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Avviso Pubblico: si deve ripartire dalla Calabria

Trent'anni di Avviso Pubblico: a Palazzo Nicotera un incontro per celebrare l'impegno civile, la legalità e la lotta alla criminalità organizzata

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di Giusy MariaKarol Matarazzo

 

 

La criminalità organizzata non è soltanto un fenomeno economico o politico, è un organismo vivo e presente nella nostra quotidianità, specialmente in realtà frammentate e varie come il Meridione. 

Essa rappresenta una perenne e gravissima minaccia per l’integrità delle istituzioni e per il rispetto della legalità. Con l’esercizio abusivo del potere i vari clan, vessano i cittadini che, ridotti in posizione di sudditanza, sono costretti a vivere e convivere in questo sistema di oppressione.

Trent’anni di impegno civile e lotta continua alla mafia rappresentano la storia di Avviso Pubblico, l’associazione che dal 1996 ha deciso di dire basta. Partendo da 13 comuni calabresi e dalla Regione Toscana, ad oggi, con i suoi 300 enti aderenti, rappresenta un faro per tutti coloro che hanno smesso di voltarsi dall’altra parte.

Per celebrare questi tre decenni di storia, oggi si è tenuto un incontro nei pressi di Palazzo Nicotera, in cui si è discusso del libro "Mettiamo il Bene Comune: trent’anni di impegno per la legalità, contro le mafie e la corruzione", che tratta di prevenzione alla criminalità, supporto agli amministratori minacciati e da un’assidua formazione civile.

C'è bisogno di disorganizzare la mafia. Durante l’incontro, Pierpaolo Romani, coordinatore nazionale di Avviso Pubblico, ha espresso che, per sconfiggere la mafia, non basta solo combatterla bensì disorganizzarla rafforzando la formazione culturale. Il tutto è stato poi ripreso da Giuseppe Politanò, coordinatore regionale e vicesindaco di Polistena, che ha esortato un riscatto profondo per una terra straordinariamente florida come la Calabria, che deve liberarsi dal giogo criminale per esprimere liberamente le sue potenzialità.

All’incontro hanno partecipato anche Giulia Migneco (di Avviso Pubblico) e la sottosegretaria di Stato al Ministero dell’Interno, Wanda Ferro, la quale ha rivolto un messaggio diretto ai giovani: non è necessario farsi sedurre dai facili  e fugaci guadagni. La vera ricchezza è vivere e convivere nella legalità e nella cultura, l’unica garanzia per un futuro dignitoso.

L'evento non è stato soltanto una semplice presentazione ma una promessa tra Stato e cittadini, che hanno deciso, oramai stanchi, di smettere di subire e iniziare a ribellarsi. Avviso pubblico è una mano per la lotta alle mafie, una difesa al bene comune.

 

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