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	<title>Trame 5 &#187; libri | Trame 5</title>
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	<description>Trame Festival il primo evento culturale in Italia dedicato ai libri sulle mafie</description>
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		<title>#TrameOff Cagliari. I libri aiutano a leggere il mondo.</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Nov 2015 09:28:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Pia Tucci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La lettura sociale del sud che si è ribellato, ha mantenuto il lavoro e guarda al futuro. I libri aiutano a leggere il mondo, il mondo a Sud, quello che si ribella alla &#8216;ndrangheta e che l&#8217;ha combattuta e la combatte con la denuncia e la cultura. Il lavoro nel cuore il tema di quest&#8217;anno della sesta edizione del festival sardo e significativo è  il titolo dell&#8217;incontro che traduce in poche parole l&#8217;essenza del racconto di vita di Maria Teresa Morano e Gaetano Saffioti: &#8220;Il mestiere di vivere liberi&#8221;,  accompagnati dalla lettura di &#8220;Generazione Rosarno&#8221; (Melampo editore) con la sua autrice, la giornalista Serena Uccello, che dal palchetto della sala della Mediateca Mediterraneo di Cagliari snocciolano gli interrogativi di partenza: si può essere imprenditori in Calabria e dire di no alla ‘ndrangheta? Si può nascere in una famiglia di mafia eppure scegliere una strada alternativa e rigettare la violenza?Si può vivere in un territorio senza opportunità e rivendicarne con orgoglio il riscatto? Hanno raccontato il possibile. Le loro storie fatte di denuncia e di vita, di impegno che continua e che promuove la libertà di vivere e fare impresa al Sud, in Calabria, dove probabilmente si fa più fatica, si rischia di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La lettura sociale del sud che si è ribellato, ha mantenuto il lavoro e guarda al futuro. <a title="IL MESTIERE DI VIVERE LIBERI – Trame Festival venerdì 20 novembre alla MEM di Cagliari" href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/2015/11/18/il-mestiere-di-vivere-liberi-trame-festival-venerdi-20-novembre-alla-mem-di-cagliari/">I libri aiutano a leggere il mondo</a>, il mondo a Sud, quello che si ribella alla &#8216;ndrangheta e che l&#8217;ha combattuta e la combatte con la denuncia e la cultura.</p>
<p>Il lavoro nel cuore il tema di quest&#8217;anno della sesta edizione del festival sardo e significativo è  il titolo dell&#8217;incontro che traduce in poche parole l&#8217;essenza del racconto di vita di Maria Teresa Morano e Gaetano Saffioti: &#8220;Il mestiere di vivere liberi&#8221;,  accompagnati dalla lettura di &#8220;Generazione Rosarno&#8221; (Melampo editore) con la sua autrice, la giornalista Serena Uccello, che dal palchetto della sala della Mediateca Mediterraneo di Cagliari snocciolano gli interrogativi di partenza: si può essere imprenditori in Calabria e dire di no alla ‘ndrangheta? Si può nascere in una famiglia di mafia eppure scegliere una strada alternativa e rigettare la violenza?Si può vivere in un territorio senza opportunità e rivendicarne con orgoglio il riscatto?</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1850" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/11/TRAME-2-copia-300x200.jpg" alt="#TrameOff_ Cagliari_20.11.2015" width="300" height="200" /></p>
<p>Hanno raccontato il possibile. Le loro storie fatte di denuncia e di vita, di impegno che continua e che promuove la libertà di vivere e fare impresa al Sud, in Calabria, dove probabilmente si fa più fatica, si rischia di essere sotto scorta, come lo è Gaetano Saffioti,  si rischiano ricordi di scorte e di processi a viso aperto di Maria Teresa Morano.</p>
<p>Ma si rischia anche la possibilità di raccontare, come accade oggi, storie di impresa possibile, di Cultura nuova, di educazione che passa attraverso questi insegnamenti importanti di libertà, fatti anche di libri e di cultura per combattere le mafie.</p>
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		<title>&#8220;RACCONTARE LA MAFIA IN UN LIBRO&#8221;. ANZI IN TRE.</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2015 11:12:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Pia Tucci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Raccontare la mafia in un libro”. Anzi in tre. Gaetano Savatteri, Roberto Paolo, Sebastiano Ardita, La camorra che uccise Giancarlo Siani e l´indagine ancora aperta,  scritta nell&#8217;inchiesta de “Il caso non è chiuso”, la “Mafia Capitale” di Carminati e lo scandalo degli affiliati senza la coppola che fanno affari con la politica e gli imprenditori della Capitale e non solo,  la Catania dei salotti e degli intrecci mafia-politica passando per i corridoi dei salotti buoni della Milano del Sud nei tre incontri che hanno animato la sessione mattutina del Pisa book festival e destato interesse e partecipazione, nella sala Fermi del Palazzo dei congressi di Pisa offrendo nuovi spunti di conversazione sull&#8217;affannoso e attuale tema delle mafie. La Giornalista Candida Virgone ha condotto il matinée letterario di Trame Off, in una disamina puntuale su Mafia Capitale con Gaetano Savatteri che svela i punti di convergenza dell’invisibile organizzazione criminale romana con Cosa Nostra, ‘ndrangheta e camorra con Mafia Capitale. L’atto d’accusa della Procura di Roma (Melampo) a pochi giorni dall´avvio del processo capitolino. L´omicidio Siani e i retroscena della controinchiesta di Roberto Paolo, autore de “Il caso non è chiuso. La verità sull’omicidio Siani (Castelvecchi)” è stata l´occasione per porre l´accento su un modo di condurre il mestiere [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><strong>“Raccontare la mafia in un libro</strong>”. Anzi in tre. <strong>Gaetano Savatteri, Roberto Paolo, Sebastiano Ardita,</strong> La camorra che uccise Giancarlo Siani e l´indagine ancora aperta,  scritta nell&#8217;inchiesta de “Il caso non è chiuso”, la “Mafia Capitale” di Carminati e lo scandalo degli affiliati senza la coppola che fanno affari con la politica e gli imprenditori della Capitale e non solo,  la Catania dei salotti e degli intrecci mafia-politica passando per i corridoi dei salotti buoni della Milano del Sud nei tre incontri che hanno animato la sessione mattutina del Pisa book festival e destato interesse e partecipazione, nella <strong>sala Fermi del Palazzo dei congressi di Pisa</strong> offrendo nuovi spunti di conversazione sull&#8217;affannoso e attuale tema delle mafie.</p>
<p style="text-align: justify">La Giornalista <strong>Candida Virgone</strong> ha condotto il matinée letterario di Trame Off, in una disamina puntuale su Mafia Capitale con <b>Gaetano Savatteri</b> che svela i punti di convergenza dell’invisibile organizzazione criminale romana con Cosa Nostra, ‘ndrangheta e camorra con <b>Mafia Capitale. L’atto d’accusa della Procura di Roma (Melampo)</b> a pochi giorni dall´avvio del processo capitolino.</p>
<p style="text-align: justify">L´omicidio Siani e i retroscena della controinchiesta di <b>Roberto Paolo</b>, autore de <b>“Il caso non è chiuso. La verità sull’omicidio Siani (Castelvecchi)”</b> è stata l´occasione per porre l´accento su un modo di condurre il mestiere di Giornalista e sul ruolo dell´inchiesta nel campo dell´informazione. Roberto Paolo ha raccontato, così come fa nel suo libro i motivi e l´iter che ha rimesso in gioco, riaprendo di fatto un fascicolo, il Caso Siani.</p>
<p style="text-align: justify">Ha chiuso la rassegna letteraria marchio Trame Off il Magistrato <b>Sebastiano Ardita</b>, <b>“Catania Bene. Storia di un modello mafioso che è diventato dominante (Mondadori) Mafia 2.0. </b></p>
<p><b><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/11/thumb_WP_20151108_10_56_42_Pro_1024.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1789" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/11/thumb_WP_20151108_10_56_42_Pro_1024-300x169.jpg" alt="thumb_WP_20151108_10_56_42_Pro_1024" width="300" height="169" /></a></b></p>
<p><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/11/thumb__MG_0739_1024.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1774" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/11/thumb__MG_0739_1024-300x200.jpg" alt="thumb__MG_0739_1024" width="300" height="200" /></a></p>
<p><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/11/thumb_WP_20151108_12_46_14_Rich_1024.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1794" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/11/thumb_WP_20151108_12_46_14_Rich_1024-300x169.jpg" alt="thumb_WP_20151108_12_46_14_Rich_1024" width="300" height="169" /></a></p>
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		<title>TrameOff fa il pieno nella sala Fermi del Pisa Book Festival e conferma l´appuntamento per il 2016</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2015/2015/11/09/trameoff-fa-il-pieno-nella-sala-fermi-e-conferma-lappuntamento-per-il-2016/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2015 17:50:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Pia Tucci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pisa Book festival 13 é l´occasione per consolidare i rapporti tra il  festival italiano dell’editoria indipendente e Trame, l´unico festival della letteratura sulle mafie. Allo stesso tavolo Lucia della Porta direttrice del Pisa Book Festival, Armando Caputo presidente della Fondazione Trame, l´Assessore alla legalitá del Comune di Pisa Maria Luisa Chiofalo, Anna Maria Lapini componente di giunta Confcommercio Imprese per l’Italia incaricata per la legalità e la sicurezza, la giornalista Candida Virgone aprono la sessione domenicale del tredicesimo Pisa Book Festival. “Una sinergia immediata &#8211; dice Lucia della Porta- quella che ha portato Trame a Pisa e il Pisa Book a Lamezia Terme, uno approccio sociale e culturale alla lettura e alla letteratura e all´attualitá. Un incontro -continua- che conferma e rilancia: la sessione della domenica mattina del Pisa book ogni anno sarà dedicato a Trame Festival” Lo conferma l´Assessore Chiofalo, che nel suo intervento di saluto parla di: “Trasparenza, efficenza, equità come condizioni ineludibili della buona amministrazione. Ed é da amministratori responsabili che bisogna creare le condizioni di partecipazione consapevole dei cittadini e dei giovani. Il Festival dei libri sulle mafie di Lamezia Terme, rappresenta uno spaccato sociale interessante e che trova nella nostra realtà uno spazio di azione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Pisa Book festival 13 é l´occasione per consolidare i rapporti tra il  festival italiano dell’editoria indipendente e Trame, l´unico festival della letteratura sulle mafie.</h2>
<p>Allo stesso tavolo <strong>Lucia della Porta</strong> direttrice del Pisa Book Festival, <strong>Armando Caputo</strong> presidente della Fondazione Trame, l´Assessore alla legalitá del Comune di Pisa <strong>Maria Luisa Chiofalo</strong>, <strong>Anna Maria Lapini</strong> componente di giunta Confcommercio Imprese per l’Italia incaricata per la legalità e la sicurezza, la giornalista <strong>Candida Virgone</strong> aprono la sessione domenicale del tredicesimo Pisa Book Festival.</p>
<p>“Una sinergia immediata &#8211; dice Lucia della Porta- quella che ha portato Trame a Pisa e il Pisa Book a Lamezia Terme, uno approccio sociale e culturale alla lettura e alla letteratura e all´attualitá. Un incontro -continua- che conferma e rilancia: l<strong>a sessione della domenica mattina del Pisa book ogni anno sarà dedicato a Trame Festival</strong>”</p>
<p>Lo conferma l´Assessore Chiofalo, che nel suo intervento di saluto parla di: “Trasparenza, efficenza, equità come condizioni ineludibili della buona amministrazione. Ed é da amministratori responsabili che bisogna creare le condizioni di partecipazione consapevole dei cittadini e dei giovani. Il Festival dei libri sulle mafie di Lamezia Terme, rappresenta uno spaccato sociale interessante e che trova nella nostra realtà uno spazio di azione privilegiato. ”</p>
<p><b><i>“</i></b>Con la consapevolezza oltre che con l’esempio, che si combattono fenomeni come la mafie”. Sono le parole di Anna Lapini <i>componente di giunta Confcommercio Imprese per l’Italia incaricata per la legalità e la sicurezza</i> “La Fondazione Trame mi hanno fatto scoprire una meravigliosa realtà, quella che ho vissuto questa estate a Lamezia Terme, partecipando ad un festival al quale Confcommercio nazionale,  ha deciso di dare il suo sostegno, è stato apprezzato l’entusiasmo, la passione e l’impegno degli uomini e delle donne che lavorano al Festival e lo hanno fatto crescere negli anni”</p>
<p>“Trame Festival é un modello consolidato &#8211; conferma Armando Caputo, Presidente della Fondazione Trame- che sta dettando una linea di coinvolgimento socio-culturale anche in altri contesti, fuori dalla Calabria. Trame OFF ci sta offrendo la possibilità di confronto e crescita. La sinergia creatasi con il Pisa Book festival  grazie anche all´attenzione della sua Direttrice Lucia della Porta é un segnale che ci da chiara la sensazione del fare bene. Le tappe Pisane che da quest´anno sono una realtà consolidata ci danno uno strumento in più per lavorare  meglio e già in pieno fermento per Trame.6”</p>
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		<title>La Fondazione Trame al Consiglio aperto della seconda Municipalità di Napoli</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2015/2015/10/09/la-fondazione-trame-al-consiglio-aperto-della-seconda-municipalita-di-napoli/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2015 06:19:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Pia Tucci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 30 settembre scorso a Napoli, presso il piazzale della stazione della metropolitana di Salvator Rosa, a due passi da via Romaniello, luogo in cui fu assassinato Giancarlo Siani, si è tenuto un Consiglio aperto, straordinario della II Municipalità di Napoli dedicata alla sua memoria e “alla costruzione di saperi e azioni per l&#8217;affermazione della legalità”. Erano presenti, tra gli altri, i giornalisti Arnaldo Capezzuto e Roberto Paolo, Armando Caputo, presidente della Fondazione Trame e Maria Pia Tucci responsabile della Comunicazione della fondazione calabrese, Geppino Fiorenza presidente del comitato scientifico della Fondazione Polis ed Enrico Tedesco segretario della stessa, alunni e docenti del Liceo G.B. Vico (che frequentò Giancarlo) ed una rappresentanza del Liceo A. Genovesi, assessori, consiglieri e il Presidente della municipalità Francesco Chirico con il Presidente della Commissione cultura Gianluca de Vincentiis. A fare da moderatore il consigliere di Municipalità Alfonso Gentile. Dal dibattito è emerso il consueto interrogativo che le persone si pongono da anni: “Denunciare? E poi chi ci protegge? Dobbiamo tutti diventare eroi come Giancarlo Siani?”. Nell&#8217;affrontare l&#8217;argomento, il giornalista Roberto Paolo ha affermato che lo Stato aiuta ma noi dobbiamo fare la nostra parte, non per gli altri o per “fare l’eroe”, ma per [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #333399">Il 30 settembre scorso a Napoli, presso il piazzale della stazione della metropolitana di Salvator Rosa, a due passi da via Romaniello, luogo in cui fu assassinato Giancarlo Siani, si è tenuto un Consiglio aperto, straordinario della II Municipalità di Napoli dedicata alla sua memoria e “alla costruzione di saperi e azioni per l&#8217;affermazione della legalità”. Erano presenti, tra gli altri, i giornalisti Arnaldo Capezzuto e Roberto Paolo, Armando Caputo, presidente della Fondazione Trame e Maria Pia Tucci responsabile della Comunicazione della fondazione calabrese, Geppino Fiorenza presidente del comitato scientifico della Fondazione Polis ed Enrico Tedesco segretario della stessa, alunni e docenti del Liceo G.B. Vico (che frequentò Giancarlo) ed una rappresentanza del Liceo A. Genovesi, assessori, consiglieri e il Presidente della municipalità Francesco Chirico con il Presidente della Commissione cultura Gianluca de Vincentiis. A fare da moderatore il consigliere di Municipalità Alfonso Gentile.</span></h3>
<p><span style="color: #000080">Dal dibattito è emerso il consueto interrogativo che le persone si pongono da anni: “Denunciare? E poi chi ci protegge? Dobbiamo tutti diventare eroi come Giancarlo Siani?”. Nell&#8217;affrontare l&#8217;argomento, il giornalista Roberto Paolo ha affermato che lo Stato aiuta ma noi dobbiamo fare la nostra parte, non per gli altri o per “fare l’eroe”, ma per noi stessi e per un futuro senza soprusi e sofferenze.</span></p>
<p><span style="color: #000080">Fulcro della giornata quindi l’importanza di non sottostare alla criminalità organizzata anche quando questa sembra essere l’unica via, puntando soprattutto all’educazione alla legalità fatta tra i banchi di scuola.</span></p>
<p><span style="color: #000080">A questo proposito è stato annunciato, da parte della Fondazione Trame, l’avvio di un programma di diffusione in alcuni istituti (per ora!) di libri, in modo che gli studenti possano approfondire i temi di mafia e corruzione e scoprire le persone che ogni giorno combattono per debellarle. Trame, infatti, porterà la sua “missione” di sensibilizzazione anche al di fuori della Calabria, con la realizzazione di incontri presso queste scuole che saranno un’importante opportunità per mettere a confronto il punto di vista dei più giovani, il loro modo di concepire la presenza della criminalità organizzata nella vita quotidiana e nel territorio con quelli che sono stati e sono i protagonisti di queste lotte.</span></p>
<p><span style="color: #000080">Nella settimana del trentesimo anniversario dalla scomparsa del giornalista eroe e in occasione degli eventi organizzati per ricordarlo, molti esponenti della lotta contro l’illegalità hanno ancora una volta voluto sensibilizzare le persone, soprattutto i giovani, unica vera speranza, ad impegnarsi ogni giorno nel risanare quella che è ormai divenuta una delle più evidenti e brucianti ferite d&#8217;Italia.</span></p>
<p><span style="color: #000080">Alessia ed Eleonora</span></p>
<p><span style="color: #000080"><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/10/Napoli_30.09.2015.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1721" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/10/Napoli_30.09.2015-300x199.jpg" alt="Napoli_30.09.2015" width="300" height="199" /></a></span></p>
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		<title>Pio La Torre: l&#8217;uomo che vide la mafia</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jun 2015 20:53:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pio La Torre: la sua eredità, le sue lotte, la sua umanità; protagonista di uno spazio per la seconda giornata di Trame 5, un appuntamento che ha proposto la testimonianza del figlio del sindacalista siciliano, Franco La Torre, storico ed esperto di cooperazione internazionale, ha lavorato a lungo in Medio Oriente, Mediterraneo e Africa, membro del comitato scientifico dell’osservatorio sulla legalità della Fillea-Cgil e responsabile di Libera Europa. Supporto concreto della memoria dedicata a La Torre, un libro edito da Melampo: Sulle ginocchia. Pio La Torre una storia, scritto dal figlio, sul quale insieme all’autore ha chiacchierato la giornalista Raffaella Calandra, inviata di Radio24 e de IlSole24ore, da febbraio 2012 vicedirettore della scuola di giornalismo “Walter Tobagi” di Milano. In quest’opera Franco racconta il padre e la figura di un uomo che inevitabilmente si lega alla storia della lotta alla criminalità organizzata, ricordando ovviamente la legge Rognoni- La Torre, che introduceva il reato di associazione mafiosa, approvata solo dopo l’omicidio del politico avvenuto il 30 aprile del 1982 ma che di fatto faceva della mafia un problema concreto contro il quale finalmente si poteva opporre uno strumento altrettanto concreto, di La Torre è proposto nel testo anche tutto il percorso [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #4186bf">Pio La Torre: la sua eredità, le sue lotte, la sua umanità; protagonista di uno spazio per la seconda giornata di Trame 5, un appuntamento che ha proposto la testimonianza del figlio del sindacalista siciliano, Franco La Torre, storico ed esperto di cooperazione internazionale, ha lavorato a lungo in Medio Oriente, Mediterraneo e Africa, membro del comitato scientifico dell’osservatorio sulla legalità della Fillea-Cgil e responsabile di Libera Europa.</span></h3>
<p><span id="more-1197"></span></p>
<p>Supporto concreto della memoria dedicata a La Torre, un libro edito da Melampo: <em>Sulle ginocchia. Pio La Torre una storia</em>, scritto dal figlio, sul quale insieme all’autore ha chiacchierato la giornalista Raffaella Calandra, inviata di Radio24 e de IlSole24ore, da febbraio 2012 vicedirettore della scuola di giornalismo “Walter Tobagi” di Milano.</p>
<p>In quest’opera Franco racconta il padre e la figura di un uomo che inevitabilmente si lega alla storia della lotta alla criminalità organizzata, ricordando ovviamente la legge Rognoni- La Torre, che introduceva il reato di associazione mafiosa, approvata solo dopo l’omicidio del politico avvenuto il 30 aprile del 1982 ma che di fatto faceva della mafia un problema concreto contro il quale finalmente si poteva opporre uno strumento altrettanto concreto, di La Torre è proposto nel testo anche tutto il percorso politico e le tante battaglie che Pio intraprese prima della sua uccisione, nonché gli scritti dal 1946 al 1982.</p>
<p>Hanno poi trovato spazio nella lunga conversazione, apprezzata dai tanti che hanno riempito la Piazzetta San Domenico, anche alcune riflessioni, per esempio sulla scarsa attenzione che si è riservato alla memoria e soprattutto all’eredità politica di Pio La Torre, quasi a farlo divenire un martire dimenticato, una distrazione colpevole che ha privato di spunti importanti di crescita, non è mancata inoltre una critica ad una politica che spesso limita il suo agire alla sola commemorazione.</p>
<h4>Le foto di Mario Spada per il Festival Trame</h4>

<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2015/2015/06/18/pio-la-torre-luomo-che-vide-la-mafia/img_7526/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/IMG_7526-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_7526" /></a>
<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2015/2015/06/18/pio-la-torre-luomo-che-vide-la-mafia/img_7529/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/IMG_7529-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_7529" /></a>
<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2015/2015/06/18/pio-la-torre-luomo-che-vide-la-mafia/img_7564-copia/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/IMG_7564-Copia-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_7564 - Copia" /></a>
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<a href='https://www.tramefestival.it/cms/2015/2015/06/18/pio-la-torre-luomo-che-vide-la-mafia/img_7586/'><img width="290" height="290" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/IMG_7586-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_7586" /></a>

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		<title>Maurizio De Giovanni: il mio Ricciardi e la musica di Napoli</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2015 20:31:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[festival]]></category>
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		<description><![CDATA[La lunga narrazione della quinta edizione del festival ‘Trame’ comincia con un quasi compleanno, quello del commissario Luigi Alfredo Ricciardi nato dieci anni fa dalla penna dello scrittore napoletano Maurizio De Giovanni che torna per l’ottava volta tra le pagine di un racconto: Anime di vetro, Falene per il commissario Ricciardi in uscita il 30 giugno per Einaudi, presentato in anteprima attraverso una chiacchierata tra l’autore e il direttore artistico del festival Gaetano Savatteri. Un personaggio del tutto particolare quello di Ricciardi, non tanto per le ‘doti’ che il lettore, che non avesse già avuto il piacere di imbattersi in lui, può scoprire in questa nuova avventura ma perché colpevole della ‘morte di un bancario napoletano’, lo stesso De Giovanni che proprio con il suo Ricciardi rinasce scrittore. Questo nuovo lavoro è il primo di una trilogia che può essere definita ‘musicale’ dedicata ognuna a una canzone napoletana classica e attraverso questa a un sentimento. La canzone che ha ispirato la scrittura di questo romanzo è ‘Palomma ‘e notte’ scritta da Salvatore Di Giacomo, e il sentimento che De Giovanni ha messo tra le sue pagine è quello della rinuncia, del sacrificio. Oltre al commissario che svolge le sue indagini [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #4186bf">La lunga narrazione della quinta edizione del festival ‘Trame’ comincia con un quasi compleanno, quello del commissario Luigi Alfredo Ricciardi nato dieci anni fa dalla penna dello scrittore napoletano Maurizio De Giovanni che torna per l’ottava volta tra le pagine di un racconto: <em>Anime di vetro, Falene per il commissario Ricciardi </em>in uscita il 30 giugno per Einaudi, presentato in anteprima attraverso una chiacchierata tra l’autore e il direttore artistico del festival Gaetano Savatteri.</span></h3>
<p><span id="more-1156"></span></p>
<p>Un personaggio del tutto particolare quello di Ricciardi, non tanto per le ‘doti’ che il lettore, che non avesse già avuto il piacere di imbattersi in lui, può scoprire in questa nuova avventura ma perché colpevole della ‘morte di un bancario napoletano’, lo stesso De Giovanni che proprio con il suo Ricciardi rinasce scrittore.</p>
<p>Questo nuovo lavoro è il primo di una trilogia che può essere definita ‘musicale’ dedicata ognuna a una canzone napoletana classica e attraverso questa a un sentimento. La canzone che ha ispirato la scrittura di questo romanzo è ‘Palomma ‘e notte’ scritta da Salvatore Di Giacomo, e il sentimento che De Giovanni ha messo tra le sue pagine è quello della rinuncia, del sacrificio.</p>
<p>Oltre al commissario che svolge le sue indagini nella Napoli degli anni trenta De Giovanni ha dato vita nel 2012 con il romanzo edito da Mondadori <em>Il metodo del Coccodrillo</em> all’ispettore Lojacono, che è poi diventato uno dei protagonisti della serie di romanzi di ambientazione contemporanea dedicata ai <em>Bastardi di Pizzofalcone</em>, ed è proprio riguardo all’ispettore Lojacono che De Giovanni ha regalato ai tanti appassionati lettori un’anteprima e un gradito regalo; l’ispettore avrà il volto di Alessandro Gasmann, in una serie la cui uscita è prevista per il prossimo autunno su Rai 1, mentre sono già in preparazione le sceneggiature per la realizzazione di una serie sul commissario Ricciardi e de Giovanni non ha nascosto la voglia di vedere il suo personaggio interpretato dal talento dell’attore siciliano Luigi Lo Cascio.</p>
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		<title>Trame Festival, domani al via la quinta edizione</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2015 19:08:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Il saluto alla città di Gaetano Savatteri ed al suo primo cittadino, la volontà di radicare sempre più, nel luogo che lo ha inventato, un festival simbolo per le nuove generazioni. A due ore dal giuramento, Paolo Mascaro neo sindaco eletto di Lamezia Terme conferma, con la sua presenza alla conferenza stampa di presentazione di Trame.5 Festival, che inaugura i propri appuntamenti domani alle ore 17.30 al Chiostro di San Domenico, il sostegno “ad un evento che è diventato un momento di eccellenza culturale per la città e per i risultati che nel tempo ha conseguito”. Treccani, Unical, Università degli studi Suor Orsola Benincasa, Università Magna Graecia, partenariate con il festival in un percorso che potrebbe portare ad un “contagio extramaenia” con appuntamenti distribuiti in un arco temporale e spaziale ben più ampio. Maria Teresa Morano, Armando Caputo, Tommaso De Pace hanno ricordato il percorso e la partecipazione dei cittadini,  delle scuole, dei partners vicini con servizi e donazioni che permettono la riuscita di Trame.Festival.  il sostegno economico venuto da Confcommercio imprese per l’Italia e quello cercato con la partecipazione ad un bando Regionale di cui si attende l’esito. Le novità dell’edizione TRAME.5 online su www.tramefestival.it sono ormai imminenza e domani si parte, a bordo di una [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #4196bf">Il saluto alla città di Gaetano Savatteri ed al suo primo cittadino, la volontà di radicare sempre più, nel luogo che lo ha inventato, un festival simbolo per le nuove generazioni. A due ore dal giuramento, Paolo Mascaro neo sindaco eletto di Lamezia Terme conferma, con la sua presenza alla conferenza stampa di presentazione di Trame.5 Festival, che inaugura i propri appuntamenti domani alle ore 17.30 al Chiostro di San Domenico, il sostegno “ad un evento che è diventato un momento di eccellenza culturale per la città e per i risultati che nel tempo ha conseguito”.</span></h3>
<p>Treccani, Unical, Università degli studi Suor Orsola Benincasa, Università Magna Graecia, partenariate con il festival in un percorso che potrebbe portare ad un “contagio extramaenia” con appuntamenti distribuiti in un arco temporale e spaziale ben più ampio. Maria Teresa Morano, Armando Caputo, Tommaso De Pace hanno ricordato il percorso e la partecipazione dei cittadini,  delle scuole, dei partners vicini con servizi e donazioni che permettono la riuscita di Trame.Festival.  il sostegno economico venuto da Confcommercio imprese per l’Italia e quello cercato con la partecipazione ad un bando Regionale di cui si attende l’esito. Le novità dell’edizione TRAME.5 online su <a href="http://www.tramefestival.it/">www.tramefestival.it</a> sono ormai imminenza e domani si parte, a bordo di una Mehari che ricorda uno per tutti “i giovani favolosi” che hanno deciso e già da oggi, <em>invaso,</em> i luoghi del Festival.</p>
<p><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/04/PROGRAMMA-DEFINITIVO.pdf" target="_blank">Scarica il Programma</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/phMaria-Pia-Tucci_De-PaceSavatteri-Caputo-1-1.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1135" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/phMaria-Pia-Tucci_De-PaceSavatteri-Caputo-1-1-1024x680.jpg" alt="phMaria Pia Tucci_De Pace,Savatteri, Caputo, (1) (1)" width="610" height="405" /></a> <a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/phMaria-Pia-Tucci_Pubblico.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1136" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/phMaria-Pia-Tucci_Pubblico.jpg" alt="phMaria Pia Tucci_Pubblico" width="610" height="452" /></a> <a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/phMaria-Pia-Tucci_Savatteri-Mascaro.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1137" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/phMaria-Pia-Tucci_Savatteri-Mascaro-1024x757.jpg" alt="phMaria Pia Tucci_Savatteri, Mascaro" width="610" height="451" /></a> <a href="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/phMaria-Pia-Tucci_Savatteri.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1138" src="http://www.tramefestival.it/cms/2015/wp-content/uploads/sites/6/2015/06/phMaria-Pia-Tucci_Savatteri-1024x680.jpg" alt="phMaria Pia Tucci_Savatteri" width="610" height="405" /></a></p>
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		<title>Ali spezzate</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2015 09:19:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un Paese normale, quando hai quattordici anni, quello che accade fuori da te, non dovrebbe avere molta importanza. Annalisa Durante, uccisa a Forcella a quattordici anni in un agguato di camorra, il 27 marzo del 2004, con quello che accadeva nel suo quartiere da circa sessant’anni, non c’entrava proprio niente, eppure è stata uccisa e con lei il suo futuro. Nel 2004, a Forcella, storica roccaforte della famiglia camorristica dei Giuliano, c’è un conflitto tra quel che resta del clan Giuliano e quello dei Mazzarella, per il controllo dello spaccio della droga. Annalisa a questa guerra era estranea. A quattordici anni non si fa la guerra, semmai si sogna di diventare grandi. Invece, la giovane Annalisa, in una sera di fine marzo del 2004, mentre era a chiacchierare con le sue amiche, sotto il portone della sua casa, viene colpita a morte da un proiettile, esploso ad altezza d’uomo dall’ultimo erede del clan Giuliano. Il libro non racconta solo il crudele assassinio di Annalisa, una adolescente uccisa in un conflitto a fuoco tra clan rivali. Non si limita a tracciare la geografia di due clan della camorra che da anni si fanno la guerra, togliendo il respiro ad un quartiere ed a un’intera città. Ali spezzate è anche una lucida [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #4186bf">In un Paese normale, quando hai quattordici anni, quello che accade fuori da te, non dovrebbe avere molta importanza. Annalisa Durante, uccisa a Forcella a quattordici anni in un agguato di camorra, il 27 marzo del 2004, con quello che accadeva nel suo quartiere da circa sessant’anni, non c’entrava proprio niente, eppure è stata uccisa e con lei il suo futuro.</span></h3>
<p><span id="more-567"></span></p>
<p>Nel 2004, a Forcella, storica roccaforte della famiglia camorristica dei Giuliano, c’è un conflitto tra quel che resta del clan Giuliano e quello dei Mazzarella, per il controllo dello spaccio della droga. Annalisa a questa guerra era estranea. A quattordici anni non si fa la guerra, semmai si sogna di diventare grandi. Invece, la giovane Annalisa, in una sera di fine marzo del 2004, mentre era a chiacchierare con le sue amiche, sotto il portone della sua casa, viene colpita a morte da un proiettile, esploso ad altezza d’uomo dall’ultimo erede del clan Giuliano. Il libro non racconta solo il crudele assassinio di Annalisa, una adolescente uccisa in</p>
<p>un conflitto a fuoco tra clan rivali. Non si limita a tracciare la geografia di due clan della camorra che da anni si fanno la guerra, togliendo il respiro ad un quartiere ed a un’intera città.</p>
<div>Ali spezzate è anche una lucida analisi dell’abbandono e del degrado sociale e culturale in cui, da più di mezzo secolo, la classe dirigente e politica napoletana ha relegato i quartieri popolari di una della città più importanti d’Europa. È il racconto di un’altra rivoluzione partenopea mancata, che prende le mosse dall’incredibile e drammatica storia di Annalisa ed allo stesso tempo delle promesse non mantenute, del cinismo di quanti hanno saputo sfruttare questa immane tragedia.</div>
<hr />
<h3><span style="color: #000000"><strong> <em>Ali spezzate. Annalisa Durante.<br />
Morire a Forcella a quattordici anni.</em></strong></span></h3>
<h5>Un libro scritto da <strong>Paolo Miggiano</strong> edito da <em>Di Girolamo Editore</em>.</h5>
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		<title>Anche se tutti, io no</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2015/2015/06/15/anche-se-tutti-io-no/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2015 05:29:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[trame5]]></category>
		<category><![CDATA[tramefestival]]></category>

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		<description><![CDATA[È arrivato il tempo di decidere tutti da che parte stare: sia chi prende sul serio la propria Coscienza di credente, sia coloro che, non credenti, sceglieranno di rispettare la propria Coscienza di uomini e di donne. E che occorra il risveglio di tutti è provato dalla radice profonda dell’omertà: la menzogna d’illudersi che si è ancora liberi, solo perché si può scegliere di girare la faccia dall’altra parte, mentre sta bruciando la casa. Siamo nella Calabria dei silenzi e della paura, saccheggiata dalle cosche e dalla corruzione. Tra gli animatori di Reggio Non Tace, il movimento di cittadini nato nel 2010 per lottare contro la ’ndrangheta e le sue molteplici complicità e connivenze, c’è Giovanni Ladiana, superiore dei gesuiti. Il suo è un cammino che a piccoli passi abbraccia latitudini spirituali lontane e geografie umane vicine: storie spesso di dolore e sofferenza, tra i malati, i barboni, i rifugiati, i più deboli; dal rione Scampia di Napoli al Librino di Catania, dai terremotati dell’Irpinia alle comunità dei villaggi messicani. Mani da operaio, spirito da militante, con in mente i modelli di sant’Ignazio, padre Arrupe ed Etty Hillesum, Giovanni parla della sua scelta di entrare nella Compagnia di Gesù, della [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #4186bf">È arrivato il tempo di decidere tutti da che parte stare: sia chi prende sul serio la propria Coscienza di credente, sia coloro che, non credenti, sceglieranno di rispettare la propria Coscienza di uomini e di donne. E che occorra il risveglio di tutti è provato dalla radice profonda dell’omertà: la menzogna d’illudersi che si è ancora liberi, solo perché si può scegliere di girare la faccia dall’altra parte, mentre sta bruciando la casa.</span><span id="more-988"></span></h3>
<p>Siamo nella Calabria dei silenzi e della paura, saccheggiata dalle cosche e dalla corruzione. Tra gli animatori di Reggio Non Tace, il movimento di cittadini nato nel 2010 per lottare contro la ’ndrangheta e le sue molteplici complicità e connivenze, c’è Giovanni Ladiana, superiore dei gesuiti. Il suo è un cammino che a piccoli passi abbraccia latitudini spirituali lontane e geografie umane vicine: storie spesso di dolore e sofferenza, tra i malati, i barboni, i rifugiati, i più deboli; dal rione Scampia di Napoli al Librino di Catania, dai terremotati dell’Irpinia alle comunità dei villaggi messicani.<br />
Mani da operaio, spirito da militante, con in mente i modelli di sant’Ignazio, padre Arrupe ed Etty Hillesum, Giovanni parla della sua scelta di entrare nella Compagnia di Gesù, della distanza da una Chiesa a volte lontana dall’essenzialità del Vangelo, delle speranze suscitate da papa Francesco, del movimento Reggio Non Tace, nato in una terra dove la presenza della ’ndrangheta avvelena la politica e l’ambiente. Senza nascondere la paura per le minacce e le intimidazioni, Giovanni Ladiana continua a spendersi per la missione affidata da Paolo VI ai gesuiti: «Stare negli incroci della storia, ove vivono i crocifissi d’oggi».</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<h3>Anche se tutti, io no</h3>
<h5>La Chiesa e l&#8217;impegno per la giustizia</h5>
<h5>è un libro di Giovanni Ladiana edito da<a href="http://www.laterza.it/" target="_blank"> Laterza</a></h5>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Bambini a metà</title>
		<link>https://www.tramefestival.it/cms/2015/2015/06/14/bambini-a-meta/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2015 05:31:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Renda]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[trame5]]></category>
		<category><![CDATA[tramefestival]]></category>

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		<description><![CDATA[Un bambino è prima di tutto un bambino. I figli e le figlie dei capi della &#8216;ndrangheta sono liberi di scegliere il loro futuro?  Le operazioni giudiziarie, gli arresti, le confische dei beni condotte in Calabria sono state operazioni di enorme importanza: hanno portato alla disarticolazione della rete e, spesso, alla decimazione delle gerarchie criminali.  Ma in che misura questi arresti hanno inciso su un tipo di organizzazione che si fonda sulla famiglia? Come fermare il ricambio generazionale su cui conta la ‘Ndrangheta? Da questa considerazione prende le mosse il libro della giornalista Angela Iantosca, che si addentra in un terreno poco esplorato e racconta le storie dei bambini e delle bambine che nascono con un destino già stabilito, al quale difficilmente possono opporsi. Crescere nella violenza innesca dinamiche dalle quali è difficile uscire: disagio sociale, rigidità, difficoltà di proiettarsi nel futuro, difficoltà di riflettere su se stessi, difficoltà di cambiare idea, poca elasticità mentale, scarsa fiducia in se stessi, depressione. C’è un modo per intervenire? &#160; Bambini a metà I figli della &#8216;ndrangheta è un libro di Angela Iantosca edito da Giulio Perrone Editore]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #4186bf">Un bambino è prima di tutto un bambino. I figli e le figlie dei capi della &#8216;ndrangheta sono liberi di scegliere il loro futuro?  Le operazioni giudiziarie, gli arresti, le confische dei beni condotte in Calabria sono state operazioni di enorme importanza: hanno portato alla disarticolazione della rete e, spesso, alla decimazione delle gerarchie criminali. </span></h3>
<p><span id="more-970"></span></p>
<p>Ma in che misura questi arresti hanno inciso su un tipo di organizzazione che si fonda sulla famiglia? Come fermare il ricambio generazionale su cui conta la ‘Ndrangheta? Da questa considerazione prende le mosse il libro della giornalista Angela Iantosca, che si addentra in un terreno poco esplorato e racconta le storie dei bambini e delle bambine che nascono con un destino già stabilito, al quale difficilmente possono opporsi. Crescere nella violenza innesca dinamiche dalle quali è difficile uscire: disagio sociale, rigidità, difficoltà di proiettarsi nel futuro, difficoltà di riflettere su se stessi, difficoltà di cambiare idea, poca elasticità mentale, scarsa fiducia in se stessi, depressione. C’è un modo per intervenire?</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<h3>Bambini a metà</h3>
<h5>I figli della &#8216;ndrangheta</h5>
<h5>è un libro di Angela Iantosca edito da<a href="www.giulioperroneditore.com/" target="_blank"> Giulio Perrone Editore</a></h5>
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