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	<title>Trame 5 &#187; Enzo Ciconte | Trame 5</title>
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	<description>Trame Festival il primo evento culturale in Italia dedicato ai libri sulle mafie</description>
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		<title>La ‘ndrangheta può essere sconfitta, i riti di affiliazione solo uno “schermo” per nobilitarla</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2015 18:25:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Bisogna stare lontani mille miglia dalla criminalità organizzata, è subdola e nessuno è immune, nemmeno le istituzioni». Il procuratore di Catanzaro Vincenzo Lombardo mette in allerta tutti sulla pericolosità della ‘ndrangheta, durante l’incontro “Il santino bruciato”, con protagonista il professore Enzo Ciconte e il suo libro “Riti Criminali”, edito da Rubbettino.  Lombardo fa riferimento anche alla forza invasiva e subdola della ‘ndrangheta, ai giovani che ne subiscono il fascino. L’evento svoltosi all’interno del Chiostro San Domenico è stato moderato dal giornalista Antonio Liotta. La distinzione tra chi è ‘ndranghetista e chi non lo è viene definita dalla condotta morale di ogni individuo, un concetto tanto ovvio quanto fondamentale. Esiste però una linea di demarcazione precisa, i codici di affiliazione di cui si sono forniti gli appartenenti alla criminalità organizzata calabrese nel corso della storia. Enzo Ciconte, docente di “Storia della criminalità organizzata” all’Università di Roma Tre, tratta l’argomento nel volume. Ciconte spiega come i riti di affiliazione, troppo spesso relegati ad un aspetto folkloristico, e quindi sottovalutati, rappresentano invece l’elemento cruciale secondo cui devono passare tutti gli affiliati al sodalizio criminale. Viene sancita un’appartenenza che trascende quelli che sono  valori quali la fede, l’amicizia e l’affetto familiare. Alcuni termini che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #4186bf">«Bisogna stare lontani mille miglia dalla criminalità organizzata, è subdola e nessuno è immune, nemmeno le istituzioni». </span></h3>
<p>Il procuratore di Catanzaro Vincenzo Lombardo mette in allerta tutti sulla pericolosità della ‘ndrangheta, durante l’incontro “Il santino bruciato”, con protagonista il professore Enzo Ciconte e il suo libro “Riti Criminali”, edito da Rubbettino.  Lombardo fa riferimento anche alla forza invasiva e subdola della ‘ndrangheta, ai giovani che ne subiscono il fascino. L’evento svoltosi all’interno del Chiostro San Domenico è stato moderato dal giornalista Antonio Liotta.<span id="more-1464"></span></p>
<p>La distinzione tra chi è ‘ndranghetista e chi non lo è viene definita dalla condotta morale di ogni individuo, un concetto tanto ovvio quanto fondamentale. Esiste però una linea di demarcazione precisa, i codici di affiliazione di cui si sono forniti gli appartenenti alla criminalità organizzata calabrese nel corso della storia. Enzo Ciconte, docente di “Storia della criminalità organizzata” all’Università di Roma Tre, tratta l’argomento nel volume. Ciconte spiega come i riti di affiliazione, troppo spesso relegati ad un aspetto folkloristico, e quindi sottovalutati, rappresentano invece l’elemento cruciale secondo cui devono passare tutti gli affiliati al sodalizio criminale.</p>
<p>Viene sancita un’appartenenza che trascende quelli che sono  valori quali la fede, l’amicizia e l’affetto familiare. Alcuni termini che gli ‘ndranghetisti utilizzano mutuano dalla dottrina cattolica, a cominciare dal battesimo. Durante l’incontro Ciconte ha sottolineato però la differenza fondamentale: questi riti determinano chi ha potere di vita o di morte e non c’è possibilità di tornare indietro.</p>
<p>I codici utilizzati, dal momento dell’affiliazione dei picciotti, sono stati analizzati da numerosi autori nel corso degli anni. Sia Ciconte che Lombardo hanno spiegato come la divulgazione sia diventata ora estremamente diffusa, attraverso vari canali. Su Youtube si possono vedere e sentire liberamente le intercettazioni della polizia. Un elemento importante che ha sottolineato il procuratore Lombardo è il relativo interesse di alcune ‘ndrine nel dotarsi necessariamente di tali codici di affiliazione.</p>
<p>Il procuratore di Catanzaro ha infatti spiegato che in alcuni casi è stato appurato che non vengono effettuati assolutamente effettuati  riti, non se ne ritiene il bisogno per creare un “locale” di ‘ndrangheta; nella stessa Lamezia Terme indagini hanno dimostrato che esiste effettivamente un’associazione criminale che ha anzi maggior potere senza seguire codici. Entrambi i relatori sono convenuti nel sostenere che riti e linguaggi cifrati ottocenteschi sono diventati sempre più importanti per gli ‘ndranghetisti trasferiti al nord Italia o all’estero. Il fine ultimo della ‘ndrangheta è quello di legittimare, giustificare, “nobilitare” i propri delitti e tutte le azioni criminose. Il procuratore Lombardo ha chiosato sostenendo che si riuscirà a sgominare il fenomeno della criminalità organizzata quando ognuno di noi capirà che il problema ci riguarda personalmente. La ‘ndrangheta è un male collettivo. Enzo Ciconte ha infine spiegato l’importanza di eventi come il festival “Trame”, fondamentali per determinare quella rivoluzione culturale necessaria a sconfiggere le mafie.</p>
<h4>Le foto di Mario Spada per Trame Festival</h4>

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		<title>Chi non ammette la presenza di Mafia Capitale è in perfetta malafede</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2015 18:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Chi cerca di minimizzare Mafia Capitale è in malafede per convenienza: tutto questo è inaccettabile. La mafia a Roma non l’abbiamo certo scoperta oggi”. Lo ha detto Michele Prestipino, procuratore aggiunto a Roma, partecipando a Trame.5, festival dei libri sulle mafie, in corso a Lamezia Terme fino al 21 giugno. Prestipino, coordinatore del pool di magistrati che si occupano dell’inchiesta Mafia Capitale, pur senza entrare nel merito dell’indagine e delle attuali polemiche sulle dimissioni di Marino, ha usato parole chiare. “Mi sconcerta lo stupore di chi sembra accorgersi solo ora della presenza della mafia nella Capitale – ha detto il magistrato &#8211; qualcuno sembra aver dimenticato che a Roma, sin dagli anni ’70, è stata presente la banda della Magliana, i cui rapporti con Cosa nostra sono stati dimostrati. C’è perfino una sentenza che condanna alcuni affiliati alla banda della Magliana per associazione mafiosa. Non è un caso, dunque, che Massimo Carminati, uno dei protagonisti della nostra inchiesta, provenga proprio da quel passato criminale. Inoltre, in tempi più recenti, numerosi tribunali del Lazio hanno comminato pesanti condanne, peraltro già passate in giudicato, per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso”. “Certo – ha aggiunto Prestipino &#8211; Roma non [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #4186bf">“Chi cerca di minimizzare Mafia Capitale è in malafede per convenienza: tutto questo è inaccettabile. La mafia a Roma non l’abbiamo certo scoperta oggi”. Lo ha detto Michele Prestipino, procuratore aggiunto a Roma, partecipando a Trame.5, festival dei libri sulle mafie, in corso a Lamezia Terme fino al 21 giugno.</span></h3>
<p><span id="more-1237"></span></p>
<p>Prestipino, coordinatore del pool di magistrati che si occupano dell’inchiesta Mafia Capitale, pur senza entrare nel merito dell’indagine e delle attuali polemiche sulle dimissioni di Marino, ha usato parole chiare.</p>
<p>“Mi sconcerta lo stupore di chi sembra accorgersi solo ora della presenza della mafia nella Capitale – ha detto il magistrato &#8211; qualcuno sembra aver dimenticato che a Roma, sin dagli anni ’70, è stata presente la banda della Magliana, i cui rapporti con Cosa nostra sono stati dimostrati. C’è perfino una sentenza che condanna alcuni affiliati alla banda della Magliana per associazione mafiosa. Non è un caso, dunque, che Massimo Carminati, uno dei protagonisti della nostra inchiesta, provenga proprio da quel passato criminale. Inoltre, in tempi più recenti, numerosi tribunali del Lazio hanno comminato pesanti condanne, peraltro già passate in giudicato, per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso”.</p>
<p>“Certo – ha aggiunto Prestipino &#8211; Roma non è Reggio Calabria né Palermo, ma paradossalmente è più semplice prendere le distanze dalla mafia e dai mafiosi in Calabria ed in Sicilia, dove di mafia si parla da decenni, piuttosto che ai Parioli.  Capisco che è difficile accettare di convivere con la mafia sullo stesso pianerottolo, ma chi a Roma fa finta di non capire è in perfetta malafede”.</p>
<p>“C’è una sorta di ritrosia culturale ad ammettere la presenza della mafia” ha aggiunto Prestipino. “A Roma si sta verificando più o meno quello stesso fenomeno che è successo nel sud e che ha caratterizzato l’esperienza nel nord del nostro paese. Non è ammissibile questo atteggiamento di negare quello che è stato già riconosciuto. Tutti sono d’accordo dal prendere le distanze dalla criminalità comune. La mafia invece è qualcosa di più coinvolgente ed avvolgente perché se io faccio l’attività di impresa sotto l’ombrello protettivo di qualcuno, vinco più gare di quello che invece sta sul mercato secondo le regole. Il problema è questo: c’è un pezzo di società che con la mafia ci mangia”.</p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=aQEEGl1Lc2U" target="_blank">Cliccando qui</a> potete vedere la registrazione integrale dell&#8217;appuntamento.</p>
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		<title>Presentato a Reggio Calabria &#8220;tra convenienza e sottomissione &#8211; estorsioni in Calabria&#8221; di Enzo Ciconte</title>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2015 13:44:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[C’è un posto in Calabria, precisamente a Reggio Calabria, che si chiama “A” Accademia Gourmet, è un luogo di gusto ed ha una terrazza che si affaccia sul “chilometro più bello d’Italia” a gestirlo è Filippo Cogliandro, chef prestigioso e coraggioso. La sua attività precedente si trovava a Motta San Giovanni, ed è lì che gli è stato detto “Se hai pagato qualcuno per la tua tranquillità sappi che da ora in poi dovrai pagare noi”. La sua storia apre il volume “Tra convenienza e sottomissione” di Enzo Ciconte, edito da Rubbettino per la collana Arcipelago della Federazione Antiracket Italiana, presentato nel suo ristorante il 12 maggio 2015, alla presenza di numerosi ospiti. Un incontro moderato dal direttore de “Il Dispaccio” Claudio Cordova e che ha visto gli interventi di Stefania Ziglio referente dell’Osservatorio sulla ‘ndrangheta, del presidente dell’Associazione Antiracket di Lamezia, Armando Caputo, del Presidente della FAI Giuseppe Scandurra e del suo presidente onorario, Tano Grasso e del Procuratore di Reggio Calabria Cafiero De Raho che, con il Prof. Enzo Ciconte, autore del libro, hanno contribuito al racconto di un viaggio tutto calabrese tra testimonianze e atti giudiziari, che hanno segnato la svolta sociale con la denuncia, ma che seppur [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4>C’è un posto in Calabria, precisamente a Reggio Calabria, che si chiama “A” Accademia Gourmet, è un luogo di gusto ed ha una terrazza che si affaccia sul “chilometro più bello d’Italia” a gestirlo è Filippo Cogliandro, chef prestigioso e coraggioso. La sua attività precedente si trovava a Motta San Giovanni, ed è lì che gli è stato detto “Se hai pagato qualcuno per la tua tranquillità sappi che da ora in poi dovrai pagare noi”.</h4>
<p><span id="more-295"></span></p>
<p>La sua storia apre il volume “Tra convenienza e sottomissione” di Enzo Ciconte, edito da Rubbettino per la collana Arcipelago della Federazione Antiracket Italiana, presentato nel suo ristorante il 12 maggio 2015, alla presenza di numerosi ospiti. Un incontro moderato dal direttore de “Il Dispaccio” Claudio Cordova e che ha visto gli interventi di Stefania Ziglio referente dell’Osservatorio sulla ‘ndrangheta, del presidente dell’<strong><span style="color: #ff6600">Associazione Antiracket di Lamezia</span></strong>, Armando Caputo, del Presidente della FAI Giuseppe Scandurra e del suo presidente onorario, Tano Grasso e del Procuratore di Reggio Calabria Cafiero De Raho che, con il Prof. Enzo Ciconte, autore del libro, hanno contribuito al racconto di un <em>viaggio</em> tutto calabrese tra testimonianze e atti giudiziari, che hanno segnato la svolta sociale con la denuncia, ma che seppur non risolve la problematica del racket, ha aperto una faglia nell’apparato ‘ndranghetista.</p>
<p>Una comprovata veste transnazionale della ‘ndrangheta che vuole ancora dimostrare di avere il controllo sul territorio imponendo una “<em>convenienza</em> che diventa sottomissione”, che è <em>scuola</em> per i nuovi “scagnozzi” che devono dare prova di avere i requisiti per far parte della famiglia ‘ndranghetista, sono le motivazioni ataviche di una usanza che impedisce lo sviluppo libero del territorio Calabrese. Questo un passaggio del prof Ciconte, che pone l’accento dello studioso sulle questioni prettamente sociali di un fenomeno che ha segnato e che segna il mancato sviluppo socio-culturale della Calabria.</p>
<p>Tra le molte riflessioni, che hanno lasciato traccia in un pomeriggio di testimonianza, c’è la convinzione che la solidarietà che segue la denuncia, che non deve mai venire meno in un percorso coraggioso. Colpisce l’affermazione del procuratore De Raho, autore della prefazione del volume, che conclude senza lasciare spazio all’ indecisione, quando parla di una bellezza che non si somma alla libertà. “Reggio è bella, ma viverci è difficile. Due anni qui mi hanno conferito l&#8217;autorità di dover dire che alla bellezza di una posizione geografica si contrappone la debolezza sociale, l’unica forza possibile viene dalla denuncia”.</p>
<p>E da un luogo di bellezza e di forza come è la realtà imprenditoriale di Filippo Cogliandro parte, ancora una volta, un messaggio importante di libertà. La “A” di Azione necessaria, non solo di Accademia, sarà a “garantire un futuro di dignità ai nostri figli”.</p>
<p>&nbsp;</p>

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<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2015/2015/05/15/presentato-a-reggio-calabria-tra-convenienza-e-sottomissione-estorsioni-in-calabria-di-enzo-ciconte/phmariapiatuccicicontecordovade-rahograsso-2/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/05/phMariaPiaTucciCiconteCordovaDe-RahoGrasso-2-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="phMariaPiaTucci,Ciconte,Cordova,De Raho,Grasso (2)" /></a>
<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2015/2015/05/15/presentato-a-reggio-calabria-tra-convenienza-e-sottomissione-estorsioni-in-calabria-di-enzo-ciconte/phmariapiatuccicicontecordovade-rahograsso-1/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/05/phMariaPiaTucciCiconteCordovaDe-RahoGrasso-1-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="phMariaPiaTucci,Ciconte,Cordova,De Raho,Grasso (1)" /></a>

<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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