“Parliamo di mafie nel nostro Paese, parliamo di mafie nel loro complesso”: ad introdurre i tre ospiti di Trame durante l’ultima serata del Festival, è Filippo Veltri, giornalista del Quotidiano del Sud e autore di La Calabria dolente 2.0.

Filippo Veltri

Filippo Veltri

“Oggi abbiamo la possibilità di avere uno sguardo complessivo sui vari territori – dice Filippo Veltri – tre ottiche differenti che riguardano tre diverse regioni: la Calabria, l’Emilia e la Puglia”.

Isaia Sales

Isaia Sales

In particolare, la storia dell’Emilia Romagna è collegata e collegabile a quella della Calabria, come le recenti vicende del processo Aemilia contro la cosca ‘ndranghetista insediata in Emilia Romagna, dimostrano. “Non è un fenomeno esclusivo del Mezzogiorno, quindi”, ricorda il giornalista, dando la parola a Isaia Sales, il cui libro Storia dell’Italia mafiosa “nasce da un tentativo di chiarirmi le idee, da un’insoddisfazione nel modo in cui sono state trattate le mafie negli ultimi anni e sul perché abbiano successo”. A cosa è dovuto il successo della ‘ndrangheta? A quest’ultimo quesito, Sales una risposta se l’è data: “Le mafie hanno successo perché la loro è una violenza in relazione con la classe dirigente, una forma di potere quindi riconosciuta da un altro potere”.

Andrea Apollonio

Andrea Apollonio

“Trame è il luogo in cui si cerca di capire cosa sia il fenomeno mafioso che ha contrassegnato tutta la storia d’Italia dalla sua Unità”, dichiara Andrea Apollonio, autore di Storia della Sacra Corona Unita. Ascesa e declino di una mafia anomala e professore all’Università di Pavia. L’avvio di questa avventura di ricerca, Apollonio la riconduce ad Enzo Ciconte, storico più volte ospite del Festival Trame. “Trame è il luogo in cui si cerca di capire, e l’esigenza di capire è più forte di prima”, afferma lo scrittore.

Sabrina Pignedoli

Sabrina Pignedoli

A parlare di mafia al Nord è anche la giornalista Sabrina Pignedoli, autrice di Operazione Aemilia. Come una cosca di ‘Ndrangheta si è insediata al Nord, inviata al processo Aemilia e minacciata per i suoi articoli. “A Reggio Emilia la ‘ndrangheta è arrivata da più di trent’anni, ma ancora si pensa che essa sia una questione tra calabresi”, rivela la cronista. Vi è stata una “sottovalutazione dal punto di vista politico” che ha permesso quindi all’associazione mafiosa calabrese di prosperare incontrastata nel territorio romagnolo.

l´incontro