di Carmen Critelli
Nell'ambito del festival Trame si è svolta la presentazione del volume Turismo e capitale. Come il capitalismo allunga i suoi tentacoli e fa marcire quel che tocca, tra scuola, università, lavoro e sfruttamento, pubblicato da Vintura Edizioni e promosso in collaborazione con Filcams CGIL Calabria e Scomodo.
A moderare l'incontro è stato il giornalista di Scomodo Jonathan Silvestro, che ha aperto il dibattito sottolineando come il turismo venga spesso raccontato soltanto attraverso i numeri delle presenze e degli arrivi, lasciando nell'ombra le condizioni di chi lavora nel settore.
Al confronto hanno partecipato Enzo Scalese, segretario generale della CGIL Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo, Franco Capalbo dell'Università della Calabria, Danilo Lico di Kalabria Eco ETS, Celeste Logiacco, segretaria generale della CGIL Calabria, Rosario Bressi, presidente di Arci Calabria, e Giuseppe Valentino della Filcams CGIL Calabria.
Temi centrali della serata, il rapporto tra sviluppo turistico e diritti del lavoro. Franco Capalbo ha spiegato come il libro nasca dall'esigenza di ribaltare la narrazione dominante che presenta il turismo come soluzione automatica ai problemi economici dei territori. Attraverso ricerche e testimonianze, il volume mette in evidenza precarietà, bassi salari e sfruttamento che caratterizzano una parte consistente del settore.
Un'attenzione particolare è stata dedicata al fenomeno dell'overtourism e ai suoi effetti sulle comunità locali, dall'aumento dei costi delle abitazioni alla perdita di identità dei territori. Secondo gli interventi, il benessere dei residenti dovrebbe rappresentare il principale indicatore della qualità di un modello turistico.
Danilo Lico ha portato l'esperienza di Kalabria Eco ETS, raccontando il percorso di rigenerazione del borgo di Polia, attraverso iniziative culturali, turismo esperienziale e progetti di ripopolamento. Un modello che punta a creare opportunità permanenti per chi vive nei territori, superando la logica della stagionalità.
Dal fronte sindacale, la segretaria Logiacco ha evidenziato le criticità del comparto turistico in Calabria: contratti precari, lavoro stagionale, bassi salari e difficoltà di rappresentanza dei lavoratori. Ha ribadito il ruolo della CGIL nella difesa dei diritti e nella costruzione di un modello di sviluppo fondato sulla dignità del lavoro e sulla legalità.
Il presidente Bressi ha invece sottolineato il contributo dell'associazionismo nel rafforzare le comunità locali, promuovendo forme di turismo sociale e partecipativo capaci di valorizzare il territorio senza snaturarlo.
A chiudere il confronto è stato Giuseppe Valentino, che ha rilanciato la campagna "Non c'è turismo senza di noi", promossa dalla Filcams CGIL. L'obiettivo è costruire un diverso modello di sviluppo turistico, fondato sulla partecipazione dei lavoratori e delle comunità locali, contrastando precarietà e sfruttamento. "Il primo turista di un territorio è chi lo abita", ha ricordato, sintetizzando il messaggio emerso dalla serata.
Un incontro che ha così offerto uno spazio di riflessione su un settore strategico per la Calabria, rilanciando una domanda centrale: quale turismo può contribuire allo sviluppo delle comunità senza compromettere i diritti di chi le abita?

