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	<title>Trame 5 &#187; Lamezia Terme | Trame 5</title>
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	<description>Trame Festival il primo evento culturale in Italia dedicato ai libri sulle mafie</description>
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		<title>Premio Ambrosoli 2015 a Gaetano Saffioti. “Esempi invisibili” di integrità, responsabilità e professionalità</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2015 10:31:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Pia Tucci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi 23 novembre 2015 a Milano,  Piccolo Teatro &#8211; Sala Grassi, Via Rovello 2, dalle ore 18.30 alle 21.00 avrà luogo la cerimonia di consegna dei riconoscimenti del Premio Giorgio Ambrosoli, giunto quest’anno alla quarta edizione. Il Premio Giorgio Ambrosoli assegna riconoscimenti al valore degli “esempi invisibili”, persone che si siano contraddistinte per la difesa dello stato di diritto &#8211; in particolare della Pubblica Amministrazione e delle imprese &#8211; tramite la pratica dell&#8217;integrità, della responsabilità e della professionalità, pur in condizioni avverse a causa di &#8220;contesti ambientali&#8221;, o di improprie pressioni contro la legalità nel contesto in cui hanno operato. La Giuria ha assegnato il Premio Giorgio Ambrosoli a Renata Fonte, assessore alla cultura e alla pubblica istruzione del Comune di Nardò protagonista della tutela del Parco Naturale di Porto Selvaggio in Salento, a Gaetano Saffioti, imprenditore calabrese e testimone chiave di giustizia nelle inchieste contro la &#8216;ndrangheta, e a Sandro Donati, allenatore di atletica leggera e figura di riferimento nella lotta internazionale al doping. Il Premio, promosso da Transparency International Italia e dalla famiglia Ambrosoli, è sostenuto da Confcommercio – Imprese per l’Italia, si svolge sotto l&#8217;Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il Patrocinio del Comune di Milano e della Camera di Commercio di Milano, l&#8217;adesione di Fondazione Rete Imprese Italia e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify">Oggi 23 novembre 2015 a <strong>Milano</strong>,  Piccolo Teatro &#8211; Sala Grassi, Via Rovello 2, dalle ore 18.30 alle 21.00 avrà luogo la cerimonia di consegna dei riconoscimenti del <strong>Premio Giorgio Ambrosoli</strong>, giunto quest’anno alla quarta edizione.<br />
Il Premio Giorgio Ambrosoli assegna riconoscimenti al valore degli “esempi invisibili”, <strong>persone che si siano contraddistinte per la difesa dello stato di diritto</strong> &#8211; in particolare della Pubblica Amministrazione e delle imprese &#8211; <strong>tramite la pratica dell&#8217;integrità, della responsabilità e della professionalità, pur in condizioni avverse a causa di &#8220;contesti ambientali&#8221;</strong>, <strong>o di improprie pressioni contro la legalità nel contesto in cui hanno operato.</strong></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify">La Giuria ha assegnato il Premio Giorgio Ambrosoli a Renata Fonte, assessore alla cultura e alla pubblica istruzione del Comune di Nardò protagonista della tutela del Parco Naturale di Porto Selvaggio in Salento, a <strong>Gaetano Saffioti, imprenditore calabrese e testimone chiave di giustizia nelle inchieste contro la &#8216;ndrangheta</strong>, e a Sandro Donati, allenatore di atletica leggera e figura di riferimento nella lotta internazionale al doping.</p>
<p style="text-align: justify">Il Premio, promosso da <strong>Transparency International Italia e dalla famiglia Ambrosoli, è </strong><strong>sostenuto da Confcommercio – Imprese per l’Italia, </strong>si svolge sotto<strong> l&#8217;Alto Patronato del </strong><strong>Presidente della Repubblica, </strong>con il<strong> Patrocinio del Comune di Milano e della Camera di </strong><strong>Commercio di Milano, </strong>l&#8217;adesione di<strong> Fondazione Rete Imprese Italia e del Piccolo Teatro di </strong><strong>Milano e d’Europa.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Alla cerimonia interverranno <strong>Annalori Ambrosoli,</strong> Presidente di Premio Giorgio Ambrosoli, <strong>Virginio Carnevali</strong>, Presidente Transparency Italia, <strong>Anna Lapini</strong>, componente di giunta incaricata per legalità e sicurezza Confcommercio-Imprese per l&#8217;Italia.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #3366ff"><em>La diretta streaming sarà visibile su <a title="www.premiogiorgioambrosoli.it" href="http://www.premiogiorgioambrosoli.it/" target="_blank">www.premiogiorgioambrosoli.it</a></em></span><br />
Per ulteriori info sul premio <a href="http://www.confcommercio.it/-/quarta-edizione-per-il-premio-giorgio-ambrosoli" target="_blank">Confcommercio Imprese per l&#8217;Italia</a></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1861" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/11/AMBROSOLI_2015_2_BIDDAU-200x300.jpg" alt="AMBROSOLI_2015_2_BIDDAU" width="200" height="300" /></p>
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		<title>&#8220;RACCONTARE LA MAFIA IN UN LIBRO&#8221;. ANZI IN TRE.</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2015 11:12:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Pia Tucci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[antimafia]]></category>
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		<description><![CDATA[“Raccontare la mafia in un libro”. Anzi in tre. Gaetano Savatteri, Roberto Paolo, Sebastiano Ardita, La camorra che uccise Giancarlo Siani e l´indagine ancora aperta,  scritta nell&#8217;inchiesta de “Il caso non è chiuso”, la “Mafia Capitale” di Carminati e lo scandalo degli affiliati senza la coppola che fanno affari con la politica e gli imprenditori della Capitale e non solo,  la Catania dei salotti e degli intrecci mafia-politica passando per i corridoi dei salotti buoni della Milano del Sud nei tre incontri che hanno animato la sessione mattutina del Pisa book festival e destato interesse e partecipazione, nella sala Fermi del Palazzo dei congressi di Pisa offrendo nuovi spunti di conversazione sull&#8217;affannoso e attuale tema delle mafie. La Giornalista Candida Virgone ha condotto il matinée letterario di Trame Off, in una disamina puntuale su Mafia Capitale con Gaetano Savatteri che svela i punti di convergenza dell’invisibile organizzazione criminale romana con Cosa Nostra, ‘ndrangheta e camorra con Mafia Capitale. L’atto d’accusa della Procura di Roma (Melampo) a pochi giorni dall´avvio del processo capitolino. L´omicidio Siani e i retroscena della controinchiesta di Roberto Paolo, autore de “Il caso non è chiuso. La verità sull’omicidio Siani (Castelvecchi)” è stata l´occasione per porre l´accento su un modo di condurre il mestiere [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><strong>“Raccontare la mafia in un libro</strong>”. Anzi in tre. <strong>Gaetano Savatteri, Roberto Paolo, Sebastiano Ardita,</strong> La camorra che uccise Giancarlo Siani e l´indagine ancora aperta,  scritta nell&#8217;inchiesta de “Il caso non è chiuso”, la “Mafia Capitale” di Carminati e lo scandalo degli affiliati senza la coppola che fanno affari con la politica e gli imprenditori della Capitale e non solo,  la Catania dei salotti e degli intrecci mafia-politica passando per i corridoi dei salotti buoni della Milano del Sud nei tre incontri che hanno animato la sessione mattutina del Pisa book festival e destato interesse e partecipazione, nella <strong>sala Fermi del Palazzo dei congressi di Pisa</strong> offrendo nuovi spunti di conversazione sull&#8217;affannoso e attuale tema delle mafie.</p>
<p style="text-align: justify">La Giornalista <strong>Candida Virgone</strong> ha condotto il matinée letterario di Trame Off, in una disamina puntuale su Mafia Capitale con <b>Gaetano Savatteri</b> che svela i punti di convergenza dell’invisibile organizzazione criminale romana con Cosa Nostra, ‘ndrangheta e camorra con <b>Mafia Capitale. L’atto d’accusa della Procura di Roma (Melampo)</b> a pochi giorni dall´avvio del processo capitolino.</p>
<p style="text-align: justify">L´omicidio Siani e i retroscena della controinchiesta di <b>Roberto Paolo</b>, autore de <b>“Il caso non è chiuso. La verità sull’omicidio Siani (Castelvecchi)”</b> è stata l´occasione per porre l´accento su un modo di condurre il mestiere di Giornalista e sul ruolo dell´inchiesta nel campo dell´informazione. Roberto Paolo ha raccontato, così come fa nel suo libro i motivi e l´iter che ha rimesso in gioco, riaprendo di fatto un fascicolo, il Caso Siani.</p>
<p style="text-align: justify">Ha chiuso la rassegna letteraria marchio Trame Off il Magistrato <b>Sebastiano Ardita</b>, <b>“Catania Bene. Storia di un modello mafioso che è diventato dominante (Mondadori) Mafia 2.0. </b></p>
<p><b><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/11/thumb_WP_20151108_10_56_42_Pro_1024.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1789" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/11/thumb_WP_20151108_10_56_42_Pro_1024-300x169.jpg" alt="thumb_WP_20151108_10_56_42_Pro_1024" width="300" height="169" /></a></b></p>
<p><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/11/thumb__MG_0739_1024.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1774" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/11/thumb__MG_0739_1024-300x200.jpg" alt="thumb__MG_0739_1024" width="300" height="200" /></a></p>
<p><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/11/thumb_WP_20151108_12_46_14_Rich_1024.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1794" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/11/thumb_WP_20151108_12_46_14_Rich_1024-300x169.jpg" alt="thumb_WP_20151108_12_46_14_Rich_1024" width="300" height="169" /></a></p>
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		<title>TrameOff fa il pieno nella sala Fermi del Pisa Book Festival e conferma l´appuntamento per il 2016</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2015/2015/11/09/trameoff-fa-il-pieno-nella-sala-fermi-e-conferma-lappuntamento-per-il-2016/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2015 17:50:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Pia Tucci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pisa Book festival 13 é l´occasione per consolidare i rapporti tra il  festival italiano dell’editoria indipendente e Trame, l´unico festival della letteratura sulle mafie. Allo stesso tavolo Lucia della Porta direttrice del Pisa Book Festival, Armando Caputo presidente della Fondazione Trame, l´Assessore alla legalitá del Comune di Pisa Maria Luisa Chiofalo, Anna Maria Lapini componente di giunta Confcommercio Imprese per l’Italia incaricata per la legalità e la sicurezza, la giornalista Candida Virgone aprono la sessione domenicale del tredicesimo Pisa Book Festival. “Una sinergia immediata &#8211; dice Lucia della Porta- quella che ha portato Trame a Pisa e il Pisa Book a Lamezia Terme, uno approccio sociale e culturale alla lettura e alla letteratura e all´attualitá. Un incontro -continua- che conferma e rilancia: la sessione della domenica mattina del Pisa book ogni anno sarà dedicato a Trame Festival” Lo conferma l´Assessore Chiofalo, che nel suo intervento di saluto parla di: “Trasparenza, efficenza, equità come condizioni ineludibili della buona amministrazione. Ed é da amministratori responsabili che bisogna creare le condizioni di partecipazione consapevole dei cittadini e dei giovani. Il Festival dei libri sulle mafie di Lamezia Terme, rappresenta uno spaccato sociale interessante e che trova nella nostra realtà uno spazio di azione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Pisa Book festival 13 é l´occasione per consolidare i rapporti tra il  festival italiano dell’editoria indipendente e Trame, l´unico festival della letteratura sulle mafie.</h2>
<p>Allo stesso tavolo <strong>Lucia della Porta</strong> direttrice del Pisa Book Festival, <strong>Armando Caputo</strong> presidente della Fondazione Trame, l´Assessore alla legalitá del Comune di Pisa <strong>Maria Luisa Chiofalo</strong>, <strong>Anna Maria Lapini</strong> componente di giunta Confcommercio Imprese per l’Italia incaricata per la legalità e la sicurezza, la giornalista <strong>Candida Virgone</strong> aprono la sessione domenicale del tredicesimo Pisa Book Festival.</p>
<p>“Una sinergia immediata &#8211; dice Lucia della Porta- quella che ha portato Trame a Pisa e il Pisa Book a Lamezia Terme, uno approccio sociale e culturale alla lettura e alla letteratura e all´attualitá. Un incontro -continua- che conferma e rilancia: l<strong>a sessione della domenica mattina del Pisa book ogni anno sarà dedicato a Trame Festival</strong>”</p>
<p>Lo conferma l´Assessore Chiofalo, che nel suo intervento di saluto parla di: “Trasparenza, efficenza, equità come condizioni ineludibili della buona amministrazione. Ed é da amministratori responsabili che bisogna creare le condizioni di partecipazione consapevole dei cittadini e dei giovani. Il Festival dei libri sulle mafie di Lamezia Terme, rappresenta uno spaccato sociale interessante e che trova nella nostra realtà uno spazio di azione privilegiato. ”</p>
<p><b><i>“</i></b>Con la consapevolezza oltre che con l’esempio, che si combattono fenomeni come la mafie”. Sono le parole di Anna Lapini <i>componente di giunta Confcommercio Imprese per l’Italia incaricata per la legalità e la sicurezza</i> “La Fondazione Trame mi hanno fatto scoprire una meravigliosa realtà, quella che ho vissuto questa estate a Lamezia Terme, partecipando ad un festival al quale Confcommercio nazionale,  ha deciso di dare il suo sostegno, è stato apprezzato l’entusiasmo, la passione e l’impegno degli uomini e delle donne che lavorano al Festival e lo hanno fatto crescere negli anni”</p>
<p>“Trame Festival é un modello consolidato &#8211; conferma Armando Caputo, Presidente della Fondazione Trame- che sta dettando una linea di coinvolgimento socio-culturale anche in altri contesti, fuori dalla Calabria. Trame OFF ci sta offrendo la possibilità di confronto e crescita. La sinergia creatasi con il Pisa Book festival  grazie anche all´attenzione della sua Direttrice Lucia della Porta é un segnale che ci da chiara la sensazione del fare bene. Le tappe Pisane che da quest´anno sono una realtà consolidata ci danno uno strumento in più per lavorare  meglio e già in pieno fermento per Trame.6”</p>
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		<title>TRAMEOFF AL PISA BOOK FESTIVAL “RACCONTARE LA MAFIA IN UN LIBRO”  PISA &#8211; PALAZZO DEI CONGRESSI  Domenica 8 novembre ore 10.00 Sala Nervi</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2015/2015/11/01/trameoff-al-pisa-book-festival-raccontare-la-mafia-in-un-libro-pisa-palazzo-dei-congressi-domenica-8-novembre-ore-10-00-sala-nervi/</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Nov 2015 09:55:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Pia Tucci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Trame Festival conferma la partnership con il Pisa Book Festival, la fiera dell&#8217;editoria indipendente che si svolgerà nella città della torre pendente dal 6 all’8 novembre 2015 presso il Palazzo dei Congressi. Ci eravamo lasciati così: “Un pezzetto di Trame.5, piccolo ma significativo, arriverà a Pisa a novembre e andrà ad arricchire il programma culturale del festival con tre superbi incontri targati Trame.5 e qualcuno di quei giovani favolosi che hanno decretato il successo della manifestazione a Lamezia si unirà alla favolosa squadra del  Pisa book festival 2015&#8243; Tre incontri a marchio TrameOFF per “RACCONTARE LA MAFIA IN UN LIBRO”. Coordinati da Candida Virgone in collaborazione con Trame, l’unico Festival Europeo dei libri sulle mafie, che si svolge ogni anno a Lamezia Terme e giunto alla quinta edizione. Nella sessione mattutina di domenica 8 novembre a Pisa, daranno avvio ai lavori, nella cornice dalla sala Nervi del Palazzo dei Congressi, Armando Caputo, presidente della Fondazione Trame, Anna Lapini, presidente di Confcommercio Toscana, membro della giunta nazionale della confederazione con delega alla legalità e Lucia Della Porta, direttrice del Pisa Book Festival. A seguire, alle ore 10:30 Gaetano Savatteri svela i punti di convergenza dell’invisibile organizzazione criminale romana con Cosa Nostra, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/10/PISABOOK_LOGOBLU.png"><img class="alignnone wp-image-1733 size-medium" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/10/PISABOOK_LOGOBLU-300x232.png" alt="PISABOOK_LOGOBLU" width="300" height="232" /></a></p>
<h3><span style="color: #3b3737">Trame Festival conferma la partnership con il Pisa Book Festival, la fiera dell&#8217;editoria indipendente che si svolgerà nella città della torre pendente dal 6 all’8 novembre 2015 presso il Palazzo dei Congressi.</span></h3>
<h3><span style="color: #3b3737">Ci eravamo lasciati così: “Un pezzetto di Trame.5, piccolo ma significativo, arriverà a Pisa a novembre e andrà ad arricchire il programma culturale del festival con tre superbi incontri targati Trame.5 e qualcuno di quei giovani favolosi che hanno decretato il successo della manifestazione a Lamezia si unirà alla favolosa squadra del  Pisa book festival 2015&#8243;</span></h3>
<h3><span style="color: #3b3737">Tre incontri a marchio TrameOFF per “RACCONTARE LA MAFIA IN UN LIBRO”.</span></h3>
<p><span style="color: #333333">Coordinati da Candida Virgone in collaborazione con Trame, l’unico Festival Europeo dei libri sulle mafie, che si svolge ogni anno a Lamezia Terme e giunto alla quinta edizione.</span></p>
<p><span style="color: #333333">Nella sessione mattutina di <b>domenica 8 novembre a Pisa,</b> daranno avvio ai lavori, nella cornice dalla <b>sala Nervi del Palazzo dei Congressi</b>, <b>Armando Caputo, presidente della Fondazione Trame, Anna Lapini, presidente di Confcommercio Toscana, membro della giunta nazionale della confederazione con delega alla legalità e Lucia Della Porta, direttrice del Pisa Book Festival.</b></span></p>
<p><span style="color: #333333">A seguire, alle ore 10:30 <b>Gaetano Savatteri</b> svela i punti di convergenza dell’invisibile organizzazione criminale romana con Cosa Nostra, ‘ndrangheta e camorra con <b>Mafia Capitale. L’atto d’accusa della Procura di Roma (Melampo)</b> per poi passare il testimone a <b>Roberto Paolo</b>, il giornalista napoletano autore de <b>“Il caso non è chiuso. La verità sull’omicidio Siani (Castelvecchi)”</b> per un focus sull’ attuale situazione della camorra nel Napoletano.</span></p>
<p><span style="color: #333333">A trent’anni dall’omicidio di Giancarlo Siani, <b>i documenti giudiziari,</b> di cui lo stesso Roberto Paolo si è avvalso per la stesura del libro-inchiesta sul cronista napoletano ucciso dalla camorra sono, <b>dal 23 settembre scorso on line e scaricabili sul sito  </b><b>www.tramefestival.it</b><b>.</b></span></p>
<p><span style="color: #333333">Alle 12:30 sarà il magistrato <b>Sebastiano Ardita</b> a raccontare la <b>“Catania Bene. Storia di un modello mafioso che è diventato dominante (Mondadori) Mafia 2.0</b>, ovvero il connubio morbido tra società bene e società mafiosa della raggiante Catania.</span></p>
<p><span style="color: #333333">#TrameOFF   <a class="twitter-hashtag pretty-link js-nav" href="https://twitter.com/hashtag/pisabookfest13?src=hash" target="_blank"><s>#</s><b>pisabookfest13</b></a></span></p>
<p><span style="color: #333333">Da quest’anno. strutturato in tappe OFF, Trame è diventato un format itinerante, contenuti e protagonisti  di TrameFestival dei libri sulle mafie <i>fuori porta</i> per fare esperienza di confronto e contaminazione positiva con altre realtà culturali.</span></p>
<p><span style="color: #333333">Dopo l’importante presenza a Parigi che vede Trame Festival annoverato tra i più importanti Festival Europei insieme ad oltre 700 compagni di viaggio di tutta Europa e presentato nella prima guida Europe for Festivals Festivals for Europe <b>2015/2016</b> EFFE &#8211; community – progetto pilota promosso dall’EFA (the European Festivals Association) e sostenuto dalla Commissione Europea per l’Educazione, la Cultura, il Multilinguismo e la Gioventù <b>raggruppa oltre 700 festival culturali</b> che si tengono annualmente in 31 paesi del Vecchio continente.</span></p>
<p><span style="color: #333333">La tappa <i>TrameOFF Napoli</i> dove è stato avviato un percorso di sensibilizzazione alla lettura contro le mafie nelle scuole che ricadono nella seconda Municipalità;  la partecipazione al Festival della Letteratura di Santa Maria Capua Vetere, è ora il momento di <a href="http://www.pisabookfestival.com/" target="_blank">Pisa Book Festival</a>.</span></p>
<p><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/11/Gaetano-Savatterijpg.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1747" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/11/Gaetano-Savatterijpg-300x200.jpg" alt="Gaetano Savatterijpg" width="300" height="200" /></a></p>
<p><i>Lamezia Terme</i> (CZ), 01 novembre 2015</p>
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		<title>Trame di mani, di volti, di impegno, di passione</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2015 17:37:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Trame. Trame di storie, Trame di vite che si incontrano e si intrecciano. Trame di strade che ogni anno, ormai da cinque anni, riconducono allo stesso luogo. Trame sono i kilometri percorsi dai ragazzi provenienti da tutte le parti d’Italia che decidono di mettersi in viaggio ed esprimere una posizione. Perché essere presenti a questo Festival è, soprattutto, un modo per dire da che parte si vuole stare. Trame sono i ragazzi lametini per i quali, forse, è più difficile partecipare, dire a viso aperto senza paura, in una città complessa come Lamezia, “Io ci sono! Sono qui! E credo che qualcosa può cambiare…sta già cambiando!”. Trame. Trame di mani, di volti, di impegno, di passione. Di sedie da spostate, di tavoli da apparecchiare, di ospiti da accogliere, di magliette azzurre che invadono e colorano le vie, i luoghi, la città. Trame. Trame è una spazio di speranza. Trame sono i libri, i pranzi, le cene, i sorrisi, la stanchezza e la voglia di ricominciare, ogni giorno, con più impegno. Trame è un’opportunità di crescita, un confronto costante con professionisti. Trame è fare comunità, sentirsi parte di una comunità. Grazie&#8230;e a Trame.6 &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #4186bf">Trame. Trame di storie, Trame di vite che si incontrano e si intrecciano. Trame di strade che ogni anno, ormai da cinque anni, riconducono allo stesso luogo.</span><span id="more-1495"></span></h3>
<p>Trame sono i kilometri percorsi dai ragazzi provenienti da tutte le parti d’Italia che decidono di mettersi in viaggio ed esprimere una posizione. Perché essere presenti a questo Festival è, soprattutto, un modo per dire da che parte si vuole stare. Trame sono i ragazzi lametini per i quali, forse, è più difficile partecipare, dire a viso aperto senza paura, in una città complessa come Lamezia, “Io ci sono! Sono qui! E credo che qualcosa può cambiare…sta già cambiando!”. Trame. Trame di mani, di volti, di impegno, di passione. Di sedie da spostate, di tavoli da apparecchiare, di ospiti da accogliere, di magliette azzurre che invadono e colorano le vie, i luoghi, la città. Trame. Trame è una spazio di speranza. Trame sono i libri, i pranzi, le cene, i sorrisi, la stanchezza e la voglia di ricominciare, ogni giorno, con più impegno. Trame è un’opportunità di crescita, un confronto costante con professionisti. Trame è fare comunità, sentirsi parte di una comunità.</p>
<p>Grazie&#8230;e a Trame.6</p>
<div id="attachment_1492" style="width: 620px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/TrameTutti.jpg"><img class="wp-image-1492 size-large" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/TrameTutti-1024x623.jpg" alt="TrameTutti" width="610" height="371" /></a><p class="wp-caption-text">I volontari e lo Staff della quinta edizione di Trame Festival</p></div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Salvo Sottile: perché la cronaca ci tiene incollati davanti alla Tv</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2015 13:13:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Di Consoli]]></category>
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		<description><![CDATA[Michele Misseri, una faccia troppo buona per essere l’assassino di una ragazza di 15 anni: “assolto” prima di qualsiasi verdetto dei giudici. Alberto Stasi, con i suoi occhi di ghiaccio e il suo stile distaccato, è il ritratto perfetto dell’assassino: è lui il colpevole, “non può non essere lui”. La simpatia e l’antipatia, il racconto mediatico e le indagini, il bisogno del pubblico di soddisfare un’esigenza di giustizia che tante volte gli organi deputati non riescono a soddisfare, sono le dinamiche che si intrecciano nel libro “Cruel” del giornalista Salvo Sottile, presentato nell’ultima serata del festival Trame. Una giovane studentessa assassinata, un poliziotto e un giornalista alla ricerca dell’assassino, il sospetto che si insinua tra tutti i collaboratori della redazione di un noto crime magazine fino al punto che ogni protagonista del romanzo è un possibile colpevole, un possibile assassino: questi i passaggi centrali dell’ultimo lavoro del giornalista siciliano che, intervistato dal direttore artistico di Trame Gaetano Savatteri, ha svelato alcune delle dinamiche che stanno dietro i programmi televisivi di cronaca nera e i processi che portano gli spettatori a stare incollati allo schermo puntata dopo puntata. “Seguire in tv una vicenda di cronaca nera significa soddisfare, attraverso la rappresentazione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #4186bf">Michele Misseri, una faccia troppo buona per essere l’assassino di una ragazza di 15 anni: “assolto” prima di qualsiasi verdetto dei giudici. Alberto Stasi, con i suoi occhi di ghiaccio e il suo stile distaccato, è il ritratto perfetto dell’assassino: è lui il colpevole, “non può non essere lui”. La simpatia e l’antipatia, il racconto mediatico e le indagini, il bisogno del pubblico di soddisfare un’esigenza di giustizia che tante volte gli organi deputati non riescono a soddisfare, sono le dinamiche che si intrecciano nel libro “Cruel” del giornalista Salvo Sottile, presentato nell’ultima serata del festival Trame.</span></h3>
<p>Una giovane studentessa assassinata, un poliziotto e un giornalista alla ricerca dell’assassino, il sospetto che si insinua tra tutti i collaboratori della redazione di un noto crime magazine fino al punto che ogni protagonista del romanzo è un possibile colpevole, un possibile assassino: questi i passaggi centrali dell’ultimo lavoro del giornalista siciliano che, intervistato dal direttore artistico di Trame Gaetano Savatteri, ha svelato alcune delle dinamiche che stanno dietro i programmi televisivi di cronaca nera e i processi che portano gli spettatori a stare incollati allo schermo puntata dopo puntata.</p>
<p>“Seguire in tv una vicenda di cronaca nera significa soddisfare, attraverso la rappresentazione mediatica di quel fatto, il nostro bisogno di giustizia e di verità. Non ci interessa più di tanto che si tratti di una verità oggettiva e verificata scientificamente, ma ci basta una verità parziale, soggettiva, per soddisfare il nostro bisogno di sicurezza”, ha detto l’ideatore di Quarto Grado che in Cruel “ha ricostruito i meccanismi che tengono i telespettatori incollati a uno schermo e, attraverso l’intreccio del romanzo, ci interroghiamo su quanto siamo distaccati quando seguiamo in Tv un fatto di cronaca”.</p>
<p>Serialità, reiterazione, “familiarità” con i protagonisti delle vicende di cronaca: questi, per Salvo Sottile, gli elementi che spiegano il successo dei programmi di cronaca nera e la capacità di coinvolgere emotivamente un gran numero di persone.</p>
<p>Da Sottile, una considerazione sul mondo del giornalismo e dell’informazione che, soprattutto con riferimento alla cronaca nera, “è sempre meno un racconto di fatti è sempre più una ricerca di sensazionalismo, in cui ci si divide tra tifosi e ciò che conta non è la verità oggettiva ma quanto ci viene raccontato attraverso la telecamera”.</p>
<h4>Le foto di Mario Spada per Trame Festival</h4>

<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2015/2015/06/23/salvo-sottile-perche-la-cronaca-ci-tiene-incollati-davanti-alla-tv/11391447_871723632914639_5305431338573350647_n/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/11391447_871723632914639_5305431338573350647_n-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
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<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2015/2015/06/23/salvo-sottile-perche-la-cronaca-ci-tiene-incollati-davanti-alla-tv/11226923_871723306248005_8434699380840654404_n/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/11226923_871723306248005_8434699380840654404_n-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>ripercorrendo la strada fatta fin qui // vincitori contest fotografico 10 anni ALA</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jun 2015 17:46:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[associazione antiracket lamezia terme]]></category>
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		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
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		<description><![CDATA[Un contest fotografico ha ripercorso i dieci anni dell’antiracket lametina il 18 aprile scorso. Il concorso che ha portato i fotografi tra i luoghi simbolo della città, accompagnati dai referenti dell’Associazione  Antiracket Lamezia Onlus. Ecco le tre foto più significative, selezionate dal fotografo ufficiale di Trame Festival  Mario Spada e le motivazioni che lo hanno portato alla scelta. Giuseppe Torcasio (primo classificato) &#160; Nella composizione fotografica: l&#8217;autore ha preso una decisione importante e coerente in tutte le foto presentando un dittico. Oltre a essere un documento, le due immagini dialogano sempre tracciando una linea più profonda, empatica, coi fatti che la stessa foto rappresenta.  Erika Godino (secondo classificato) Ricordo le scarpette rosse di una fiaba di Hans Christian Andersen, qui abbandonate in una vasca da bagno, decontestualizzate. Una fiaba terribile quella di Andersen: chi ha lasciato le scarpe rosse l&#8217;ha fatto come a volersi togliere di dosso una maledizione.  Il luogo dove sono state lasciate ci suggerisce una metafora, una vasca da bagno, un luogo dove il corpo si pulisce, si lava, come se volesse rinforzare il desiderio di liberarsi da qualcosa che fa male.  Alessandro Gabriele (terzo classificato) La foto di Gabriele l’ ho scelta perchè ci fa entrare in un luogo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>Un contest fotografico ha ripercorso i dieci anni dell’antiracket lametina il <strong>18 aprile scorso. </strong>Il concorso che ha portato i fotografi tra i luoghi simbolo della città, accompagnati dai referenti dell’Associazione  Antiracket Lamezia Onlus.</h3>
<p><span id="more-1436"></span></p>
<p>Ecco le tre foto più significative, selezionate dal fotografo ufficiale di Trame Festival  Mario Spada e le motivazioni che lo hanno portato alla scelta.</p>
<h4><strong>Giuseppe Torcasio (primo classificato)</strong></h4>
<p><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/foto-1.png"><img class="alignnone size-full wp-image-1444" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/foto-1.png" alt="foto 1" width="854" height="564" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #4186bf">Nella composizione fotografica: l&#8217;autore ha preso una decisione importante e coerente in tutte le foto presentando un dittico. Oltre a essere un documento, le due immagini dialogano sempre tracciando una linea più profonda, empatica, coi fatti che la stessa foto rappresenta.</span></p>
<h4><strong> Erika Godino (secondo classificato)</strong></h4>
<p><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/erika-godino.png"><img class="alignnone size-large wp-image-1445" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/erika-godino-1024x623.png" alt="erika godino" width="610" height="371" /></a></p>
<p><span style="color: #4186bf">Ricordo le scarpette rosse di una fiaba di Hans Christian Andersen, qui abbandonate in una vasca da bagno, decontestualizzate. Una fiaba terribile quella di Andersen: chi ha lasciato le scarpe rosse l&#8217;ha fatto come a volersi togliere di dosso una maledizione.  Il luogo dove sono state lasciate ci suggerisce una metafora, una vasca da bagno, un luogo dove il corpo si pulisce, si lava, come se volesse rinforzare il desiderio di liberarsi da qualcosa che fa male.</span></p>
<h4><strong> Alessandro Gabriele (terzo classificato)</strong></h4>
<p><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/alessandro-gabriele.png"><img class="alignnone size-full wp-image-1446" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/alessandro-gabriele.png" alt="alessandro gabriele" width="996" height="662" /></a></p>
<p><span style="color: #4186bf">La foto di Gabriele l’ ho scelta perchè ci fa entrare in un luogo buio, dove l&#8217;equilibrio è fortemente precario, destabilizzato (la foto è tutta inclinata a destra) però sullo sfondo ci fa intravedere una luce, un bagliore, una speranza.</span></p>
<hr />
<p>Si ringrazia per la partecipazione: sezione aurea (Lamezia Terme), circolo fotografico (Lamezia Terme), instagramer (Lamezia Terme), l’impronta (Cosenza), ladri di luce (Cosenza), cromatica (Catanzaro), il consigliere nazionale FIAF (federazione italiana associazioni fotografiche) Attilio Lauria .</p>
]]></content:encoded>
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		<title>un Paese in mano ai pescecani non si salva</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jun 2015 13:28:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[Un imprenditore di Treviso che ruba 40 milioni alla sua azienda per soddisfare la sua smania di “collezionismo”, comprando 493 auto da collezione da custodire nei capannoni e contemporaneamente mandando sul lastrico decine di famiglie. E poi c’è Lady Armellini, che “dimentica” di possedere oltre 1200 case molte delle quali in affitto al Comune di Roma;  il barbiere di Bari, che riesce ad evadere mentre si diletta tra un taglio di capelli e qualche barba nella caserma della Guardia di Finanza. Li chiama “Pescani” il giornalista Mario Giordani, voraci predatori che incarnano i peggiori vizi degli Italiani e che “con la crisi sono diventati sempre più cattivi. Gli Italiani sempre più poveri e i pescecani sempre più voraci. E di fronte a tutto questo, la politica ha continuato a perdere   credibilità” Una conversazione frizzante sui pescecani “accanto a noi e dentro di noi”, quella tra il direttore artistico di Trame Gaetano Savatteri e il giornalista Mario Giordano, a Trame Festival per la presentazione del suo ultimo libro “Pescecani. Quelli che  si riempiono le tasche alle spalle del Paese che affonda” (Mondadori). Perché raccontare le storie di Italiani che hanno fatto dell’illegalità la propria regola di vita, con l’autogiustificazione che “tanto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #4186bf">Un imprenditore di Treviso che ruba 40 milioni alla sua azienda per soddisfare la sua smania di “collezionismo”, comprando 493 auto da collezione da custodire nei capannoni e contemporaneamente mandando sul lastrico decine di famiglie. E poi c’è Lady Armellini, che “dimentica” di possedere oltre 1200 case molte delle quali in affitto al Comune di Roma;  il barbiere di Bari, che riesce ad evadere mentre si diletta tra un taglio di capelli e qualche barba nella caserma della Guardia di Finanza.</span><span id="more-1419"></span></h3>
<p>Li chiama “Pescani” il giornalista Mario Giordani, voraci predatori che incarnano i peggiori vizi degli Italiani e che “con la crisi sono diventati sempre più cattivi. Gli Italiani sempre più poveri e i pescecani sempre più voraci. E di fronte a tutto questo, la politica ha continuato a perdere   credibilità”</p>
<p>Una conversazione frizzante sui pescecani “accanto a noi e dentro di noi”, quella tra il direttore artistico di Trame Gaetano Savatteri e il giornalista Mario Giordano, a Trame Festival per la presentazione del suo ultimo libro “Pescecani. Quelli che  si riempiono le tasche alle spalle del Paese che affonda” (Mondadori).</p>
<p>Perché raccontare le storie di Italiani che hanno fatto dell’illegalità la propria regola di vita, con l’autogiustificazione che “tanto non ammazzo nessuno” oppure che “così fan tutti” e tutti dobbiamo adeguarci a questo modo di fare per avere successo? “Il rischio è quello di rassegnarsi di fronte ai pescecani che ci sono tra di noi e a quelli che sono dentro di noi”, ha detto il direttore del Tg4 che chiama in causa “la responsabilità personale di ciascuno di noi e quella collettiva che come società abbiamo nell’accettare passivamente i furbi, i truffatori, gli evasori, tutti quegli squali che fanno affari a discapito dei più deboli e di chi vive onestamente. Anche la politica non ha fatto il proprio dovere e  il vitalizio è l’emblema del privilegio del potere, di un potere che privilegia se stesso e nega i diritti dei cittadini”.</p>
<p>Per Giordano “gli Italiani devono decidere da che parte stare, se salvare se stessi e i propri interessi privati o salvare il Paese. Se vogliamo lasciare ai nostri figli un Paese migliore, dobbiamo invertire rotta: un Paese in mano ai ladri, ai pescecani e ai mafiosi non si salva.”</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>“Per amore del mio popolo non tacerò”. La morte di Don Peppe Diana</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jun 2015 10:58:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 19 marzo del 1994, giorno del suo onomastico, muore Don Peppe Diana. Ucciso dalla camorra nella chiesa San Nicola di Bari a Casal di Principe, comune del casertano. Ci raccontano la sua storia al Festival Raffaele Sardo autore di “Don Peppe Diana. Un martire in terra di camorra”, Augusto Di Meo amico e testimone dell’omicidio e Sandro Ruotolo giornalista e collaboratore di Michele Santoro che dal maggio di quest’anno e sotto scorta per le minacce di morte ricevute da Michele Zagaria, boss dei Casalesi, clan di rilevo a Casal di Principe. Don Peppino non era un prete qualunque, era uno che il suo territorio lo conosceva bene, soprattutto chi ci viveva. È per questo che fu ucciso, perché voleva combattere le organizzazioni criminali del suo paese. Una voce fuori dal coro che stava diventando troppo forte e rappresentativa, punto di ritrovo per tutti coloro che non volevano più sottostare alla camorra. Come in ogni terra di mafia che si rispetti, le prime notizie della vicenda gettarono fango sul sacerdote (la mafia usa sempre la delegittimazione in questi casi), ma ciò non bastò ed oggi il vero operato di Don Peppe Diana viene riportato da giornalisti e scrittori. Come ricorda [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #4186bf">Il 19 marzo del 1994, giorno del suo onomastico, muore Don Peppe Diana. Ucciso dalla camorra nella chiesa San Nicola di Bari a Casal di Principe, comune del casertano. Ci raccontano la sua storia al Festival Raffaele Sardo autore di “Don Peppe Diana. Un martire in terra di camorra”, Augusto Di Meo amico e testimone dell’omicidio e Sandro Ruotolo giornalista e collaboratore di Michele Santoro che dal maggio di quest’anno e sotto scorta per le minacce di morte ricevute da Michele Zagaria, boss dei Casalesi, clan di rilevo a Casal di Principe.</span></h3>
<p><span id="more-1422"></span></p>
<p>Don Peppino non era un prete qualunque, era uno che il suo territorio lo conosceva bene, soprattutto chi ci viveva. È per questo che fu ucciso, perché voleva combattere le organizzazioni criminali del suo paese. Una voce fuori dal coro che stava diventando troppo forte e rappresentativa, punto di ritrovo per tutti coloro che non volevano più sottostare alla camorra. Come in ogni terra di mafia che si rispetti, le prime notizie della vicenda gettarono fango sul sacerdote (la mafia usa sempre la delegittimazione in questi casi), ma ciò non bastò ed oggi il vero operato di Don Peppe Diana viene riportato da giornalisti e scrittori. Come ricorda Ruotolo la memoria è molto importante, ma ancor di più è la crescita di una cultura della legalità, che avviene spesso anche attraverso i libri come questo.</p>
<p>Oggi Casal di Principe ha voglia di riscatto, lo si deduce dai fatti: gli arresti dei capi, i pentimenti, il nuovo assetto amministrativo, in più tra qualche giorno sarà inaugurata in una villa sequestrata alla camorra la mostra “La luce vince l’ombra”, con opere provenienti degli Uffizi di Firenze, dalle Reggia di Caserta, dal Museo di Capodimonte. Finalmente dopo venti anni si vedono i cambiamenti, come afferma Di Meo, forse perché i giovani vogliono vivere una realtà diversa.</p>
<p><em> “Qui la camorra ha perso. Ora si ricomincia. Dove eravamo rimasti?”</em></p>
<h4>Le foto di Mario Spada per Trame Festival</h4>

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		<title>Quali turisti e autoctoni? La forza è il noi collettivo</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2015 21:27:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Questo è il primo libro che, chi voglia avvicinarsi al tema &#8216;ndrangheta, deve leggere: fornisce in modo snello tutta una serie di verità rispetto al fenomeno&#8221;. Così esordisce Claudio Cordova, giornalista de Il Dispaccio riferendosi al libro di Francesco Forgione, deputato e presidente della Commissione parlamentare antimafia, La &#8216;ndrangheta spiegata ai turisti. Un titolo accattivante, ironicamente amaro, che origina da un mafia-tour: &#8220;qualche mese fa un grande tour operator americano, per organizzare visite a Palermo, aveva scelto come guida il figlio di Provenzano. A un figlio non si può chiedere di rinnegare il padre in quanto padre, ma in quanto boss&#8221; spiega l&#8217;autore del libello edito da Di Girolamo, sulla scia di La mafia spiegata ai turisti. Un dialogo immaginario tra lo scrittore e un generico turista, che si conclude con un invito: Buon viaggio in una terra bellissima&#8230; Ad intervenire nel dibattito anche Mario Spagnuolo, procuratore di Vibo Valentia: &#8220;Iniziamo a ragionare con la testa di chi viene qui e si proietta in questa realtà, che vede estranea fino ad un certo punto, ma soprattutto a comunicare loro che la mafia non è un problema calabrese, ma sta diventando mondiale. L&#8217;operazione di contrasto al crimine organizzato simbolicamente si fa [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #4186bf"><em>&#8220;Questo è il primo libro che, chi voglia avvicinarsi al tema &#8216;ndrangheta, deve leggere: fornisce in modo snello tutta una serie di verità rispetto al fenomeno&#8221;.</em> Così esordisce Claudio Cordova, giornalista de Il Dispaccio riferendosi al libro di Francesco Forgione, deputato e presidente della Commissione parlamentare antimafia, <em>La &#8216;ndrangheta spiegata ai turisti</em>. </span></h3>
<p><span id="more-1398"></span></p>
<p>Un titolo accattivante, ironicamente amaro, che origina da un mafia-tour: &#8220;qualche mese fa un grande tour operator americano, per organizzare visite a Palermo, aveva scelto come guida il figlio di Provenzano. A un figlio non si può chiedere di rinnegare il padre in quanto padre, ma in quanto boss&#8221; spiega l&#8217;autore del libello edito da Di Girolamo, sulla scia di <em>La mafia</em> <em>spiegata</em> <em>ai turisti. </em>Un dialogo immaginario tra lo scrittore e un generico turista, che si conclude con un invito: <em>Buon viaggio in una terra bellissima&#8230; </em></p>
<p>Ad intervenire nel dibattito anche Mario Spagnuolo, procuratore di Vibo Valentia: <em>&#8220;Iniziamo a ragionare con la testa di chi viene qui e si proietta in questa realtà, che vede estranea fino ad un certo punto, ma soprattutto a comunicare loro che la mafia non è un problema calabrese, ma sta diventando mondiale. L&#8217;operazione di contrasto al crimine organizzato simbolicamente si fa anche ad Oslo e Madrid. Vi stiamo rendendo complici di un problema che è anche nostro e la globalizzazione di questi problemi è qualcosa su cui dobbiamo ragionare&#8221;</em>. Forgione esorta a una buona informazione, ad un giornalismo che non subisca il fascino della propaganda, ma che sperimenti il &#8220;gusto dell&#8217;analisi&#8221;, perché &#8220;la forza della &#8216;ndrangheta è non farsi rappresentare&#8221; e nostro è il compito di svelarla.</p>
<p>Di fronte alla dizione usata da Cordova di &#8220;massondrangheta&#8221;, l&#8217;autore restituisce carica semantica alla definizione di &#8216;ndrangheta: <em>&#8220;una organizzazione criminale dinamica che ha avuto bisogno di creare una nuova situazione politica, che ha saputo costruire una duplicità istituzionale&#8221;.</em> Il procuratore, lavorando sulle dichiarazioni di fallimenti, spiega al pubblico di aver scoperto una lunghissima serie di società create apposta per generare buchi fiscali, facendo restare in stallo i debiti demaniali, anche col consenso di Equitalia. Allude in punta di piedi anche al problema dei migranti, oggetto d&#8217;indagini ancora in corso, senza risparmiarsi la denuncia di aporie: &#8220;non è più sufficiente l&#8217;intercettazione. Non siamo ancora in grado di rispondere al salto qualitativo della &#8216;ndrangheta. Occorre un focus sul problema e una cultura dell&#8217;investigazione che si sta formando, ma che non è ancora sufficiente&#8221;. Forgione, lapidariamente, attiva le coscienze: &#8220;Intellettuali non pervenuti. Dov&#8217;è il dibattito sul Mezziogiorno? L&#8217;università, la politica, il giornalismo non se ne occupano.</p>
<p>C&#8217;è un problema della società civile&#8221;. Ci interroga tutti: perché a Gioia Tauro in campagna elettorale nessuno ha pronunciato la parola &#8220;mafia&#8221;, ancora tabuizzata? La politica e la magistratura assicurano autonomia e indipendenza? E noi cittadini cosa siamo disposti a fare? Ad un anno dalle parole di papa Francesco in terra di &#8216;ndrangheta ancora adorazione del male e disprezzo del bene comune. Spagnuolo lamenta la decadenza delle elite in senso gramsciano, ma forse le crisi possono rivelarsi punti di svolta: <em>&#8220;Progressi sono stati fatti nella repressione, nel ruolo della stampa e dell&#8217;informazione. La &#8216;ndrangheta non vive più nel cono d&#8217;ombra, ma c&#8217;è anche bisogno di una cultura critica. Se questa viene meno la lotta è solo repressione e azione penale. La società è fatta da un noi collettivo e non da tanti io individuali&#8221;</em>.</p>
<p>Il veleno che si fa farmaco, dalla fine un nuovo inizio.</p>
<p>&nbsp;</p>
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