA SU ORDINE DELLA MAGISTRATURA LA LISTA CHE RAGGRUPPA I SENZA-LAVORO &lt;&lt;STORICI&gt;&gt; DI TORRE ANNUNZIATA. Giancarlo Siani.</h5>
<p><span id="more-1684"></span></p>
<blockquote>
<p style="text-align: left"><strong><span style="color: #333399"><a style="color: #333399" href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/09/Giancarlo-Siani.-IL-MATTINO-05.04.1985.pdf" target="_blank">Questo articolo di Giancarlo Siani è una rarità.</a></span></strong></p>
<p style="text-align: left">Non è mai stato reso pubblico prima e non è contenuto in nessuna delle due antologie di scritti del giovane giornalista ucciso dalla camorra. Fu pubblicato nel “Mattino” del 5 aprile 1985, cinque mesi prima che Siani venisse assassinato. Nell&#8217;articolo si tocca il tema delle cooperative di disoccupati di Torre Annunziata che stavano nascendo per usufruire degli stessi incentivi pubblici e degli stessi meccanismi delle cooperative di ex detenuti già esistenti a Napoli, che macinavano miliardi di lire di contributi pubblici. Siani svolge nell&#8217;articolo un’analisi accurata del fenomeno, muove dubbi sui nomi degli iscritti alle liste di disoccupati e, nelle ultime righe, avanza il sospetto che queste cooperative possano essere controllate dalla camorra. Era effettivamente così ma nessuno lo aveva mai scritto prima, nessuno all&#8217;epoca lo sospettava. Solo un anno dopo, nella primavera del 1986, grazie al pentito Antonio Ferrara, l’allora sostituto procuratore Francesco Greco aprì una maxi-inchiesta che portò in carcere una ottantina di persone, tra colletti bianchi ed esponenti di vertice del clan Giuliano di Forcella. Lo stesso clan che, secondo il collaboratore di giustizia Ferrara, un anno prima aveva tentato di esportare a Torre Annunziata il meccanismo delle liste di disoccupati in combutta con il clan Gionta. Proprio come aveva scritto Giancarlo Siani.</p>
<p style="text-align: left">Il giornalista Roberto Paolo, che ha scovato questo reperto e lo ha donato alla Fondazione Trame, riporta questi fatti nel suo libro “Il caso non è chiuso. La verità sull&#8217;omicidio Siani” (Castelvecchi editore), nel quale avanza l’ipotesi che proprio questo articolo abbia determinato i clan Gionta e Giuliano ad uccidere Giancarlo Siani.</p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>GIANCARLO SIANI: GLI ATTI PROCESSUALI TUTTI ON LINE</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2015/2015/09/20/giancarlo-siani-gli-atti-processuali/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2015 19:33:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tommaso De Pace]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[camorra]]></category>
		<category><![CDATA[giancarlo siani]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
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		<description><![CDATA[“La Fondazione Trame lancia l’archivio della memoria civile” ORDINANZE E SENTENZE, DONATE DAL GIORNALISTA ROBERTO PAOLO ALLA FONDAZIONE TRAME, CONSULTABILI DA OGGI 23 SETTEMBRE A TRENT&#8217;ANNI DALL&#8217;OMICIDIO DEL GIORNALISTA Onorare Giancarlo Siani è un dovere ed un impegno. Nel suo trentennale la Fondazione Trame grazie al lavoro di ricerca di Roberto Paolo e ad un accordo con il giornalista napoletano, autore del libro-inchiesta &#8220;Il caso non è chiuso. La verità sul&#8217;omicidio Siani” (Castelvecchi editore, 2014) ha deciso di onorare il proprio impegno nei confronti dell&#8217;informazione pubblicando sul sito di Trame Festival gran parte dei documenti giudiziari del &#8220;il caso Siani&#8221;. I documenti saranno on-line in versione consultabile dal 23 settembre 2015, in una sezione speciale, che si arricchirà nel tempo, a disposizione di quanti per motivi di studio o di lavoro, o di curiosità civile, siano interessati a una vicenda che continua a far discutere, con alcune zone d’ombra. “Dopo aver posto al centro dell’edizione numero cinque di Trame.Festival la Mehari di Giancarlo, simbolo dei Giovani favolosi, il tema dell’ultima edizione del festival, adesso  il nostro omaggio al cronista precario e libero passa per questa strada. E’ un viaggio che continua, nel segno della libertà di informazione”. L’archivio digitale, dal 23 [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5 style="text-align: justify"><strong>“La Fondazione Trame lancia l’archivio della memoria civile”</strong></h5>
<h5 style="text-align: justify"><strong>ORDINANZE E SENTENZE, DONATE DAL GIORNALISTA ROBERTO PAOLO ALLA FONDAZIONE TRAME, CONSULTABILI DA OGGI 23 SETTEMBRE </strong><strong>A TRENT&#8217;ANNI DALL&#8217;OMICIDIO DEL GIORNALISTA</strong></h5>
<p style="text-align: justify">Onorare <strong>Giancarlo Siani</strong> è un dovere ed un impegno. Nel suo trentennale la <strong>Fondazione Trame</strong> grazie al lavoro di ricerca di <strong>Roberto Paolo</strong> e ad un accordo con il giornalista napoletano, autore del libro-inchiesta &#8220;<em>Il caso non è chiuso. La verità sul&#8217;omicidio Siani” (Castelvecchi editore, 2014) </em>ha deciso di onorare il proprio impegno nei confronti dell&#8217;informazione pubblicando sul sito di <strong>Trame Festival</strong> gran parte dei documenti giudiziari del &#8220;il caso Siani&#8221;.<span id="more-1616"></span></p>
<p style="text-align: justify">I documenti saranno on-line in versione consultabile dal <strong>23 settembre 2015</strong>, in una sezione speciale, che si arricchirà nel tempo, a disposizione di quanti per motivi di studio o di lavoro, o di curiosità civile, siano interessati a una vicenda che continua a far discutere, con alcune zone d’ombra.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify">“Dopo aver posto al centro dell’edizione numero cinque di Trame.Festival la Mehari di Giancarlo, simbolo dei <em>Giovani favolosi</em>, il tema dell’ultima edizione del festival, adesso  il nostro omaggio al cronista precario e libero passa per questa strada. E’ un viaggio che continua, nel segno della libertà di informazione”.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify">L’archivio digitale, dal 23 settembre consultabile sul sito <a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/giancarlo-siani-gli-atti-processuali-pagina/">www.tramefestival.it</a>,  è l&#8217;unico che raccoglie e rende disponibili a tutti, per la prima volta, i documenti assolutamente inediti del travagliato cammino delle indagini e dei processi sull&#8217;omicidio del giornalista napoletano Giancarlo Siani, ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985.</p>
<p style="text-align: justify">Questo archivio vuole essere un contributo alla memoria di questo martire civile, vittima a soli 26 anni della barbarie mafiosa, e un invito allo studio e all&#8217;approfondimento delle risultanze processuali, che ancora oggi non hanno fatto piena luce e fugato ogni dubbio su tanti aspetti controversi di quello che fu non solo la drammatica e violenta morte di un giovane innocente, ma anche un gravissimo attentato alla libertà di tutti gli italiani e alla nostra democrazia.</p>
<p style="text-align: justify">“I documenti pubblicati in questa prima fase sono forse i più importanti della storia processuale dell&#8217;omicidio Siani, &#8211; dichiara <strong>Roberto Paolo</strong> &#8211; ma sono pur tuttavia solo una parte dei ventuno provvedimenti giudiziari che hanno costellato questa vicenda processuale durata oltre quindici anni. Altri documenti saranno aggiunti nel prossimo futuro. Ma quello che si può già trovare nell&#8217;archivio rappresenta comunque il nucleo fondamentale a cui qualsiasi studioso, storico, giornalista, avvocato, studente, può attingere per comprendere qualcosa in più su come si sono svolti i fatti”.</p>
<p style="text-align: justify">Sulla base dei risultati dell&#8217;inchiesta giornalistica di Roberto Paolo, la Procura di Napoli ha ritenuto di dover riaprire le indagini sull&#8217;omicidio di Giancarlo Siani per verificare se tutti i mandanti e gli esecutori materiali dell&#8217;assassinio siano stati identificati e perseguiti”.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/giancarlo-siani-gli-atti-processuali-pagina/"><strong>GIANCARLO SIANI: ECCO GLI ATTI PROCESSUALI consultabili da oggi 23 settembre:</strong></a></p>
<ul>
<li style="text-align: justify"><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/giancarlo-siani-gli-atti-processuali-pagina/">Ordinanza di proscioglimento per Ciro Giuliano, Giorgio Rubolino, Giuseppe Calcavecchia e Alfonso Agnello,<strong> 22 dicembre 1988</strong></a></li>
<li style="text-align: justify"><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/giancarlo-siani-gli-atti-processuali-pagina/">Ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Gionta Valentino, Nuvoletta Lorenzo, Nuvoletta Angelo e altri,<strong> 23 ottobre 1995</strong></a></li>
<li style="text-align: justify"><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/giancarlo-siani-gli-atti-processuali-pagina/">Sentenza di primo grado contro mandanti ed esecutori del delitto Siani emessa dalla C<strong>orte d&#8217;Assise di Napoli, seconda sezione, 14 aprile 1997</strong></a></li>
<li style="text-align: justify"><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/giancarlo-siani-gli-atti-processuali-pagina/">Sentenza di secondo grado contro mandanti ed esecutori del delitto Siani emessa con data <strong>7 luglio 1999 prima sezione</strong> dalla <strong>Corte d&#8217;Assise d&#8217;Appello di Napoli</strong></a></li>
<li style="text-align: justify"><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/giancarlo-siani-gli-atti-processuali-pagina/">Sentenza di primo grado contro Ferdinando Cataldo. <strong>Corte d&#8217;Assise di Napoli, quinta sezione, pubblicata il 5 luglio 1999</strong></a></li>
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		<title>Camorra Sound</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2015 15:32:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[“La spoliticizzazione, connessa al primato del neoliberismo, ha modificato lo scenario antropologico della Napoli contemporanea e dell’Italia intera, dando vita a un specie di neoplebeismo qualunquista che si lascia blandire unicamente dalla rappresentazione del proprio stile di vita e della propria mentalità collettiva”. Con queste parole introduttive di Marcello Ravveduto inizia “Mafia Sound”, libro in cui Daniele Sanzone racconta la forte presenza della Camorra nel musica popolare napoletana nell’incontro ospitato nella quinta edizione del Festival Trame. Percorrendo un vero e proprio viaggio nella storia della musica e della criminalità organizzata degli ultimi quarant’anni, Sanzone cerca di rispondere a una domanda, ricordata anche dal giornalista Sandro Ruotolo nel corso della presentazione: perché la musica napoletana non ha mai preso posizione contro la Camorra? La conversazione fra Sanzone e Ruotolo si trasforma quasi istantaneamente in una discussione (più in napoletano che in italiano) tra due conterranei, che va oltre il tema del libro, e sfocia in una riflessione sulle cause profonde del consenso della Camorra a Napoli. “Ad un certo punto, quando ero ancora studente di filosofia, mi sono reso conto che la mentalità camorristica era dentro di me”, risponde Sanzone. Alla domanda di Ruotolo sulle colpe degli artisti napoletani accusati di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #4186bf"><em>“La spoliticizzazione, connessa al primato del neoliberismo, ha modificato lo scenario antropologico della Napoli contemporanea e dell’Italia intera, dando vita a un specie di neoplebeismo qualunquista che si lascia blandire unicamente dalla rappresentazione del proprio stile di vita e della propria mentalità collettiva”.</em> Con queste parole introduttive di Marcello Ravveduto inizia “<strong>Mafia Sound</strong>”, libro in cui Daniele Sanzone racconta la forte presenza della Camorra nel musica popolare napoletana nell’incontro ospitato nella quinta edizione del Festival Trame.</span></h3>
<p><span id="more-1357"></span></p>
<p>Percorrendo un vero e proprio viaggio nella storia della musica e della criminalità organizzata degli ultimi quarant’anni, Sanzone cerca di rispondere a una domanda, ricordata anche dal giornalista Sandro Ruotolo nel corso della presentazione: perché la musica napoletana non ha mai preso posizione contro la Camorra? La conversazione fra Sanzone e Ruotolo si trasforma quasi istantaneamente in una discussione (più in napoletano che in italiano) tra due conterranei, che va oltre il tema del libro, e sfocia in una riflessione sulle cause profonde del consenso della Camorra a Napoli. “Ad un certo punto, quando ero ancora studente di filosofia, mi sono reso conto che la mentalità camorristica era dentro di me”, risponde Sanzone. Alla domanda di Ruotolo sulle colpe degli artisti napoletani accusati di favorire la diffusione di una cultura camorristica, l’autore risponde con queste parole: “È una cultura con cui hai a che fare da sempre e alla fine ti entra dentro. Per quanto riguarda la musica, penso che se un artista fotografa la sua realtà, non fa apologia di Camorra, ma neorealismo”.</p>
<h4><strong>Le foto di Mario Spada per Trame Festival</strong></h4>

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		<title>Gli innocenti di&#8230;Camorra!</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jun 2015 12:55:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[annalisa durante]]></category>
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		<description><![CDATA[“Vedi la tua bambina stesa per terra…le tue mani all&#8217;improvviso si riempiono di sangue…quando ti riprendi ti dicono che Annalisa, tua figlia, è stata colpita alla testa con un colpo di pistola che non era neanche rivolto a lei”. È così che Paolo Miggiano, autore di “Ali spezzate. Annalisa Durante. Morire a Forcella a quattordici anni”, accoglie i partecipanti della V edizione del Festival dei libri sulle mafie di Lamezia Terme, insieme al giornalista napoletano che ha raccontato e denunciato la vicenda, Arnaldo Capezzuto “cronista di camorra testardo e coraggioso, di quelli che non si fanno intimidire” come lo dipingono su Ossigeno, l’osservatorio sui cronisti sotto scorta. Miggiano è anche coordinatore delle attività della Fondazione Pol.i.s. per le vittime innocenti della criminalità e i beni confiscati alle mafie, ed è proprio a quest’ultima che ha ceduto i diritti d’autore del suo libro, libro che ci catapulta direttamente nella cruenta vicenda che colpì più di dieci anni fa la piccola quattordicenne Annalisa e che non fa altro che mostrare un volto di Napoli ormai noto, che quasi non sorprende più, che spesso lascia indifferente o che comunque indigna per poco, giusto il tempo di una fila alle poste o una condivisione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #4186bf">“Vedi la tua bambina stesa per terra…le tue mani all&#8217;improvviso si riempiono di sangue…quando ti riprendi ti dicono che Annalisa, tua figlia, è stata colpita alla testa con un colpo di pistola che non era neanche rivolto a lei”. </span></h3>
<p><span id="more-1185"></span></p>
<h3>È così che Paolo Miggiano, autore di “Ali spezzate. Annalisa Durante. Morire a Forcella a quattordici anni”, accoglie i partecipanti della V edizione del Festival dei libri sulle mafie di Lamezia Terme, insieme al giornalista napoletano che ha raccontato e denunciato la vicenda, Arnaldo Capezzuto “cronista di camorra testardo e coraggioso, di quelli che non si fanno intimidire” come lo dipingono su Ossigeno, l’osservatorio sui cronisti sotto scorta.</h3>
<p>Miggiano è anche coordinatore delle attività della Fondazione Pol.i.s. per le vittime innocenti della criminalità e i beni confiscati alle mafie, ed è proprio a quest’ultima che ha ceduto i diritti d’autore del suo libro, libro che ci catapulta direttamente nella cruenta vicenda che colpì più di dieci anni fa la piccola quattordicenne Annalisa e che non fa altro che mostrare un volto di Napoli ormai noto, che quasi non sorprende più, che spesso lascia indifferente o che comunque indigna per poco, giusto il tempo di una fila alle poste o una condivisione sui social. Perché è la distrazione la vera piaga di una città come Napoli, una città divisa, quasi formata da realtà a se, come i pezzi di un mosaico che visto da lontano formano un unico disegno ma che osservato con attenzione da vicino, rivelano le sue disomogeneità. È per questo che ha deciso di scrivere questo libro, per “non far cadere l’oblio su queste cose” e per raccontare che la colpa non è solo di chi con la malavita ci lavora ma anche da chi questo lo concede: dalla classe politica assente, alla chiesa che non sa fare la chiesa.</p>
<p>Per fortuna Napoli non è solo questo, come sottolinea Capezzuto, grande merito va alla Magistratura partenopea che da anni combatte con durezza la criminalità, ma anche ai cittadini che ogni giorno decidono di non arrendersi, come i giovani di Scampia, quartiere alla periferia di Napoli, che hanno donato circa cinquecento libri a Giannino Durante, padre di Annalisa, che ha deciso di regalarli per le strade di Forcella e dare nuova speranza a quella che viene oggi chiamata “la paranza dei bambini”, giovani gangster di 14/18 anni destinati ad una carriera criminale dalla quale difficilmente esci…se non da morto.</p>
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