di Serena Notaro
Stefania Auci, autrice della fortunata saga dei Florio, è stata ospite di Trame Festival per presentare L'alba dei Leoni, il romanzo che racconta le origini della famiglia destinata a diventare una delle più influenti dell'Italia meridionale tra Sette e Ottocento. A dialogare con lei è stato lo scrittore e giornalista Gaetano Savatteri.
Insegnante di sostegno negli istituti secondari superiori e laureata in giurisprudenza, Auci ha esordito con il romanzo Florence nel 2015. Nel 2017, insieme a Francesca Maccani, ha pubblicato il saggio La cattiva scuola (Tlon), dedicato alle trasformazioni dell'educazione contemporanea. Il grande successo è però arrivato con la saga dei Florio, tradotta in 42 Paesi e rimasta per oltre cento settimane nelle classifiche italiane. La trilogia ha venduto complessivamente un milione e mezzo di copie e ha ispirato una serie televisiva distribuita da Disney+ nel 2023, diretta da Paolo Genovese e interpretata, tra gli altri, da Miriam Leone, Michele Riondino ed Eduardo Scarpetta.
Dialogando con Gaetano Savatteri, l'autrice ha ripercorso la storia della famiglia Florio, costretta a lasciare Bagnara Calabra dopo il terremoto del 1783 che devastò la Calabria meridionale. Giunti a Palermo, allora capitale del Regno di Sicilia, i Florio trasformarono una piccola attività commerciale in un impero economico fondato sul commercio marittimo.
«Non è una storia di vinti», ha osservato Savatteri, sottolineando come il percorso dei Florio si distingua dalla tradizione letteraria siciliana spesso incentrata sulla sconfitta e sull'immobilismo sociale. È invece la vicenda di una famiglia che, partita da una condizione di estrema difficoltà, riuscì a diventare una delle più ricche e influenti del Paese.
Auci ha spiegato di aver scelto questa storia perché interessata a raccontare un Mezzogiorno diverso da quello che domina l'immaginario comune: un Sud inserito nelle grandi rotte commerciali del Mediterraneo e protagonista di importanti processi economici e politici. Secondo l'autrice, nel tempo si sarebbe affermata una rappresentazione riduttiva del Meridione, che avrebbe finito per oscurarne la complessità e la vitalità economica.
L'alba dei Leoni, prequel della saga, si concentra sugli anni trascorsi dai Florio in Calabria prima del trasferimento in Sicilia. Il romanzo si apre con il rapimento di un ragazzo da parte dei briganti, episodio che pone immediatamente il tema della scelta morale: restare fedeli ai propri principi o lasciarsi trascinare dalla violenza e dalle circostanze.
Particolare attenzione è dedicata alle figure femminili. Auci ha citato personaggi come Giuseppina Saffioti e Rosa Florio, donne che agiscono in un contesto profondamente patriarcale ma che riescono comunque a esercitare forme di influenza e di potere all'interno della famiglia. Per costruirle, ha spiegato, è stato necessario immaginare una sensibilità lontana da quella contemporanea, precedente alle trasformazioni culturali introdotte dall'Illuminismo, dal Romanticismo e, più tardi, dal femminismo.
La ricostruzione della fase calabrese della vicenda si è rivelata particolarmente complessa a causa della scarsità delle fonti. Molti documenti andarono infatti perduti negli incendi successivi al terremoto del 1783, costringendo la scrittrice a lavorare soprattutto sugli archivi notarili. Da quella ricerca emerge un territorio tutt'altro che marginale, attraversato da intensi scambi commerciali tra Calabria e Sicilia e inserito in reti economiche di respiro internazionale.
Dall'incontro è emersa così l'immagine di un Mezzogiorno dinamico e produttivo, lontano dagli stereotipi di arretratezza che hanno spesso segnato il racconto della sua storia. Una prospettiva che attraversa tutta l'opera di Auci e che trova proprio nelle origini dei Florio una delle sue espressioni più significative.

