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Festival Trame, il Sud tra crescita e nuovi rischi. Bianchi (SVIMEZ): “Calabria regione dinamica, ma cresce lavoro povero”. L’antropologo Teti: “Autonomia differenziata svuoterebbe Mezzogiorno”

Economia in crescita, ma restano le ombre del lavoro povero e del rischio spopolamento. I dati SVIMEZ e le riflessioni di Vito Teti nel corso del Festival Trame.

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“Gli ultimi dati SVIMEZ relativi al 2025 confermano che il Sud cresce più del resto del Paese ormai da quattro anni. È un fatto molto positivo e dimostra che il Sud non è un “vuoto a perdere” perché se si fanno investimenti, il territorio reagisce”, ha affermato Luca Bianchi, Direttore generale di SVIMEZ (Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno), intervenendo al Festival dei libri sulle mafie “Trame” a Lamezia Terme.
“Il vero tema, però, è che si tratta di una crescita trainata prevalentemente dalla spesa pubblica”, ha spiegato Bianchi. Prima il Superbonus 110%, che ha attivato soprattutto investimenti privati, poi il PNRR, che rappresenta la componente principale dell’accelerazione registrata negli ultimi anni. “È un dato positivo — ha aggiunto — perché significa che le amministrazioni sono state in grado di cogliere questa occasione. Ma è anche un elemento di preoccupazione: cosa accadrà dopo il 2026, quando verrà meno questo forte traino? Il rischio è tornare un po’ al passato, con una crescita inferiore”.
In questo quadro, la Calabria si distingue come una delle regioni più dinamiche. “Nel 2025 registra una crescita di circa l’1%, quasi il doppio di quella nazionale”, ha sottolineato il direttore generale della SVIMEZ. Anche in questo caso, però, il risultato è legato in larga parte alle costruzioni e ai servizi connessi al PNRR. Resta invece, secondo Bianchi, “una debolezza complessiva del sistema industriale”. Da qui la necessità di mantenere il ciclo degli investimenti e, allo stesso tempo, costruire “un progetto di politica industriale capace di rafforzare alcuni settori strategici”.
Un altro nodo riguarda la qualità dell’occupazione. “Cresce l’occupazione, ma cresce anche il lavoro povero, con salari bassi”, ha detto Bianchi. Il fenomeno dipende anche dalla composizione settoriale della crescita: se ad aumentare sono soprattutto le costruzioni e i servizi legati al turismo, i salari medi restano contenuti. “E non è questo il tipo di crescita capace di ridurre le migrazioni, soprattutto quelle dei giovani laureati”.
Al Festival Trame è intervenuto anche l’antropologo Vito Teti, studioso del Mezzogiorno, che ha affrontato il tema dello spopolamento e dei rischi legati all’autonomia differenziata. Secondo Teti, “lo sciagurato progetto dell’autonomia differenziata produrrebbe un ulteriore svuotamento del Mezzogiorno”. L’antropologo ha richiamato anche le responsabilità dei partiti di sinistra, ricordando l’approvazione della riforma del Titolo V.
“C’è stata anche l’illusione che la Lega si potesse civilizzare — ha detto Teti — e oggi invece ci ha dato il generale Vannacci”. Teti ha poi aggiunto che “non bisogna mai scendere sul terreno del razzista, né rispondere con un razzismo al contrario”.

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