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	<title>Trame 5 &#187; trame5 | Trame 5</title>
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	<description>Trame Festival il primo evento culturale in Italia dedicato ai libri sulle mafie</description>
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		<title>TrameOff fa il pieno nella sala Fermi del Pisa Book Festival e conferma l´appuntamento per il 2016</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2015/2015/11/09/trameoff-fa-il-pieno-nella-sala-fermi-e-conferma-lappuntamento-per-il-2016/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2015 17:50:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Pia Tucci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pisa Book festival 13 é l´occasione per consolidare i rapporti tra il  festival italiano dell’editoria indipendente e Trame, l´unico festival della letteratura sulle mafie. Allo stesso tavolo Lucia della Porta direttrice del Pisa Book Festival, Armando Caputo presidente della Fondazione Trame, l´Assessore alla legalitá del Comune di Pisa Maria Luisa Chiofalo, Anna Maria Lapini componente di giunta Confcommercio Imprese per l’Italia incaricata per la legalità e la sicurezza, la giornalista Candida Virgone aprono la sessione domenicale del tredicesimo Pisa Book Festival. “Una sinergia immediata &#8211; dice Lucia della Porta- quella che ha portato Trame a Pisa e il Pisa Book a Lamezia Terme, uno approccio sociale e culturale alla lettura e alla letteratura e all´attualitá. Un incontro -continua- che conferma e rilancia: la sessione della domenica mattina del Pisa book ogni anno sarà dedicato a Trame Festival” Lo conferma l´Assessore Chiofalo, che nel suo intervento di saluto parla di: “Trasparenza, efficenza, equità come condizioni ineludibili della buona amministrazione. Ed é da amministratori responsabili che bisogna creare le condizioni di partecipazione consapevole dei cittadini e dei giovani. Il Festival dei libri sulle mafie di Lamezia Terme, rappresenta uno spaccato sociale interessante e che trova nella nostra realtà uno spazio di azione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Pisa Book festival 13 é l´occasione per consolidare i rapporti tra il  festival italiano dell’editoria indipendente e Trame, l´unico festival della letteratura sulle mafie.</h2>
<p>Allo stesso tavolo <strong>Lucia della Porta</strong> direttrice del Pisa Book Festival, <strong>Armando Caputo</strong> presidente della Fondazione Trame, l´Assessore alla legalitá del Comune di Pisa <strong>Maria Luisa Chiofalo</strong>, <strong>Anna Maria Lapini</strong> componente di giunta Confcommercio Imprese per l’Italia incaricata per la legalità e la sicurezza, la giornalista <strong>Candida Virgone</strong> aprono la sessione domenicale del tredicesimo Pisa Book Festival.</p>
<p>“Una sinergia immediata &#8211; dice Lucia della Porta- quella che ha portato Trame a Pisa e il Pisa Book a Lamezia Terme, uno approccio sociale e culturale alla lettura e alla letteratura e all´attualitá. Un incontro -continua- che conferma e rilancia: l<strong>a sessione della domenica mattina del Pisa book ogni anno sarà dedicato a Trame Festival</strong>”</p>
<p>Lo conferma l´Assessore Chiofalo, che nel suo intervento di saluto parla di: “Trasparenza, efficenza, equità come condizioni ineludibili della buona amministrazione. Ed é da amministratori responsabili che bisogna creare le condizioni di partecipazione consapevole dei cittadini e dei giovani. Il Festival dei libri sulle mafie di Lamezia Terme, rappresenta uno spaccato sociale interessante e che trova nella nostra realtà uno spazio di azione privilegiato. ”</p>
<p><b><i>“</i></b>Con la consapevolezza oltre che con l’esempio, che si combattono fenomeni come la mafie”. Sono le parole di Anna Lapini <i>componente di giunta Confcommercio Imprese per l’Italia incaricata per la legalità e la sicurezza</i> “La Fondazione Trame mi hanno fatto scoprire una meravigliosa realtà, quella che ho vissuto questa estate a Lamezia Terme, partecipando ad un festival al quale Confcommercio nazionale,  ha deciso di dare il suo sostegno, è stato apprezzato l’entusiasmo, la passione e l’impegno degli uomini e delle donne che lavorano al Festival e lo hanno fatto crescere negli anni”</p>
<p>“Trame Festival é un modello consolidato &#8211; conferma Armando Caputo, Presidente della Fondazione Trame- che sta dettando una linea di coinvolgimento socio-culturale anche in altri contesti, fuori dalla Calabria. Trame OFF ci sta offrendo la possibilità di confronto e crescita. La sinergia creatasi con il Pisa Book festival  grazie anche all´attenzione della sua Direttrice Lucia della Porta é un segnale che ci da chiara la sensazione del fare bene. Le tappe Pisane che da quest´anno sono una realtà consolidata ci danno uno strumento in più per lavorare  meglio e già in pieno fermento per Trame.6”</p>
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		<title>TRAMEOFF AL PISA BOOK FESTIVAL “RACCONTARE LA MAFIA IN UN LIBRO”  PISA &#8211; PALAZZO DEI CONGRESSI  Domenica 8 novembre ore 10.00 Sala Nervi</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2015/2015/11/01/trameoff-al-pisa-book-festival-raccontare-la-mafia-in-un-libro-pisa-palazzo-dei-congressi-domenica-8-novembre-ore-10-00-sala-nervi/</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Nov 2015 09:55:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Pia Tucci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Trame Festival conferma la partnership con il Pisa Book Festival, la fiera dell&#8217;editoria indipendente che si svolgerà nella città della torre pendente dal 6 all’8 novembre 2015 presso il Palazzo dei Congressi. Ci eravamo lasciati così: “Un pezzetto di Trame.5, piccolo ma significativo, arriverà a Pisa a novembre e andrà ad arricchire il programma culturale del festival con tre superbi incontri targati Trame.5 e qualcuno di quei giovani favolosi che hanno decretato il successo della manifestazione a Lamezia si unirà alla favolosa squadra del  Pisa book festival 2015&#8243; Tre incontri a marchio TrameOFF per “RACCONTARE LA MAFIA IN UN LIBRO”. Coordinati da Candida Virgone in collaborazione con Trame, l’unico Festival Europeo dei libri sulle mafie, che si svolge ogni anno a Lamezia Terme e giunto alla quinta edizione. Nella sessione mattutina di domenica 8 novembre a Pisa, daranno avvio ai lavori, nella cornice dalla sala Nervi del Palazzo dei Congressi, Armando Caputo, presidente della Fondazione Trame, Anna Lapini, presidente di Confcommercio Toscana, membro della giunta nazionale della confederazione con delega alla legalità e Lucia Della Porta, direttrice del Pisa Book Festival. A seguire, alle ore 10:30 Gaetano Savatteri svela i punti di convergenza dell’invisibile organizzazione criminale romana con Cosa Nostra, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/10/PISABOOK_LOGOBLU.png"><img class="alignnone wp-image-1733 size-medium" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/10/PISABOOK_LOGOBLU-300x232.png" alt="PISABOOK_LOGOBLU" width="300" height="232" /></a></p>
<h3><span style="color: #3b3737">Trame Festival conferma la partnership con il Pisa Book Festival, la fiera dell&#8217;editoria indipendente che si svolgerà nella città della torre pendente dal 6 all’8 novembre 2015 presso il Palazzo dei Congressi.</span></h3>
<h3><span style="color: #3b3737">Ci eravamo lasciati così: “Un pezzetto di Trame.5, piccolo ma significativo, arriverà a Pisa a novembre e andrà ad arricchire il programma culturale del festival con tre superbi incontri targati Trame.5 e qualcuno di quei giovani favolosi che hanno decretato il successo della manifestazione a Lamezia si unirà alla favolosa squadra del  Pisa book festival 2015&#8243;</span></h3>
<h3><span style="color: #3b3737">Tre incontri a marchio TrameOFF per “RACCONTARE LA MAFIA IN UN LIBRO”.</span></h3>
<p><span style="color: #333333">Coordinati da Candida Virgone in collaborazione con Trame, l’unico Festival Europeo dei libri sulle mafie, che si svolge ogni anno a Lamezia Terme e giunto alla quinta edizione.</span></p>
<p><span style="color: #333333">Nella sessione mattutina di <b>domenica 8 novembre a Pisa,</b> daranno avvio ai lavori, nella cornice dalla <b>sala Nervi del Palazzo dei Congressi</b>, <b>Armando Caputo, presidente della Fondazione Trame, Anna Lapini, presidente di Confcommercio Toscana, membro della giunta nazionale della confederazione con delega alla legalità e Lucia Della Porta, direttrice del Pisa Book Festival.</b></span></p>
<p><span style="color: #333333">A seguire, alle ore 10:30 <b>Gaetano Savatteri</b> svela i punti di convergenza dell’invisibile organizzazione criminale romana con Cosa Nostra, ‘ndrangheta e camorra con <b>Mafia Capitale. L’atto d’accusa della Procura di Roma (Melampo)</b> per poi passare il testimone a <b>Roberto Paolo</b>, il giornalista napoletano autore de <b>“Il caso non è chiuso. La verità sull’omicidio Siani (Castelvecchi)”</b> per un focus sull’ attuale situazione della camorra nel Napoletano.</span></p>
<p><span style="color: #333333">A trent’anni dall’omicidio di Giancarlo Siani, <b>i documenti giudiziari,</b> di cui lo stesso Roberto Paolo si è avvalso per la stesura del libro-inchiesta sul cronista napoletano ucciso dalla camorra sono, <b>dal 23 settembre scorso on line e scaricabili sul sito  </b><b>www.tramefestival.it</b><b>.</b></span></p>
<p><span style="color: #333333">Alle 12:30 sarà il magistrato <b>Sebastiano Ardita</b> a raccontare la <b>“Catania Bene. Storia di un modello mafioso che è diventato dominante (Mondadori) Mafia 2.0</b>, ovvero il connubio morbido tra società bene e società mafiosa della raggiante Catania.</span></p>
<p><span style="color: #333333">#TrameOFF   <a class="twitter-hashtag pretty-link js-nav" href="https://twitter.com/hashtag/pisabookfest13?src=hash" target="_blank"><s>#</s><b>pisabookfest13</b></a></span></p>
<p><span style="color: #333333">Da quest’anno. strutturato in tappe OFF, Trame è diventato un format itinerante, contenuti e protagonisti  di TrameFestival dei libri sulle mafie <i>fuori porta</i> per fare esperienza di confronto e contaminazione positiva con altre realtà culturali.</span></p>
<p><span style="color: #333333">Dopo l’importante presenza a Parigi che vede Trame Festival annoverato tra i più importanti Festival Europei insieme ad oltre 700 compagni di viaggio di tutta Europa e presentato nella prima guida Europe for Festivals Festivals for Europe <b>2015/2016</b> EFFE &#8211; community – progetto pilota promosso dall’EFA (the European Festivals Association) e sostenuto dalla Commissione Europea per l’Educazione, la Cultura, il Multilinguismo e la Gioventù <b>raggruppa oltre 700 festival culturali</b> che si tengono annualmente in 31 paesi del Vecchio continente.</span></p>
<p><span style="color: #333333">La tappa <i>TrameOFF Napoli</i> dove è stato avviato un percorso di sensibilizzazione alla lettura contro le mafie nelle scuole che ricadono nella seconda Municipalità;  la partecipazione al Festival della Letteratura di Santa Maria Capua Vetere, è ora il momento di <a href="http://www.pisabookfestival.com/" target="_blank">Pisa Book Festival</a>.</span></p>
<p><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/11/Gaetano-Savatterijpg.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1747" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/11/Gaetano-Savatterijpg-300x200.jpg" alt="Gaetano Savatterijpg" width="300" height="200" /></a></p>
<p><i>Lamezia Terme</i> (CZ), 01 novembre 2015</p>
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		<title>AL PISA BOOK FESTIVAL13 UNA SESSIONE MATTUTINA CURATA DA TRAMEFESTIVAL DEI LIBRI SULLE MAFIE</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2015 06:56:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Pia Tucci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Fondazione Trame]]></category>
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		<description><![CDATA[mercoledì 21 ottobre alle ore 12:00 Si è svolta oggi nella libreria Red – Feltrinelli di piazza della Repubblica di Firenze la conferenza stampa del Pisa Book Festival, che ha presentato alla stampa e al pubblico dei lettori il ricco programma della tredicesima edizione del festival dell’editoria indipendente. Ad illustrare la nutrita edizione 2015 sono state la direttrice del festival Lucia Della Porta, Andrea Ferrante, assessore alla cultura del Comune di Pisa e Claudio Pugelli, presidente della Fondazione Pisa, le due Istituzioni che sostengono e promuovono l’iniziativa. Al #Pisabookfest13 si svolgeranno dalle ore 10.00 alle 13.00 di domenica 8 novembre, i tre incontri a marchio #TrameOFF in una sessione coordinata da Candida Virgone dal titolo “RACCONTARE LA MAFIA IN UN LIBRO”. Su tutto il Festival soffia il vento dal Nord della Scozia che giunge a Pisa grazie al tenace impegno di Joseph Farrell e di Aly Barr e grazie al sostegno di Creative Scotland. Il sipario sul Festival si aprirà il 6 novembre prossimo tra anteprime, fiction, eventi junior e laboratori, scuola per editori e scuola per scrittori, convegni per professionisti e seminari per traduttori, reading e incontri per le scuole. “Numerose le collaborazioni che il Festival ha instaurato con [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>mercoledì 21 ottobre alle ore 12:00</em></p>
<h3><em><span style="color: #040438">Si è svolta oggi nella libreria Red – Feltrinelli di piazza della Repubblica di Firenze la conferenza stampa del Pisa Book Festival, che ha presentato alla stampa e al pubblico dei lettori il ricco programma della tredicesima edizione del festival dell’editoria indipendente.</span></em></h3>
<h3><em><span style="color: #040438">Ad illustrare la nutrita edizione 2015 sono state la direttrice del festival <strong>Lucia Della Porta</strong>, <strong>Andrea Ferrante</strong>, assessore alla cultura del Comune di Pisa e <strong>Claudio Pugelli</strong>, presidente della Fondazione Pisa, le due Istituzioni che sostengono e promuovono l’iniziativa.</span></em></h3>
<p>Al <strong>#Pisabookfest13</strong> si svolgeranno <strong>dalle ore 10.00 alle 13.00 di domenica 8 novembre</strong>, i tre incontri a marchio <strong>#TrameOFF</strong> in una sessione coordinata da Candida Virgone dal titolo<strong> “RACCONTARE LA MAFIA IN UN LIBRO”.</strong></p>
<p>Su tutto il Festival soffia il vento dal Nord della Scozia che giunge a Pisa grazie al tenace impegno di Joseph Farrell e di Aly Barr e grazie al sostegno di Creative Scotland.</p>
<p><strong>Il sipario sul Festival si aprirà il 6 novembre</strong> prossimo tra anteprime, fiction, eventi junior e laboratori, scuola per editori e scuola per scrittori, convegni per professionisti e seminari per traduttori, reading e incontri per le scuole.</p>
<p><span style="color: #040438">“Numerose le collaborazioni che il Festival ha instaurato con attori culturali importanti come Leggendo Metropolitano, <strong>il Festival Trame</strong>, il Winterhuin e il Festival de la Fiction Francaise: un pezzetto del Festival è stato realizzato con loro”.</span></p>
<p>Al <strong>#Pisabookfest13</strong> si svolgeranno <strong>dalle ore 10.00 alle 13.00 di domenica 8 novembre</strong>, i tre incontri a marchio <strong>#TrameOFF</strong> in una sessione coordinata da Candida Virgone dal titolo<strong> “RACCONTARE LA MAFIA IN UN LIBRO”.</strong></p>
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		<title>Trame di mani, di volti, di impegno, di passione</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2015/2015/06/23/trame-di-mani-di-volti-di-impegno-di-passione/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2015 17:37:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
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		<description><![CDATA[Trame. Trame di storie, Trame di vite che si incontrano e si intrecciano. Trame di strade che ogni anno, ormai da cinque anni, riconducono allo stesso luogo. Trame sono i kilometri percorsi dai ragazzi provenienti da tutte le parti d’Italia che decidono di mettersi in viaggio ed esprimere una posizione. Perché essere presenti a questo Festival è, soprattutto, un modo per dire da che parte si vuole stare. Trame sono i ragazzi lametini per i quali, forse, è più difficile partecipare, dire a viso aperto senza paura, in una città complessa come Lamezia, “Io ci sono! Sono qui! E credo che qualcosa può cambiare…sta già cambiando!”. Trame. Trame di mani, di volti, di impegno, di passione. Di sedie da spostate, di tavoli da apparecchiare, di ospiti da accogliere, di magliette azzurre che invadono e colorano le vie, i luoghi, la città. Trame. Trame è una spazio di speranza. Trame sono i libri, i pranzi, le cene, i sorrisi, la stanchezza e la voglia di ricominciare, ogni giorno, con più impegno. Trame è un’opportunità di crescita, un confronto costante con professionisti. Trame è fare comunità, sentirsi parte di una comunità. Grazie&#8230;e a Trame.6 &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #4186bf">Trame. Trame di storie, Trame di vite che si incontrano e si intrecciano. Trame di strade che ogni anno, ormai da cinque anni, riconducono allo stesso luogo.</span><span id="more-1495"></span></h3>
<p>Trame sono i kilometri percorsi dai ragazzi provenienti da tutte le parti d’Italia che decidono di mettersi in viaggio ed esprimere una posizione. Perché essere presenti a questo Festival è, soprattutto, un modo per dire da che parte si vuole stare. Trame sono i ragazzi lametini per i quali, forse, è più difficile partecipare, dire a viso aperto senza paura, in una città complessa come Lamezia, “Io ci sono! Sono qui! E credo che qualcosa può cambiare…sta già cambiando!”. Trame. Trame di mani, di volti, di impegno, di passione. Di sedie da spostate, di tavoli da apparecchiare, di ospiti da accogliere, di magliette azzurre che invadono e colorano le vie, i luoghi, la città. Trame. Trame è una spazio di speranza. Trame sono i libri, i pranzi, le cene, i sorrisi, la stanchezza e la voglia di ricominciare, ogni giorno, con più impegno. Trame è un’opportunità di crescita, un confronto costante con professionisti. Trame è fare comunità, sentirsi parte di una comunità.</p>
<p>Grazie&#8230;e a Trame.6</p>
<div id="attachment_1492" style="width: 620px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/TrameTutti.jpg"><img class="wp-image-1492 size-large" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/TrameTutti-1024x623.jpg" alt="TrameTutti" width="610" height="371" /></a><p class="wp-caption-text">I volontari e lo Staff della quinta edizione di Trame Festival</p></div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Salvo Sottile: perché la cronaca ci tiene incollati davanti alla Tv</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2015 13:13:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Di Consoli]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[Salvo Sottile]]></category>
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		<category><![CDATA[tramefestival]]></category>

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		<description><![CDATA[Michele Misseri, una faccia troppo buona per essere l’assassino di una ragazza di 15 anni: “assolto” prima di qualsiasi verdetto dei giudici. Alberto Stasi, con i suoi occhi di ghiaccio e il suo stile distaccato, è il ritratto perfetto dell’assassino: è lui il colpevole, “non può non essere lui”. La simpatia e l’antipatia, il racconto mediatico e le indagini, il bisogno del pubblico di soddisfare un’esigenza di giustizia che tante volte gli organi deputati non riescono a soddisfare, sono le dinamiche che si intrecciano nel libro “Cruel” del giornalista Salvo Sottile, presentato nell’ultima serata del festival Trame. Una giovane studentessa assassinata, un poliziotto e un giornalista alla ricerca dell’assassino, il sospetto che si insinua tra tutti i collaboratori della redazione di un noto crime magazine fino al punto che ogni protagonista del romanzo è un possibile colpevole, un possibile assassino: questi i passaggi centrali dell’ultimo lavoro del giornalista siciliano che, intervistato dal direttore artistico di Trame Gaetano Savatteri, ha svelato alcune delle dinamiche che stanno dietro i programmi televisivi di cronaca nera e i processi che portano gli spettatori a stare incollati allo schermo puntata dopo puntata. “Seguire in tv una vicenda di cronaca nera significa soddisfare, attraverso la rappresentazione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #4186bf">Michele Misseri, una faccia troppo buona per essere l’assassino di una ragazza di 15 anni: “assolto” prima di qualsiasi verdetto dei giudici. Alberto Stasi, con i suoi occhi di ghiaccio e il suo stile distaccato, è il ritratto perfetto dell’assassino: è lui il colpevole, “non può non essere lui”. La simpatia e l’antipatia, il racconto mediatico e le indagini, il bisogno del pubblico di soddisfare un’esigenza di giustizia che tante volte gli organi deputati non riescono a soddisfare, sono le dinamiche che si intrecciano nel libro “Cruel” del giornalista Salvo Sottile, presentato nell’ultima serata del festival Trame.</span></h3>
<p>Una giovane studentessa assassinata, un poliziotto e un giornalista alla ricerca dell’assassino, il sospetto che si insinua tra tutti i collaboratori della redazione di un noto crime magazine fino al punto che ogni protagonista del romanzo è un possibile colpevole, un possibile assassino: questi i passaggi centrali dell’ultimo lavoro del giornalista siciliano che, intervistato dal direttore artistico di Trame Gaetano Savatteri, ha svelato alcune delle dinamiche che stanno dietro i programmi televisivi di cronaca nera e i processi che portano gli spettatori a stare incollati allo schermo puntata dopo puntata.</p>
<p>“Seguire in tv una vicenda di cronaca nera significa soddisfare, attraverso la rappresentazione mediatica di quel fatto, il nostro bisogno di giustizia e di verità. Non ci interessa più di tanto che si tratti di una verità oggettiva e verificata scientificamente, ma ci basta una verità parziale, soggettiva, per soddisfare il nostro bisogno di sicurezza”, ha detto l’ideatore di Quarto Grado che in Cruel “ha ricostruito i meccanismi che tengono i telespettatori incollati a uno schermo e, attraverso l’intreccio del romanzo, ci interroghiamo su quanto siamo distaccati quando seguiamo in Tv un fatto di cronaca”.</p>
<p>Serialità, reiterazione, “familiarità” con i protagonisti delle vicende di cronaca: questi, per Salvo Sottile, gli elementi che spiegano il successo dei programmi di cronaca nera e la capacità di coinvolgere emotivamente un gran numero di persone.</p>
<p>Da Sottile, una considerazione sul mondo del giornalismo e dell’informazione che, soprattutto con riferimento alla cronaca nera, “è sempre meno un racconto di fatti è sempre più una ricerca di sensazionalismo, in cui ci si divide tra tifosi e ciò che conta non è la verità oggettiva ma quanto ci viene raccontato attraverso la telecamera”.</p>
<h4>Le foto di Mario Spada per Trame Festival</h4>

<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2015/2015/06/23/salvo-sottile-perche-la-cronaca-ci-tiene-incollati-davanti-alla-tv/11391447_871723632914639_5305431338573350647_n/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/11391447_871723632914639_5305431338573350647_n-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
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		<title>Noi, gli uomini di Falcone</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jun 2015 17:54:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[antimafia]]></category>
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		<description><![CDATA[23 maggio 1992. Data di una delle stragi più cruente avvenute in Italia per mano della criminalità organizzata, quella di Capaci. Centinaia sono state le pubblicazioni a riguardo ma quello che questo libro offre è il racconto diretto dei protagonisti di quel periodo. “Noi, gli uomini di Falcone” è un’opera importante, formata da fatti reali e storici raccontati a mo’ di romanzo, scritto da Angiolo Pellegrini comandante della sezione antimafia di Palermo in quel delicato periodo, con la collaborazione del giornalista Francesco Condoluci, in cui si ripercorre la storia di uomo, duro ma anche molto solidale con i suoi uomini e di una Palermo surreale, quasi da Far West. “In questo libro vengono ricordate le pagine più brutte e più belle della vicenda siciliana, descritte attraverso i protagonisti visti da vicino: i buoni, i cattivi, i nomi noti e i tanti ragazzi che nell’oscurità e nell’anonimato non si sono mai arresi”. Pellegrini ci racconta, in un’epopea dai toni pacati, le vicende dei magistrati Chinnici e Falcone, dei Salvo, “padroni della Sicilia” e vera e propria rappresentazione della mafia cha fa impero, di Buscetta grazie al quale lo Stato e i suoi magistrati hanno compreso e conosciuto il sistema di Cosa [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #4186bf">23 maggio 1992. Data di una delle stragi più cruente avvenute in Italia per mano della criminalità organizzata, quella di Capaci. Centinaia sono state le pubblicazioni a riguardo ma quello che questo libro offre è il racconto diretto dei protagonisti di quel periodo. </span></h3>
<p><span id="more-1449"></span></p>
<p>“Noi, gli uomini di Falcone” è un’opera importante, formata da fatti reali e storici raccontati a mo’ di romanzo, scritto da Angiolo Pellegrini comandante della sezione antimafia di Palermo in quel delicato periodo, con la collaborazione del giornalista Francesco Condoluci, in cui si ripercorre la storia di uomo, duro ma anche molto solidale con i suoi uomini e di una Palermo surreale, quasi da Far West.</p>
<p>“In questo libro vengono ricordate le pagine più brutte e più belle della vicenda siciliana, descritte attraverso i protagonisti visti da vicino: i buoni, i cattivi, i nomi noti e i tanti ragazzi che nell’oscurità e nell’anonimato non si sono mai arresi”.</p>
<p>Pellegrini ci racconta, in un’epopea dai toni pacati, le vicende dei magistrati Chinnici e Falcone, dei Salvo, “padroni della Sicilia” e vera e propria rappresentazione della mafia cha fa impero, di Buscetta grazie al quale lo Stato e i suoi magistrati hanno compreso e conosciuto il sistema di Cosa Nostra, ma anche delle enormi difficoltà riscontrate da lui e i suoi colleghi: la mancanza di uomini e mezzi sufficienti, di sostegno da chi invece dovesse darglielo, il dissenso dalla popolazione locale che era ormai abituata alla presenza asfissiante della mafia tanto da non accorgersi dei paletti imposti da quest’ultima e che anzi le riconosceva l’unica occasione lavorativa, tanto da venir poi ritenuto responsabile di portare la parola mafia in quelle realtà in cui, secondo molti, non era mai esistita.</p>
<p>Per portare avanti le sue indagini c’era bisogno di uomini fidati e Pellegrini mise insieme un gruppo di fedelissimi, la cosiddetta banda del Capitano Billy The Kid e fece ciò che molti non avevano avuto il coraggio di fare: compilare un rapporto che parlava di mafia, raccontando cosa in realtà fosse e chi comandasse, trovando sempre sostegno in un uomo: il giudice Falcone.</p>
<h3>Le foto di Mario Spada per Trame Festival</h3>

<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2015/2015/06/21/noi-gli-uomini-di-falcone-2/img_8423/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/IMG_8423-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Angiolo Pellegrini, Silvio Messinetti e Francesco Condoluci" /></a>
<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2015/2015/06/21/noi-gli-uomini-di-falcone-2/img_8404/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/IMG_8404-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_8404" /></a>
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<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2015/2015/06/21/noi-gli-uomini-di-falcone-2/img_8381/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/IMG_8381-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_8381" /></a>

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		<title>un Paese in mano ai pescecani non si salva</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jun 2015 13:28:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un imprenditore di Treviso che ruba 40 milioni alla sua azienda per soddisfare la sua smania di “collezionismo”, comprando 493 auto da collezione da custodire nei capannoni e contemporaneamente mandando sul lastrico decine di famiglie. E poi c’è Lady Armellini, che “dimentica” di possedere oltre 1200 case molte delle quali in affitto al Comune di Roma;  il barbiere di Bari, che riesce ad evadere mentre si diletta tra un taglio di capelli e qualche barba nella caserma della Guardia di Finanza. Li chiama “Pescani” il giornalista Mario Giordani, voraci predatori che incarnano i peggiori vizi degli Italiani e che “con la crisi sono diventati sempre più cattivi. Gli Italiani sempre più poveri e i pescecani sempre più voraci. E di fronte a tutto questo, la politica ha continuato a perdere   credibilità” Una conversazione frizzante sui pescecani “accanto a noi e dentro di noi”, quella tra il direttore artistico di Trame Gaetano Savatteri e il giornalista Mario Giordano, a Trame Festival per la presentazione del suo ultimo libro “Pescecani. Quelli che  si riempiono le tasche alle spalle del Paese che affonda” (Mondadori). Perché raccontare le storie di Italiani che hanno fatto dell’illegalità la propria regola di vita, con l’autogiustificazione che “tanto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #4186bf">Un imprenditore di Treviso che ruba 40 milioni alla sua azienda per soddisfare la sua smania di “collezionismo”, comprando 493 auto da collezione da custodire nei capannoni e contemporaneamente mandando sul lastrico decine di famiglie. E poi c’è Lady Armellini, che “dimentica” di possedere oltre 1200 case molte delle quali in affitto al Comune di Roma;  il barbiere di Bari, che riesce ad evadere mentre si diletta tra un taglio di capelli e qualche barba nella caserma della Guardia di Finanza.</span><span id="more-1419"></span></h3>
<p>Li chiama “Pescani” il giornalista Mario Giordani, voraci predatori che incarnano i peggiori vizi degli Italiani e che “con la crisi sono diventati sempre più cattivi. Gli Italiani sempre più poveri e i pescecani sempre più voraci. E di fronte a tutto questo, la politica ha continuato a perdere   credibilità”</p>
<p>Una conversazione frizzante sui pescecani “accanto a noi e dentro di noi”, quella tra il direttore artistico di Trame Gaetano Savatteri e il giornalista Mario Giordano, a Trame Festival per la presentazione del suo ultimo libro “Pescecani. Quelli che  si riempiono le tasche alle spalle del Paese che affonda” (Mondadori).</p>
<p>Perché raccontare le storie di Italiani che hanno fatto dell’illegalità la propria regola di vita, con l’autogiustificazione che “tanto non ammazzo nessuno” oppure che “così fan tutti” e tutti dobbiamo adeguarci a questo modo di fare per avere successo? “Il rischio è quello di rassegnarsi di fronte ai pescecani che ci sono tra di noi e a quelli che sono dentro di noi”, ha detto il direttore del Tg4 che chiama in causa “la responsabilità personale di ciascuno di noi e quella collettiva che come società abbiamo nell’accettare passivamente i furbi, i truffatori, gli evasori, tutti quegli squali che fanno affari a discapito dei più deboli e di chi vive onestamente. Anche la politica non ha fatto il proprio dovere e  il vitalizio è l’emblema del privilegio del potere, di un potere che privilegia se stesso e nega i diritti dei cittadini”.</p>
<p>Per Giordano “gli Italiani devono decidere da che parte stare, se salvare se stessi e i propri interessi privati o salvare il Paese. Se vogliamo lasciare ai nostri figli un Paese migliore, dobbiamo invertire rotta: un Paese in mano ai ladri, ai pescecani e ai mafiosi non si salva.”</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>“Per amore del mio popolo non tacerò”. La morte di Don Peppe Diana</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jun 2015 10:58:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[casal di principe]]></category>
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		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 19 marzo del 1994, giorno del suo onomastico, muore Don Peppe Diana. Ucciso dalla camorra nella chiesa San Nicola di Bari a Casal di Principe, comune del casertano. Ci raccontano la sua storia al Festival Raffaele Sardo autore di “Don Peppe Diana. Un martire in terra di camorra”, Augusto Di Meo amico e testimone dell’omicidio e Sandro Ruotolo giornalista e collaboratore di Michele Santoro che dal maggio di quest’anno e sotto scorta per le minacce di morte ricevute da Michele Zagaria, boss dei Casalesi, clan di rilevo a Casal di Principe. Don Peppino non era un prete qualunque, era uno che il suo territorio lo conosceva bene, soprattutto chi ci viveva. È per questo che fu ucciso, perché voleva combattere le organizzazioni criminali del suo paese. Una voce fuori dal coro che stava diventando troppo forte e rappresentativa, punto di ritrovo per tutti coloro che non volevano più sottostare alla camorra. Come in ogni terra di mafia che si rispetti, le prime notizie della vicenda gettarono fango sul sacerdote (la mafia usa sempre la delegittimazione in questi casi), ma ciò non bastò ed oggi il vero operato di Don Peppe Diana viene riportato da giornalisti e scrittori. Come ricorda [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #4186bf">Il 19 marzo del 1994, giorno del suo onomastico, muore Don Peppe Diana. Ucciso dalla camorra nella chiesa San Nicola di Bari a Casal di Principe, comune del casertano. Ci raccontano la sua storia al Festival Raffaele Sardo autore di “Don Peppe Diana. Un martire in terra di camorra”, Augusto Di Meo amico e testimone dell’omicidio e Sandro Ruotolo giornalista e collaboratore di Michele Santoro che dal maggio di quest’anno e sotto scorta per le minacce di morte ricevute da Michele Zagaria, boss dei Casalesi, clan di rilevo a Casal di Principe.</span></h3>
<p><span id="more-1422"></span></p>
<p>Don Peppino non era un prete qualunque, era uno che il suo territorio lo conosceva bene, soprattutto chi ci viveva. È per questo che fu ucciso, perché voleva combattere le organizzazioni criminali del suo paese. Una voce fuori dal coro che stava diventando troppo forte e rappresentativa, punto di ritrovo per tutti coloro che non volevano più sottostare alla camorra. Come in ogni terra di mafia che si rispetti, le prime notizie della vicenda gettarono fango sul sacerdote (la mafia usa sempre la delegittimazione in questi casi), ma ciò non bastò ed oggi il vero operato di Don Peppe Diana viene riportato da giornalisti e scrittori. Come ricorda Ruotolo la memoria è molto importante, ma ancor di più è la crescita di una cultura della legalità, che avviene spesso anche attraverso i libri come questo.</p>
<p>Oggi Casal di Principe ha voglia di riscatto, lo si deduce dai fatti: gli arresti dei capi, i pentimenti, il nuovo assetto amministrativo, in più tra qualche giorno sarà inaugurata in una villa sequestrata alla camorra la mostra “La luce vince l’ombra”, con opere provenienti degli Uffizi di Firenze, dalle Reggia di Caserta, dal Museo di Capodimonte. Finalmente dopo venti anni si vedono i cambiamenti, come afferma Di Meo, forse perché i giovani vogliono vivere una realtà diversa.</p>
<p><em> “Qui la camorra ha perso. Ora si ricomincia. Dove eravamo rimasti?”</em></p>
<h4>Le foto di Mario Spada per Trame Festival</h4>

<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2015/2015/06/21/per-amore-del-mio-popolo-non-tacero-la-morte-di-don-peppe-diana/img_7816/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/IMG_7816-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_7816" /></a>
<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2015/2015/06/21/per-amore-del-mio-popolo-non-tacero-la-morte-di-don-peppe-diana/img_7848/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/IMG_7848-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_7848" /></a>
<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2015/2015/06/21/per-amore-del-mio-popolo-non-tacero-la-morte-di-don-peppe-diana/img_7858/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/IMG_7858-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_7858" /></a>
<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2015/2015/06/21/per-amore-del-mio-popolo-non-tacero-la-morte-di-don-peppe-diana/img_7867/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/IMG_7867-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_7867" /></a>
<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2015/2015/06/21/per-amore-del-mio-popolo-non-tacero-la-morte-di-don-peppe-diana/img_7881/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/IMG_7881-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_7881" /></a>
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		<title>Quali turisti e autoctoni? La forza è il noi collettivo</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2015 21:27:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Questo è il primo libro che, chi voglia avvicinarsi al tema &#8216;ndrangheta, deve leggere: fornisce in modo snello tutta una serie di verità rispetto al fenomeno&#8221;. Così esordisce Claudio Cordova, giornalista de Il Dispaccio riferendosi al libro di Francesco Forgione, deputato e presidente della Commissione parlamentare antimafia, La &#8216;ndrangheta spiegata ai turisti. Un titolo accattivante, ironicamente amaro, che origina da un mafia-tour: &#8220;qualche mese fa un grande tour operator americano, per organizzare visite a Palermo, aveva scelto come guida il figlio di Provenzano. A un figlio non si può chiedere di rinnegare il padre in quanto padre, ma in quanto boss&#8221; spiega l&#8217;autore del libello edito da Di Girolamo, sulla scia di La mafia spiegata ai turisti. Un dialogo immaginario tra lo scrittore e un generico turista, che si conclude con un invito: Buon viaggio in una terra bellissima&#8230; Ad intervenire nel dibattito anche Mario Spagnuolo, procuratore di Vibo Valentia: &#8220;Iniziamo a ragionare con la testa di chi viene qui e si proietta in questa realtà, che vede estranea fino ad un certo punto, ma soprattutto a comunicare loro che la mafia non è un problema calabrese, ma sta diventando mondiale. L&#8217;operazione di contrasto al crimine organizzato simbolicamente si fa [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #4186bf"><em>&#8220;Questo è il primo libro che, chi voglia avvicinarsi al tema &#8216;ndrangheta, deve leggere: fornisce in modo snello tutta una serie di verità rispetto al fenomeno&#8221;.</em> Così esordisce Claudio Cordova, giornalista de Il Dispaccio riferendosi al libro di Francesco Forgione, deputato e presidente della Commissione parlamentare antimafia, <em>La &#8216;ndrangheta spiegata ai turisti</em>. </span></h3>
<p><span id="more-1398"></span></p>
<p>Un titolo accattivante, ironicamente amaro, che origina da un mafia-tour: &#8220;qualche mese fa un grande tour operator americano, per organizzare visite a Palermo, aveva scelto come guida il figlio di Provenzano. A un figlio non si può chiedere di rinnegare il padre in quanto padre, ma in quanto boss&#8221; spiega l&#8217;autore del libello edito da Di Girolamo, sulla scia di <em>La mafia</em> <em>spiegata</em> <em>ai turisti. </em>Un dialogo immaginario tra lo scrittore e un generico turista, che si conclude con un invito: <em>Buon viaggio in una terra bellissima&#8230; </em></p>
<p>Ad intervenire nel dibattito anche Mario Spagnuolo, procuratore di Vibo Valentia: <em>&#8220;Iniziamo a ragionare con la testa di chi viene qui e si proietta in questa realtà, che vede estranea fino ad un certo punto, ma soprattutto a comunicare loro che la mafia non è un problema calabrese, ma sta diventando mondiale. L&#8217;operazione di contrasto al crimine organizzato simbolicamente si fa anche ad Oslo e Madrid. Vi stiamo rendendo complici di un problema che è anche nostro e la globalizzazione di questi problemi è qualcosa su cui dobbiamo ragionare&#8221;</em>. Forgione esorta a una buona informazione, ad un giornalismo che non subisca il fascino della propaganda, ma che sperimenti il &#8220;gusto dell&#8217;analisi&#8221;, perché &#8220;la forza della &#8216;ndrangheta è non farsi rappresentare&#8221; e nostro è il compito di svelarla.</p>
<p>Di fronte alla dizione usata da Cordova di &#8220;massondrangheta&#8221;, l&#8217;autore restituisce carica semantica alla definizione di &#8216;ndrangheta: <em>&#8220;una organizzazione criminale dinamica che ha avuto bisogno di creare una nuova situazione politica, che ha saputo costruire una duplicità istituzionale&#8221;.</em> Il procuratore, lavorando sulle dichiarazioni di fallimenti, spiega al pubblico di aver scoperto una lunghissima serie di società create apposta per generare buchi fiscali, facendo restare in stallo i debiti demaniali, anche col consenso di Equitalia. Allude in punta di piedi anche al problema dei migranti, oggetto d&#8217;indagini ancora in corso, senza risparmiarsi la denuncia di aporie: &#8220;non è più sufficiente l&#8217;intercettazione. Non siamo ancora in grado di rispondere al salto qualitativo della &#8216;ndrangheta. Occorre un focus sul problema e una cultura dell&#8217;investigazione che si sta formando, ma che non è ancora sufficiente&#8221;. Forgione, lapidariamente, attiva le coscienze: &#8220;Intellettuali non pervenuti. Dov&#8217;è il dibattito sul Mezziogiorno? L&#8217;università, la politica, il giornalismo non se ne occupano.</p>
<p>C&#8217;è un problema della società civile&#8221;. Ci interroga tutti: perché a Gioia Tauro in campagna elettorale nessuno ha pronunciato la parola &#8220;mafia&#8221;, ancora tabuizzata? La politica e la magistratura assicurano autonomia e indipendenza? E noi cittadini cosa siamo disposti a fare? Ad un anno dalle parole di papa Francesco in terra di &#8216;ndrangheta ancora adorazione del male e disprezzo del bene comune. Spagnuolo lamenta la decadenza delle elite in senso gramsciano, ma forse le crisi possono rivelarsi punti di svolta: <em>&#8220;Progressi sono stati fatti nella repressione, nel ruolo della stampa e dell&#8217;informazione. La &#8216;ndrangheta non vive più nel cono d&#8217;ombra, ma c&#8217;è anche bisogno di una cultura critica. Se questa viene meno la lotta è solo repressione e azione penale. La società è fatta da un noi collettivo e non da tanti io individuali&#8221;</em>.</p>
<p>Il veleno che si fa farmaco, dalla fine un nuovo inizio.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Camorra Sound</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2015 15:32:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[“La spoliticizzazione, connessa al primato del neoliberismo, ha modificato lo scenario antropologico della Napoli contemporanea e dell’Italia intera, dando vita a un specie di neoplebeismo qualunquista che si lascia blandire unicamente dalla rappresentazione del proprio stile di vita e della propria mentalità collettiva”. Con queste parole introduttive di Marcello Ravveduto inizia “Mafia Sound”, libro in cui Daniele Sanzone racconta la forte presenza della Camorra nel musica popolare napoletana nell’incontro ospitato nella quinta edizione del Festival Trame. Percorrendo un vero e proprio viaggio nella storia della musica e della criminalità organizzata degli ultimi quarant’anni, Sanzone cerca di rispondere a una domanda, ricordata anche dal giornalista Sandro Ruotolo nel corso della presentazione: perché la musica napoletana non ha mai preso posizione contro la Camorra? La conversazione fra Sanzone e Ruotolo si trasforma quasi istantaneamente in una discussione (più in napoletano che in italiano) tra due conterranei, che va oltre il tema del libro, e sfocia in una riflessione sulle cause profonde del consenso della Camorra a Napoli. “Ad un certo punto, quando ero ancora studente di filosofia, mi sono reso conto che la mentalità camorristica era dentro di me”, risponde Sanzone. Alla domanda di Ruotolo sulle colpe degli artisti napoletani accusati di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #4186bf"><em>“La spoliticizzazione, connessa al primato del neoliberismo, ha modificato lo scenario antropologico della Napoli contemporanea e dell’Italia intera, dando vita a un specie di neoplebeismo qualunquista che si lascia blandire unicamente dalla rappresentazione del proprio stile di vita e della propria mentalità collettiva”.</em> Con queste parole introduttive di Marcello Ravveduto inizia “<strong>Mafia Sound</strong>”, libro in cui Daniele Sanzone racconta la forte presenza della Camorra nel musica popolare napoletana nell’incontro ospitato nella quinta edizione del Festival Trame.</span></h3>
<p><span id="more-1357"></span></p>
<p>Percorrendo un vero e proprio viaggio nella storia della musica e della criminalità organizzata degli ultimi quarant’anni, Sanzone cerca di rispondere a una domanda, ricordata anche dal giornalista Sandro Ruotolo nel corso della presentazione: perché la musica napoletana non ha mai preso posizione contro la Camorra? La conversazione fra Sanzone e Ruotolo si trasforma quasi istantaneamente in una discussione (più in napoletano che in italiano) tra due conterranei, che va oltre il tema del libro, e sfocia in una riflessione sulle cause profonde del consenso della Camorra a Napoli. “Ad un certo punto, quando ero ancora studente di filosofia, mi sono reso conto che la mentalità camorristica era dentro di me”, risponde Sanzone. Alla domanda di Ruotolo sulle colpe degli artisti napoletani accusati di favorire la diffusione di una cultura camorristica, l’autore risponde con queste parole: “È una cultura con cui hai a che fare da sempre e alla fine ti entra dentro. Per quanto riguarda la musica, penso che se un artista fotografa la sua realtà, non fa apologia di Camorra, ma neorealismo”.</p>
<h4><strong>Le foto di Mario Spada per Trame Festival</strong></h4>

<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2015/2015/06/20/camorra-sound-2/_mg_0108-2/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/MG_01081-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="_MG_0108" /></a>
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