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Reading party: l'unione di arte, natura e lettura

Dal giardino di palazzo Nicotera, l'iniziativa nata a News York arriva a Trame e offre un'ora di tranquillità e cultura lontano dalla frenesia quotidiana

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di Serena Savatteri

 

Il connubio tra arte e natura è unico e l’uomo lo aveva già capito in passato. Nonostante ciò, è da segnalare una nuova tendenza partita da New York e arrivata fin qui, al Trame Festival: si tratta del “reading party”, un’iniziativa ideata da quattro giovani ventenni, Ben Bradbury, Charlotte Jackson, John Lifrieri e Tom Worcester. A seguito del successo dei primi incontri, il format è stato consolidato fino alla nascita dei Reading Rhythms, con un coinvolgimento sempre maggiore di persone e l’espansione globale del fenomeno. 
Un “reading party” è un incontro tra i lettori che desiderano un momento di distacco dalla frenesia generata dal progresso. Per parteciparvi, sono necessari un libro da leggere e la tranquillità dell’ambiente circostante. 
È quello che è avvenuto ieri mattina nei giardini di palazzo Nicotera, grazie ad un’iniziativa proposta dalla Fondazione Trame, che ha visto una dozzina di volontari godersi un’ora libera di lettura, insieme seppur da soli, nella serenità reciproca. 
Tale avvenimento, dimostra come non sempre il silenzio sia la causa di barriere sociali e incomprensioni, ma rappresenti anche un’occasione irripetibile di arricchimento culturale. Se ad esso è abbinato persino un ambiente naturale nel quale immergersi, l’esperienza diventa irripetibile e coinvolgente.  
Le opere sfogliate dai volontari spaziano tra vari temi, dalla paradossalità di "Aspettando Godot" di Samuel Beckett, alla classicità di "Circe" di Madeline Miller, dal carattere riflessivo de "L’Ultima notte della nostra vita" di Adam Silvera al fantascientifico "La Torre Nera" di Stephen King, dal contesto storico di "La guerra delle donne" di Alexandre Dumas alla profondità di "La Campana di Vetro" di Sylvia Plath. 
La necessità di iniziative di questo genere, che coniugano perfettamente tranquillità, cultura e condivisione, è tanto palese quanto impopolare al giorno d’oggi. Non siamo più abituati a ragionare fuori dagli schemi, a costruire un’opinione che non sia il rigurgito della crescente massificazione, a dissociarci dai modelli di pensiero cinici e freddi imposti dai ritmi vertiginosi e socialmente attuali. 

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