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Festival Trame, Bertolè (Comune di Milano): “I 280 beni confiscati come pietre di inciampo della presenza mafiosa a Milano”

Wanda Ferro (Sottosegretario Interno): “Contro le mafie non bastano le norme, la storia si cambia istituzioni e cittadini insieme”. Celebrati trent’anni di impegno per la legalità dell’associazione “Avviso Pubblico”

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“Il 21 marzo 2010, con la grande partecipazione alla manifestazione di Libera in ricordo delle vittime innocenti di mafia, Milano ha vissuto una data spartiacque”, ha detto Lamberto Bertolè, Assessore al Welfare, alla Salute e ai Beni confiscati del Comune di Milano, intervenendo a Trame – Festival dei libri sulle mafie, in corso a Lamezia Terme.

“Quella piazza mostrò che la società civile era più avanti della politica nella consapevolezza della presenza mafiosa in città”, ha spiegato Bertolè, ricordando il percorso che portò, nel 2012, all’insediamento della Commissione consiliare antimafia dopo anni di resistenze e tentativi incompiuti.

“I 280 beni confiscati gestiti oggi dal Comune di Milano sono come pietre di inciampo: luoghi fisici che mostrano ai cittadini che la mafia è una presenza concreta nelle attività economiche e nella vita quotidiana, capillare sul territorio”.

Secondo Bertolè oggi la sfida è fare un passo ulteriore: “Milano ha superato il negazionismo, ma il rischio è di usare strumenti vecchi contro una mafia che cambia. Per questo servono indagini più integrate, istituzioni capaci di condividere rapidamente dati e informazioni e un’attenzione forte ai nuovi fronti quali riciclaggio, edilizia e accesso al credito”.

 

 

 

 

 

“L’Italia ha un codice antimafia straordinario e forze di polizia riconosciute in tutto il mondo, ma non è una norma, da sola, a cambiare la storia. La storia la possiamo cambiare tutti insieme, ognuno per la propria parte”, ha dichiarato Wanda Ferro, Sottosegretario al Ministero dell’Interno, intervenendo a “Trame” - Festival dei libri sulle mafie, in corso a Lamezia Terme, in occasione della presentazione del volume “Mettiamo il Bene in Comune”, dedicato ai trent’anni di impegno di Avviso Pubblico per la legalità democratica.
Nel suo intervento, Ferro ha richiamato il valore dell’azione culturale nel contrasto alla criminalità organizzata:“Bisogna informare e accompagnare gli amministratori, ma anche diffondere tra i cittadini l’idea del coraggio, della denuncia e della responsabilità”,.
Un passaggio centrale è stato dedicato agli scioglimenti dei Comuni per infiltrazioni mafiose e alla necessità di aggiornare gli strumenti normativi. “Bisogna stare al passo con la criminalità organizzata, che oggi corre con l’innovazione tecnologica, l’intelligenza artificiale e le criptovalute. Lo Stato deve essere ancora più veloce e più avanti”, ha sottolineato Ferro. Richiamando il valore dei beni confiscati come strumenti concreti di riscatto dei territori, il sottosegretario ha affermato: “Quando un bene torna alla comunità, quando diventa una caserma, un commissariato, un presidio sociale, lo Stato dimostra concretamente la propria presenza”.
Forte anche l’appello rivolto ai giovani: “Impegnatevi, metteteci la faccia, assumetevi la responsabilità. Gli spazi liberi vanno occupati dalle istituzioni, dalla politica e dal sociale, perché se restano vuoti qualcuno proverà a occuparli, e non sempre saranno le istituzioni: spesso sarà la criminalità organizzata”.
 “Avviso Pubblico – ha affermato Pierpaolo Romani, coordinatore nazionale dell’associazione – non nasce nel Sud, ma in Emilia-Romagna. Già nei primi anni Novanta alcuni giovani amministratori locali compresero che le mafie non erano un problema da Roma in giù, ma una questione nazionale, capace di riguardare anche i territori del Centro-Nord”.
Romani ha ricordato l’impegno dell’associazione nata nel 1996 nella formazione degli amministratori e nella costruzione di reti tra enti locali, scuole, cittadini, istituzioni e operatori economici. “Il fondo nazionale per gli amministratori minacciati non va tagliato: è uno strumento concreto, ma anche un segnale simbolico della presenza, dell’autorevolezza e della forza dello Stato accanto a chi amministra i territori. Non si dica che i politici sono tutti incapaci o disonesti. Ci sono amministratori competenti e coraggiosi, di ogni schieramento politico, che ogni giorno si assumono responsabilità. L’onestà – ha concluso Romani - è fondamentale, ma non basta: servono competenza, formazione e capacità di costruire soluzioni”.
Nel corso dell’evento, il Sindaco di Lamezia Terme, Mario Murone, ha annunciato che il Comune lametino ha aderito, dallo scorso 15 giugno, ad “Avviso Pubblico”, rafforzando così il proprio impegno istituzionale nella promozione della legalità e nella prevenzione dei fenomeni mafiosi.

 

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