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Il prezzo della legalità è il nome dell’inchiesta vincitrice del Premio Morrione

Il Premio Morrione incoraggia il giornalismo d'inchiesta

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di Roberto Fortugno

 

Il Premio Morrione da molti anni premia il giornalismo investigativo. Un’iniziativa nata per onorare la memoria dello storico giornalista Roberto Morrione, recentemente scomparso, oggi giunta alla sua nuova edizione. Anche quest’anno sono stati finanziati 5 nuovi progetti d’inchiesta, tra i quali quello dei ricercatori universitari Bianca Turati, Daman Singh e Iman Zaoin, che si sono addentrati nel mondo dell’immigrazione e dei decreti flussi, promessa di un’integrazione mai realmente concessa dallo Stato italiano.
I ricercatori universitari si sono addentrati nel mondo delle promesse per i permessi di soggiorno agli immigrati, scoprendo che davvero nulla è come sembra. «Lo scopo del nostro lavoro era quello di dar voce a queste persone. Il loro datore di lavoro stava abusando di loro. Inoltre, inizialmente è stato davvero difficile trovare qualcuno che volesse raccontarci la propria storia, era tanta la paura che potesse accadere loro qualcosa. Poi, finalmente, ci siamo riusciti» Ha commentato Bianca Turati, una delle autrici dell’inchiesta.


Come si è snodato il tuo percorso accademico che ti ha condotta fin qui?
«Io, assieme ad altri amici, stavo realizzando una ricerca di dottorato sull’immigrazione. Cercando un corso su come fare video abbiamo trovato il Premio Morrione».

Hai incontrato qualche difficoltà che ti è rimasta impressa in questa realizzazione?
«Oltre a quelle già raccontate, ho davvero trovato difficile realizzare il montaggio, è stato un percorso davvero molto lungo».

Questo è un mondo spesso carente di formazione professionale, cosa consiglieresti a chi vuol fare giornalismo d’inchiesta?
«Io non saprei con precisione. Per quanto riguarda il Premio Morrione, direi di avere o di trovare un’inchiesta interessante da proporre».

 

L’inchiesta, durata una ventina di minuti, ha visto il supporto dell’associazione Amici di Roberto Morrione, che da anni tenta di supportare il giornalismo investigativo, promuovendo numerose inchieste. Inoltre, bisogna anche ricordare che Roberto Morrione ha lanciato un giovanissimo Sigfrido Ranucci, uno dei volti più autorevoli del panorama giornalistico internazionale. «Il giornalismo d’inchiesta è indispensabile. Oggi ci sono crescenti difficoltà per i giovani giornalisti che intendono avviarsi a questa strada. Finché le spese legali sono coperte da grandi editori, gli attacchi sono altri, come lo spionaggio, per esempio. Ad ogni modo, il Premio Morrione cerca di supportare i lavori d’inchiesta, anche di chi non è giornalista professionista».

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